
Per colorare la situazione in negativo si è addirittura rispolverato il classico “Moratti scuro in volto che abbandona la tribuna” per la partita dell’austriaco e dell’Inter nel complesso. Oggi è stato il turno di Mou, incupito anch’egli per la prestazione del suo nuovo attaccante. Non c’è una spiegazione plausibile a tutta questa pressione e, ancor meno, alla preventiva bocciatura dopo una sgambata. La stessa mancanza di equilibrio che abbiamo riscontrato nell’analizzare le gesta di Diego Armando Pibe da Cunha dopo un assist di Cassetti ed il muro di Mexes, un Diego sconfitto ieri sera in Bolivia con la sua Nazionale. Alla Playstation.
Probabilmente non era abbastanza, quindi sono arrivate le dichiarazioni di Ibra. “In nerazzurro non c’è tanta gente in grado di fare la differenza”. Parole in linea di massima condivisibili. Al Barça senza dubbio i vari Iniesta, Xavi, Messi, Henry, Alves, possono risolvere la partita con una propria giocata. All’Inter ci sono caratteristiche diverse, ma non per questo meno importanti per aver permesso ad Ibra di farla, la differenza.
Ho trovato un certa soddisfazione nel leggere il modo in cui è stata riportata la notizia da Tuttosport e Sportmediaset. La conosciuta modalità consolatoria verso i clienti intellectuali biancorossoneri. La domanda che farei ad Ibra se ce l’avessi davanti sarebbe: “Se le premesse sull’Inter sono queste, cosa pens(av)i di J**e e Milan*?
* Avvertenze: la risposta potrebbe svegliare i gonzi che dormono.

