Avviso ai naviganti: il cafè chiude le porte (solo per un attimo però!)

Ok…la situazione ve l’abbiamo spiegata pochi giorni fa e quindi non ci dilunghiamo. Il problema, ragazzi miei, è che fino a quando continuate ad arrivare a gruppi di mille ogni ora questi server qui proprio non ce la fanno a starvi dietro! E allora noi, un po’ indaffarati per sistemare tutto ma tanto lusingati per l’affetto che ci dimostrate, non possiamo che prenderne atto e prendere provvedimenti.

Viaggiamo quindi verso un nuovo servizio, verso un nuovo server su cui -speriamo- tutto sarà più stabile e veloce. Per fare questo, però, è necessario che Bauscia Cafè vada offline per qualche giorno.

Proprio così: da oggi, e per alcuni giorni, Bauscia Cafè potrebbe non essere raggiungibile dai vostri computer. Non allarmatevi però: torniamo prestissimo!

Nel frattempo, come al solito, potrete continuare a trovarci su Facebook e su Twitter!

Bisogna essere miliardari, per dire in faccia al Milan come stanno le cose

Il primo fu Roberto Mancini, livido e stizzito davanti a uno dei mille giornalisti a libro-paga (cercate su You Tube Mancini + Ordine).

Poi c’è stata l’apoteosi di Mou, il gesto delle manette che nella mitologia nerazzurra ormai equivale ad Angelo Moratti sollevato nel cielo del Prater; gli attacchi frontali di Mou al Milan e al Sistema (la Juve non esisteva) erano una manifestazione di libertà di pensiero, di assenza di condizionamento, di strafottenza se volete… ma certo Mou non aveva paura di dispiacere al Cav. e al prode Galliani.

Ora, dopo settimane passate a incensare l’acume e la lungimiranza di Galliani – fino a ipotizzare che Tévez sarebbe sceso dalla scaletta con lui, in tempo per vedersi il derby – ecco cosa dice del Milan un terzo miliardario, Khaldoon Al Mubarak, lo sceicco che si è comprato il Manchester City:

Per come stanno adesso le cose, il Milan non è un’opzione seria per Tévez. Galliani e i suoi uomini hanno diffuso un senso di sicurezza assolutamente fuori luogo solo grazie a quelle discussioni fuori luogo con Carlos e il suo entourage. Se vogliono essere una società considerata appetibile per un trasferimento reale devono smetterla di congratularsi l’uno con l’altro e iniziare a capire quali sono le nostre richieste. Paris Saint-Germain e Inter hanno iniziato con noi delle discussioni in buona fede e avere trattative con delle società serie e professionali è sempre un’esperienza positiva. Il futuro di Carlos? Resta un nostro giocatore per le prossime due stagioni e mezzo, se non riceviamo un’offerta appropriata non lo cederemo”.

Traduzione: il Milan ha giocato sporco, ma noi abbiamo i soldi per non farci ricattare, e piuttosto che cederlo al Milan, teniamo Tévez fermo due anni e mezzo. Intanto, la società gli ha comminato una multa che equivale agli stipendi annuali di tutto il Novara.

Per sua fortuna, Galliani è ancora in grado di condizionare i vari preziosi (merkel), i lotito e i lomonaco del tibet (maxi lopez), ma una figuraccia simile, voialtri che ve la prendete sempre con Moratti, l’Inter di Moratti non l’ha mai fatta.

Chi ha bisogno di un centrocampista alzi la mano

Se c’è qualcosa che l’ultima partita contro la Lazio ci ha fatto capire, più di come la squadra sopperisca in questo periodo a mancanze atletiche e tattiche con buona sorte e palle quadre, e più di come Ranieri sembri aver preso in pugno finalmente uno spogliatoio da un paio d’anni a questa parte senza guida, è quanto ci stiamo trovando in perenne equilibrio tra l’arrancare ed il gestire agevolmente la parte nevralgica del campo di giuoco (con la u), il centrocampo. La Lazio ci ha messo costantemente in apprensione, la scorsa domenica, andando a pressare altissimo, al primo portatore di palla (Maicon e Chivu nella fattispecie) e raddoppiando sistematicamente, grazie ad un centrocampo, il loro, più folto numericamente.
L’assenza di un regista fisico come il buon Thiago Motta ha pesato moltissimo negli equilibri di squadra, che ha perso la principale fonte di gioco dell’era ranieriana. Leggendo in questi ultimi giorni di un forte interesse parigino per il nostro regista, interesse che molto probabilmente scaturirà nel trasferimento al PSG di Thiagone, e di improbabili tattiche societarie per portare in nerazzurro attaccanti o pseudo tali come i costosissimi Tevez e Lucas, la domanda sorge spontanea: perché piuttosto non investire bene in mezzo al campo?

Ad oggi, al netto dei sempiterni Cambiasso e Zanetti, che come già detto svariati milioni di volte non possono giocare sempre e bene (tra parentesi: non riesco ancora a capire come non si sia scelto di farli riposare in Coppa Italia), a disposizione abbiamo il già citato Motta, 30 anni, regista dall’infortunio facile, come testimonia la sua carriera, e Deki Stankovic (riposi in pace), 34 primavere e l’impressione di non avere più quella dinamicità che ha fatto di lui uno dei centrocampisti più forti che abbiano indossato la casacca nerazzurra negli ultimi venti anni.
Attualmente, scandagliando il mercato europeo, e visti di tempi di austerity che corrono (noi più degli altri, grazie fpf), non è realistico fare la corte ad uno Schweinsteiger qualsiasi. Anche se il giocatore fosse disponibile ad un trasferimento (il che è abbastanza improbabile) non avremmo mai i soldi necessari per poter permetterci di pagare stipendio e cartellino. Così come non è realistico andare a percorrere strade, senza offesa, mediocri, come il trentenne Palombo, o come l’andare a pescare dal Cesena in piena lotta salvezza (con più di una possibilità di perderla, questa lotta), centrocampisti come Parolo, che nulla aggiungerebbero al nostro reparto, che conta anche di buoni elementi in prospettiva come Obi e Poli.
Allora, come migliorare un reparto bisognoso di gambe fresche, senza stare a spendere centinaia di milioni totali? A mio avviso, si potrebbero percorrere due strade, una alternativa all’altra se vogliamo, anche se non esclusive (e mi piacerebbe tanto se quest’ultima fosse la scelta definitiva).

La prima strada, più economica, porta in Sardegna. Al Cagliari gioca uno dei centrocampisti migliori del campionato, da un paio di stagioni colleziona prestazioni positivissime, dà l’impressione di non aver ancora espresso tutto il suo potenziale, e soprattutto il suo costo non è quello di un centrocampista qualunque di squadre come Valencia, Udinese o Santos, boutique costosissime quanto furbe nel saper cedere al massimo, e nel momento giusto. Il centrocampista in questione si chiama Radja Nainggolan, classe ’88, nazionalità belga, con passaporto (ed origini) indonesiane. Lo ammetto, ho un debole per questo giocatore dai tempi del Piacenza, quando, entrato in campo per la prima volta proveniente dal Germinal Beershot (non è un nome di una pomata a base di cortisone, bensì una squadra di Anversa) , non è più uscito dal campo.  Due anni alla grandissima in B, l’arrivo a Cagliari e il susseguirsi di altre buone prestazioni hanno attirato l’attenzione di Manchester United e Juventus (oltre alle nostre, dato che i primi interessamenti nerazzurri risalgono alla scorsa estate). Il ragazzo anche nella recente partita a San Siro ha destato una buonissima impressione, e la mia idea è che Nainggolan sarebbe un perfetto “nuovo Stankovic”. Resistente, forte fisicamente, con buone abilità di palleggio ed un ottimo tiro da fuori, Cellino lo valuta attualmente 15 milioni. La mia impressione è che con dieci milioni più qualche bonus, o qualche prestito di qualche primavera, si possa chiudere senza troppa fatica, e senza attendere che aumenti il numero delle pretendenti e susseguentemente il costo del suo cartellino. Personalmente, penso che il ragazzo valga tutti i soldi che sono richiesti per lui. E dieci milioni non sono di certo pochi.

Sono ancora di più i venti milioni per l’altro centrocampista che vedrei benissimo in maglia nerazzurra. Bisogna andare in Ligue One, in Bretagna, per trattare Yann M’Vila, centrocampista classe ’90 perno del Rennes e della nuova nazionale francese di Laurent Blanc. Un investimento importante certo, come importante è il valore del giocatore, che seppur giovanissimo è uno degli insostituibili del ct francese e della sua squadra di club. Nonostante la giovane età, il ragazzo ha già ottima esperienza, anche internazionale, avendo giocato in Europa Ligue con il suo club (quasi 100 presenze a 21 anni nel Rennes), ma soprattutto avendo svolto tutte le qualificazioni al prossimo europeo con i Blues. Sul giovane si sono mosse (pare) Real e Arsenal, sempre attenti a quello che offre il panorama calcistico francese (mi domando perché non lo si faccia anche noi, piuttosto che andare ogni fine settimana in Brasile). M’Vila è un giocatore più simile a Thiago Motta, prestante fisicamente, meno alto e forte nei colpi di testa ma nettamente più veloce ed agile. Anche lui ha un futuro assicurato nell’elite del calcio mondiale, deve ancora sviluppare tutto il suo potenziale ma già adesso sarebbe titolarissimo in una mediana avara di atleticità e tecnica com’è attualmente la nostra.

M’Vila più Nainggolan, un investimento da trenta milioni totali solo di cartellino. Ma che si avvicinano paurosamente ai quasi trenta che Moratti Massimo sarebbe stato disposto a sborsare per il ventisettenne Tevez, se l’argentino avesse avuto pretese economiche più miti. Con due centrocampisti di qualità e quantità, uno di 23 anni e l’altro di 21,  ci si sistema alla grande un intero reparto per qualcosa come quasi dieci anni.

Chissà, chissà cosa ci servirebbe maggiormente.

Briatore & Friends in Concerto – live @Circolo

7 Gennaio 2012, Inter-Parma. E’ la prima partita dell’anno, ed al Circolo i nostri eroi sono carichi a mille. Dopo venti giorni di sosta natalizia, Briatore, Lehalo, Maiho e gli altri scalpitano, vogliosi di tornare a dare spettacolo.

Prevedendo una serata pregna di momenti indimenticabili, mi sono munito di videocamera ed ho registrato circa 70 minuti di . . . → Continua a leggere: Briatore & Friends in Concerto – live @Circolo

Le vittorie immeritate hanno un altissimo peso specifico

Inter-Lazio è il secondo spartiacque della stagione, dopo la vittoria di Mosca (unico segno lasciato da Zarate).

È stata la peggiore Inter dalla trasferta senese: pochissime occasioni create, un numero esorbitante di errori di misura (l’orrido prato ci mette del suo), fin troppo prevedibili carenze dinamiche.

Mancava Thiago Motta, e non si capisce come si possa pensare di . . . → Continua a leggere: Le vittorie immeritate hanno un altissimo peso specifico

Inter – Lazio 2-1

Inter: 1 Julio Cesar; 13 Maicon, 6 Lucio, 25 Samuel, 26 Chivu (1′ st Obi); 11 Alvarez (1′ st Sneijder), 4 Zanetti, 19 Cambiasso, 55 Nagatomo; 7 Pazzini, 22 Milito (25′ st Faraoni).

Lazio: 22 Marchetti; 78 Zauri (27′ Cisse), 20 Biava, 3 Dias, 26 Radu; 19 Lulic, 24 Ledesma, 15 Gonzalez (20′ st Konko); 8 Hernanes . . . → Continua a leggere: Inter – Lazio 2-1

Ho già scritto che Inter-Lazio è più importante del derby. Aggiungo che è più difficile.

Il rendimento esterno della Lazio è il migliore della Serie A: 5 vittorie, 2 pareggi e una sola sconfitta, a Siena (17 punti in 8 partite, Juve e Milan li hanno fatti nelle prime 9).

E poi l’Inter non potrà ripetere con la Lazio il tipo di partita giocata – giustamente – contro il Milan: non potrà . . . → Continua a leggere: Ho già scritto che Inter-Lazio è più importante del derby. Aggiungo che è più difficile.

Avviso ai naviganti: commenti offline

Beh, che qualcosa non andasse con il sito si era capito, no? In pratica (molto stringatamente e poco tecnicamente) il server non ci sta più dietro, perchè siamo tanti e fighissimi. I commenti spariscono perché il server -dopo un paio di operazioncine d’emergenza dei tecnici- non li ritrova più (d’altra parte in quel casino voi ritrovereste . . . → Continua a leggere: Avviso ai naviganti: commenti offline

Inter – Genoa 2-1

Inter: 12 Castellazzi; 13 Maicon, 2 Cordoba, 23 Ranocchia, 4 Zanetti; 37 Faraoni, 19 Cambiasso, 18 Poli (30′ st Nagatomo), 20 Obi; 10 Sneijder (36′ st Alvarez), 30 Castaignos (18′ st Zarate);

Genoa: 22 Lupatelli; 31 Sampirisi, 5 Granqvist, 24 Moretti, 7 Rossi (25′ Constant, 9′ st Marchiori); 33 Kucka, 14 Seymour, 10 Brisa; 19 Jorquera; 2 . . . → Continua a leggere: Inter – Genoa 2-1

Ora c’è il Genoa

Sarà finita l’euforia post-derby? A sentire Ranieri nella conferenza di presentazione della partita di stasera, decisamente sì. E’ il calcio, bellezza: non ci si può cullare troppo sugli ultimi risultati nè da questi farsi deprimere, perchè subito arriva una nuova partita da affrontare. Una partita ai fini della quale il risultato precedente non conterà niente.

Vale per . . . → Continua a leggere: Ora c’è il Genoa