Bauscia Cafè

Una pausa provvidenziale per le Nerazzurre

Ci troviamo nel bel mezzo di una delle ricorrenti, lunghe pause, che affliggono il campionato femminile di calcio. Tutte le Nazionali (A, Under 23, 19 e 17) dovevano essere impegnate in questa lunga sosta, che a causa dell’emergenza Covid-19 forse giunge opportuna; proprio per l’emergenza sanitaria si è deciso di annullare lo stage della Nazionale Under 23, mentre la Under 17 ha ben giocato, ma perso di misura, entrambe le partite amichevoli in Portogallo. La Under 19 si prepara al Torneo di La Manga in Spagna, la Nazionale A, proprio stasera con diretta RAI dalle 21.10, affronterà il Portogallo nella prima partita del prestigioso Torneo dell’Algarve

La squadra della CT Milena Bertolini si prepara in terra lusitana al difficilissimo, quasi proibitivo, doppio impegno contro la Danimarca delle fuoriclasse Pernilla Harder e Nadia Nadim, valevole per la qualificazione diretta alla fase finale del Campionato Europeo Inghilterra 2021.

La CT nelle ultime convocazioni ha recuperato due grandi giocatrici, Tatiana Bonetti della Fiorentina, fortissima mezzapunta dal piede sinistro fatato che potrebbe offrire a Milena soluzioni alternative di qualità negli schemi d’attacco, e Katja Schroffenegger, portierona della Florentia (ex Inter) tornata in questa stagione ai livelli di rendimento assoluti che la videro giocare (e vincere il campionato tedesco) con il prestigioso Bayern Monaco e conquistare la Nazionale A.

Tatiana Bonetti

Questa lunga pausa potrebbe risultare controproducente per quelle squadre che sono apparse in grande spolvero ultimamente (Florentia e Roma) o su buoni livelli (Fiorentina, Bari, Sassuolo); sarà invece molto opportuna per l’Inter che nelle ultime tre partite ha fatto registrare una preoccupante involuzione ai livelli minimi del girone di andata, raccogliendo la miseria di uno striminzito punticino (contro il Bari in casa); pausa gradita anche per quelle squadre che si stanno compattando e concentrando per i loro, diversi, obiettivi (Tavagnacco, Bari, Verona e Milan). Pausa ininfluente invece per l’Orobica, ormai retrocessa in B e per la Juventus, da tempo già vincitrice del campionato.

Questa sosta ci da l’occasione di fare un primo bilancio dell’andamento del campionato, sia sotto l’aspetto tecnico che sotto quello organizzativo; fermo restando che per tutta una serie di motivi la Juventus gioca un torneo a parte (pur non essendo ancora competitiva in Europa), tutto sommato ci sono state buone conferme per alcune squadre che non necessariamente godevano dei favori degli “addetti ai lavori” ad inizio stagione: un bel campionato lo sta facendo il Sassuolo di Mister Piovanelli, che sull’esperienza del Bomber Sabatino e l’entusiasmo di alcune giovani di livello (Filangeri su tutte) ha costruito una compagine manovriera, in grado di giocare alla pari anche con le migliori.

Conferme e sorprese in Toscana: la Fiorentina ha ancora qualche speranziella per il titolo… ma tutto sommato (al netto della strage di infortuni sofferti in avvio di stagione) le gigliate di Mister Cincotta (uno bravo bravo) hanno confermato un ottimo livello e messo in mostra un gioco spumeggiante e spettacolare; le vere sorprese del campionato sono, a parere nostro, l’Empoli e la Florentia; la matricola neopromossa empolese, con una campagna acquisti molto oculata e risparmiosa – se si escludono gli arrivi di Rachele Baldi, (grande portiere dal grande futuro), e Flaminia Simonetti (forse troppo frettolosamente spedita in provincia dalla Roma) – non sembrava poter fare un campionato tranquillo di centroclassifica ma essere destinata alla lotta per la salvezza; invece le ragazze azzurre hanno mostrato un gioco ben organizzato, efficace e redditizio, mettendo in mostra oltre le due novità suddette, anche Cecilia Prugna e Jenny Hjolmann come elementi molto interessanti. In Val d’Elsa invece si fanno autentici miracoli: dopo il trasferimento da Firenze a San Gimignano e l’addio di ottime veterane e buonissime giovani, si pensava che le neroverdi avrebbero sofferto molto… nulla di tutto questo: agonismo, bel gioco, individualità (nessun problema anche nel cambio del tecnico), le ragazze di Mister Carobbi macinano gioco e risultati, ponendosi subito alle spalle delle quattro “grandi”. Tamara Dongus, Meagan Kelly, Melania Martinovic, Sara Nilsson, Michela Rodella su tutte.

Per il Milan il bilancio è per ora agrodolce: gioco che latita, grandi individualità, grandissimo carattere, buoni risultati; un organico degno di grande rispetto, con qualche fuoriclasse ed ottime giocatrici, non è fino ad oggi riuscito a mettere in mostra un gioco piacevole come quello, divino, della scorsa stagione con Coach Morace; ma le Diavolette non mollano mai e ribaltano risultati a loro favore, quasi in tutte le partite; una bella sorpresa la sudafricana Refiloe Jane (Fifì per gli amici) e l’islandese Thorvaldsdottir, punta implacabile; una lieta conferma la slovena Dominika Conç e Francesca Vitale, inspiegabilmente trascurata dalla Nazionale.

La Roma di Coach Bavagnoli, squadra dall’elevatissimo tasso tecnico, continua il suo percorso triennale per diventare una grandissima; manca, è vero, qualche risultato, forse il match con il  Milan in terra lombarda poteva essere gestito con maggior personalità (e quello di San Gimignano con meno sussiego) ma la crescita è comunque misurabile dal fatto che le lupacchiotte sono ancora in corsa per tutti gli obiettivi, mettendo in mostra una Agnese Bonfantini straripante, Ada Hegerberg norvegese di categoria superiore, la francese Lindsay Thomas nell’inedita veste di “bomber” ed avendo le conferme delle due fuoriclasse Elisa Bartoli e Andress, (in forte ripresa) dopo un prevedibile, breve, periodo di adattamento.

Sorprende invece la posizione del Tavagnacco; le friulane, forti di un buonissimo organico – in cui spiccano le prove del portiere Alessia Capelletti (ex Inter) che ha riconquistato la maglia azzurra e del capitano giapponese Shino Kunisawa, giocatrice finissima –  e del buon sistema di gioco, arioso ed avvolgente, hanno forse pagato la novità di lottare nelle zone basse della classifica ed una certa mancanza di personalità della squadra di cui ha fatto le spese il pur buon Mister Lugnan.

Alessia Cappelletti

Buona la stagione del Bari di Debora Novellino e Martina Di Bari, formazione che lotta con grande carica agonistica, forte di una tenuta atletica superiore e di un rendimento non eccezionale, ma costante. Per le biancorosse ogni partita è una guerra combattuta senza esclusione di colpi, sarà difficile per tutte affrontarle in queste ultime partite.

Deludente invece la stagione del Verona: pur in presenza di un buon organico, su cui spiccano Bianca Bardin e Camilla Forcinella, rinforzato da due bravissime giovani, Benny Glionna e Sofia Cantore, provenienti in prestito dalla Juventus, le scaligere dopo una partenza sprint nelle prime giornate, pian piano si sono fatte risucchiare nelle zone paludose della classifica e lottano con Bari e Tavagnacco per evitare l’altra retrocessione. Una stagione che da negativa potrebbe diventare fallimentare.

Prevedibili gli andamenti della Juventus e dell’Orobica: troppo superiori i mezzi societari e tecnici messi a disposizione dell’ottima Coach Rita Guarino per le bianconere, esattamente il contrario per le bergamasche.

Per la stagione dell’Inter pare ancora prematuro fare un bilancio; è solare che sarà necessariamente negativo, resta solo da attendere la fine della stagione per definire il quantum. Guida tecnica molto deludente, società troppo inesperta, ambiente da ricostruire, gruppo in divenire, “spogliatoio” debole… Uniche note liete le conferme a livelli assoluti di Gloria Marinelli, il Genio molisano e di Beatrice Merlo, una sicurezza anche nella massima serie. Dell’affollatissimo, mastodontico mercato, pare sufficiente il rendimento di Stefania Tarenzi, molto buona Eva Bartonova, da rivedere il prossimo anno Yoreli Rincòn.

Ne riparleremo.

Sotto l’aspetto organizzativo generale c’è moltissimo da lavorare per raggiungere i livelli minimi europei: si è iniziato dalla fine, in un (forse) inconsapevole tentativo di uccidere la “bimba” nella culla… Dirette Tv che non vede nessuno, perché date ad operatori di terzo-quarto piano, orari ridicoli, calendario spezzatino, stadi-lager, protocolli di sicurezza da calcio maschile (totalmente inutili, sovradimensionati e autoreferenziali), gestione dei media (foto e riprese video) familista, amorale, da bottegari per intenderci, rischiano di offuscare il barlume di visibilità che le splendide RagazzeMondiali si (e ci) hanno regalato la scorsa estate, nella sorpresa totale degli infastiditi “federali” e dei loro compari della legacalcio… Come ha più volte detto qualcuno: il calcio femminile vive e prospera “al” campo, “nel” campo; non è uno sport televisivo, almeno finché non si saranno fidelizzati centinaia di migliaia di appassionati.

Tutto il resto è botteguccia da “prendi i soldi e scappa”… Speriamo bene ma non sarei troppo ottimista.

ZioPino62

ZioPino62

Tifoso dell’Inter dal 1970; segue con passione da quasi 30 anni il calcio femminile.

MVP LUDOGORETS – INTER

Twitter

Archivio