E’ il torneo di Fantacalcio più prestigioso e antico della storia (di Bauscia Café), arrivato inspiegabilmente alla dodicesima edizione.
Dopo essere cresciuto al ritmo di una rivoluzionaria novità all’anno, con l’arrivo della doppia cifra il Fantabauscia sembra aver raggiunto una qualche specie di maturità: i cambiamenti continuano ad esserci ogni anno, ma sono naturali scosse di assestamento su una struttura che sembra aver trovato una quadratura stabile. In questa stagione vengono introdotte le Finali Scudetto e viene rivoluzionato il formato delle fasi a gironi della Coppa Italia e delle tre Coppe Europee, per allinearsi agli standard che ci impone l’UEFA. Soprattutto, si inizia a lavorare fortissimo sul funzionamento del draft: viene infatti istituita la figura del Gran Cerimoniere, che potrà davvero rivoluzionare il modo di condurre l’asta.
Restano quindi 11 le Competizioni Ufficiali sulle quali si sfideranno 50 squadre e 51 Presidenti, accuratamente selezionati tra i più disagiati e instabili soggetti che conosciamo. Una stagione che si preannuncia come al solito lunghissima e senza esclusione di colpi. E presumibilmente di insulti, vista la falsariga delle edizioni precedenti.
Tutta l’insipienza calcistica e la povertà umana dei partecipanti, condensata in un’unica lega e governata dalla Most Advanced Fantabauscia Industry Association (M.A.F.I.A.).
Solo due defezioni rispetto alla scorsa stagione, sostituite da due nuovi ignari Presidenti che non sanno cosa li aspetta in Serie Monza, poi la Serie Juventus e la Serie Milan con un mix di pezzi grossi e partecipanti storici uniti dall’incapacità di fare una stagione fantacalcistica come si deve, e infine la Serie A a 20 squadre con il solito ripescato – quest’anno FC Bastoni e Carota – il solito Campione in carica – stavolta AS Serena è Seren sarà – e una serie di miracolati che non sanno bene neanche perché giocano in Serie A.
Nell’impresa impossibile di accrescere la raccolta di beneficienza per il settimo anno di fila – o quantomeno di confermarla – ma soprattutto nel solito caos (dis)organizzato della M.A.F.I.A., siamo certi che nulla potrà complicare le cose più di quanto già non lo siano.
Spazio al campo, dunque: che lo spettacolo abbia inizio, e che volino gli insulti.