Browse > Home / Posts by Luis

| Abbonati via RSS

Questione di stile

ottobre 16th, 2009 | 81 Comments | Posted in Calciopoli, Discussioni | di Luis
facchetti_eurosport

Noi lo sapevamo già

Mi chiamava Facchetti, certo. Era uno dei più assidui, e una vol­ta la sua chiamata è stata al limite del lecito. Sì, mi spiace che Facchetti non ci sia più, ma così stanno le cose. E Moratti sa bene come erano i miei rapporti con Facchetti”.

Queste le parole infamanti del miglior arbitro di sempre – affermazione difficilmente smentibile, dopo il capolavoro (cit.) di Lecce-Parma 3-3 – in seguito allo scoppio dello scandalo di Moggiopoli. L’obiettivo era semplice: aggiungere un ulteriore elemento alla strategia mediatico-difensiva del “tutti colpevoli nessun colpevole”. Arriva puntuale la querela della famiglia Facchetti volta a difendere la lealtà dell’Uomo che ha contribuito a fare la storia dell’Inter.

Oggi, un po’ meno puntuale, arriva la smentita. Parole clamorose che svelano il trucco, l’intento e la bassezza di alcuni personaggi, nonostante il ravvedimento. Solo questo basterebbe per mettere in dubbio le dichiarazioni di tutti coloro rinviati a giudizio per “associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva”.

“Oggi non ripeterei quelle parole che non corrispondono per nulla al vero. Quelle frasi, di cui mi dolgo, sono false e gravi per l’offesa che hanno creato alla memoria di una persona sempre correttissima. Mi dispiaccio di quelle parole per le quali mi scuso pubblicamente”.

Immaginando il dolore di De Santis, sottolineiamo la scelta della famiglia Facchetti di ritirare la querela. Questione di stile.

Tags: ,

Le “stoccate” (non) date

ottobre 12th, 2009 | 175 Comments | Posted in Amichevoli, Manipolazione Intellettuale | di Luis
Moratti, chiaramente scuro in volto.

Moratti, chiaramente scuro in volto.

Nella giornata caratterizzata dai 140km/h di Hamsik e dalla dura reprimenda di Cannavaro verso la vespa-killer, non poteva mancare la crisi Inter. Dopo aver ridicolizzato per un anno gli acquisti di Mansini e Quaresma (non peggiori degli investimenti del calibro di Tiago, Poulsen, Ronaldinho e Zambrotta), nel week-end è iniziata l’opera di demolizione di Marko Arnautovic, reo di non aver giocato una partita positiva con l’Inter primavera a cui si sono aggiunti Vieira e le due ali di cui sopra.

Per colorare la situazione in negativo si è addirittura rispolverato il classico “Moratti scuro in volto che abbandona la tribuna” per la partita dell’austriaco e dell’Inter nel complesso. Oggi è stato il turno di Mou,  incupito anch’egli per la prestazione del suo nuovo attaccante. Non c’è una spiegazione plausibile a tutta questa pressione e, ancor meno, alla preventiva bocciatura dopo una sgambata. La stessa mancanza di equilibrio che abbiamo riscontrato nell’analizzare le gesta di Diego Armando Pibe da Cunha dopo un assist di Cassetti ed il muro di Mexes, un Diego sconfitto ieri sera in Bolivia con la sua Nazionale. Alla Playstation.

Probabilmente non era abbastanza, quindi sono arrivate le dichiarazioni di Ibra. “In nerazzurro non c’è tanta gente in grado di fare la differenza”. Parole in linea di massima condivisibili. Al Barça senza dubbio i vari Iniesta, Xavi, Messi, Henry, Alves, possono risolvere la partita con una propria giocata. All’Inter ci sono caratteristiche diverse, ma non per questo meno importanti per aver permesso ad Ibra di farla, la differenza.

Ho trovato un certa soddisfazione nel leggere il modo in cui è stata riportata la notizia da Tuttosport e Sportmediaset. La conosciuta modalità consolatoria verso i clienti intellectuali biancorossoneri. La domanda che farei ad Ibra se ce l’avessi davanti sarebbe: “Se le premesse sull’Inter sono queste, cosa pens(av)i di J**e e Milan*?

* Avvertenze: la risposta potrebbe svegliare i gonzi che dormono.

Differenze

ottobre 10th, 2009 | 189 Comments | Posted in Discussioni, Manipolazione Intellettuale | di Luis

Dall’editoriale odierno di Tuttosport“Cannavaro e la cultura del sospetto” :

“A chi piace l’odore del marcio? A noi, sinceramente, no. A noi piacciono le indagini ben fatte per appurare la verità, non i sospetti lasciati cadere fra le righe. A noi piace sapere che chi sbaglia debba poi pagare, ma piace ancora di più sapere che chi non ha sbagliato non corra il rischio di essere calunniato impunemente.

Trovate le differenze.

Prima pagina del 19 maggio 2008

Ps: Ironie a parte, credo che la versione fornita da Cannavaro e dalla J**e possa anche essere credibile. Qualcuno non la pensa così. Qui una visione più ampia del problema.

Revisionismi

ottobre 9th, 2009 | 47 Comments | Posted in Discussioni | di Luis
Una Vespa Pic Indolor

Una Vespa Pic Indolor

La 50 Special di Cannavaro ha innescato una serie di reazioni nel mondo dello sport:

Danilo Di Luca: “Il Dottor Santuccione è un entomologo”.
Riccardo Riccò: “C(’)era una vespa nella mia camera due giorni prima che venni portato in Gendarmeria”.
Leonardo Piepoli: “Ero in stanza con Riccò”.
Michael Rasmussen: Davide Cassani mi vide in montagna nel pieno della stagione apistica”
Justin Gatlin: “La mia squalifica? E’ stato un complotto ordito con le cimici”.
Davide Rebellin: “Il mio doping è il peperoncino”. Ah, no quello era un altro.
Edgar Davids:In Olanda ci sono molti meno insetti. E comunque non diventano capitani”.
Dario Frigo: “Il mio doping era Off”.
Alessandro Petacchi: “Non era un problema di Aerosol, ero allergico al Vape”.
Ben Johnson: “Carl Lewis era il figlio del vento, le vespe volano nell’aria, c’era un evidente conflitto d’interessi”.
Kenderis e Thanou: “L’incidente in moto fu causato da una vespa che entrò nella visiera”.
Zdenek Zeman: “Dal ‘94 la J**e si allena in una palude”.
Mimmo Kallon: “A Udine ero nervoso perché fui punto dall’insetto gladiatore“.
Floyd Landis (all’agente): “Senti, dopo la scusa delle birre e del whisky non mi va di inventare altre cazzate”.
Marco Borriello: “Ero fidanzato con una lucciola”.
Ivan Basso: “Le sacche di sangue trovate dal Dottor Fuentes? Fui punto da una zanzara tigre.”

Presidente, ci mancherai.

ottobre 7th, 2009 | 349 Comments | Posted in Discussioni | di Luis
Il nostro, in compagnia del suo Caino.

Il nostro, in compagnia del suo Caino.

“L’addio di Cobolli Gigli è stato deciso da John Elkann in nome dello svecchiamento, ideologia che il presidente Exor persegue con decisione. L’ha fatto alla Stampa, con la direzione di Mario Calabresi, lo vuole alla J**e. Ora che l’emergenza-scandalo è finita, ora che l’immagine della società è stata ricostruita, per Elkann bisogna passare alla fase successiva, quella della riconquista di una centralità bianconera nel Palazzo e sul campo. Più Blanc in Lega e dove si fa la voce importante (o grossa) e attraverso il presidente esecutivo far sentire il peso di Torino. Inoltre si risparmia lo stipendio di Cobolli”. Roberto Perrone, pag. 48 Corsera.

Diciamolo subito, con Giovanni Cobolli Gigli esce dal mondo del calcio una persona divenuta subito un idolo. Dei tifosi nerazzurri. Esperto di c(or)azzate e portaerei ha sempre avuto un occhio di riguardo nei nostri confronti, anche perché voleva accertarsi che il suo calciatore preferito, Ibrahimovic, continuasse la brillante carriera. Ibra, uno dei pochi giocatori di cui era a conoscenza prima che gli inviassero un file dalla sede di Corso Galileo Ferraris con i nomi degli altri componenti della rosa. Fax arrivato in ritardo per via di perquisizioni di tutte le forze dell’ordine fino ad allora conosciute per cercare prove di un numero cospicuo di reati nell’estate del Signore 2006.

Anche se ancora oggi fatichi a riconoscere le sembianze di Molinaro, Poulsen, Tiago e Stendardo, prova un senso di acrimonia verso un allenatore Settantenne a cui aveva affidato le chiavi del mercato. Delle sue gesta ricordiamo la minaccia di ricorrere al TAR del Lazio per le sanzioni comminate dalla giustizia sportiva a seguito dello scandalo di Calciopoli. Non si è ben capito se perché ritenesse la Serie B una condanna troppo mite o perché il contratto di Zaccone scadesse due settimane più tardi e quindi volesse massimizzare le risorse a disposizione secondo il noto concetto economico riassunto dal “è già pagato”.

Notevole anche il modo in cui abbia cercato di ingraziarsi la tifoseria di Tuttospot con dichiarazioni portafortuna: “Tifo Roma”, disse alla vigilia di Parma-Inter, leggendo il gobbo. Sappiamo tutti come finì. In cuor suo, però, fu contento per la doppietta del Genio. Ci ha riprovato nell’ultimo derby della Madonnina: “Tifo Milan”. Esiti devastanti per la tifoseria biancorossonera.

Ci preme, però, aggiungere qualche considerazione sull’articolo di Roberto Perrone. E’ quantomeno ingeneroso liberarsi di un presidente del suo calibro per meri problemi anagrafici. A 64 anni non si è vecchi, ormai la scienza ha fatto passi da gigante. Senza contare la storia del tono della voce, come se Blanc fosse il compianto Sandro Ciotti. Inoltre, passi la questione dell’“emergenza scandalo”, ma dire che l’immagine della società sia stata ricostruita ci pare francamente un azzardo. Neanche la premiata ditta B&B (Berlusconi&Bertolaso) riuscirebbe nella ricostruzione di macerie di proporzioni così elevate.

Se il problema è lo svecchiamento, un consiglio fraterno a John: il posto da presidente (a)spetta a Lapo (quasi cit., manca un congiuntivo).

Tags:

Inter-Udinese, le pagelle

ottobre 4th, 2009 | 295 Comments | Posted in Campionato, Pagelle | di Luis

"L'Inter ha comprato Sneijder non perché aveva piacere a spendere soldi".

Testimonial Durban's

Julio Cesar 7 Se fosse vissuto qualche secolo fa avrebbe riscritto la storia di Roma ipnotizzando Bruto. Zanetti 5 Solo Maradona lo può far giocare da terzino. Anzi, a pensarci bene, neanche lui. Forse aveva il divieto di sorpassare la metà campo, in ogni caso vedeva una pampa davanti ma non ha voluto beccare sanzioni dal sergente Mou. Compit(in)o. Lucio 5,5 In collaborazione con Cambiasso confeziona l’autostrada per il pareggio di Di Natale. Ha sulla coscienza anche l’ammonizione di Chivu. Per il resto solita fisicità. Samuel 6+ Sbaglia meno del compagno grazie ad un senso della posizione innato, ma non è in serata no-way. Chivu 6 Non ha la fase offensiva nel DNA. Insieme a Muntari costituisce la fascia sinistra più naif degli ultimi anni nerazzurri.

Stankovic 7,5 Rete bellissima. E tanta corsa. Raggiunge i gradi di “fedelissimo” del Mou. Qualora il tecnico dovesse andar via a fine anno, potrebbe far finta di accettare la proposta dalla nuova squadra per ricattare Moratti in sede di rinnovo. Cambiasso 5,5 Aggirato da Floro-Flores come l’ultimo dei birilli, viene spesso superato in velocità. Non è al massimo della condizione e si vede. Qualche buona chiusura, ma non è ancora lui. Muntari 5 Corsa a/e volontà, testa e piedi da dimenticare. Insulti ingenerosi. Purtroppo deve esserci sempre un Quaresma da fischiare. Non cambieranno mai. Emozionante la risposta dei compagni. Sneijder 7,5 (il migliore) La rete è la degna conclusione di una partita giocata con impegno e lampi di classe. Deluse le escort che speravano in un nuovo Quaresma. Scontento anche Pelé, voleva di nuovo leggere il suo nome sulla Gazzetta. Peccato per la simulazione.

Milito 8 Maradona si salverà grazie a Datolo. Eto’o 6,5 Spero vivamente che non abbia visto il Barça in questo periodo. La moglie avrebbe sussurrato ad un settimanale camerunense che il consorte parli nel sonno. Due le parole ricorrenti: Xavi e Iniesta. Gioca troppo spesso spalle alla porta e avrebbe una voglia matta di qualche lancio in profondità. Bravo Handanovic nella percussione sul finale. Balotelli 6+ Entra col rimbrotto di Mou e si dà da fare. Guadagnerebbe anche due rigori, ma Bergonzi non vuole passare per anti-j**entino dopo l’errore di Napoli due stagioni fa. Suazo sv Spettatore privilegiato del colpo da biliardo di Wesley. Santon sv Tornerà di nuovo a contare le ammonizioni di Maicon, Chivu e Zanetti. Per Chivu c’è sempre l’opzione Svarowsky.

Mou 6 Primo tempo da salvare in memoria, secondo da dimenticare. La fatica si è fatta sentire, ma la squadra ha mostrato carattere. Esultanza mai vista a San Siro, segno del momento non proprio semplicissimo. Non ha bisogno della polemica e offre lo zuccherino a Ferrara. Massimo Mauro, invece, ha ricevuto un acconto.

Bergonzi 9 Quel controfallo fischiato dà il là alla vittoria.

Tags:

Udinesi dentro

settembre 26th, 2009 | 158 Comments | Posted in Campionato, Discussioni | di Luis
Manca solo l'interprete

Manca solo l'interprete

Se l’Udinese può essere considerata a pieno titolo la squadra bestia nera dell’Inter (non basterebbero nemmeno 3 autoreti di Isla propiziate da Vieira e 4 reti allo scadere di Cruz per pareggiare la rete di Goitom), Gigi Del Neri potrebbe esserne l’allenatore ideale.

Da tecnico del Chievo, con i vice Racalbuto e De Santis, ricordiamo una sconfitta ed un pareggio al Bentegodi che costarono punti importanti nella rincorsa al titolo ed una brillante prestazione a S.Siro che rovinò il sabato di commemorazione per l’ascesa nella tribuna Sky di Peppino Prisco. Seguirono un pareggio a Roma per 3-3, il primo anno del Mancio e la sonora sconfitta di Palermo l’anno successivo con Julio Cesar acquistato dalla Marvel per farne la controfigura del proprio personaggio più famoso. Lo scorso anno inflisse la prima severa lezione di gioco a Mourinho che negli spogliatoi si lascia andare in tutta la sua creatività motivazionale.

Complice il primato in classifica ha rilasciato numerose interviste questa settimana, facendo, tra l’altro, i complimenti all’Inter per le 4 stagioni di successi. Il minimo comun denominatore delle parole rilasciate dal tecnico friulano è stata la composizione della frase: periodo ipotattico o paratattico che fosse, ogni 5 parole compresi gli articoli ricorreva il nome di Antonio Cassano, divenuto addirittura “il più grande giocatore che abbia mai allenato”.

Una bugia buona, volta a motivare il valore aggiunto della Samp. Un Cassano che sta confermando le attese della piazza doriana in una squadra fatta su misura per le sue caratteristiche. Un Cassano che evidentemente deve aver migliorato l’udito dal famoso: “non si capisce quando parla”, scritto nel libro che riporta le sue avventure calcistiche e non. Anche Cassano potrebbe trasfersi ad Udine, viste le reti segnate all’Inter in carriera. L’importante è che resti lontano dalla Pinetina, anche se oggi dovesse timbrare il cartellino.

In questo breve amarcord, è impossibile non citare Diego Milito, 4 reti negli ultimi 2 derby della Lanterna. Visto il suo stato di forma è lecito aspettarsi che ricambi il favore di Hernan Crespo. El Principe è stato l’unico nerazzurro ad essere convocato dal ct (cercasi tutor) Maradona. La speranza è che si qualifichi, possibilmente senza bisogno di spareggio. Un  altro selezionatore che lasci a casa Samuel, Cambiasso e Zanetti non lo ritroveremmo nemmeno pagando.

Tags:

L’esperimento fantasma

settembre 25th, 2009 | 67 Comments | Posted in Allenatore, Campionato, Discussioni | di Luis
Una delle slides sull'ampiessa date a Quaresma, Mansini e Balotelli.

Una delle slide(s) sull'ampiessa date a Quaresma, Mansini e Balotelli.

Niente Sneijder, niente Muntari. Il primo ha lavorato ancora a parte per un risentimento all’anca (?), il secondo fuori per scelta tecnica. Il centrocampo resta il busillis principale nonostante il mercato. Se Thiago Motta fosse un motociclista sarebbe amico del dottor Costa, se venisse convocato da Lippi lo diverrebbe di Castellacci, se dovesse farlo Dunga ci sarebbe ulteriore lavoro per Runco, ma siccome è all’Inter  è candidato a diventare il confessore personale di Combi.

Sneijder è apparso in calo nelle ultime due uscite soprattutto sia per una condizione fisica non proprio invidiabile, sia per l’eccessiva insistenza nell’utilizzare la sua arma migliore: il tiro dalla distanza. Se fosse stato abile, però, sarebbe stato titolare contro la Samp. Invece forfait anche per lui. Speriamo sia pronto per la sfida con il Rubin Kazan.

L’esclusione di Muntari è la vera notizia. Se col Cagliari la non convocazione sembrava una sorta di punizione stile Mou per la pessima prestazione col Barça, quella con la Samp forse può essere un indizio per qualche esperimento tattico per il tecnico sempre più Re Media del calcio italiano.

L’esperimento fantasma (nel senso che aleggia da 12 mesi alle spalle del 4-3-1-2) riguarda il 4-3-3. La contemporanea convocazione di Quaresma e Mansini può essere intrepretata in questo modo, a meno che uno dei due non sia destinato ad una poltrona in tribuna. Mi stupirei nel vedere in campo l’omonimo del suo predecessore nell’undici titolare, visti i due minuti concessi al brasiliano contro il Napoli. Se dovessi scommettere il classico cent, lo punterei su Balotelli versione tornante. Anche per “vendicare” la vergognosa uscita dal campo tra cori di ogni genere nella semifinale di Coppa Italia.

Resta però l’ipotesi rombo con Cambiasso, Zanetti, Stankovic e Vieira. Ironia della sorte, potrebbe essere proprio il francese a sostituire gli infortunati. Un Vieira reduce da un consulto col Doctor House avvenuto negli studi della Fox durante la tournée negli States.

Oggi ha parlato Lucio, tanto grintoso in campo, quanto anonimo in conferenza. La scelta perfetta per far rimpiangere José ed i suoi tituli. Fedele Confalonieri e Valentino Rossi stanno seriamente pensando di restituire le loro lauree honoris causa in relazioni pubbliche e comunicazione per una donazione intellectuale nei confronti di Mourinho. Il primo chiederà contestualmente il rimborso allo IULM.

I complimenti dei decerebrati

settembre 21st, 2009 | 122 Comments | Posted in Allenatore, Campionato, Discussioni | di Luis
Alcuni tifosi del Cagliari ieri al Sant'Elia

Alcuni tifosi del Cagliari ieri al Sant'Elia

Siamo alle solite. Prima partita lontano da S.Siro, primi cori razzisti nei confronti di Balotelli ed Eto’o, che dopo aver saggiato il becerume delle curve spagnole, non poteva certo esimersi dal confronto con gli ignoranti italiani.

Ci hanno ripetuto più volte come siano atteggiamenti normali, i soliti buuu per infastidire i migliori giocatori della squadra avversaria e che in fondo si tratti di una sorta di complimento verso i rivali, i più temuti degli 11 in campo. O, meglio ancora, sono in risposta a comportamenti provocatori del calciatore di colore. Poco male per tutte le campagne anti-razzismo, tra bracciali, striscioni, spot pubblicitari per correggere il gap educativo esistente tra i decerebrati e gli essere umani.

La colpa principale è dell’Uefa che ha deciso di combattere una battaglia persa fin dall’inizio, pensando addirittura di sospendere le partite in caso di cori e striscioni razzisti. Una scelta coraggiosa, avallata anche dalla Figc dopo gli insulti dei subumani di Torino, anche se ci vorrebbero dei giudici di gara in grado di applicarla. Invece Orsato ha sentito perfettamente il “vaffa” di Mou dal microfono del quarto uomo (ricostruzione di Casarin a Radio anch’io e lo Sport) ignorando le mila voci attorno a sé. Atteggiamento francamente curioso.

Non solo, ma il nostro piccolo paese, dal punto di vista mediatico-sportivo, è più interessato all’espulsione di Mou per una protesta (giusta, anche se esagerata nei modi) che allo stato di degrado culturale che invade gli stadi ogni domenica. Ad onor del vero, occorre segnalare tre articoli su Corriere (Roberto De Ponti) e Repubblica (Bocca e Sorrentino) che sottolineano a dovere l’episodio.

A proposito dell’espulsione di Mou, il tecnico non si è presentato davanti ai microfoni ed ha causato il risentimento di Massimo Mauro, nelle vesti di legale di Sky, il quale ha citato anche gli 11 mln che percepisce Special One, sembrando un po’ Richard Fish di Ally McBeal. La situazione paradossale in cui versano i dipendendi Sky è di desiderare in qualche modo la sorte avversa per il Mou, ma al tempo stesso di augurarsi che non venga squalificato, pena il ritrovarsi Beppe Baresi nel pre e post partita. Una sciagura per i tg e per Mauro, Ilaria e quell’altro (cit.).

Per una analisi tecnica della partita di ieri, l’opinione di Taribo è più che condivisibile. E’ il centrocampo che deve fare il salto di qualità, anche se l’infortunio di T.Motta potrebbe complicare i piani del Mou.

Update:  Una giornata a Mou con 15.000 euro di multa e neanche un’ammenda al Cagliari. I subumani delle altre tifoserie sono stati avvisati, con la FIGC non si scherza.

Benjamin Mou

settembre 20th, 2009 | 44 Comments | Posted in Allenatore, Campionato | di Luis

Mourinho oggi in conferenza

Mou oggi in conferenza

“Julio Cesar domani non giocherà perchè è stanco: in novanta minuti contro il Barcellona ha toccato tre palloni… È stanchissimo, domani non può giocare… Domani sarà stanco…”.

“Penso a quello che hanno scritto o detto, è quello di cui tutti i fenomeni del calcio hanno parlato. Uno di questi, per esempio, si dimentica del suo stesso passato. Uno che sarà ricordato nella storia dell’Inter perchè ha perso 5-1 in casa con l’Arsenal, in casa… E viene a dire a me come dovevo giocare questa partita contro la miglior squadra del mondo. Sono così intelligenti che si dimenticano del proprio passato… incredibile”.

“Per fortuna sono una persona che si arrabbia o ride di quello che scrivono o dichiarano i fenomeni, come quella persona che ha perso 1-5 in casa con l’Arsenal”.

“Bisognerebbe scegliere bene chi far parlare e non dare la parola ai frustrati che si dimenticano del passato”.

Avere un allenatore che difenda i propri giocatori (ed il suo lavoro) dai diversi attacchi mediatici fa senza dubbio piacere, a patto che non si prenda sempre per oro colato l’arringa difensiva. Mou sa perfettamente di non aver giocato una partita brillante contro il Barcellona e allora tende ad amplificare il tenore delle risposte utilizzando il bazooka delle grandi occasioni.

José Avv. Mourinho. D’accordo che Julio Cesar non abbia fatto interventi miracolosi, ma il merito non va ascritto solamente ai 4 di difesa, ma anche ai 3 che gli si sono presentati davanti e che hanno sparacchiato fuori dei palloni molto invitanti. Keita, Messi e Ibrahimovic sono stati più imprecisi di Gurcuff, Menegazzo e Plasil o dei giocatori di Deschamps. Insomma, non sono le parate di Julio Cesar il parametro per valutare la bontà di una prova non imperniata affatto su un contropiede premeditato.

Capitolo Zac. Tre riferimenti precisi in tre domande differenti. Non sappiamo cosa abbia detto il tecnico romagnolo al cronista della Gazzetta, ma evidentemente deve aver dato molto fastidio a Mou visto che, oltre al riferimento a Balotelli (giocatore-oggetto intellectuale), non è sceso nello specifico. Ci fa piacere per Zac, dopo questa pubblicità gratuita fatta da Mou avrà più possibilità di tornare ad allenare.

Capitolo Cagliari. Mou ha scherzato sui bambini: o giocano entrambi, o non gioca nessuno dei due. Più propensi alla prima ipotesi, con un turno di riposo a Milito e Chivu. Sempre che non venga adottato un modulo a 3 punte. Possibili candidati per un turno di riposo T.Motta e/o Sneijder, entrambi usciti senza benzina da San Siro contro il Barça. La squadra di Allegri ha solo un punto in classifica e cercherà la prima vittoria in Campionato. Buon per noi e per Eto’o che potrebbe sfruttare la sua velocità in fase di ripartenza.

Ps: Buffon migliore in campo contro il Livorno. A dire il vero, sono 3 partite che è il migliore in campo. Senza dimenticare la sua indubbia bravura, prima o poi la J**e si ritroverà a giocare con la dea sbendata.

Tags: