Chiunque, con i capelli lunghi ed un po’ di barba, può sembrare Gesù Cristo – vol.1

Per festeggiare il ritorno di Bauscia Café e per strapparvi alla noia di un sabato da reclusi in casa per il maltempo, ho preparato una grande e sorprendente avventura, dal titolo che non c’entra assolutamente un cazzo di niente con tutto il resto (o forse no, ripensandoci). L’ho divisa in due puntate, tipo Kill Bill, o le fiction con Amendola su Canale 5.

Un ritorno in grande stile, quindi, con una vicenda che toccherà argomenti anche molto delicati e di grande attualità, e vi emozionerà a tal punto che espellerete dal vostro corpo l’intero novero di secrezioni che le vostre ghiandole sono in grado di  produrre lavorando a pieno regime.

[se ad un certo punto della lettura vi doveste chiedere, "ma che c'entra con l'Inter il calcio ecc?", ve lo dico subito io: c'entra, c'entra]

Con quest’immagine poetica di voi che eruttate liquidi di vario genere e provenienza, tutti insieme, in un sol colpo, chiudo questo necessario preambolo e lascio lo spazio alla prima puntata di questa mitologica storia, che inizia in un modo che non t’aspetti.

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Paperino e Zio Paperone, zaino in spalla, si fanno largo fra le frasche di un bosco, in una landa sperduta. Sono in marcia da diverse ore, e Paperino inizia a lamentare una certa stanchezza: le provviste scarseggiano, l’acqua puzza ed il suo zaino è incredibilmente pesante.

- Quanto manca, Zione?

- Shhh! Taci! Mi deconcentri! Mi inibisci il fiuto!

- “Mi inibisci il fiuto”? Zio, ma come cazzo parli? Sei ubriaco?

- Taci, ho detto!

I due continuano a camminare in silenzio, per alcuni minuti, durante i quali Paperino rimugina a lungo sull’intera situazione. Ad un certo punto, sbotta.

- Eh no eh, ora basta! – dice, fermandosi. – Un giovane papero come me, nel pieno delle forze, costretto da un vecchio bacucco a vagare per ore in un bosco puzzolente, a migliaia di chilometri da casa, senza cibo, senza acqua, senza carta igienica! Un papero come me meriterebbe..

Zio Paperone si ferma e si volta, con rabbia. – Stai zitto, ignorante! Un papero, un papero..non sai quel che dici! Non sai nemmeno chi sei!

Paperino è spiazzato. – Cosa..cosa vuol dire che non so nemmeno chi sono?

- Ho già cercato di spiegartelo, ma a quanto pare non hai capito. [severamente] Paperino, tu non sei un papero. Sei un’anatra”.

- Un’a..un’anatra??

- Esattamente. Un’anatra. Così come lo sono anch’io, e la nonna, e Gastone, e anche quella zoccola della tua ragazza. Siamo tutti delle anatre.

Incredulo, Paperino cerca di controbattere. – Non..non è vero! Non ci credo! E’ un’altra delle tue storie per distrarmi, per confondermi! Io sono un papero, sono orgoglioso di..

- Ecco, guarda qua – lo interrompe Zio Paperone, porgendogli una foto – Vedi? Questo è un papero.

Paperino guarda la foto, interdetto.

- Zio, perché hai una foto di Susanna Camusso nuda con le Clark’s ai piedi? [*]

Paperone rimette la foto in tasca, imbarazzato. – No, niente, lascia stare. [dopo qualche secondo di frenetica ricerca, trova la foto giusta] Ecco, questo è un papero. Un papero è una giovane anatra, prima del completo sviluppo sessuale. Tu lo sviluppo sessuale l’hai completato da un bel pezzo, anche se non ti serve a niente, al massimo ad aumentare il rimpianto dopo esserti fatto una pippa. Quindi sei un’anatra.
[seguono alcuni secondi intelocutori]
Papero-Anatra. Anatra-Papero. Capito?

Paperino è confuso. Approfittando del suo silenzio, Paperone riprende la parola, sventolando di nuovo la foto sotto gli occhi del nipote.

- Guarda bene il papero. Accanto c’è la sua mamma anatra. Questa più a destra è un’oca, che è diversa da noi perché ha il collo più lungo. E’ tipo tua zia. Tutto chiaro?

Completamente stordito, Paperino rimane immobile, senza parole, per un minuto buono; poi si rimette in cammino trascinando stancamente le zampe, a testa bassa. Una lacrima solca il suo becco, il becco di un ex papero in crisi d’identità. La storia dello Zio ha minato tutte le sue certezze.

Paperone, dal canto suo, è estremamente soddisfatto. Tronfio, ripone la foto in tasca, accanto a quella della Camusso, e si incammina dietro al derelitto nipote, sicuro che d’ora in avanti non avrebbe più opposto resistenza. C’era un tesoro Inca da raggiungere, ed ancora molte miglia da coprire per farlo.

Dopo circa un’ora, durante la quale i due non scambiano una sola parola, il silenzio del bosco viene rotto da un disperato grido di aiuto, udibile dapprima solo in lontananza. I nostri non gli danno particolare importanza (Paperino è ancora sconvolto), e proseguono dritti per la loro strada. Poco dopo, il grido si leva di nuovo, e poi di nuovo ancora, ed ancora, a intervalli regolari. Man mano che avanzano, questo si fa sempre più vicino, tanto che, ad un certo punto, non è più possibile ignorarlo.

- AIUTOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!

Paperino, ridestatosi dallo stato semi-vegetativo in cui versava, si volta verso Paperone.

- Zio, qualcuno è in pericolo! Non possiamo ignorarlo! Andiamo a vedere cosa succede!

- Ti ricordo che abbiamo una missione da compiere, Paperino. O forse dovrei chiamarti.. Anatrino?

Paperino sorvola sulla frecciata dello Zio. – Dobbiamo andare! Potrebbe essere una principessa in difficoltà!

- Ma che principessa e principessa, col culo che hai al massimo è Galliani che ha una spina in un piede.

Paperino, però, senza nemmeno saper bene perché – forse, per puro spirito di ribellione verso lo Zio – si incammina velocemente nella direzione da cui proviene l’urlo. Paperone, pur contrariato, è costretto a seguirlo. Dirigendosi verso la fonte del lamento, i due escono dal bosco, e giungono in prossimità di una alta torre d’avorio, in cima alla quale è possibile scorgere una figura alta (una figura umana), dotata di una splendida chioma biondo platino, che brilla a contatto con la luce del sole.

- AIUTOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!

- Guarda Zio, lassù!

I due alzano lo sguardo.

- Che ti avevo detto, c’è una principessa! C’è una principessa che chiede aiuto!

Vedendo la lucente capigliatura della figura sulla torre, e la sua silhouette longilinea, Paperone è costretto a dar ragione al nipote, pur invitandolo a lasciar perdere ed a continuare la loro missione. Paperino, però, non ci sente, e corre al cospetto della torre.

- Principessa, da chilometri inseguo il suo celestiale grido! Ho udito che ha bisogno d’aiuto, ed eccomi qua. Come posso servirla? Qual è il male che l’affligge?

La principessa smette di piangere e gridare e si sporge dalla torre, incuriosita dal nuovo arrivo. La luce del sole, al suo zenith nel cielo, rende impossibile vedere con chiarezza il suo volto, ma Paperino è insindacabilmente convinto che si tratti di una bellezza rara ed esotica.

- Oh, mio salvatore, finalmente sei giunto – disse la principessa, in falsetto – Erano settimane che ti aspettavo, e finalmente sei qui per salvarmi!

- Paperino, andiamo via. Questa situazione non mi piace –, dice Paperone.

- Zitto! Stai zitto! Hai mandato in frantumi la mia identità, le mie radici! Ora vuoi togliermi anche la possibilità di salvare una splendida principessa? Va’ al diavolo!

- Nipote, ti ricordo che a casa hai una ragazza che ti aspetta.

- E’ una zoccola, l’hai detto tu stesso.

- Qualcuno potrebbe per favore concentrarsi su di me? Qui c’è una principessa che deve essere salvata! – dice la donzella, frignando. Paperino, carico d’ardore, si disinteressa completamente dello zio e rivolge il suo sguardo verso la cima della torre, adorante. Paperone si mette a sedere su un sasso, sconsolato, col becco appoggiato sulle mani.

- Ma certo, mia adorata, ma certo! Sono qui per questo! Dimmi solo quel che devo fare!

- Devi liberarmi, o mio prode cavaliere. Sono intrappolata quassù da settimane, ed il mio mostruoso carceriere è ora in giro a coglier bacche. E’ il momento di agire!

- E sia! Cala ordunque le tue lunghe trecce, cosicché io possa arrampicarmi fin sopra questa austera torre e rimpiattarmi in attesa che il tuo carceriere faccia ritorno, per poi sorprenderlo e sconfiggerlo, strappandoti alle sue grinfie!

- Ma non sarebbe più semplice aspettare che il mio carceriere torni qua per poi aggredirlo prima che salga sulla torre, senza fare la fatica di arrampicarsi? E poi, perché hai assunto questo tono aulico?

- Perché è più poetico, sia il tono aulico, che l’arrampicata sulle trecce!

- Hai ragione, o mio prode, hai ragione! Che fortuna averti incontrato!

- Bah –, dice Zio Paperone.

- Il problema, mio caro, è che i miei capelli sono sì lunghi e resistenti, ma non abbastanza per coprire tutta la lunghezza della torre, e permetterti di usarli per arrampicarti fin quassù!

- Oh, beh..ma allora, come fare, come fare?

- Di certo non va su a mani nude, sennò sai che schianti – li interrompe Paperone, sarcastico.

- Vuoi stare zitto? – lo ammonisce Paperino.

- Ok, ok, me ne sto qui, a godermi lo spettacolo –. Paperone si mette comodo, con le mani unite dietro la testa.

- A dire il vero, una soluzione ci sarebbe – dice la principessa. – Aspetta solo un attimo..

- Ma certo, ma certo!

Si ode il rumore di una cerniera che si apre.

- Ecco qua, mio prode, ecco una resistente fune! Ora vieni a salvarmi!

La principessa cala dalla cima della torre un lungo cordone roseo, che tocca terra proprio davanti ai piedi del papero.

- A me non sembra esattamente una fune –, punzecchia ancora Paperone.

Paperino, stavolta, non presta attenzione alle parole dello Zio e inizia ad arrampicarsi.

FINE PRIMA PUNTATA

*questa battuta l’ho rubata

Bauscia Cafè di nuovo online!

9 giorni sono passati dal nostro ultimo post, ma il silenzio di Bauscia Cafè è finalmente finito.

Sono stati 9 giorni che non hanno avuto nulla da invidiare alla più classica delle trattative di calciomercato. 9 giorni frenetici, 9 giorni di lavoro (di BigMama), di fatica (di BigMama), di sudore (di BigMama), di rotture di balle (nostre a BigMama), di sfruttamento non pagato (sempre di BigMama)…ma alla fine sono passati.

Bauscia Cafè è di nuovo online! Su nuovi server che speriamo essere più stabili e veloci, in una nuova casa che speriamo essere abbastanza grande per accogliere tutti voi. Un fiume di persone, un fiume di Bauscia che onestamente mai avremmo immaginato di vedere tre anni fa, quando abbiamo aperto il Cafè: nel giorno dopo il derby decine di migliaia di richieste -mai vista così tanta gente da queste parti- hanno mandato definitivamente ko i server e ci hanno “costretto” al più piacevole dei traslochi.

Insomma, ora possiamo dirlo: Bauscia Cafè è diventato grande. Ed è diventato grande grazie a voi, e grazie all’affetto che ci dimostrate ogni giorno qui sul blog e che avete continuato a dimostrarci, in questo periodo offline, sulle pagine Facebook e Twitter.

E allora, continuando a ringraziarvi, vi spalanchiamo di nuovo le porte dei server.
Sperando che possiate nuovamente intasarle il prima possibile (tanto poi ci pensa BigMama, chissenefrega)!

PS: ma è chiaro che siamo infinitamente grati a BigMama per il lavoro che ha fatto?

Avviso ai naviganti: il cafè chiude le porte (solo per un attimo però!)

Ok…la situazione ve l’abbiamo spiegata pochi giorni fa e quindi non ci dilunghiamo. Il problema, ragazzi miei, è che fino a quando continuate ad arrivare a gruppi di mille ogni ora questi server qui proprio non ce la fanno a starvi dietro! E allora noi, un po’ indaffarati per sistemare tutto ma tanto lusingati per l’affetto che ci dimostrate, non possiamo che prenderne atto e prendere provvedimenti.

Viaggiamo quindi verso un nuovo servizio, verso un nuovo server su cui -speriamo- tutto sarà più stabile e veloce. Per fare questo, però, è necessario che Bauscia Cafè vada offline per qualche giorno.

Proprio così: da oggi, e per alcuni giorni, Bauscia Cafè potrebbe non essere raggiungibile dai vostri computer. Non allarmatevi però: torniamo prestissimo!

Nel frattempo, come al solito, potrete continuare a trovarci su Facebook e su Twitter!

Bisogna essere miliardari, per dire in faccia al Milan come stanno le cose

Il primo fu Roberto Mancini, livido e stizzito davanti a uno dei mille giornalisti a libro-paga (cercate su You Tube Mancini + Ordine).

Poi c’è stata l’apoteosi di Mou, il gesto delle manette che nella mitologia nerazzurra ormai equivale ad Angelo Moratti sollevato nel cielo del Prater; gli attacchi frontali di Mou al Milan e al Sistema . . . → Continua a leggere: Bisogna essere miliardari, per dire in faccia al Milan come stanno le cose

Chi ha bisogno di un centrocampista alzi la mano

Se c’è qualcosa che l’ultima partita contro la Lazio ci ha fatto capire, più di come la squadra sopperisca in questo periodo a mancanze atletiche e tattiche con buona sorte e palle quadre, e più di come Ranieri sembri aver preso in pugno finalmente uno spogliatoio da un paio d’anni a questa parte senza . . . → Continua a leggere: Chi ha bisogno di un centrocampista alzi la mano

Briatore & Friends in Concerto – live @Circolo

7 Gennaio 2012, Inter-Parma. E’ la prima partita dell’anno, ed al Circolo i nostri eroi sono carichi a mille. Dopo venti giorni di sosta natalizia, Briatore, Lehalo, Maiho e gli altri scalpitano, vogliosi di tornare a dare spettacolo.

Prevedendo una serata pregna di momenti indimenticabili, mi sono munito di videocamera ed ho registrato circa 70 minuti di . . . → Continua a leggere: Briatore & Friends in Concerto – live @Circolo

Le vittorie immeritate hanno un altissimo peso specifico

Inter-Lazio è il secondo spartiacque della stagione, dopo la vittoria di Mosca (unico segno lasciato da Zarate).

È stata la peggiore Inter dalla trasferta senese: pochissime occasioni create, un numero esorbitante di errori di misura (l’orrido prato ci mette del suo), fin troppo prevedibili carenze dinamiche.

Mancava Thiago Motta, e non si capisce come si possa pensare di . . . → Continua a leggere: Le vittorie immeritate hanno un altissimo peso specifico

Inter – Lazio 2-1

Inter: 1 Julio Cesar; 13 Maicon, 6 Lucio, 25 Samuel, 26 Chivu (1′ st Obi); 11 Alvarez (1′ st Sneijder), 4 Zanetti, 19 Cambiasso, 55 Nagatomo; 7 Pazzini, 22 Milito (25′ st Faraoni).

Lazio: 22 Marchetti; 78 Zauri (27′ Cisse), 20 Biava, 3 Dias, 26 Radu; 19 Lulic, 24 Ledesma, 15 Gonzalez (20′ st Konko); 8 Hernanes . . . → Continua a leggere: Inter – Lazio 2-1

Ho già scritto che Inter-Lazio è più importante del derby. Aggiungo che è più difficile.

Il rendimento esterno della Lazio è il migliore della Serie A: 5 vittorie, 2 pareggi e una sola sconfitta, a Siena (17 punti in 8 partite, Juve e Milan li hanno fatti nelle prime 9).

E poi l’Inter non potrà ripetere con la Lazio il tipo di partita giocata – giustamente – contro il Milan: non potrà . . . → Continua a leggere: Ho già scritto che Inter-Lazio è più importante del derby. Aggiungo che è più difficile.

Avviso ai naviganti: commenti offline

Beh, che qualcosa non andasse con il sito si era capito, no? In pratica (molto stringatamente e poco tecnicamente) il server non ci sta più dietro, perchè siamo tanti e fighissimi. I commenti spariscono perché il server -dopo un paio di operazioncine d’emergenza dei tecnici- non li ritrova più (d’altra parte in quel casino voi ritrovereste . . . → Continua a leggere: Avviso ai naviganti: commenti offline