Bauscia Cafè

Siamo sicuri che Conte abbia esagerato?

Devo ammetterlo, finita la sciagurata partita – o meglio lo sciagurato secondo tempo – di Dortmund non ho resistito, ho spento tutto e mi sono dedicato ad altro. Sarà forse per questo distacco temporale, per questo non aver sentito certe cose “a caldo”, che non mi sento di condividere totalmente l’analisi più o meno unanime che la stampa di settore ha dedicato a quella che a detta di tutti è stata “una sbroccata non necessaria e sicuramente poco elegante di Antonio Conte”.

O meglio, posso capire che a caldo sicuramente certi passaggi possano essere stati letti in una determinata maniera, ma risentendo e rileggendo queste dichiarazioni, a mente più fredda, non mi sento d’accordo nel definirle “critiche distruttive” o “isteriche”, così come invece si legge pressappoco… ovunque. Provo a spiegarvi perché, con l’aiuto di qualche virgolettato.

“Troppo alto il livello Champions? Non penso, penso più che altro ci siano dei limiti per affrontare campionato e Champions a livello numerico e di rosa. Alcuni giocatori arrivano a giocare tutte le partite e alla fine qualcosa paghi. Anche oggi abbiamo fatto errori incredibili, mi riesce anche difficile però dire qualcosa ai calciatori perché tanti stanno giocando in continuazione.”

Questo fatto – cioè il problema della profondità della rosa – è indubbio e assodato. Già in estate lo stesso allenatore si è prodigato nello specificare come, invece che aggiungere, all’Inter si sia provveduto a sostituire giocatori. Se ne sono andati giocatori dal minutaggio importante, e se ne sono aggiunti altri. Non abbiamo aggiunto al centravanti dello scorso anno Lukaku, ma lo abbiamo sostituito. Idem per il centrocampo. La difesa è forse il reparto più stabile dal punto di vista numerica. Ma attenzione, l’allenatore difende la squadra espressamente: “ai giocatori non si può dire nulla“.

“Poi il club farà la sue valutazioni, io dico solo che tutti quanti abbiamo sbagliato qualcosa nel progettare questa stagione. Noi siamo in emergenza con tre giocatori infortunati, anche le altre squadre hanno infortuni ma nessuno se ne accorge. Noi ce ne accorgiamo. Proprio perché stiamo lavorando assiduamente queste serate mi danno grandi delusioni, poi non so se altri sono abituati a questo tipo di rimonte.”

Tutti noi abbiamo sbagliato qualcosa, Conte lo dice chiaramente. Molti parlano del fatto che l’allenatore abbia cercato di svincolarsi dalle proprie responsabilità, ma in realtà non si è mai notato un “io contro loro”, semmai un “dirigenza contro squadra”, che è una cosa diversa. E’ indubbio che qualche infortunio ci sia stato, ed è indubbio un altro fatto:

Da oggi si andrà a giocare due competizioni – tre con la Coppa Italia – da protagonisti con al momento tre attaccanti per due posti. Ed il terzo attaccante ha 17 anni appena. twittalo

Questi sono dati inconfutabili, ed è chiaro che un gioco dispendioso come quello del tecnico salentino abbia bisogno di gente con fiato in corpo.“Ho capito che bisogna prepararci ad affrontare un’annata dura, dobbiamo migliorare e io mi metto dentro.

Anche qui, non si legge uno svincolo di responsabilità, semmai un voler ancora di più da parte di tutti.

incazzato ner(azzurro).

“Stiamo parlando di un gruppo di giocatori che, a parte Godin, nessuno ha vinto niente. Ci sono anche situazioni difficili da gestire. A chi chiediamo? A Barella, che abbiamo preso dal Cagliari? A Sensi, arrivato dal Sassuolo? Ai calciatori io dirò sempre grazie, perché stanno dando l’anima e io sto chiedendo anche delle fatiche che alcuni devono sopportare.

Questo è il passaggio forse più criticato di tutta la serata, per molti più inelegante, sicuramente il più discusso. Io personalmente, ma magari sono l’unico, ci ho letto dalla prima volta una difesa della squadra, più che una critica. Parliamoci chiaro, perdere come si è perso fa male al morale e all’autostima. I nostri sono oggettivamente giocatori emergenti, alcuni hanno esordito in CL quest’anno.

Il mister ha a mio avviso deciso di proteggere la squadra da certissime critiche, de-responsabilizzarla. Dire, “ehi, è ok, pensa a crescere gradualmente.”

Forse per lui, e non so se è giusto e sbagliato ma non devo essere io a saperlo, la cosa migliore è volare bassi e pensare a crearci quell’esperienza che oggettivamente manca in certi giocatori. Infatti il tutto si conclude con:

“Dobbiamo stare belli rasoterra, la posizione in campionato non deve inebriare i problemi che ci sono”.

Testa bassa, bassissima, e pedalare. Come sempre. La mia sensazione al rientro della squadra dagli spogliatoi nel secondo tempo è stata quella di supponenza, semplicità. Come se si sentissero di averla già vinta. E’ una cosa che ci succede da anni, che ci succede sempre, che ci è già successa ad esempio contro il Sassuolo. I limiti mentali della squadra sono chiari, e appunto sono problemi che non si risolvono guardando la partita. Ma lavorando e crescendo di consapevolezza ed esperienza.

Ecco perché per me quelle sentite nel post Dortmund non sono state dichiarazioni distruttive (alla Lippi, per intenderci) ma anzi io le ho lette come le parole di un uomo che ci crede davvero, forse più degli stessi giocatori, e che ha grande fame, forse più di chi in realtà non ha vinto praticamente nulla in carriera.

Voi cosa ne pensate?

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Vujen

Classe '85, marchigiano, interista da tre generazioni. Appassionato di fotografia, Balcani e cose inutili ma costosissime. I suoi pupilli sono Walter Samuel e l'indimenticabile Youri Djorkaeff. Lautaro più altri 10.

MVP INTER – HELLAS VERONA

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