Bauscia Cafè

Era meglio il silenzio

E niente, mi preme aggiungere qualche altro puntino sulle i scritte qualche giorno fa su queste pagine.
Una cosa avevo scritto in particolare: “dopo Thohir lo spieghiamo anche a Suning: quelli con l’anello al naso stanno dall’altra parte di Milano, non qui“. A seguito di quel post, neanche a farlo apposta, ci sono state le dichiarazioni di Sabatini e Spalletti dopo la partita col Norimberga.
Premesso che sentire il Mister che già in ritiro, per il secondo anno di fila, dice cose tipo “quando si prendono degli accordi le cose bisogna mantenerle“, “quei 2-3-4 giocatori bisogna metterceli dentro” non è esattamente esaltante, sono però altre le dichiarazioni che mi fanno alzare l’asticella dell’attenzione. Dichiarazioni dello stesso Spalletti, ma anche e soprattutto di Sabatini.

Le elenco, velocemente e senza troppi commenti, con il solo scopo di lasciarne traccia. Per sicurezza.
Spalletti subito dopo la partita con il Norimberga ci tiene a precisare che:
– “non è detto che non si possa fare un lavoro eccezionale e andare a ridurre in maniera forte il ritardo che abbiamo
– “metteremo altri giocatori forti
– “Nainggolan è uno dei nomi possibili, perché ne abbiamo parlato
– “quei 2-3 giocatori importanti che verranno ci daranno una mano per completare, state tranquilli
Allo stesso modo Sabatini, in quella che di fatto è la sua conferenza di presentazione all’Inter, dice che:
– “Sul mercato ci si scatena anche in maniera silenziosa
– “L’Inter ha puntato e sta puntando obiettivi molto difficili, scontrandosi anche con le volontà delle società interpellate. Abbiamo bisogno di un pochino di tempo
– “stiamo puntando giocatori di rilevanza, che non è facile portar via dalle altre società
E ancora:
– “Sanchez non vuole venire in Italia
– “Nainggolan continua ad essere un nostro desiderio
– “Vidal è un profilo da Inter
Ecco, a proposito di questo, giusto due parole. Anzi, cinque: qui non siamo a Roma.
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Parlare e straparlare di nomi più o meno irraggiungibili tanto per tener buona la piazza per 15 giorni non è una buona idea. Davvero. Fidatevi di chi con l’Inter e per l’Inter vive da quando è nato: non è una buona idea per niente. Parlare di Rudiger, Manolas e persino Inigo Martinez per poi ripiegare su Toloi non è una buona idea. Straparlare di Nainggolan e Vidal e poi presentarsi con Duncan non è una buona idea. Non lo è, e non ci sarebbe scusa a tenere: ripresentarsi qui -eventualmente- a dire “avremmo i soldi per i campionissimi ma loro non vogliono venire” non sarà una giustificazione, ma un’aggravante.
Un’aggravante, sì: perché a “fare i sondaggi” per Kroos per poi scoprire -ma guarda che matto- che preferisce alzare la terza CL di fila a Madrid anziché venire a lottare per i tre punti a Benevento sono bravo anche io, non serve essere il Direttore Sportivo dell’FC Internazionale. La responsabilità che avete davanti, voi signori dell’FC Internazionale, è ENORME ed è una responsabilità che avete scelto voi: riportare in alto questa squadra. E siete voi che avete sempre dichiarato questo, siete voi che avete alimentato il fuoco delle aspettative, siete voi che avete alzato continuamente l’asticella.
Vedete, il tifoso dell’Inter nonostante l’enorme orgoglio e l’immensa storia che si porta sulle spalle è un tifoso semplice nella sua passione: se voi foste venuti qui a dire “ragazzi non si batte chiodo, vedremo come arrangiarci quest’anno“, il tifoso dell’Inter avrebbe inondato Linate anche per Borja Valero e Skriniar (due ottimi giocatori, tra l’altro). Ma voi avete alzato l’asticella. Voi avete parlato di tornare al vertice. Voi avete puntato -dichiaratamente- obiettivi roboanti.
E ora, semplicemente, siete chiamati a rispettare la parola data. Non ai tifosi, sia mai: all’Inter.
Detto questo, sia Spalletti che Sabatini nelle loro parole continuano a fare una cosa molto importante: trasmettono fiducia, e ripetono di stare tranquilli. Ecco, noi questa fiducia ve la concediamo, e questa tranquillità ce la portiamo a casa. Siamo ancora sul carro. Tutti. A pendere dalle vostre labbra e a guardare ai nostri colori, con fiducia, calma e in attesa della fine del mercato. Continuiamo a credervi e ad aspettare le conseguenze di quello che ci dite da sempre, e sarà così fino alla chiusura del mercato.
Se per caso le cose non stanno così come ce le state raccontando però, Walter, Luciano, Steven, vi dò un consiglio: fermatevi. Fermatevi, perché il tifoso interista la fiducia incondizionata l’ha finita, di pazienza ne ha ormai poca, e di false promesse non ne merita più. 7 anni di balle sono più che sufficienti. Fermatevi e raccontate la verità: scoprirete in un attimo quanto amore siamo in grado di riversare su questa maglia (cfr. le 40mila persone che riempivano costantemente San Siro lo scorso anno, nonostante tutto).
Altrimenti continuate così, e torniamo a fare grande questa Inter.

(PS: ah, Walter, un’ultima cosa. “L’Inter l’anno scorso ha dimostrato di poter essere competitiva”: ecco, no. L’Inter l’anno scorso ha dimostrato di essere una squadra con doti tecniche elevate, ma capacità mentali imbarazzanti. Una raccolta di teste di cazzo che la metà bastava, italiani che “hanno mollato” (cit) a marzo, giapponesi isterici per la prima mezza critica dopo quasi due lustri di prestazioni indegne, croati più concentrati nel fare selfie che nel tirare calci a un pallone. Questa gente qui non è competitiva, a questa gente qui va insegnato a giocare a calcio o vanno cacciati via a calci nel culo, a costo di pagarli per non vederli più insozzare i nostri colori e le nostre domeniche. Questo è il lavoro che vi aspetta, oltre al mercato. E’ giusto che ne siate coscienti, per non dovervi trovare di nuovo fra 12 mesi a dover parlare di “un paio di innesti per completare”.)

Urlate forte Forza Inter, e comportatevi di conseguenza.

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Nk³

Il calcio è uno sport stupido, l’Inter è l’unico motivo per seguirlo. Fermamente convinto che mai nessun uomo abbia giocato a calcio come Ronaldo (ma anche Dalmat non scherzava). Vedovo di Ibrahimovic, ma con un Mourinho in panchina persino i Pandev e gli Sneijder possono sembrare campioni. Dategli un mojito e vi solleverà il mondo.

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MVP INTER – HELLAS VERONA

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