Bauscia Cafè

Dentro gli occhi

Noi ci ritroveremo ancora insieme
Davanti a una finestra
Ma molte molte lune in là
E poche stelle in meno

Dopo ventuno giorni dalla nefasta serata di Dortmund, ritroviamo la Champions. E la ritroviamo nuovamente con una trasferta. Questa volta siamo a Praga, in Repubblica Ceca, e di fronte avremo lo Slavia. Ci arriviamo dopo la netta vittoria in Campionato contro il Torino, dove è arrivata la settima vittoria esterna consecutiva. E se in Italia in trasferta viaggiamo a gonfie vele, non possiamo dire lo stesso in Champions dove ci troviamo difronte ad un vero e proprio tabù.

Nella massima competizione europea non vinciamo in trasferta dal 3 Ottobre 2018, quando rimontammo per 2-1 il PSV Eindhoven. Da allora nelle quattro partite giocate fuori casa, siamo incappati in altrettante sconfitte: 2-0 a Barcellona e 1-0 a Londra con il Tottenham nella scorsa edizione, 2-1 al Camp Nou e 3-2 a Dortmund in quella in corso. E se allarghiamo il bilancio anche alle gare interne il risultato non cambia di molto: una sola vittoria arrivata in questa edizione nel 2-0 casalingo contro il Borussia.

Una tendenza da invertire, perché solo una vittoria a Praga ci terrebbe in corsa per la qualificazione agli ottavi

Andando a dare uno sguardo più in generale notiamo come abbiamo vinto solo due delle ultime 14 trasferte europee, perdendone per altro 8 delle ultime 11. E questo è un dato importante di cui dobbiamo tenere conto se confrontato con le prestazioni casalinghe dello Slavia. I cechi hanno perso solo tre delle ultime 10 gare casalinghe europee (V4 P3), anche se le sconfitte sono arrivate nelle ultime quattro gare (ad esempio si contano Dortmund per 0-2 e Barcellona per 1-2 nel girone attuale) e in cinque partite su 10 non ha subito gol. Visti questi dati capiamo quindi che non sarà una partita semplice, anche al netto delle varie e note assenze per infortunio (alle quali dopo la partita di sabato contro il Torino si è aggiunto pure Barella) che ci perseguitano nell’ultimo periodo.

Negli occhi del Mister il sacro fuoco della vittoria

Ci sarà da soffrire come hanno sofferto Barcellona e Dortmund e come è successo a noi all’andata. Ma oggi siamo molto più squadra rispetto alla gara di San Siro. C’è stato tempo per lavorare e per capire che calcio vogliamo fare. Come ha detto Conte nella conferenza stampa pre-partita sarà una partita dura, ma questi sono dei passaggi obbligati per la nostra crescita. Serve tutto stasera, corretta gestione e sapere cosa ci aspetta dall’inizio alla fine. Dobbiamo essere bravi a gestire i momenti, bravi a soffrire e pronti a colpire per fargli male. Dobbiamo provare a vincere.

E comunque vada
Guardami dentro gli occhi
Gli occhi ch’eran bambini
Guardami dentro gli occhi

Questa sera ci giochiamo il futuro europeo. Siamo obbligati a vincere per continuare a sperare nel passaggio del turno. A centrocampo dovremmo fare a meno ancora di Sensi e, come detto in precedenza, anche di Barella; e nonostante l’emergenza non dovremmo andare incontro ad un cambio di modulo. Quindi le opzioni sono due: in aiuto di Brozovic e Vecino ci sarà o Borja Valero come nel secondo tempo di Torino o Candreva nel ruolo di mezzala, anche se quest’ultima resta un’ipotesi molto difficile.

Occhi sempre attaccati al pallone per il Sindaco

Troveremo davanti ai nostri occhi una strada in salita, ma dovremmo essere bravi a non spaventarci. Siamo l’unica squadra in Europa che segna sempre, ancor di più in trasferta, segno di un gruppo che sa perfettamente adattare il proprio stile di gioco al tipo di partita. Finora siamo sempre riusciti a risolvere il problema, indipendentemente dall’atteggiamento tattico degli avversari. Se ci lasciano campo, come Barcellona e Dortmund, ripartiamo che è una meraviglia. Se si chiudono dietro, come Sassuolo e Verona, prima o poi tiriamo fuori il coniglio dal cilindro. Se provano ad alzare la linea difensiva, finiscono come il Torino nell’ultimo turno di Campionato. E per chi ancora non fosse convinto ci vengono in soccorso i numeri: in trasferta l’Inter vola a una media di 2,37 reti a partita.

C’è un’Inter per ogni situazione ed ecco perché per stasera possiamo essere fiduciosi. twittalo

E per portare a casa i tre punti ci affideremo come sempre alla coppia d’attacco. Lautaro e Lukaku hanno finito il loro rodaggio e partita dopo partita stanno diventando sempre di più una coppia affiatata che si completa a vicenda. L’argentino ha la capacità di approcciare in maniera perfetta le partite: dei 9 gol stagionali 8 sono arrivati nei primi trenta minuti di gioco. E in più è andato a segno nelle ultime tre partite di Champions. Il belga ha segnato 8 dei 10 gol stagionali nei secondi tempi. Possiamo quindi dire che si parte da 1-0 e si finisce 2-0.

Se Lautaro apre le partite, Lukaku invece le chiude.

Inoltre Lukaku si è dimostrato bomber da trasferta andando a segno per 8 volte nelle 7 gare disputate lontano da San Siro. Questo limitandoci al Campionato. Non possiamo dire lo stesso per quanto riguarda l’Europa dove è ancora a secco di reti. Ma non dobbiamo disperarci perché la storia è dalla nostra. Nel 2009-10 Diego Milito segnò il primo gol a Kiev, alla quarta presenza nella competizione, e poi alzò la coppa.

Occhi che si cercano e che si intendono a meraviglia

Se stasera a Praga ci sarà “sapore di Kiev” (gara cruciale nella vittoriosa campagna del 2010) non lo so, speriamo però che il primo freddo stagionale dell’Est Europeo serva a far sbloccare Big Rom così come fu dieci anni fa per El Principe de Bernal. Per scoprirlo non ci resta che tenere tutti gli occhi su Slavia Praga-Inter.

E adesso chiudi i tuoi occhi
Chiudi gli occhi che ho sonno
Son vent’anni che guardo
E che non dormo


Dentro gli occhi 
Roberto Vecchioni 
Holliwood Holliwood, 1982

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El Giuanín

Sono il Chief Games Officer di Bauscia Café. La prima partita vista dal vivo è stata un Perugia-Inter 2-1 del 1999 e da quel giorno ho capito che l’Inter andava piano, ma lontano. Walter Samuel e Maicon mi hanno lasciato un vuoto incolmabile.

MVP INTER – ROMA

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