
Invece voglio prendere spunto per fare un discorso molto più serio e perdonatemi se molto approfondito, analizzando un’intervista di qualche settimana fa di Ange Postecoglou allenatore del Tottenham, che parla dell’evoluzione del calcio moderno.
Angelos o come è stato soprannominato Mr Calm oggi è forse uno dei pochissimi allenatori che è veramente piacevole ascoltare fuori dal campo, al punto che i tifosi dell’Arsenal e Chelsea ne hanno chiesto le dimissioni perché non potevano avere, come più odiato degli avversari, una persona che stimano davvero. Sono moltissime le dichiarazioni illuminanti e nel web trovate moltissimi ritratti di questo Mister Australiano di origini Greche. Questa, su quanto le nuove regole stiano incidendo sul calcio di oggi, mi ha colpito particolarmente.
“Sono davvero sorpreso dalla facilità con cui le persone in questo paese permettono che il gioco cambi così rapidamente. È cambiato più da quando sono coinvolto (in Premier League ndr) che negli ultimi 50 anni. Non abbiamo mai discusso di fuorigioco, non abbiamo mai discusso di falli di mano, non abbiamo mai discusso di possesso palla, non abbiamo mai discusso di così tante cose. Voglio dire, è piaciuto davvero a tutti l’annuncio dell’arbitro al pubblico sugli spalti di oggi? Ha creato davvero scalpore? Dico sul serio. Quello che ho capito è che la gente lo vuole. Questo è quello che continuano a dirmi. Lo capisco e capisco che il VAR sarà lì, la tecnologia sarà una parte della vita, ma è come con mia moglie e i nostri figli. Conosciamo la tecnologia, ma allunga il tempo trascorso sullo schermo. Perché? Penso che rallenti le cose. Dobbiamo stare attenti a continuare a chiederci perché vogliamo cambiare così tanto il gioco, e so che io sarò il vecchio sugli spalti che grida “buu” ogni volta e sarò l’unico. Pensavo solo che le persone sarebbero state un po’ più protettive nei confronti della sacralità del gioco.”
Per la cronaca questa dichiarazione è stata rilasciata dopo la partita Tottenham Liverpool in cui è stato annullato un gol per fuorigioco e l’arbitro lo ha comunicato urbi et orbi al pubblico allo stadio e in tv. Inoltre, nella stessa partita un gol è stato convalidato nonostante chi lo ha realizzato andava espulso per fallo da secondo giallo, fatto proprio nell’azione che ha scaturito il gol.
Allora perdonatemi se faccio una corposa premessa, tanto nella pausa delle nazionali non abbiamo una mazza da fare e il discorso sul VAR e sul calcio che verrà è davvero ampio da affrontare.
Quello su cui mi voglio concentrare è l’ultima frase, ossia “proteggere la sacralità del gioco.”
Perché oggi più che mai nel calcio ci troviamo di fronte ad un bivio e dobbiamo decidere se il gioco del calcio come lo conosciamo e soprattutto amiamo, sia qualcosa di fluido e continuamente modificabile o appunto Sacro e quasi inamovibile nei suoi solidi princìpi.
Sono passati oltre 164 anni da quando il 26 dicembre 1860 lo Sheffield affrontò l’Hallam nel primo match ufficiale della storia e dal 1860 alla stagione del 2017 con l’introduzione del VAR, le regole generali del calcio scritte fin dal suo inizio, sono cambiate sostanzialmente solo 7 volte.
1891 nasce il calcio di rigore
1892 introdotto il tempo di recupero,
1924 si consente il gol segnato direttamente da calcio d’angolo
1925 la regola del fuorigioco porta da tre a due il numero minimo di avversari tra l’attaccante e la linea di porta
1966 si autorizzano le sostituzioni “tattiche” (non esclusivamente al posto di un infortunato)
1970 si introducono i tempi supplementari e i tiri di rigore (prima c’era il lancio della monetina)
1992 scatta il divieto per il portiere di raccogliere con le mani il pallone passatogli intenzionalmente con i piedi da un compagno di squadra
Ora come potete leggere in oltre 130 anni di partite giocate, trofei vinti, emozioni infinite e ricordi indelebili, il calcio ha cambiato pochissime regole e tutte finalizzate a migliorarne la sua già infinita bellezza.
Dagli anni Duemila in poi si smette di cercare di renderlo più bello e si lavora solo ed esclusivamente per renderlo più giusto, più fairplay, più inattaccabile e meno sporcabile dagli unici che, seppur presenti nel rettangolo di gioco, non giocano. Gli arbitri.
Facile, anzi facilissimo, capire perché il timone del regolamento cambi drasticamente direzione e si scelga di passare da più bello a più corretto. Abbiamo esempi a livello di campionati nazionali completamente falsati dagli arbitri e non sto certo a ricordarvi di Calciopoli e ai suoi figliastri seguenti. Anche di Campionati Mondiali rovinati ne abbiamo molti esempi, ricordo su tutti personaggi loschi come Byron Moreno o l’egiziano Al Gandhour che nei mondiali del 2002 buttò letteralmente fuori la Spagna con due errori giganteschi, in un quarto di finale con la Corea del Sud. Tutti episodi che hanno macchiato indelebilmente il calcio e la sua infinita bellezza.
Ma lasciamo questa roba perché mi sale ancore il crimine e torniamo alla cronistoria dei regolamenti e di come nel tempo sono stati modificati.
Nel 2012 si applica la “tecnologia di porta” (GLT Goal-Line Technology) e nel 2016 si iniziano ad introdurre le regole che decidono di catalogare pedissequamente i comportamenti fallosi in campo dei calciatori. Si passa dalla “Condotta Gravemente Sleale” (CGS, un fallo che interrompe un’azione potenzialmente da gol), allo “Stop a Promising Attack” (SPA, interruzione di un attacco promettente) e al “Denying an Obvious Goal-Scoring Opportunity” (DOGSO, negare un’opportunità da gol evidente).
Queste varianti indicano con precisione all’arbitro in quali casistiche ci sia il fallo e in quali di questi un calciatore deve essere espulso o solo ammonito. Ma proprio perché queste casistiche hanno mille sfaccettature già da qualche anno, sia tramite l’IFAB, che direttamente dalle Associazioni Nazionali, circolano veri e propri sotto regolamenti nei quali si catalogano tutta una serie di condotte da tenere durante l’arbitraggio di una partita.
Queste nuove regole importantissime per regolarizzare il gioco su casistiche specifiche, lasciavano però sempre all’arbitro il libero arbitrio di applicarle, finché nel 2018 viene finalmente inserito il Video Assistant Referee (VAR).
Ovviamente anche con l’introduzione del VAR fu abbinata una nuova sostanziosa normativa che ne definisce le modalità di utilizzo sia da parte degli arbitri in campo che (e ci mancavano proprio), anche degli arbitri fuori dal campo…
Ora che il mio amore verso gli arbitri sia molto simile a quello che provo verso gli ausiliari del traffico è sicuramente un fatto, ma che l’arbitro sia una componente necessaria sempre esistita nel calcio, è un altro fatto e per ora non se ne può davvero fare a meno.
Ma fatta la doverosa premessa e ritornando al quesito inziale, dove è quindi il problema verso la Sacralità del Gioco nella sua evoluzione?
Il problema è che le istruzioni, le regole e le così tante variabili, così come sottolinea Postecoglu, sono diventate così invasive rispetto alle potenzialità delle tecnologie, che tutto quello che bisogna tenere in considerazione delle regole in campo, sta diventando peggiore della fallibilità degli arbitri stessi.
Inoltre, fattore di ulteriore fastidioso disturbo, si sta sempre di più ricercando la novità, fine a sé stessa, quale elemento di attrattività verso i tifosi. Peccato che poi i tifosi piano piano perdono interesse di un circo che sta diventando anche enormemente oneroso seguire non riconoscendo più lo sport di cui sono da sempre appassionati.
Facile capire perché oggi si girano verso varianti appositamente costruite per generare attenzione, ma che con il calcio non hanno nulla a che fare. Ogni riferimento alla Kings League e alla Infinity League non è per nulla casuale.
Ma allora quale è il fattore più importante per la bellezza e la continuità del Gioco del Calcio la Sacralità o l’Innovazione?
Ecco secondo me la questione che si pone Mister Postecoglu non è poi così sciocca e fuori luogo e gli addetti ai lavori devono iniziare a pensarci seriamente prima che il disastro che vediamo oggi sui campi di calcio, si completi davvero.
Quello che è certo è che le risposte degli addetti ai lavori a questa domanda sono quasi sempre molto tranchant e prendo spunto proprio dall’ex presidente del Crystal Palace, Simon Jordan che rispondendo a Postecoglu racchiude un po’ il pensiero comune sull’innovazione necessaria: “Fermati, Ange. Sul serio, smettila. Quello che sta accadendo non è solo un’anomalia nel calcio inglese; è una tendenza universale nel calcio europeo e globale. Cosa stai realmente affermando che sta cambiando? È comunemente accettato che la tecnologia debba svilupparsi e progredire. La necessità della tecnologia è emersa perché arbitrare una partita è diventato estremamente difficile senza supporto, poiché allenatori, media e opinionisti sono riluttanti ad accettare le decisioni arbitrali. Fai semplicemente come ti viene detto, e se i tifosi vogliono sfogarsi, lasciali fa parte del fascino del calcio.”
Ma è davvero affascinante il calcio dove tutto lo stadio e milioni di telespettatori a casa guardano 23 persone ferme in campo per oltre 7 minuti aspettando una decisione che arriva da una cabina esterna? Il tutto dopo aver esultato come pazzi per il gol, rimangiatosi l’esultanza e poi dopo sette minuti riaver esultato per il gol che viene assegnato grazie ad un paio di centimetri che una tecnologia regala ai tifosi della squadra che ha segnato.
È davvero affascinante il calcio in cui per avere contezza della validità o meno dell’azione sentiamo nel post-partita gli arbitri che discutono tra di loro mentre i tifosi aspettano, di zona verde sopra o sotto l’ascella perché da regolamento, la ‘zona verde’ è quella che va da sotto l’ascella tirando una riga dritta in orizzontale. Poi oltre al danno ci dobbiamo anche sorbire la beffa, di scoprire il dialogo in sala Var dove si sentono gli arbitri dire che se il pallone colpisce la patch della Serie A, l’intervento è regolare! Peccato che poi analizzando le maglie in questione il logo sia ben al di sotto rispetto a quello che dice il regolamento…
È davvero più affascinante perdere minuti di gioco durante la partita, per farsi dire dall’arbitro tramite gli altoparlanti dello stadio che un gol è stato annullato per fuorigioco? Così come è successo in Tottenham Liverpool lo scorso 8 gennaio per la prima volta nella storia del calcio e già replicato su più stadi in Europa.
Non voglio entrare nelle mille casistiche contestate sui falli di mano o sui fuorigioco che tanto non ne usciremo mai fuori, il punto è e sarà sempre quello che per quanto la tecnologia si avvicini alla perfezione e un fuorigioco di due millimetri potrà essere classificato, il margine di dubbio che l’errore umano venga proseguito anche con l’utilizzo delle tecnologie c’è e ci sarà sempre. Su questo assunto discutibile, l’intervista all’allenatore Cesc Fàbregas, dopo Milan Como, che insomma qualcosa di calcio ne ha masticato ne è il perfetto esempio: ”Poi c’è questo episodio contro di noi: la sfortuna di questa stagione, un millimetro. Per me non è fuorigioco, perché se fermano un millisecondo prima questo non è fuorigioco: fermano quando gli piace a loro.”
Cazzo questa dichiarazione detta da uno che ha giocato quasi mille partite da professionista, vincendo tutto quello che c’era da vincere, fa davvero impressione. E non è solo una dichiarazione detta in un momento di sconforto è proprio un attacco preciso ad un sistema tecnologico che secondo Fabregas è fallace in qualche modo. Perché diciamocela tutta la % bulgara con cui l’AIA comunica quanti errori decisivi sono stati evitati con il VAR non è minimamente credibile. In pratica è come chiedere a un postino quanti avvisi di raccomandate ha lasciato senza citofonare realmente al destinatario, cosa vuoi che ti dica?
E poi su quanti episodi non analizzati o analizzabili dal VAR, sono stati comunque fatti errori che hanno inciso sulle partite? A livello di tecnologia penso ad esempio al gol annullato in Fiorentina Inter dove una Line Technology avrebbe tolto ogni dubbio sul gol annullato. Ma ben più gravi sono quelli di regolamento sbagliato come per l’espulsione di Tomori (secondo giallo) su un fallo fatto ad un giocatore che era nettamente in fuorigioco o il gol dell’Inter che arriva da un calcio d’angolo che non c’era. Tutti episodi visti perfettamente in sala VAR, come da noi a casa in TV, che però nonostante gli evidenti errori non si è potuto intervenire per regolamento sbagliato o limiti tecnologici o peggio ancora, perché neanche dieci telecamere a volte danno la certezza di un fatto avvenuto in campo.
Cosa c’è di più sbagliato nell’avere le tecnologie per verificare cosa realmente succede in tempo reale, farlo e non applicare la giusta decisione!
Qui parliamo letteralmente di regole sbagliate e di regolamento obsoleto modificato per il VAR, che però paradossalmente non sta dietro all’evoluzione fisiologica del calcio nell’epoca del VAR.
E tornando all’ex presidente del Crystal Palace se il fascino del calcio sono le polemiche dei tifosi su una rimonta nata da un evidente fallo a centrocampo non sanzionato dal VAR perché il regolamento prevede che il VAR non può intervenire a ritroso oltre il possesso palla di chi ha segnato, allora no grazie, ne facciamo a meno volentieri di queste polemiche, a maggior ragione se tecnologie e regolamenti, che evidentemente non aiutano la sacralità del calcio, sono oltretutto fallaci.
Quindi, buttiamo al mare il VAR?
No, fermi tutti, non ci sono dubbi sul VAR, la tecnologia è sicuramente utile alla sacralità del calcio, anzi utilissima! La mia opinione è che l’innovazione sia una grandissima opportunità e definire con la tecnologia un fuorigioco di un centimetro è un risultato straordinario che probabilmente se applicato a ritroso nel tempo cambierebbe la storia del calcio italiano e mondiale. Pensate al gol di Turone che vale uno scudetto o al gol di Milito con il Barcellona all’andata della semifinale champions, o al fallo su Sanchez che vale uno scudetto… ah no lì c’era già il VAR…
A parte scherzi (ma anche no) il VAR è fondamentale, ma solo se questo scioglie ogni dubbio sulla regolarità di una partita e soprattutto ogni decisione viene indicata in tempo reale, esattamente così come succede da gennaio con il “semi-automated offside” SAOT dove sempre più spesso vediamo direttamente gli arbitri, avvertiti dal VAR, segnalare il fuorigioco, al posto dei guardialinee.

Ma se poi invece del fuorigioco semiautomatico ci vogliono sette minuti a decidere, perché il regolamento dice che (prendete fiato) bisogna risalire di tre minuti indietro guardando le immagini da quando inizia l’azione oppure vedere se il compagno di chi segna è in fuorigioco geografico attivo o passivo controllare se chi ha partecipato all’azione era uscito dal campo o se c’era un fallo all’inizio dell’azione che prevedeva uno stop all’azione che invece è proseguita e poi proprio quello che ha fatto fallo e doveva essere espulso alla fine segna…
(tutti episodi realmente accaduti)
No sinceramente questo non è più calcio questo è C.S.I.
Il calcio non nasce per essere interrotto per vedere in TV ogni singola cosa che succede prima di un fatto saliente ed è evidente che i continui cambiamenti di regolamento mandano in confusione anche arbitri e guardialinee.
Troppe regole, troppi dettagli da valutare, troppe variabili, tutti inutili orpelli che rallentano anche la tecnologia e la rendono inefficace, nell’unico obiettivo che è rendere inattaccabili le decisioni arbitrali. Ma soprattutto rallentano e a volte rovinano letteralmente quella che è una delle principali virtù del gioco calcio, ossia l’inerzia della partita.
E vogliamo parlare del fatto che ormai chi sta guardando le partite non esulta più con totale trasporto ai gol?
Siamo tutti schiavi del pensiero che il gol è certo solo quando la palla viene messa in un cazzo di sacchetto nero…
Indietro di certo non si può tornare, ma davanti che strada abbiamo?
Io, nonostante l’AIA ci dica che sono stati fatti passi da gigante sulle decisioni corrette, vedo e leggo tutti incazzati. Solo la feccia di alcuni media sportivi che navigano, anzi letteralmente surfano le ondate di merda che creano, sono entusiasti di questo stallo, ma secondo me siamo arrivati molto vicini al punto di rottura totale.
O si rende questo sport più semplice e godibile, con regole e tecnologia chiara e veloce da applicare, al netto degli errori che esisteranno sempre, o ci si incarterà in qualcosa che di sacro come lo è stato fino ad oggi non lo sarà più, con le naturali conseguenze del caso, ossia l’abbandono dei tifosi.
Quello che ho letto in giro sulle prossime evoluzioni del calcio per me è terrificante e l’obiettivo è talmente sfidante che sembra fantascienza. Eliminare gli errori arbitrali con tecnologie predittive dettate dall’intelligenza artificiale. Computer in cui saranno precaricati i dati di migliaia di partite e scelte arbitrali che diranno agli arbitri in campo come comportarsi senza sbagliare. L’obiettivo sarebbe anche sano come lo era quello del VAR, ossia eliminare le polemiche e rendere la partita più fluida senza tempi morti, ma chi lo dirà a Fabregas che un’IA ha detto all’arbitro che la maglietta tirata è fallo anche se questa non ha spostato letteralmente di un millimetro il giocatore a cui è stata tirata? Leggo che stanno sviluppando una tecnologia fatta di decine di Iphone messi a bordocampo che catturano le immagini a 100 fotogrammi al secondo che in tempo reale tracceranno migliaia di punti su ogni giocatore e sul pallone e grazie all’AI al VAR sapranno interpretare qualsiasi situazione. Ma ce lo vedete Inzaghi parlare con una IA a bordo campo che gli spiega che secondo l’analisi dei puntini il pallone è stato toccato un centesimo di secondo prima dal difensore avversario e poi da Lautaro?
A questo punto la domanda sorge spontanea su cosa dobbiamo fare.
Stravolgere il calcio per permettere alla tecnologia di essere perfetta nelle sue scelte, o proteggere la sacralità del calcio adattando la tecnologia alla stessa sacralità, anche a costo di usarla solo parzialmente ove davvero utile?
Io non ho certezze ma ho la mia idea e mi pongo sicuramente sulla riva del fiume di Postecoglu, il calcio è sacro e come un oggetto sacro dovrà essere trattato.
E no cari miei ve lo dico subito, non esisterà una via di mezzo.



@Oldman….come dice @Veleno viva il VAR”…senza quasi se e senza ma.
Gli autori dell’interessante confronto riportato nel Post, provengono da una cultura calcistica a noi aliena…una cultura che non ha conosciuto calciopoli…bentalanopoli il doping finanziario dei recenti reati contabili della rube e tutte le schifezze che hanno preceduto e che seguono queste storiacce.di malaffare.
Una cultura che non conosce le nostre prostitutazze intellettuali e arbitrali attuali
Storiacce, quelle di calciopoli, che hanno lasciato scorie, dirigenza arbitrale, personaggi e atteggiamenti che, senza VAR sarebbero liberi di continuare a rovinare lo sport più bello del mondo.
Già spesso con tutto il VAR, certi ceffi, non si fanno scrupoli di continuare a farlo
Benedetti siano il VAR, le tecnologie e le regole che possano, sempre più limitare la discrezionalità delle camice brune-bianconere.
Riprendo a tal fine un suggerimento preso altrove.
Usare un chip…già usato in uefa, che determini il momento esatto del contatto con la palla per fissare automaticamente…senza discrezionalità…il frame in cui tirare le linee del fuorigioco.
Il problema non è di “luce” o linea del penultimo uomo…sempre di millimetri si tratterà.. la soluzione è togliere la possibilità di scegliere con disonestà il frame che più conviene.
Non mi pare il tuo caso ma dire che il VAR va abolito perché applicato male è cone dire ” aboliamo lo stato sociale perché non funziona (ovvero non è finanziato) o la Costituzione perché viene disapplicata dalla politica.
Esulterò per un gol qualche secondo dopo…ma sti grandissimi e solennissimi cazzi… vince la relativa regolarità di una competizione tutta la vita.
condivido in toto, e soprattutto i due esempi finali li trovo azzeccatissimi. Purtroppo i rube senza ntini che abbiamo avuto negli ultimi 30 anni al governo, soprattutto lo stato sociale, pian piano lo aboliranno. Almeno lasciateci il VAR
condivido in toto, e soprattutto i due esempi finali li trovo azzeccatissimi. Purtroppo i rube senza ntini che abbiamo avuto negli ultimi 30 anni al governo, soprattutto lo stato sociale, pian piano lo aboliranno. Almeno lasciateci il VAR!
Non visto, vedrò…
Sicuramente miracoli delle autogestioni tecnico/emotive, di ispegabil ed immarcescibili nel tempo “effetti conte”, rose di titolari innumerevoli a disposizione per ogni ruolo, botte di culo varie ed eventuali altre cause che nulla possano avere a che fare con Inzaghi.
Il tutto con avversari, ovviamente, per nulla agevolati dal giocare un terzo delle nostre partite,
Inzaghi…forse quello nato come Venere dalle acque nella stagione della seconda stella ove, comunque, anche Paolino Paperino avrebbe vinto in assenza di degni avversari.
Ossignur…
PS ma siccome è bello vincere ma bello è anche il Calcio e poterne parlare ricambio con questo approfondimento in lingua inglese ma accompagnato da una grafica che rende il tutto comunque intelligibile…anche alla luce dei principi già visti.
Qui si parla addirittura di rivoluzione tattica nella concezione degli spazi nel gioco.
Ti….😄visto anche a te la cosa interessa possiamo continuare gli scambi sull’argomento.
a me sembra che da quando c’è il VAR i rubentini, tradotto i media, fanno di tutto per cercare di sminuire e possibilmente togliere il VAR, anche se questo funziona ad intermittenza ed in caso di dubbio sempre sfavorire l’Inter. Ma le ladrate rube sono maggiormente ostacolate
Viva il Var!
Migliorabile, tutto ciò che si vuole, ma i gobbi stranamente non vincono più un campionato da quando lo si usa in pianta stabile.
Un caso?
Tempo fa, ho letto sul web una battuta che diceva più o meno così: agli albori del calcio, si giocava senza arbitro: si trattava infatti di uno sport tra gentiluomini che rispettavano le regole e l’avversario. Poi, nel 1897, fu fondata la rube e fu necessario introdurre la figura dell’arbitro, peraltro senza grandi risultati.
🤣 🤣 🤣 🤣
Le polemiche sul Var, che ribadisco essere migliorabile, sono certo derivino dalla frangia di soggetti – gobba in primis – che senza questo strumento facevano il bello e il cattivo tempo.
Io faccio una sola domanda: gli errori erano maggiori o inferiori prima che si introducesse il Var?
Se la risposta, come io sono certo, è enormemente superiori, direi che la polemica, artificiosa, può finire qui.
😂😂
I lunghi conciliaboli per le decisioni VAR e le regole assurde recentemente introdotte dalla FIFA stanno rovinando lo sport del calcio.
La nuova regola più idiota di tutte?
Quella sul fallo di mano.