Bauscia Cafè

Dall’altra parte del muro…

Torni a casa. Quanto manca? C’è ancora tempo. Porti fuori il cane. Tra quanto inizia? Rientri, ti siedi. Un occhio al telefono. Controlli di nuovo le formazioni. Certo che manca ancora parecchio. Meglio chiamare qualche parente, che se poi gli salta in mente di telefonarti proprio stasera scoppia un bel casino. Un saluto agli zii, ai nonni, fratelli e sorelle, madre, padre e ai cugini. Anzi, ai cugini no: non ne hai. Ormai ci siamo. Un salto al bagno prima dell’inizio e un’altra occhiata alle formazioni e all’orario dell’incontro. Torni in sala e posizioni strategicamente lattina e bicchiere sul tavolino come l’altra volta, che ha portato bene. Non si beve prima della fine del primo tempo, te lo sei appuntato sulla lavagna in cucina. Respiro profondo. Ti guardi intorno. Sembra tutto al suo posto. Coperta tattica sulle gambe e imposti il volume del televisore sul numero fortunato. Oddio, tra poco inizia. Meglio silenziare il cellulare. Anzi, spegniamolo del tutto. Sta per cominciare. Il cuore batte e ti senti tremare. Tra pochissimo si gioca. Mancano sei ore e mezza. Appena sei ore e mezza.

Questa tensione è insopportabile, speriamo che duri.

Oscar Wilde

Fratelli e sorelle interisti, tra poche ore la Beneamata scenderà in campo. Siamo in Germania. Dortmund. L’impresa da fare è di quelle che fanno battere i cuori. C’è da scalare un muro per passare il girone, un gigantesco muro giallo composto da oltre 80000 tifosi. Quindi imbracciate insieme a me corde e rampino e andiamo a capire meglio cosa ci attende in questa lunga notte europea.

Visto che siamo abbastanza accaldati, meglio partire con un approccio razionale: partiamo dai freddi numeri e cerchiamo di capirci qualcosa. Questa stagione il Borussia Dortmund ha giocato 8 partite al Westfalenstadion: 6 vittorie e 2 pareggi con 19 gol fatti e 4 gol subiti. Qui il Barcelona è andato molto vicino a uscirne sconfitto, mentre il Bayern Monaco ci ha perso la Supercoppa tedesca. Il primo esercizio di spirito che dobbiamo portare a compimento consiste nel cancellare completamente il ricordo della gara di andata a San Siro e capire che di fronte abbiamo una squadra che nel suo stadio riesce davvero ad esprimere tutto il suo potenziale. Si pensi – per agevolare il confronto e per completezza di analisi – che delle 8 gare giocate fuori casa il Borussia Dortmund ne ha vinte 3, pareggiate 3 e perse 2 segnando 12 gol e subendone 10. Una differenza netta – legata ovviamente ad una molteplicità di fattori – che suggerisce tuttavia come il peso del fattore campo sia enorme. Non amo banalizzare riducendo il discorso al mero giocare in casa, ma credo ci siano degli stadi speciali, dove l’impossibile diventa possibile: il Westfalenstadion è a buon titolo uno di questi.

Spettacolare.

Le differenze rispetto alla gara di andata come detto saranno molteplici e ovviamente dobbiamo tenere conto anche dell’aspetto tattico.

A Milano Favre era sceso in campo con un 343 che probabilmente ci ha in un certo senso agevolato. Brandt in fase di non possesso si doveva sdoppiare tra De Vrij e Brozovic, che godevano entrambi di una certa libertà, tanto che il gol di Lautaro arrivò proprio grazie ad una palla al bacio offertagli dall’olandese.

Stasera sarà con buona probabilità diverso, tanto che è pronosticabile che il Borussia Dortmund scenda in campo con il suo canonico 4231 e che ci venga a prendere alto pressando fin da subito con intensità, spinto dal calore dello stadio. Sono scesi in campo in questo modo contro il Wolfsburg nella gara di Sabato vincendo con tre gol di scarto e portandosi al secondo posto in Bundesliga e tutto lascia pensare che riproporranno lo stesso sistema di gioco.

Più che alla gara di andata quindi, come canovaccio tattico, la partita potrebbe assomigliare a quella che abbiamo giocato al Camp Nou, ma uscire con la palla potrebbe essere persino più complicato. In quest’ottica è per noi fondamentale il recupero di Sensi. La sua pulizia tecnica e la sua capacità di farsi trovare tra le linee sono armi chiave per noi. Vedremo se partirà dall’inizio oppure verrà inserito a gara in corso, ma è chiaro che l’apporto qualitativo che può portare il centrocampista italiano è molto superiore a quello che possono dare Vecino e Gagliardini.

Molto comunque passerà dalle scelte di Favre e – più nello specifico – da come il tecnico svizzero vorrà venire a prendere certe posizioni. A Milano non ha accettato il 2vs2 tra le nostre punte ed i suoi difensori, schierando un difensore in più. Ha provato – come anticipato – a “recuperare” quell’uomo chiedendo a Brandt di ballare in fase di non possesso tra due giocatori e l’Inter è stata bravissima a capitalizzare al massimo quella situazione, ma questa volta dovendo vincere non credo che faccia ancora una scelta di questo genere. Ci si può attendere che il trequartista del Dortmund graviti su Brozovic, mentre la punta potrebbe occuparsi di De Vrij. Agli esterni il compito di occuparsi dei centrali esterni della nostra difesa a tre. Questo è quello che dovremmo aspettarci ed in tal caso sarà ancora più importante la prova di Lukaku e Lautaro nell’andare a battagliare con i difensori, lavorando per la squadra. Se all’andata Favre ha preferito schierarsi a specchio è evidente che lui per primo temesse in particolare quella situazione in cui le due punte di Conte si posizionano in verticale l’una rispetto all’altra: se fatto con i tempi giusti – di fatto – quel movimento in un 2vs2 (attacco vs difesa) è estremamente pericoloso, tanto che oggi vedremo come il tecnico svizzero avrà pensato almeno di prevenirlo.

Comunque sia la sensazione è che Conte tatticamente abbia qualcosa in più nella lettura della partita e sono convinto che la squadra che vedremo in campo questa sera sarà pronta sotto il profilo dell’organizzazione e saprà come comportarsi nelle diverse situazioni di gioco cercando di trarne il massimo da ciascuna di esse.

Nella trequarti il Borussia Dortmund ha moltissima qualità. Paco Alcacer, Reus (in dubbio), Gotze, Sancho, T. Hazard: chiunque dovesse giocare è evidente che qualitativamente ci sia una certa abbondanza, con giocatori che possono davvero mettere in difficoltà qualsiasi difesa. Ne dobbiamo prendere atto. Sarà necessaria una fase difensiva concentrata e compatta ed è da mettere in conto che sia l’avversario a fare la partita. Non dovremo concedere la profondità, ma neanche schiacciarci troppo come fatto per esempio recentemente contro il Bologna nell’episodio del gol di Soriano.

Purtroppo una delle situazioni su cui stiamo concedendo qualcosa ultimamente è proprio questa: quando siamo costretti a difendere bassi, nonostante sulla carta la squadra sia fisicamente molto forte, talvolta non siamo aggressivi e finiamo per essere troppo lassi e poco reattivi in uscita, concedendo troppo spazio alla punta (Soriano, Suarez, Djuricic, Boga). Il Borussia Dortmund sa fare girare palla molto bene in fase di sviluppo muovendola da un esterno all’altro costringendo la difesa ad abbassarsi: serviranno una grande concentrazione e una certa prontezza di spirito per non offrire occasioni di tiro con spazio a disposizione.

I troppi metri concessi a Soriano nell’azione del gol del Bologna.

Comunque sia, sebbene quanto discusso finora possa avere la sua rilevanza, nel mio essere prima di tutto un tifoso credo che ad un certo punto sia saggio guardare oltre – almeno tra di noi. La partita che andiamo a giocare oggi merita di essere assaporata e vissuta nella sua interezza, nel suo essere unica, senza soffocarla. Una sfida che ha – certamente – un peso specifico enorme sotto tutti i punti di vista e ne siamo tutti consapevoli. Sul piano sportivo è la gara che può segnare la storia del girone e un nostro eventuale ritorno agli ottavi di Champions League da cui purtroppo manchiamo dal 2012. Oltre quel muro ci sono: una porta che conduce tra le grandi d’Europa, una rinnovata consapevolezza di sé stessi e una presa di coscienza delle potenzialità di questo gruppo. Il lato sportivo funge da traino per quello economico e allora diciamo anche che superato quel muro ci sono anche danari, visibilità e una crescita di appeal a livello internazionale che rappresenterebbero un altro passo in avanti del nostro ritorno ai vertici mondiali: ma questo non è tutto.

Dall'altra parte di quel muro giallo c'è soprattutto un sogno, la realizzazione di una speranza che accende i cuori e le menti di milioni di tifosi interisti. twittalo

Non un’ossessione. Un sogno. Stasera saremo di fronte al Yellow Wall, vivremo insieme – a prescindere – una meravigliosa scarica di adrenalina e un’altra occasione per tutti noi di celebrare il nostro essere interisti. Non esistono limiti, barriere o confini che possano impedirci di sognare. Non ci sono muri così alti da toccare l’azzurro del cielo ed il nero della notte.

Abbracciamoci forte: questa è la sera dove i sogni, i nostri sogni, possono diventare realtà.

Niente vi appartiene più dei vostri sogni.

Friedrich Nietzsche
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Il_Casa

Interista, fratello del mondo. Dal 1992 un'unica fede a tinte rigorosamente nerazzurre. Sobrio come Maicon, faticatore come Recoba.

MVP INTER – HELLAS VERONA

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