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Adesso dimostriamo quello che siamo

E’ il 60′ di Sampdoria-Inter. Sono passati poco più di 10 minuti dall’espulsione di Sanchez e la Sampdoria ha ripreso vigore, spinge con intensità, ci schiaccia nella nostra area ed è già riuscita ad accorciare le distanze con Jankto, da nemmeno 5 minuti. Tutti, ma proprio tutti i tifosi dell’Inter stanno maledicendo quelli che dovevano essere 45′ di allenamento dopo un primo tempo dominato, e si sono trasformati in uno psicodramma. Tutti, ma proprio tutti i tifosi dell’Inter non pensano niente di buono sul prosieguo della partita, che sembra avviata verso una rimonta bruciante e annunciata.

E’ in questo momento che Antonio Conte in panchina pronuncia queste parole. “Adesso dimostriamo quello che siamo”. In un momento di preoccupazione, di tensione, quasi di paura. Non è spocchia o presunzione ingiustificata, attenzione: è quasi una domanda senza punto interrogativo, l’attesa per un esame all’università o un test di abilitazione. “Adesso dimostriamo quello che siamo”.

Dopo pochissimi secondi, nemmeno un minuto, Brozovic inventa un filtrante per Gagliardini che dopo aver mancato il primo controllo ribadisce in rete. E’ 1-3 Inter, un punto esclamativo sulle speranze della Sampdoria e sulla partita stessa, che verrà condotta in porto senza particolari ansie (se non nei tifosi, ok, ma ne abbiamo viste tante). Ecco che arriva la risposta a quella domanda di Conte. Adesso dimostriamo quello che siamo.

Ed ecco che, all’improvviso, assume un sapore completamente diverso anche la sfida di stasera. Adesso dimostriamo quello che siamo.

Quella che ci aspetta non è una sfida difficile, una prova del nove o un esame di maturità, come dipinto colpevolmente da qualsiasi commentatore in queste ore. No. Quello che ci aspetta stasera è un cazzo di incubo, una missione impossibile e senza alcuna speranza.

Esagero? Vediamo qualche numero:
2013, 1 Maggio: l’ultima volta che il Barcellona ha perso in casa in Champions League (0-3 con il Bayern Monaco)
2009, 20 Ottobre: l’ultima volta che il Barcellona ha perso in casa nei gironi di Champions League (1-2 con il Rubin Kazan)
In mezzo registriamo vari risultati simpatici: 3-0 alla Juventus, 4-0 a City, Ajax e Milan, 4-1 all’Arsenal, 5-1 a Shakhtar e Panathinaikos, 6-1 a PSG e Roma, 7-0 al Celtic e via delirando.

Un’altra chicca? Gli ultimi -e unici- due gol segnati dall’Inter al Camp Nou sono di Boninsegna e Bertini, il 14 Gennaio 1970. Cinquant’anni fa, sì.

Un cazzo di incubo.

Ecco quello che ci aspetta stasera nel più grande stadio d’Europa. Altro che esami, dimostrazioni e altre sciocchezze. Ed ecco che torna in mente la frase di Conte di pochi giorni fa: adesso dimostriamo quello che siamo. E’ questo il momento, davanti al più difficile dei mostri, di dimostrare su quale strada ci siamo incamminati. E’ questo il momento di mostrare che squadra stiamo cercando di diventare, dove vogliamo andare, quanto sappiamo unirci, quanto sappiamo difenderci l’uno con l’altro. E’ questo il momento di guardarci in faccia e dirci a chiare lettere quello che vogliamo ottenere.

Andiamo lì, facciamo la nostra partita. Pronti a prenderci la sconfitta -se sarà il caso- ma non a interrompere il percorso di crescita che stiamo mettendo in atto. Pronti a conoscere i nostri limiti, a misurare la distanza tra noi e i più grandi d’Europa, a prendere appunti e ricominciare a lavorare durissimo per colmarla.

Questo è il momento di dimostrare quanto in alto vogliamo arrivare, e quanto siamo pronti a soffrire per arrivarci.

Adesso dimostriamo quello che siamo.

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Nk³

Il calcio è uno sport stupido, l’Inter è l’unico motivo per seguirlo. Fermamente convinto che mai nessun uomo abbia giocato a calcio come Ronaldo (ma anche Dalmat non scherzava). Vedovo di Ibrahimovic, ma con un Mourinho in panchina persino i Pandev e gli Sneijder possono sembrare campioni. Dategli un mojito e vi solleverà il mondo.

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MVP INTER – HELLAS VERONA

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