Joaquin Correa e Marko Arnautovic se ne sono andati per il contratto in scadenza, quindi 2 giocatori si sono persi. Numericamente la rosa è insomma più lunga rispetto allo scorso anno, composta dai 30 giocatori che seguono:
1 – Yann Sommer
2 – Denzel Dumfries
6 – Stefan De Vrij
7 – Piotr Zielinski
8 – Petar Sucic
9 – Marcus Thuram
10 – Lautaro Martinez
11 – Luis Henrique
12 – Raffaele Di Gennaro
13 – Josep Martinez
15 – Francesco Acerbi
16 – Davide Frattesi
17 – Tajon Buchanan
20 – Hakan Calhanoglu
21 – Kristjan Asllani
22 – Henrik Mkhitaryan
23 – Nicolò Barella
28 – Benjamin Pavard
30 – Carlos Augusto
31 – Yann Bisseck
32 – Federico Dimarco
36 – Matteo Darmian
42 – Tomas Palacios
45 – Valentin Carboni
59 – Nicola Zalewski
70 – Sebastiano Esposito
94 – Francesco Pio Esposito
95 – Alessandro Bastoni
99 – Medhi Taremi
A questi sta per aggiungersi secondo tutte le fonti relative al calciomercato Ange-Yoan Bonny, probabile calciatore numero 31 della rosa nerazzurra.
L’economia applicata al calcio
Premessa fondamentale: secondo molti quella del tifoso con la calcolatrice in mano è una deriva. Io non credo che sia necessariamente così. Considerare la componente economico-finanziaria non fa certo parte delle competenze base dell’ultras ma insomma, se è vero – e lo è decisamente – che in questo Paese c’è un enorme problema di ignoranza nel tifo calcistico, perché non provare a parlare anche di quello? Potrebbe aiutare a comprendere e valutare meglio ciò che accade, dunque non può essere qualcosa di negativo. È però del tutto fondamentale la premessa per cui chi scrive non sa nulla di contabilità aziendale e anche chi ci si è laureato non potrebbe conoscere a fondo tutti i meccanismi e le verità, dal momento che il sistema-calcio si basa su norme, principi ed equilibri del tutto specifici. Quindi, una volta che ci si è cosparsi il capo di cenere, si è inciso sulla pietra il promemoria per cui quanto segue non è una spiegazione ma una condivisione di qualcosa che si è provato a imparare nel corso degli anni e non può chiarire tutto ma solo fornire un piccolo metodo di analisi, si può procedere.

Lato A: ammortamento e costo squadra
Molti tifosi sono incagliati su concetti anacronistici come plusvalenza e minusvalenza. Non sono più quelli i criteri principali in base ai quali l’Inter si muove. L’Uefa non esige più dal club nerazzurro vendite di cartellini a cifre che superino il costo residuo a bilancio. Le spese e gli incassi per comprare e cedere i giocatori non interessano più all’associazione del calcio europeo: ciò che più conta oggi per l’Inter è un altro parametro, ovvero il costo della squadra.
Per calcolarlo, bisogna sommare i costi dei singoli calciatori. Questi coincidono con la somma spesa per l’acquisto del loro cartellino divisa per gli anni di contratto (“ammortamento dell’investimento”), in addizione all’importo annuale lordo annuale dello stipendio. Per fare il più semplice degli esempi, se come sembra l’Inter pagherà Bonny 25 milioni e gli farà firmare un contratto di 5 anni il costo dell’ammortamento sarà di 25 diviso 5 milioni di euro annui (5), a cui aggiungere il doppio (lordo) dei 2 milioni netti di ingaggio (4). Si può quindi capire che Bonny avrebbe un costo annuo di 9 milioni. Sommando la cifra ottenuta per i singoli calciatori e – in base ai criteri Uefa – quella relativa al capo allenatore, si ottiene il costo squadra che per l’Inter nel 2024/2025, considerando anche Tajon Buchanan e Tomas Palacios, era di 213 milioni di euro totali.
(Costo del cartellino / numero di anni di contratto) + ingaggio lordo = costo annuo calciatore
I risparmi e gli aggravi
Correa pesava sulle casse dell’Inter per 30 diviso 4 milioni (risultato 7,5) più 6,5 milioni lordi di ingaggio: totale 14 milioni. Marko Arnautovic, pagato 10 milioni nel 2023 con un contratto biennale da 6 milioni lordi a stagione, è costato nell’ultimo bilancio 11 milioni. I due in totale quindi liberano dalle casse nerazzurre circa 25 milioni di euro. Aggiunti allo stipendio di Simone Inzaghi (6,5 netti annui) il totale del risparmio fa 38.
Nicola Zalewski è stato riscattato per 6,5 milioni e ha firmato un contratto fino al 2029 per 1,8 milioni netti annui. Impatto sul bilancio 2025/2026 = 5 milioni. Petar Sucic, pagato 14 milioni e sotto contratto fino al 2030, percepisce un ingaggio lordo di 2,8 milioni (fonte Calcio e Finanza): costi aumentati di 5,6 milioni. Luis Henrique, pagato 23 milioni e firmato fino al 2030 per 2,5 netti a stagione, peserà 9,2 milioni annui. Francesco Pio Esposito ha rinnovato poche settimane fa a un milione netto all’anno, aggiungendo a bilancio un peso di 1,8 annui. Cristian Chivu percepirà 2 milioni a stagione e Ange-Yoan Bonny come visto dovrebbe pesare 9 milioni annui. Questi nuovi costi ammontano quindi già oggi a 25,6 milioni di euro, 34,6 se dovessero avverarsi le notizie rimbalzate tra tutte le fonti di informazione. In totale quindi, al 1° di luglio, l’Inter si troverebbe ad avere una rosa più lunga di sei unità grazie a due cessioni e sette arrivi, senza aver aumentato i suoi costi anzi avendone erosi tre milioni.
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Giocatore |
Impatto sul costo squadra (mln) |
|
Joaquin Correa |
– 14 |
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Marko Arnautovic |
– 11 |
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Simone Inzaghi |
– 13 |
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Nicola Zalewski |
+ 5 |
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Petar Sucic |
+ 5,6 |
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Francesco Pio Esposito |
+ 1,8 |
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Luis Henrique |
+ 9,2 |
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Ange-Yoan Bonny |
+ 9 |
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Cristian Chivu |
+ 4 |
|
Totale |
– 3,4 |
Lato B: la situazione societaria
Fin qui dovrebbe essere tutto chiaro e semplice, il difficile – innanzitutto per chi scrive – inizia ora. È giusto partire dal fatto che dal punto di vista economico il bilancio dell’Inter sta meglio che mai: dopo gli anni peggiori nella storia del club per perdite, nell’anno corrente per la prima volta nella sua storia il club chiuderà in attivo, grazie all’astronomica cifra di 515 milioni di euro di ricavi. Per renderci conto, dieci anni fa nel bilancio consolidato dell’Inter per il 2015 lo stesso dato risultava 176: una crescita che sfiora il 300%. Gli incassi nell’anno corrente dovrebbero aver superato le spese di circa 25 milioni, notizia meravigliosa non per il guadagno (non così significativo) ma perché dimostra che l’Inter nell’ultimo anno è stata sostenibile, si è alimentata da sola, ha camminato sulle sue gambe. Questo è l’obiettivo minimo gestionale che ogni società deve porsi prima di qualsiasi altro, perché è quello che dice che lo show può andare avanti.
Il reale margine d’azione
Per intenderci, se l’Inter sapesse di ripetere ogni anno questi ricavi significherebbe che potrebbe alzare il costo squadra di 25 milioni rimanendo tranquillamente sostenibile, potendo quindi comprare così, per sport e senza colpo ferire, per esempio Benjamin Sesko. D’altra parte però l’Inter deve sapere (e lo sa) bene che questo traguardo non è definitivo: il 24/25 dei nerazzurri è stato una sorta di Eldorado della contabilità sportiva. Investimenti sul mercato bassissimi da anni a questa parte, secondo posto in campionato, partecipazione alla Supercoppa riccamente pagata dai petroldollari, semifinale di Coppa Italia con derby andata e ritorno, finale di Champions League dopo aver sfidato e quasi sempre battuto Manchester City, Arsenal, Bayern Monaco e Barcellona, gettone di partecipazione al nuovo e ricchissimo Mondiale per Club. Tutti questi fattori hanno fatto esplodere i ricavi, raggiungendo come detto numeri mai visti nella storia del club. Non è detto – anzi, è matematicamente assai improbabile – che il bilancio degli anni a venire potrà essere così ricco. Innanzitutto, di sicuro almeno fino al 2029 non ci saranno più i 22 milioni per la partecipazione al Mondiale (sul prossimo bilancio finiranno solo i premi). Dopodiché, tra venire eliminati agli ottavi e raggiungere la finale di Champions ballano più di 50 milioni. Arrivando quarti anziché secondi, anche i premi italiani calerebbero di dieci testoni.
È per questo motivo che le società – almeno quelle serie e competenti, che non sono state negli ultimi 8 anni il Milan di Fassone e Mirabelli, la Juventus di Paratici e CR7, la Roma di Mourinho e Tiago Pinto – calcolano la loro possibilità di azione in base agli obiettivi minimi. È questa un’espressione fondamentale: ogni società all’inizio dell’anno sportivo e contabile pone una soglia minima realistica di traguardi sportivi in virtù della quale costruisce la squadra e calcola la sua sostenibilità. Per l’Inter saranno, come sono sempre stati nell’era Marotta, la qualificazione alla Champions per la stagione successiva e il raggiungimento della fase a eliminazione diretta in quella corrente. Non è pessimismo (sarebbe auto-sabotaggio calcolare le possibilità di investimento in base a risultati irrealmente negativi) ma realismo – come a dire: da questa squadra posso aspettarmi questo, difficilmente di meno, dunque guadagnerò e potrò spendere questo. È una strategia oculata, che garantisce una gestione sana e prudente come appunto ha sempre predicato Giuseppe Marotta, e non impone imprese sportive per raggiungere quello che come detto corrisponde un po’ agli esami del sangue dei club sportivi: il pareggio di bilancio.
Calcolare secondo questi criteri, porterà l’Inter a prevedere per il 25/26 un fatturato assai inferiore a 515 milioni: in base a quanto ci si diceva poc’anzi, arrivando quarta in Serie A, venendo eliminata agli ottavi di Champions e del Mondiale per Club, tra premi e diritti tv l’Inter andrebbe a perdere circa 70 milioni di fatturato, tornando quindi a una cifra indicativa di 440 milioni di ricavi.
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Fonte |
Ricavi 25/26 – ricavi 24/25 (mln) |
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Champions League |
– 52 |
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Serie A |
– 10 |
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Mondiale per club (gettone di presenza) |
– 22 |
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Mondiale per club (premi partite e piazzamento) |
+ 10 |
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TOTALE |
– 74 |
La nuova regola Uefa
Tre anni fa la Uefa ha emanato una nuova “Squad cost rule”, vale a dire la regola che disciplinerà per i prossimi anni i rapporti tra ricavi e spese per giocatori e staff tecnico delle prime squadre associate: dopo due anni di maggior clemenza per l’assestamento, dal 2025 in avanti questa percentuale non può superare il 70%. In concreto, la rosa dell’Inter sommata allo stipendio di Simone Inzaghi costava quest’anno circa 213 milioni di euro, il 42% dei ricavi che diventerebbe il 50% se fossero azzeccate (spoiler: no) le previsioni nel 2025/2026. Per capirci, se anche si avverasse quel calo lì l’Inter potrebbe spendere 308 milioni annui per giocatori e allenatore, aumentando di fatto la cifra attuale del 50%.
“Lasciate ogni speranza, o voi ch’intrate”
A questo punto però devo riportare il lettore e me stesso con i piedi per terra, perché ci addentriamo in un territorio in cui mi sento ancor più Caronte: un po’ perché vi ho portato in luoghi davvero angusti, un po’ perché una voce e una mano mi si parano innanzi e mi intimano “Vuolsi così cola ove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare”. Fin dove potevo io vi ho portato, fin dove ho potuto capire ho capito, da qui in avanti la strada è vostra.

Le ultime considerazioni che mi sento di buttare lì per evitare deliri sono:
– quella dell’Uefa è una soglia non plus ultra che segnala l’instabilità finanziaria di una società, dunque un serio pericolo per il club che – detto terra-terra – se dovesse sforare quella cifra potrebbe considerarsi di fatto un buco nero finanziario, una di quelle realtà che potrebbero fallire a meno di proprietà folli. Nei bilanci della società pesano infatti, come vedremo, molte altre spese onerose e imprescindibili;
– la società Inter ha un bilancio particolare, in quanto gravato da anni di bond di cui si è parlato tanto. Il rifinanziamento degli ultimi giorni, che porta il totale da 415 a 350 milioni, gli interessi da 6,8% a 4,6% annui e la scadenza dal 2027 al 2030 è una notizia positiva. Siamo in un ambito finanziario molto complesso per me, ma la Gazzetta dello Sport – di cui è sempre giusto fidarsi fino alle sette di mattina – spiega che questo alleggerirà gli oneri annuali a carico dell’Inter, abbassandoli da 29 a 16 milioni. Che vuol dire 13 milioni di spesa annua in meno rispetto al passato, ma vuol comunque dire che nel calcolo dei costi la nostra società deve andare a inserire una voce di spesa in più ogni 12 mesi;
– in Italia e anche per l’Uefa vanno rispettati anche altri parametri oltre alla Squad Cost Rule. È significativo il caso della Lazio per esempio, che per problemi con indice di liquidità e indebitamento si ritrova attualmente il mercato bloccato. Poi ci sono peculiarità strutturali nel sistema italiano, primo fra tutti il fatto che quasi tutti i club nostrani devono fare i conti ogni anno con le spese per l’affitto dello stadio, laddove nel gruppo Uefa molti contano piuttosto su un impianto di proprietà e sui suoi ricavi. Non parliamo di costi esorbitanti (una decina di milioni di euro l’anno), ma anche quella diventa una spesa costante e inevitabile – e qui giungiamo al vero punto focale del futuro del club.
Più di così, non si può: solo meglio
L’Inter ha raggiunto una stabilità finanziaria. Come abbiamo visto con il fatturato che in dieci anni è sostanzialmente triplicato, la società dal 2017 ad oggi ha intrapreso un percorso di crescita che non ha uguali nel mondo del calcio e l’ha portata stabilmente nel novero delle squadre più forti e addirittura in top-10 europea per ricavi. Attenzione però: non chiuderà con 150 milioni di utile grazie a fatturato caratteristico. Produrrà 25 milioni in una stagione come detto più unica che rara a livello di premi e diritti tv. Già nel 2025/2026, quando del Mondiale per club resteranno solo i premi e i guadagni dalla Champions verosimilmente caleranno di 20/30 milioni, ecco che quel +25 potrebbe trasformarsi in un -20. Niente di grave, per carità, ma di nuovo un bilancio in rosso, stavolta nelle mani di una proprietà che di perdere soldi sembra proprio non volerne sapere. È realmente possibile che Oaktree chieda di ridurre il costo squadra, nonostante i risultati in crescita e le chiare esigenze tecniche, e il parco giocatori si vada a indebolire. Se invece fossimo fortunati, non dovesse essere così e gli americani fossero disposti a fidarsi del progetto di Marotta & Co. e lasciarli fare, ecco che allora l’Inter non potrebbe pensare di spendere di più ma solo meglio. Lo squad cost dovrà restare questo, attorno ai 210 milioni allenatore compreso, con una forbice di crescita o di calo assai ridotta.
Si tratterebbe di efficientare i soldi che ci sono già, non di metterne di più, e se siete arrivati fino a qui potete capire che non significa che come negli ultimi anni non potremo comprare quasi nessuno, ma che dovremo farlo nei limiti imposti da questi conti che devono quadrare come adesso sappiamo.
Per tornare a sognare
Per tornare a sognare – a.k.a. pensare realmente di poter spendere di più e mettere insieme una squadra più ricca – l’Inter e la sua proprietà possono fare poco. Gli unici ricavi che possono continuare a crescere senza limiti sono quelli commerciali, sponsor e royalties, perché legati al libero mercato: se la società riuscisse a valorizzare il brand, far fruttare sempre di più i suoi eventi, vendere sempre più merchandising, ecco che il fatturato potrebbe crescere. Per tutto il resto, si è nel famoso “collo di bottiglia”: il sistema-calcio italiano non riesce proprio a crescere, non permette di accedere a premi e diritti tv maggior di quelli attuali, dunque l’Inter non può razionalmente prevedere ricavi maggiori e di conseguenza autorizzare investimenti maggiori. O si accetta che il percorso di crescita sportiva debba rallentare e da qui in poi si possa lavorare solo di rifiniture e dettagli, oppure si fa come la Juve del 2018: il botto mediatico quest’anno, quello economico e gestionale negli anni successivi. Avere come presidente l’uomo che di fronte alla scelta di Agnelli di ingaggiare Ronaldo decise di salutare tutti e andarsene, mi lascia abbastanza tranquillo; vedere come se la sono passata i ladri da quel momento in poi, dovrebbe fare lo stesso anche per i tifosi più sanguigni.
L’unica leva azionabile nell’immediato per aumentare in maniera stabile i ricavi e di conseguenza il costo squadra sarebbe uno stadio nuovo e di proprietà. Fa davvero male vedere che a Milano, “l’efficientissima Milano”, “la progressista Milano”, “la ricca Milano”, Comune e Soprintendenza si sono messi di traverso rispetto a due delle aziende più importanti e iconiche non della città ma del Paese. Certo, San Siro è lo stadio più bello del mondo, ma un nuovo impianto garantirebbe all’Inter decine di milioni in più ogni anno e, di conseguenza, maggiori investimenti lato campo. Fin tanto che questo non sarà costruito, ecco che chiunque sognerà acquisti in serie e a più zeri, denaro scialacquato con magnanimità, firme buone da sbandierare sotto l’ombrellone, sarà poco più che un illuso, cantore di qualcosa che non può – e non deve – esistere.
Ok, dopo tutta questa pappardella le regole sono chiare. Dovremmo esserci capiti. Presto, domani o dopodomani, inauguriamo il ring e iniziamo a divertirci.


Si va al mare finalmente…e si chiude sta annata che è la peggiore di sempre.
Partita:
– non si corre
– DeVrij e Sommer bolliti, mettiamoci anche Bastoni (che però si riprenderà mentre gli altri due sono “andati”)
– solito attacco inconcludente
Menzione a Barella ma 1 contro 11 è troppo anche per lui.
Fine di questa puttanata a stadi vuoti.
Macerie, materiali e morali: questa è l’Inter di questo finale di stagione.
Questo in particolare è un post di finale di una stagione in cui abbiamo giocato già un numero esagerato di partite.
Con giocatori che già dovrebbero essere in vacanza da un pezzo…giocare sotto 40 gradi (con una escursione termica di 20) contro una squadra nel mezzo di un campionato e su un fondo da calcetto anni ’90 (gioia degli ortopedici)…ti dirò non sono affranto che la smettano di fare i gladiatori davanti al pubblico dell’imperatore.
Alla fine portiamo altri 20 o 30 mln in cassa insieme a quelli della champions.
Spero non riportare infortuni o affaticamenti pesanti da recuperare.
Mi sembri ancora un pò eccessivamente avvelenato con Inzaghi.
Ha lasciato in fondo una quantità di ricavi fuori scala overperformando con squadre del calibro del Barcellona e Monaco per dirne due soltanto.
Puoi rilassarti lui non c’è più…e neanche per le disattenzioni in marcatura puoi adesso prendertela con lui.
Lasciamo tempo a Chivu di lavorare su certe situazioni difensive.
Non può essere certo giudicato per esperimenti di pre pre campionato.
Ha preso una squadra dal fondo del ranking e l’ha portata al primo posto
È stata manna per le finanze (sopravvivenza del club) con l’organizzazione di gioco e valorizzando il poco che ha avuto dalla proprietà.
Ci ha dato in questo modo una Seconda Stella Con la più bella Inter di sempre…
“Macerie morali e materiali…”
Relax compagno…se ti ha messo sotto il gatto non lo so..ma volta pagina. Pensiamo a Chivu ed al nuovo corso adesso.
Personalmente penso che di queste macerie dovremo augurarcene in futuro.
Io ho voltato pagina: come del resto il tuo beniamino, che adesso potrà fregiarsi anche del titolo di overperformatore dellallillà.
Non l’ho nemmeno nominato, così come non lo nominerò in futuro. Per dirla con Lautaro, chi non vuole restare all’Inter se ne deve andare, e lui se n’è andato: con il rammarico certamente della proprietà, alla quale le sue overperformazioni hanno certamente giovato, ma non certo con quello mio personale, visto che io non sono un ragioniere ma un tifoso e non mi posso appassionare di conti e bilanci e ranking dopo aver visto buttare al secchio almeno due scudetti in quattro anni.
Detto ciò, non mi nascondo dietro un dito e, se parlo di macerie materiali e morali, è ovvio che individuo nel tuo beniamino il principale responsabile.
È che sono coerente: così come l’anno scorso vidi in lui il principale artefice della seconda stella, quest’anno ho visto in lui il principale responsabile di un fallimento epocale: eliminati in coppa Italia dal peggior bbilan di sempre, contro il quale non siamo stati capaci di vincere un derby; scudetto perso contro una squadra manifestamente inferiore; figuraccia epocale in finale di champions, persa col peggior scarto della storia della competizione.
Del mondiale per club non mi importa una cippa, figurati: semplicemente, ho visto nel nostro rendimento lo specchio di una “stagione memorabile” come quella appena conclusa. Macerie materiali e morali, appunto.
Allora…
1.”non mi nascondo dietro un dito”
Bravo infatti lo stavi nominando senza nominarlo solo che “io non sono pirla….” citando il vate. E ti ho tirato fuori da dietro il ditino.
2. Non sei un ragioniere ma un tifoso.
Anche io …e di roba finanziaria non ci capisco nieeente.
Tuttavia è proprio da tifoso che sono grato a chi garantisce la sopravvivenza della Società, del Club e …quindi della mia Squadra.
Se così non fosse e contassi solo i titoli che piacciono a me mi sentirei come il bimbo che sbatte i piedi davanti ad un giocattolo che il mio babbo non può permettersi.
Intendiamoci…io sono un coglioncione di 61 anni ormai (😄anche tu lo sei di un paio d’anni più giovine)….mi conosci abbastanza per saperlo…ma come tifoso almeno sono cresciuto😄…o cerco di farlo.
I percorsi cosiddetti sono importanti non solo sportivamente (almeno per me) ma proprio per la sopravvivenza delle maglie nerazzurre (quando non le storpiano come adesso).
3. “Il mio beniamino” che dire adesso ….il mio beniamino è Chivu che deve fare i conti con mercati oculati come ha fatto Inzaghi.
Inzaghi per me rimane (con le giuste, ovvie…ironiche scontate pinze) ….un cazzo di genio del Calcio.
Come rivedevo per puro diletto estetico le sue partite con la Beneamata…sono curioso, da amante dello Sport Calcio, di vedere quel che sta combinando con una squadra del quinto mondo calcistico.
Macerie lasciate da Inzaghi le vedi tu e altri Cassaner.
Io vedo quel che ho scritto e non ho voglia di ripetere.
Per me puoi continuare a farlo …vedere sue macerie…ma lasciami la possibilità di provare a ristabilire la mia verità storica.
Amici sentite le dichiarazioni di Lautaro, mi sembrano abbastanza chiare a chi si riferisce e che nell’Inter ci sono problemi non solo di campo.
https://www.youtube.com/shorts/0XnbEKMAnPI
Brutta storia
Meno male fuori. Perlomeno hanno più giorni prima del campionato. I ns. proprietari USA l’hanno preso in c.lo a livello economico. Ed abbiamo visto in che condizioni è l’Inter. Chivu credo che se non si compra il panettone già ora resterà a bocca asciutta. Scommettiamo che Sebastiano Esposito andrà via? Anche se stasera non ha giocato male. A proposito di giocare male, ma dove hanno pescato Luis Enrique? e lo hanno pure pagato! Non era lui che doveva saltare l’uomo? Invece penso che salterà il posto. Lautaro irriconoscibile ed anche sfortunato. Amici il futuro lo vedo nero, speriamo siano gli occhiali
Capperi, speriamo Henrique sia solo giù di condizione.
In questo mondiale la puzza di Dalbert, Jonathan, Ansaldi e tutti gli esterni fenomeni che ci hanno preso negli anni è molto forte
luis henrique preso di fretta e furia a 25 dal marsiglia (che leggo aveva bisogno di fare una plusvalenza subito) e senza concorrenza di mercato di nessuno, in uno dei pochi ruoli coperti in rosa.
e poi ti presenti al mondiale, con un attacco ridicolo e un centrocampo ridotto a 3 elementi su 7 se avessimo passato il turno. manco le formazioni esotiche australiane. uan dirigenza e una proprietà che ci hanno mandati allo sbaraglio nel torneo di casa loro. contando che la rosa era stata lasciata in condizioni pessime dallo staff di inzaghi.
non sto dicendo che sia un acquisto sbagliato e che sia costato tanto: magari col tempo renderà. ma il miglior ds di tutti i tempi questa aveva come priorità a finale appena persa e con l’ex allenatore andato via? è quindi un acquisto tutto suo? e se i 25-30 li si spendeva prima per la punta (perchè, cari miei, serve una punta: non basteranno mica esposito e taremi e questo thuram indisponente…) o un difensore?
ora non voglio attirarmi i troll della dirigenza, ma era davvero il caso?
Boh, certe mosse da anni sono prive di razionalità. E pure le fanno (non solo noi).
Io credo sempre più a giri strani con procuratori amici
pure tu però sei incontentabile…
non ti bastano gli acquisti con gli assistiti di pastorello, riso, pastorello, riso, pastorello, riso, pastorello, riso, pastorello, riso, pastorello, riso, pastorello, riso, pastorello, riso, pastorello, riso, pastorello, riso, pastorello, riso?
per lo scouting dal sudamerica ripassare nella prossima vita.
sono arrivato a sperare che entri sebastiano esposito.
per dire come stiamo messi.
Che se ci pensi lui e Carboni almeno provano a puntare uomo senza girarsi e arretrando cone fanno gli altri
e comunque questa è la bella eredità lasciata dagli scienziati dello staff di inzaghi e dalla preparazione ad hoc del coach. cotti per il finale di campionato, cotti in finale, cotti al mondiale per club. non c’è che dire, l’avevano azzeccata in pieno.
ci sono altre squadre che hanno fatto 60 gare come noi che non sembrano il pio (?) albergo trivulzio come noi.
il resto è per marotta e ausilio, gli idoli dei troll del blog: presentarsi alla massima competizione mondiale con 2 attaccanti di cui uno bollito da mesi, 2 ragazzi e un centrocampo con 3 assenti è proprio da prima squadra nel ranking uefa.
l’ultima è per la società di pezzenti che ci manda allo sbaraglio nella loro america con le pezze al culo.
ciò detto, contro questi brasiliani zozzoni e antisportivi, dovremmo pareggiarla a culo al 98′ e scularla ai rigori solo per farli esplodere dentro loro e quello scemo del loro allenatore.
poi possiamo perdere 7-0 col city, ma passiamo sto turno: almeno sono altri 9 mln sul mercato per questa proprietà di taccagni.
“Ci sono altre squadre che hanno fatto 60 gare come noi che non sembrano il pio (?) albergo trivulzio come noi”.
Finalmente una parola di saggezza: ché qui sembra che solo noi abbiamo giocato così tanto!
andassero a fare in culo.
se l’Inter di chivu è questa, presto Chivu diventerà chi fu. Per quelli che criticavano spiaze a Chivu dovrebbero sparare. Un arbitro che forse l’hanno preso dal football americano che fischia a caso e sventola cartellini a caso. Una partita giocata a 40 gradi, con il pubblico USA che in un giorno feriale lavora. Unica cosa positiva che se l’Inter va fuori almeno si riposano per il campionato
Questa è l’Inter di Chivu? Il primo tempo dell’Inter Flumineze da schifo. una difesa di allocchi che nemmeno una squadra di serie C tollererebbe. Se in campionato giocano così si parte da un passivo di 3 a zero. inguardabili
bisogna far intervenire un esorcista. Pio, appena ha fatto pio, si è infortunato. Rientra Thuram, incrociamo le dita. Questo torneo porterà anche soldi, ma ci metterà in crisi per il campionato, favorendo Napoli e BBilan, ne vale la pena? Per oaktree sicuramente, per noi tifosi ne dubito. Gara di stasera a rischio a causa tempesta di fulmini. Sarà che sono prevenuto su gli USA, ma interruzioni a gogo per temporali, ora tempesta fulmini, non è che portano un tantino sculo? Cambieranno nome alla partita anziché Inter fluminenze sarà inter fulminenze, ho fatto la battuta!!!
Cmq Seppia ci sarà sempre chi ti dirà: finalmente tiriamo fuori 25 pali per Bonny, basta fichi secchi.
E non capiscono che società spende anche meno. Perché cone scrivi anche tu i 500 mn di fatturato sono purtroppo ‘drogati’ da percorso, difficilmente ripetibile, in CL. Non sono strutturali come accade ad esempio per lo United che ha ricavi altissimi slegati da premi ma commerciali. Siamo purtroppo lontani.
Che poi dovrebbero spiegare perché una strategia basata su P0 over30 non venga cavalcata ancora perché vincente e poco dispendiosa. Cosa ci sarebbe di più sostenibile?
C’è questa interpretazione è una caxxata sesquipedale. E chi mastica un minimo, veramente poco, di economia lo sa.
Ma d’altronde se abbiamo gente che paragona Dzeko ad Arnautovic vale tutto
Seppia for president!
Purtroppo si leggerà sempre di mercato povero, fichi secchi ed altre caxxate. Perché ci si ferma al cartellino. Nessuno considera che i, sacrosanti ci mancherebbe, rinnovi dei vari Toro, Dima, Bastoni, Barella, Chala, ecc. drenano risorse per il resto del mercato. Perché siamo nell’ormai povero metcato italiano è senza sceicchi dietro. Molta superficialità in questo mondo e stereotipi idioti.
La strada dei giovani di backup è difficile, soprattutto se la si fa in massa. Meno se diluita nel tempo. Perché cone dice giustamente seppia ti offre possibilità di fare player trading senza toccare i titolarissimi: è più facile cedere Asslani o Zelinski? Sono entrambi panchinari.
Nessuno considera che le nostre fortune attuali si basano su un nucleo giovane costruito 5 anni fa. E arricchito da Thuram, Dum e Chala che non sono arrivati vecchi.
Gli scudetti semmai ce li hanno fottuti i Vidal Sanchez prima e i Taremi/Arna dopo. Che la gente crede siano costati un caxxo ma hanno precluso investimenti su profili più futuribili per l’oggi e il domani.
Ovvio ci voglia il giusto mix, ma la ns rosa oggi difetta di tutto tranne che di esperienza.
Chissà perché la parola sostenibilità non è più associata a P0 over30 che secondo molti è alla base dei nostri successi. Sono tutti impazziti o sanno che i nostri successi derivano da under25 presi per tempo e fatti crescere?
Visto qualcosa di tale Bonny….cazzarola…..
In senso positivo o negativo?
Faccio corna e incrocio tutto quello che posso ma mi ha impressionato e molto in positivo.
Ma molto molto.
Potenza, tecnica, intelligenza….carattere.
Sono solo gol e skills ma….
🤘🤘🤘🤞🤞🤞
PS
molto molto molto
OT.
Alcuni giornalisti ignari…anzi ignoranti delle cose di campo….asseriscono che al termine di Inter-River Plate…Dum sia scappato da Acuna verso gli spogliatoi.
È successo esattamente l’opposto…Dum al fischio finale invita con un gesto chiaro Acuna a discutere la questione nel tunnel.
Per questo motivo gli Interisti…vanno a fermare per primo proprio Dum..
Così…per completezza di pratica.
Dum non scappa.

Bene Seppia:
“È una strategia oculata, che garantisce una gestione sana e prudente come appunto ha sempre predicato Giuseppe Marotta ”
Quando leggevo che il nostro Guercio ci avrebbe portato a morte certa, mi sembrava impossibile tanta dabbenaggine.
Istess quando mi si contestava la favolosa combo Marotta/Ausilio
D’altronde lo scudo vinto del 2023/2024 vedeva commenti assurdi. Si faceva notare all’ odiatore che in quella Juve di merda nessuno potesse giocare all’ Inter ,in quanto troppo scarsi, che l’ intelligenza haterina formulava teorie bizzarre . “Pochi cazzi la rube è forte” . Arrivarono dietro a venti punti😂.
In realtà la “politica” dei parametri ZERO e pochi innesti giovani ha portato a partecipare a due finali CL ( la prima giocata bene vide 5 o 6 P0 in campo).
Questa strategia è quella che ci ha portato a spendere un cazzo ma veder lievitare il fatturato tanto da raggiungere e superare i 500 milioni. INCREDIBILE!
MIGLIORANDO DI ANNO IN ANNO QUEL PASSIVO CHE CI PORTAVAMO DIETRO DAL PERIODO THOHIR che ereditò il disastro finanziario da Moratti.
Quindi sta nuova gestione è del tutto nuova e molto molto difficile da realizzare.
Ossia riuscire coniugare il buon bilancio ai risultati sul campo.
Molto difficile,la strada che abbiamo intrapreso.
Sarà necessario che ancora una volta Ausilio/Baccin con l’avvallo di Marotta portino a casa ottimi giocatori giovani a basso costo (non è che sta strategia sia tanto originale. Specialmente se hai un fondo che ti governa)
…e un allenatore bravo che non costa un cazzo .
Caspita se era così semplice, perché non ci abbiamo pensato prima?
Ma dirò di più, perché non lo fanno tutti?
Giocatori giovani fortissimi a basso costo e allenatore sconosciuto che costa zero ma è un fenomeno.
FACILE NO?
Sui costi servirebbero anche altre valutazioni… costi /rendimento , plus, minus, ed un sacco di altri parametri.
Ad es Correa non va valutato solo per quello che pesa nel singolo anno. 11? 14? Boh!
Correa è costato questo 30 +(6,5*4) = 56 milioni
Per avere un rendimento pari a Zero ed averti costretto a tornare sul mercato con ulteriori spese.
Questo è Correa! Dio Bono.
Parliamo di Taremi?
prima riserva.
Impatto a bilancio 5,5 mio.
Cosa diciamo?
Beh dai…
Siamo seri , non sono solo i 5,5 buttati al cesso,sono lo scudo andato al cesso..o no?!
Poteva segnare almeno 6/7 gol in campionato? No?
Forse bastavano per fare uno o due punti in più.
Quanti punti ci ha dato Taremi?
Zero!
…e dopo devo leggere intelligentoni che si scagliano con Arnautovic che con metà minuti un campo ci ha dato 5 barra sei punti.
Capire che conta anche spesa/rendimento?
E tengo a precisare che di Arnautovic non mi frega niente, che vada a zappare la terra.. è la Vulgata che dovrebbe svegliarsi ma non ci riesce.
Bon dalla fresca Asiago,vi saluto.
Il grande beneficio di comprare giocatori giovani anziché parametri zero anziani è la possibilità di fare player trading. Mi spiego: compri Acerbi = te lo tieni finché non gli scade il contratto; compri Leoni = nel momento in cui per qualche motivo vuoi venderlo, puoi farlo. Hai più margine di manovra e di errore sul mercato.
Certo sarebbe intelligente da parte della proprietà non vietare a Marotta il mercato dei parametri zero, ad esempio David sarebbe stato letteralmente perfetto sotto tutti i punti di vista. Non riesco a capire perché non ci si sia puntato, mi pare assurdo che dopo una richiesta iniziale molto alta i dirigenti lo abbiano bloccato su WhatsApp e inserito nello spam tutte le notizie relative a richieste e costi via via più abbordabili fino ai 5,5 netti di oggi.
Son perfettamente d’accordo con te.
Giusto è che la proprietà indichi la strada ma altrettanto giusto è concedere qualche deroga al DS qualora si presentasse l’occasione ,per es. con un P0 che “serve” .
Detto questo, resto ottimista ed ho buone sensazioni.
Fiducia ad Ausilio/Baccin e Marotta.
Ma è ancora presto, la valutazione sulla squadra si farà ad Agosto.💪
Ottimo Seppia, un grazie sentito!
Dopo anni a leggere insulti da chi sostiene che prendere Zelisnki a zero o Arna a dieci sia un mercato con i fichi secchi, ora capirà che il polacco è più costoso di un giocatore pagato 25 milioni, idem l’austriaco.
Senza considerare che questi sono profili incredibili, che valgono nulla, mentre un Sucic avrà sempre mercato laddove, speriamo di no, non si mostrasse da Inter.
Questo NON vuol dire dover prendere solo questi profili MA se ho già squadra piena di maturi, dovrebbero essere la regola, senza buttare soldi in Vidal o Sanchez e compagnia.
Come scrivi giustamente, in Italia le risorse vanno ottimizzate perché sono quello che sono
Grazie Seppia… meno male che sei laureato in Lettere e non in Economia.
Ti ringrazio del tentativo ma i miei neuroni, appena si toccano certi argomenti si chiudono “a testuggine”.
Ricavo però un senso di positività, la conferma che questo vituperato quadriennio ha portato ricavi record e la notizia che annualmente si libereranno un tot. di milioncini per il mercato.
Per il resto sto in fiducia.
Grazie a te Cipe🙏🏼 semplificando all’osso e prendendo come detto tutto con la punta estrema delle pinze, direi che il peggio è passato, un potere d’acquisto “normale” da qui in avanti ci sarà ma non andranno alzati i costi. Quindi si potrà tornare a comprare qualcuno per cifre importanti, ma quel qualcuno non dovrà prendere tanto di stipendio (dunque verosimilmente sarà un giovane).
Prendo atto di una inversione spero virtuosa nella situazione finanziaria…dobbiamo tuttavia riconoscere che il Napoli in questo campo è avanti a noi di qualche annetto e che Marotta&C dovranno continuare con le loro mandrakate per rimanere competitivi in attesa che il gap venga colmato.
Parlo per sensazioni, non per calcoli nemmeno superficiali: da quando ha preso Conte, il Napoli ha invertito la rotta, andando a investire su profili più in là con gli anni e ingaggi pesanti, creando una sorta di “instant team” e rinunciando al giocatore più prezioso e futuribile (Kvaracoso). Vediamo come andrà: di certo sono i favoriti per la Serie A di quest’anno. D’altra parte però corrono il rischio nel momento in cui andrà via Conte e con un nucleo fatto da over 30 (Rrahmani, Juan Jesus, Di Lorenzo, Lobotka, Anguissa, Politano, Lukaku) di dover ripartire da zero. Comunque l’Inter anche con Chivu, anche senza innesti sensazionali, più di 81 punti li può fare. Vedremo…
Vero…quello a cui mi riferisco è il peso di una situazione debitoria che comunque per qualche anno peserà su di noi.
In questo il loro vantaggio temporale.
Finanziariamente penso abbiano una solidità diversa e poi bisogna riconoscere che l’area tecnica lavora con criterio.
Vedremo…