Browse > Home

| Abbonati via RSS

Peccato

marzo 11th, 2010 | 97 Comments | Posted in Campionato, Champions League | di Grappa e Vinci

Manchester-Milan inizia con una bella inquadratura di Ronaldinho che si slinguazza da solo e ridacchia, gesti con i quali tocca i vertici di intensità della serata.

Gara difficile per il Milan, al quale mancano Pato, Antonini, Nesta, Gattuso, Rosetti, Dida, Kakà, Berlusconi, lo stadio di proprietà, le famiglie allo stadio, Rocchi, la mentalità europea, quattro rigori, l’abbassamento dei toni, i giovani di una volta, una musichetta suonata decentemente, le mezze stagioni, il punto di vista estetico, Tagliavento, il risultato normale, il regime fiscale spagnolo, la par condicio, “noi il Manchester l’avremmo battuto” ed altri campioni, con i quali il risultato sarebbe stato ben diverso. Certo che no, non si può disputare una partita in queste condizioni: avrebbero dovuto rinviarla, mandare qualcuno a prendere a martellate gli alluci di Rooney e Ferdinand, far valere la metà, per decreto, i gol segnati in trasferta a San Siro, ma si sa che questi europei sono dei bacchettoni, loro e questa assurda storia delle regole e della correttezza, e hanno voluto giocare lo stesso, bravi, clap clap.

Quando inizia la partita, i due strascicanti telecronisti ci trasportano nel loro mondo fatato. Nei primi sette minuti, il Milan non esce dalla metà campo, Rooney tira tre volte in porta e si vede pure il primo sinistro della carriera di Gary Neville, ma “è un buon Milan, che ha iniziato col piglio giusto”. Poi, una pallonata colpisce Dinho che si era mezzo appisolato ed esce di poco, e “ora il Manchester ha paura”. Arriva il gol del Manchester, ma “il Milan è ancora vivo”. Ci si aspetta da un momento all’altro un “i rossoneri hanno già la testa alla partita col Chievo”.

Milan Rooney Tunes

La gara prosegue, ma è chiaro come i ragazzi di Leonardo stiano snobbando l’impegno. Galliani, a fine primo tempo, dichiara “Il campionato è la nostra competizione, quella che storicamente più ci si addice, non scambierei uno scudetto con tre Champions”, poi smette la canotta e i sandali, stavolta non servono. Gli stimoli in Europa non sono quelli giusti, e si sa che il Milan è capace di tirar fuori la prestazione solo quando risuonano i gorgheggi di Lady Gaga e Belen comincia ad ondeggiare ed esibirsi in pose da pornodiva consumata: niente musichetta, niente ondeggiamenti, niente Milan. Onyewu, strappato ai Toronto Raptors nel draft di inizio stagione, viene risparmiato in attesa dei ben più sentiti impegni domenicali.

Il secondo tempo inizia con Cerqueti e Collovati che suonano la carica, dopo che Bartoletti ci aveva lasciati con un “perché non sognare?”. Poco dopo, infatti, si sogna: Thiago Silva mostra all’Europa cosa gli ha insegnato Kaladze in questo fruttuoso anno di allenamenti e viene arrotato da Nani, che scappa sulla fascia e strivella per Rooney, che quasi si rammarica di non poter segnare di testa. Il sogno prosegue, e per i due telecronisti “non cambia niente, il Milan deve comunque segnare tre gol”, anzi, quasi è un bene che il Manchester abbia segnato, fatene un altro e poi vedrete, saranno cazzi. Ferguson, impietosito, al sessantacinquesimo toglie tutti ed abbassa i ritmi, con la sua squadra che si limita a controllare l’immenso vantaggio acquisito. Nonostante il Manchester giochi quasi per inerzia arrivano altre due pere, ma quel che bisogna sottolineare è il momento-tenerezza: entra Beckham e lo stadio esplode in un grande applauso, che fa passare in secondo piano la risicata vittoria e sottolinea come l’amore abbia vinto ancora una volta.

Finisce 4-0, un risultato che lascia spiragli aperti per il ritorno, un decreto interpretativo e un ricorso al Tar. I giocatori e lo staff rossonero danno ancora una volta l’esempio della loro enorme cultura sportiva lasciando solo il povero Failla a bordo campo per poi presentarsi ai microfoni per la consueta, onesta ammissione di colpe. I giornalisti Rai incalzano, fioccano critiche aspre, domande scomode, silenzi imbarazzanti. Bartoletti attacca Leonardo con un “Non pensi che l’Inter adesso dovrebbe avere paura di questo Milan arrabbiato?”, Gentili lo mette in croce pronunciando parole di fuoco come “Non è andata come speravamo”, Zazzaroni si crede brillante ed ironizza sul vino offerto da Ferguson.

Insomma, è la peggior figura di merda europea dai tempi di Manchester-Roma, il fallimento del “progetto” rossonero, una barzelletta che ha fatto ridere l’Europa intera, ma va tutto bene, da domenica si torna alla crisi Inter, al Milan di grande intensità visto a Roma, a Thiago Silva splendido baluardo, Dinho dispensatore di assist e a Borriello implacabile bomber.
In attesa della partita di Londra, noiosa ed inutile continuazione di questa Champions, che dopo l’eliminazione di Milan e Real (che dà ulteriore lustro alla mitica vittoria al Bernabeu) appare più che mai povera di valori e priva di ogni interesse.

Condividi questo post:
  • Print
  • email
  • Facebook
  • Twitter
  • MySpace
  • Google Bookmarks
  • Wikio IT
  • LinkedIn
Tags:

E-e-e-e….questo è tutto, gente!

marzo 10th, 2010 | 51 Comments | Posted in Champions League | di Nk

Milan Rooney Tunes

Condividi questo post:
  • Print
  • email
  • Facebook
  • Twitter
  • MySpace
  • Google Bookmarks
  • Wikio IT
  • LinkedIn
Tags:

Tiferò Manchester senza il minimo dubbio

marzo 10th, 2010 | 95 Comments | Posted in Champions League | di Taribo59

La comunità degli interisti tende al masochismo e alla superstizione: solo così si spiegano le opinioni maggioritarie sul fatto che sia preferibile che il Milan vada avanti in Europa, così da consumare energie e averne meno in campionato. I più negativi – fra gli interisti, intendo – arrivano a dire che solo se verremo eliminati dal Chelsea, potremo vincere il quinto scudetto consecutivo…

Milan zero tituliIo spero, invece, che il Milan faccia una figuraccia e venga sbattuto fuori dalla Coppa su cui millanta il famoso dna. Temo che la figuraccia non la farà affatto, perché il Milan visto a Roma e nella partita d’andata è in grado di fare bene anche nel “Teatro dei sogni”, dunque sarei già contento se il Milan venisse eliminato per il rotto della cuffia. O fra gli applausi (come la povera Fiorentina, a cui auguravo ogni successo).

Lo spero, perché se il Milan sarà eliminato, la botta psicologica faticherà a essere assorbita, e certe esclusioni (Inzaghi, Gattuso, Flamini, Huntelaar) cominceranno a produrre esiti nefasti, perché nemmeno nell’asettico spogliatoio di Milanello Bianco sono immuni alle polemiche (sanno come zittirle, questo sì).

Lo spero, perché non ho ancora digerito la Champions del 2007, quella che i rossoneri post-Calciopoli non avrebbero nemmeno dovuto giocare, e invece vinsero, perché il famoso dna prese le forme di un gol involontario di Inzaghi, colpito da un calcio di punizione di Pirlo che sarebbe finito fuori di 6 metri.

Lo spero, perché ho grande ammirazione per l’United e per Alex Ferguson, per Giggs e per Scholes, per Vidic e per Rooney; e chi vende il miglior calciatore del mondo e continua a stare ai vertici, merita di proseguire il cammino europeo.

Lo spero, perché credo che il calcio, a questi livelli, sia una questione mentale più che fisica, e considero meno rilevante l’ipotetica stanchezza che affliggerebbe chi prosegue in Champions, del propellente di una vittoria: un Milan capace di vincere con due gol di scarto a Manchester, diventerebbe un avversario molto più pericoloso in campionato.

Lo spero, perché se davvero l’Italia perde un posto in Champions, magari maturerà il momento di rimettere mano alla formula di Serie A e Serie B, riducendo il numero delle squadre e delle partite, eliminando i turni infrasettimanali e costruendo calendari più umani.

Lo spero, perché mi attacco a tutto pur di evitare il sorriso compiaciuto di Berlusconi.

Condividi questo post:
  • Print
  • email
  • Facebook
  • Twitter
  • MySpace
  • Google Bookmarks
  • Wikio IT
  • LinkedIn
Tags:

La frenata

marzo 9th, 2010 | 120 Comments | Posted in Allenatore, Campionato, Tattica | di Taribo59

La frenata è evidente, brusca, preoccupante: 4 pareggi nelle ultime 5 partite, di cui tre 0-0, un drastico ridimensionamento delle occasioni da rete, fino alla peggiore Inter casalinga dell’Era Mourinho, quella vista nei primi 70′ domenica sera, senza ritmo, senza cattiveria agonistica, sempre in ritardo sui palloni vaganti. Al netto delle due espulsioni, mi è parso di rivivere la prima mezzora di Inter-Samp, e stavolta è mancata anche la scossa nervosa di quell’altro 0-0.

Sul significato di questa frenata e sulle possibili conseguenze, immagino avremo opinioni diverse. La mia è che Mourinho stia esagerando nel minimizzare l’importanza della manovra di centrocampo, e che questa sua “filosofia” si sommi allo scadente stato di forma dei centrocampisti. Sneijder è rimasto allo shock dell’espulsione nel derby, quello di prima non si è più visto, gli avversari hanno imparato a conoscerlo e vanno a pressarlo in ogni zona del campo. Stankovic – che non avrei mai sostituito, domenica sera – è reduce da uno dei suoi tipici infortuni, dai quali fatica sempre a riemergere. Cambiasso e Thiago Motta – i due centrocampisti più intelligenti – erano assenti. Zanetti ha di nuovo fatto il terzino. Muntari – non solo per colpe sue – ha di nuovo raccolto la sua dose di fischi. Mariga e Khrin sono rimasti in panchina, e la riesumazione di Quaresma è avvenuta ed è stata vissuta come una mossa della disperazione.

Mourinho non rinuncia mai alla difesa a 4, anche quando gli avversari giocano senza attaccanti. Per cui si sono visti Samuel, Lucio e Cordoba senza nessuno da marcare e senza sapere che fare del pallone, visto che non trovavano un compagno (vicino) a cui affidarlo: il numero impressionante di passaggi sbagliati, di errori di misura, mi ha fatto pensare a quanto sia superiore il Milan in questa fase del gioco (Nesta e Thiago Silva non buttano via un pallone).

Inevitabilmente, Inter-Genoa ci riconsegna il dibattito su Balotelli, su quanto sia ondivago se non dannoso, quando la partita prende vesti tattiche che lui, semplicemente, non capisce. Per me, sia il 4-2-3-1 che Balotelli vanno usati con parsimonia, per sparigliare situazioni bloccate: è vero che a Udine, giocando dal primo minuto, Balotelli è stato decisivo, ma se davvero ieri sera ha giocato con la febbre alta, andava sostituito prima. Non mi ha convinto la formazione di partenza, troppo offensiva e senza supporto a centrocampo (il primo tiro in porta, da fuori area, l’ha fatto Stankovic al minuto 39). Non mi ha convinto la scelta di Pandev insieme a Balotelli, in una partita in cui serviva qualcuno capace di colpire sottomisura, in mischia, su palloni sporchi (l’ingresso di Eto’o mi è parso tardivo).

Qualcuno pensava bastasse la maglia del Centenario per vincere le partite? Restare 4 punti avanti dopo cinque partite giocate mediamente male (fa eccezione il primo tempo di Udine) può indurre a pensieri ottimisti, ma è una sensazione destinata a ribaltarsi, se da Catania e Palermo non si farà ritorno con 4 punti. Arrivano tre trasferte consecutive, con il Chelsea di mezzo, dunque non è il caso di farsi illusioni: il campionato resterà in bilico fino alla fine, e forse non basteranno gli 80 punti che credevo sufficienti.

Condividi questo post:
  • Print
  • email
  • Facebook
  • Twitter
  • MySpace
  • Google Bookmarks
  • Wikio IT
  • LinkedIn
Tags: ,

Buon compleanno, Inter!

marzo 9th, 2010 | 53 Comments | Posted in Storia del Calcio | di Bauscia Cafè

Nascerà qui al ristorante “l’Orologio”, ritrovo di artisti, e sarà per sempre una squadra di grande talento.
Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma: il nero e l’azzurro sullo sfondo d’oro delle stelle.
Si chiamerà Internazionale, perchè noi siamo fratelli del mondo.

Logo Inter

Buon Compleanno, Eterna Squadra Nostra!

Condividi questo post:
  • Print
  • email
  • Facebook
  • Twitter
  • MySpace
  • Google Bookmarks
  • Wikio IT
  • LinkedIn

“Anti-Inter”, la finale. Ed altro

marzo 8th, 2010 | 101 Comments | Posted in Campionato | di Grappa e Vinci

il ritratto di Adrian Gray

il ritratto di Adrian Gray

Dopo mesi di sfide, ballottaggi ed avvicendamenti che hanno mietuto vittime eccellenti,  va finalmente in scena la finale di “Anti-Inter”, il talent-show che da tenuto col fiato sospeso l’Italia intera. Milioni di telespettatori in estasi davanti alla tv, le premesse per uno spettacolo senza precendenti: lo share decolla quando loro, Roma e Milan, scendono in campo a contendersi lo scettro di antagonista unica ed indiscussa dei nerazzurri. In questi lunghi mesi, hanno superato la concorrenza di corazzate come la Juventus di Felipe&Melo, la Sampdoria di Pozzi e Pazzini e il magico Napoli di Mazzarri, l’uomo che in proporzione alla sua dotazione ne ha stese più di John Holmes. Qualità al top anche per quanto riguarda il direttore di gara: tocca a Tagliavento, che si è assicurato sul filo di lana il contest per i fischietti deliziando il paese con le sue ormai celeberrime “intepretazioni alla lettera”. In lacrime, in un angolino buio e puzzolente, il secondo classificato Rocchi, che dopo la sontuosa prestazione nel derby si sentiva già in tasca la designazione.

La gara è una parata di stelle. In campo, va in scena l’orgia degli esteti, l’orgasmo dei sensi, un trionfo di beatitudine le cui sintesi spodesteranno presto tutti i threesome su Youporn. Le telecamere, per concedere qualche attimo di tregua ai goderecci spettatori, indugiano sulla tribuna, dove un Ferguson terrorizzato ma allo stesso tempo visibilmente eccitato segue con ansia gli sviluppi di questa appassionante finale.

Alla fine di un primo tempo elegantemente concluso senza reti, va in scena la testimonianza di Jankulovski, scampato per pochissimo alla deportazione ad Appiano Gentile. La ripresa conferma quanto detto durante la settimana: è in scena il top del calcio italiano. Un sabato per ghiottoni, quello della ventisettesima giornata: oltre alla supersfida dell’Olimpico, grande spettacolo anche a Firenze, dove torna in auge lo Zico del terzo millennio, l’uomo che aveva infiammato le prime puntate di “Anti-Inter” a suon di piroette e giravolte. D’obbligo, per i sostenitori viola, porsi alcune domande: contro la loro squadra, Quaresma si è esibito in giocate da campione e Diego e Grosso (ed Amauri all’andata!)sono riusciti a segnare nella stessa partita. Che ci sia, forse, qualcosa che non va?

A Roma, comunque sia, si va sul velluto fino al novantesimo. Gli spettatori di sesso maschile sono costretti a mascherare con imbarazzo evidenti gonfiori intimi, mentre le donne, incantate dalle invenzioni di Dinho e dalle cannonate di Borriello, si producono in ammiccamenti e sfregamenti più o meno voluti. L’atmosfera è così calda che deve intervenire Galliani in sandali, calzini bianchi e canotta sporca di ragù per placare l’incendio di passione.

La grandezza delle due contendenti non permette che il risultato si sblocchi: finisce pari, con uno 0-0 molto chic e trendy che non placa affatto i bollori del pubblico, ma che anzi favorisce le congiunzioni tra tifosi di opposte fazioni. Beltà e raffinatezza anche nel dopo-partita, con Leonardo che piangiucchia per il non-rigore non concesso dopo un pur leggiadro decollo di Ambrosini e Ranieri che gongola per il punticino guadagnato.

A designare la vincitrice del talent show sarà dunque il televoto: vista l’altissima posta in palio, ci si aspettano telefoni bollenti per settimane. Oltre alla possibilità di contendere lo scudetto all’Inter, infatti, la squadra vincitrice si porterà a casa uno stock di pompose targhe celebrative, corredate da pratiche istruzioni per apporle facilmente sulle maglie da gioco. Tra i votanti, verranno estratti cinque fortunati che riceveranno un cd di grugniti, ululati e bestemmie, per esercitarsi a casa e non farsi trovare impreparati la prossima volta allo stadio.

Nella partita di domenica sera, Inter e Genoa si ritrovano addosso l’enorme pressione di dover mettere in campo uno spettacolo tale da non far rimpiangere le leccornie della serata precedente. Prodigandosi in un grande sforzo, però, le due compagini riescono nell’intento: dopo novanta minuti di ciabattate, scazzi ed imprechi, il risultato è un altro godibile zero a zero, assolutamente all’altezza di quello dell’Olimpico. Migliore in campo Quaresma, che ha infiammato il pubblico con qualche tocco dei suoi e che ha svegliato la squadra dal misterioso torpore nel quale era rimasta intrappolata fino al suo ingresso in campo: che anche alla luce di questo fatto ci sia da porsi qualche domanda?

L’impressione, e qui divento serio per un attimo, è che la sfida di Champions stia catalizzando su di sé molte energie, soprattutto mentali: non è un caso, secondo me, che da un mese a questa parte gli approcci alla partita non siano più gli stessi. Anche un po’ di stanchezza, certo, e magari anche un comprensibile e fisiologico calo di prestazioni dopo 5 mesi da schiacciasassi: l’avvicinarsi del ritorno col Chelsea, però, è sicuramente un elemento di cui tenere conto, sebbene la tesi del “eh ma la mente è al [temibile avversario di turno]” mi sia sempre sembrata niente di più che una pessima giustificazione per dei brutti risultati.

Un’altra impressione che ho è che questa squadra si esalti nelle difficoltà, come testimoniano il trionfo nel derby, gli splendidi sessanta minuti in nove contro la Samp, la reazione immediata al gol di Kalou e la bella vittoria della scorsa settimana con una formazione a dir poco rimaneggiata. Ieri sera era tutto “normale” o quasi, ed era una delle classiche partite che vengono affrontate senza troppo mordente e con la presunzione del “prima o poi tanto un gol lo troviamo”. Abbiamo iniziato a far benino soltanto quando la gara era agli sgoccioli ed avevamo in campo ottantatré punte, e anche questo per me non è un caso.

Che dire, venerdì prossimo a Catania le difficoltà saranno parecchie, in un ambiente caldo e con davanti una squadra tra le più in forma del campionato. Speriamo che la mia tesi si riveli fondata.

A Stamford, poi, ci saranno più difficoltà che in ogni altra occasione.

E qui ci aggiungo un bello “sgrat”, che non fa mai male.

Condividi questo post:
  • Print
  • email
  • Facebook
  • Twitter
  • MySpace
  • Google Bookmarks
  • Wikio IT
  • LinkedIn
Tags: , ,

Una serata no.

marzo 7th, 2010 | 178 Comments | Posted in Campionato | di SNIS

E’ stata forse la peggior Inter vista quest’anno. La squadra è sembrata svogliata, quasi demotivata, soprattutto nel primo tempo. Nonostante l’offensivissimo 4-2-3-1 di partenza, l’unico tiro in porta nella prima frazione di gioco è arrivata al minuto 40, con una conclusione da circa trenta metri che non ha minimamente impensierito Amelia. In fase difensiva non abbiamo mai sofferto e l’unico pericolo da segnalare è una conclusione di Mesto da fuori area, respinta a mani aperte da Julio Cesar.  Il Genoa è arrivato a S.Siro per contenere, con una formazione molto prudente e ben messa in campo. Partita ordinata quella dei rossoblu, che sono riusciti ad imbrigliare la nostra manovra, anche per i tanti errori dei nostri in fase d’impostazione. Tantissimi passaggi sbagliati e molte imprecisioni non ci hanno consentito di creare azioni degne di nota.

Nella ripresa le cose sono un’pò migliorate, con la squadra leggermente più brillante rispetto alla prima frazione. Dopo pochi minuti Milito ha avuto la palla buona per sbloccare il risultato, ma sul disturbo di un avversario ha calciato a lato da buona posizione. Sembrava comunque il segnale che le cose stessero per cambiare.  Invece no, perchè la squadra è ripiombata in quello stato di indolenza già visto durante i primi 45 minuti. Poi il doppio cambio Muntari-Cordoba e Eto’o-Pandev ha mutato un’pò l’atteggiamento dei nostri. Il ritorno del capitano a centrocampo ha riportato un’pò di vitalità in mediana, dando la scossa ai nostri, che hanno provato finalmente ad andare avanti con più convinzione. Gli ultimi venti minuti hanno prodotto alcune situazioni interessanti dalle parti di Amelia. Non a caso però  i pericoli maggiori sono arrivati con conclusioni da fuori, a dimostrazione di come il Genoa abbia difeso molto bene negli ultimi 16 metri. L’ingresso di Quaresma per Deki nel finale, è stato l’estremo tentativo di portare a casa l’intera posta, senza però riuscirci.

Un passaggio a vuoto per il quale si possono trovare mille motivi. I tanti giocatori reduci dagli impegni con le nazionali, Balotelli con 38,5 di febbre, le assenze a centrocampo (reparto nel quale più degli altri è mancata la brillantezza) di Cambiasso e Motta, sono solo alcuni degli alibi che si possono accampare. A mio modo di vedere si è trattato semplicemente di una serata no, di quelle che possono capitare nell’arco di un campionato. Alla luce del pareggio di sabato sera tra le due migliori  squadre a livello estetico (cit.), questo 0-0 lascia in bocca un sapore agrodolce per non essere riusciti ad allungare sulle dirette rivali, ma di contro c’è la consapevolezza che i punti di vantaggio rimangono invariati con una partita in meno da giocare.

Condividi questo post:
  • Print
  • email
  • Facebook
  • Twitter
  • MySpace
  • Google Bookmarks
  • Wikio IT
  • LinkedIn
Tags:

Anticipi definitivi

marzo 6th, 2010 | 153 Comments | Posted in Campionato | di Taribo59

Fiorentina-Juve alle 18.00, Roma-Milan in serata: i due anticipi della ventisettesima giornata sono destinati a decretare sentenze inappellabili.

Per la Fiorentina – che ritrova Giardino e Vargas – è l’ultima occasione per avvicinare la zona Champions, solo una vittoria può tenere aperta la speranza; e solo una buona prestazione può fornire la spinta per la partita con il Bayern, dopo il furto provocato da Ovrebo.
Per la Juventus – che ritrova Iaquinta – la zona Champions rischia di diventare chimerica, dopo la sconfitta casalinga col Palermo e con un calendario, appesantito dai giovedì sera di Europa League, che è forse il peggiore in assoluto, fra le candidate a giocarsi un posto nelle Coppe.
Il risultato più probabile – il pareggio – servirebbe soprattutto a Palermo e Napoli.
Pronostico secco: 0-1.

All’Olimpico, la Roma è chiamata a farci capire quanto vale.
Per me, la Roma con Totti vale l’Inter, dunque è più forte del Milan, e senza Totti e senza Pato non posso che confermare la preferenza giallorossa.
Rientrano Julio Sergio e Pizarro, e pare che anche Toni sia disponibile, ma troppe volte la Roma ha sbagliato la partita della svolta, l’eliminazione da una mediocre squadra greca è li a dimostrarlo.
Il Milan ha più punti di quanto vale, sembra sempre sul punto di mostrare il bluff, ma se vincesse all’Olimpico – considerando scontata l’eliminazione all’Old Trafford – diventerebbe un avversario pericolosissimo.
Con Tagliavento, in una ventina di partite complessive, né la Roma né il Milan hanno mai perso: ho l’impressione che questa strana statistica sia destinata a finire domani.
Vince chi segna per primo. Pronostico secco: 1-2.

Dopo 26 giornate di campionato, ecco la classifica dei calci di rigore:
Milan 8 favore 2 contro = + 6
Roma 7 favore 3 contro = + 4
Juventus 3 favore 3 contro = 0
Inter 5 favore 6 contro = – 1.
Il primato del Milan viene ulteriormente rafforzato dalle circostanze legate a entrambi i rigori “contro”.
Il primo – nel derby d’andata – avrebbe dovuto prevedere l’espulsione di Gattuso, invece l’arbitro sui limitò ad ammonirlo.
Il secondo – a Bari – è stato fischiato al minuto 89, con il Milan in vantaggio 0-2 (sullo 0-0 c’era un rigore persino più netto, ma quello non è stato fischiato).

Condividi questo post:
  • Print
  • email
  • Facebook
  • Twitter
  • MySpace
  • Google Bookmarks
  • Wikio IT
  • LinkedIn

Italiani veri

marzo 5th, 2010 | 164 Comments | Posted in Discussioni | di Nk
Balotelli Okaka Ogbonna

Angelo, Mario e Stefano

Condividi questo post:
  • Print
  • email
  • Facebook
  • Twitter
  • MySpace
  • Google Bookmarks
  • Wikio IT
  • LinkedIn
Tags: ,

Un anno di prostituzione intellettuale

marzo 4th, 2010 | 178 Comments | Posted in Allenatore, Campionato, Manipolazione Intellettuale | di Nk

Dal 3 marzo 2009 ad oggi. Noi non dimentichiamo, ma non possiamo fare a meno di chiederci: cosa è cambiato?

Condividi questo post:
  • Print
  • email
  • Facebook
  • Twitter
  • MySpace
  • Google Bookmarks
  • Wikio IT
  • LinkedIn
Tags: