Bauscia Cafè

Tra campo e mercato

Mancano meno di tre settimane all’inizio ufficiale del campionato. Mancano meno di tre settimane al termine della sessione di mercato estiva. Un lasso di tempo che può spaventare, o contestualmente stimolare. Un lasso di tempo breve sotto certi aspetti, ma adatto a poter sviluppare molteplici discorsi dall’altro.
Dopo il comprensibile entusiasmo di Giugno, con la società che ha inanellato bei colpi di mercato in rapida successione, complice magari anche la tanto ambita qualificazione in Europa, si è passati attraverso un Luglio che onestamente, in pochi si sarebbero aspettati così asfittico. Da una parte l’inizio della preparazione ha risvegliato l’interesse verso il campo, messo un po’ in disparte nelle settimane precedenti, dall’altro ha tolto dai riflettori gli argomenti di mercato tanto chiacchierati durante l’estate. Di arrivi nelle ultime settimane nemmeno l’ombra, e la cinquina di nuovi innesti (Lautaro, Asamoah, De Vrij, Nainggolan, Politano) non ha trovato nessun nuovo collega da un po’ di tempo a questa parte.

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La sensazione è che si sia in una fase di studio di quelle che sono le possibilità che il mercato sta offrendo, e contestualmente che si stia facendo “lavoro sporco” per eliminare i fastidiosissimi rami secchi che questa rosa si portava dietro da tempo immemore. A dir la verità molto è già stato fatto, e le cessioni di Eder, Santon, Nagatomo vanno tutte in quella direzione. In elenco rimane solo tal Joao Mario, uno dei giocatori più pagati della nostra storia (il secondo, dopo Bobo Vieri) e di rimando uno dei più sopravvalutati, sicuramente uno dei più antipatici e supponenti, in campo e non, a varcare negli ultimi lustri i cancelli di Appiano. Una volta lanciato lontanissimo il portoghese – e speriamo con esso tutto il suo entourage – rimarrebbe solo il disperso Gabriel Barbosa ad impoverire inutilmente i conti correnti della Beneamata.
Senza queste cessioni (per Gabi”gol” la cosa è pressochè impossibile) non si può passare alla seconda parte della campagna di rafforzamento, che prevede l’arrivo di un terzino destro e di uno o due centrocampisti tuttofare, di quelli che piacciono al nostro Mister. Uno o due, a seconda delle cessioni, oltre a Mario, anche di uno tra Vecino (quella che personalmente preferirei) e Gagliardini.

Il discorso non è banalmente ancorato a ottiche di mercato, ma va ad intaccare in pieno anche gli aspetti più tattici. Non è un caso che Luciano Spalletti in queste amichevoli iniziali stia sperimentando parecchio (sotto certi punti di vista anche giustamente) per cercare di capire come trovare le varie alternative tattiche a seconda degli eventuali nuovi arrivi. Da qui tutto il discorso da lui spesso affrontato relativo all’uso della difesa a tre. E’ chiaro che per gli uomini che abbiamo in rosa un modulo con un centrocampo folto e due punte vicine, possa risultare un discorso interessante.
Staremo a vedere, la realtà parla di un mercato che sta guiidando il campo, e non viceversa, come d’istinto verrebbe da pensare. Sono gli ultimi strascichi di un fair play finanziario che fa fatica a lasciarci andare. Ma il tempo scorre e l’esordio contro l’odiatissimo Sassuolo ed il suo presidente-ultrà inizia ad essere imminente. Obbligatorio farsi trovare pronti, tra poco si inizia a fare – finalmente – sul serio.
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Vujen

Classe '85, marchigiano, interista da tre generazioni. Appassionato di fotografia, Balcani e cose inutili ma costosissime. I suoi pupilli sono Walter Samuel e l'indimenticabile Youri Djorkaeff. Lautaro più altri 10.

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