Bauscia Cafè

Fantabauscia

E’ il torneo di Fantacalcio più prestigioso e antico della storia (di Bauscia Café), arrivato inspiegabilmente all’undicesima edizione.

Dopo essere cresciuto al ritmo di una rivoluzionaria novità all’anno, con l’arrivo della doppia cifra il Fantabauscia sembra aver raggiunto una qualche specie di maturità: per la prima volta, infatti, in questa stagione ci sono stati solo dei piccoli cambiamenti marginali, delle scosse di assestamento su una struttura che sembra aver trovato una quadratura stabile. Su proposta del più titolato della storia del Fantabauscia, però, viene introdotto il Memorial RK per ricordare sempre bene a tutti quali sono le ragioni che ogni anno ci spingono in questo delirio.

Diventano quindi 11 le Competizioni Ufficiali sulle quali si sfideranno 50 squadre e 53 Presidenti, accuratamente selezionati tra i più disagiati e instabili soggetti che conosciamo. Una stagione che si preannuncia come al solito lunghissima e senza esclusione di colpi. E presumibilmente di insulti, vista la falsariga delle edizioni precedenti.

Tutta l’insipienza calcistica e la povertà umana dei partecipanti, condensata in un’unica lega e governata dalla Most Advanced Fantabauscia Industry Association (M.A.F.I.A.).

Quattro defezioni rispetto alla scorsa stagione, sostituite da quattro nuovi ignari Presidenti che non sanno cosa li aspetta in Serie Monza, poi la Serie Juventus e la Serie Milan con un mix di pezzi grossi e partecipanti storici uniti dall’incapacità di fare una stagione fantacalcistica come si deve, e infine la Serie A a 20 squadre con il solito ripescato – quest’anno Team Barazzo – il solito Campione in carica – come sempre Frottage – e una serie di miracolati che non sanno bene neanche perché giocano in Serie A.

Nell’anno che vedrà il Fantabauscia impegnato nell’impresa ardua di accrescere la raccolta dell’anno scorso – o quantomeno di confermarla – ma soprattutto nel solito caos (dis)organizzato della M.A.F.I.A., siamo certi che nulla potrà complicare le cose più di quanto già non lo siano.

Spazio al campo, dunque: che lo spettacolo abbia inizio, e che volino gli insulti.

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