Bauscia Cafè

L’ultima settimana

Ci siamo. Tra otto giorni inizia il massimo campionato di calcio, inizia la Serie A. Tutto il mondo nerazzurro, unico mondo che ha sempre accompagnato, di anno in anno, la sua storia con quella del massimo campionato, è in fibrillazione. Si comincia, con il primo incontro subito ostico contro il Sassuolo del più grande rosicatore della serie A, mr. Squinzi, e poi esordio in casa contro l’ex dal dente avvelenato Mazzarri. Biglietti per San Siro già praticamente introvabili, abbonamenti terminati da tempo.
C’è una voglia incredibile. C’è elettricità nell’aria, c’è quella sensazione di dover spaccare il mondo che è da lustri che non si percepiva. Si respira adrenalina pura. Una settimana, e finalmente si comincia.
Come si arriva ai nastri di partenza? Sicuramente meglio rispetto alle ultime stagioni (per alcune delle quali non ci sarebbe voluto a dire il vero troppo sforzo); la squadra è carica, i protagonisti hanno già un livello di garra da codice rosso, la qualificazione in Champions’ ha sbloccato qualcosa, a livello progettuale ed economico certo, ma soprattutto mentale. Ha instillato un seme carico di convizione che sta pian piano sbocciando nella testa dei nostri calciatori.
Siamo forti, davvero. E’ ora che si inizi ad esserne convinti.
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Non tutti i tasselli sono ancora al proprio posto però. La rosa va ancora sistemata, vanno allontanati elementi che non si meritano dal punto di vista umano prima che tecnico di vestire i sacri colori (Ciao Mario, ciao!), altre cessioni saranno propedeutiche agli ultimi innesti (Keita pare in dirittura d’arrivo e secondo me il suo apporto potrà essere fondamentale), alcuni sogni balcanici si capiranno se realizzabili, oppure no. La rosa ha già qualche acciaccato di troppo ed alcuni tasselli fondamentali sono ovviamente non presentabili al momento (i croati sono arrivati pochi giorni fa e devono ancora svolgere tutta la preparazione), quindi sarà fondamentale partire subito con la giusta concentrazione per cercare di non perdere preziosissimi punti per strada, proprio all’inizio.

Manca una settimana, l’ultima, e poi si inizierà quello che tutti noi speriamo essere l’anno della definitiva rinascita del blu e del nero. Un purgatorio durato tanto, troppo, che va abbandonato. Un torpore durato anni da cui dobbiamo scrollarci. Una mediocrità che non ci appartiene, che non è nel nostro dnA (la A maiuscola, please). Sempre da soli, contro stampa, contro i principali rivali che non perdono occasione per rinsaldare la loro amicizia storica, contro una mentalità che abbiamo sempre rifiutato, ad ogni costo. Stringiamoci l’un l’altro e rimaniamo saldi, questo sarà un anno di battaglia.

Insieme, noi, l’Inter.
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Vujen

Classe '85, marchigiano, interista da tre generazioni. Appassionato di fotografia, Balcani e cose inutili ma costosissime. I suoi pupilli sono Walter Samuel e l'indimenticabile Youri Djorkaeff. Lautaro più altri 10.

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