Bauscia Cafè

Questo sport è diventato una barzelletta

Dite che sono stato troppo duro nel titolo? Come lo vogliamo chiamare lo spettacolo indecoroso che ci stanno propinando, anno dopo anno, ormai da tempo?

Premessa: mi rode il culo aver perso contro voi sapete chi, due giorni fa. Ma queste considerazioni sarebbero state le stesse (vabbè, magari con meno bestemmie nella chat degli autori, sabato sera) a risultato invertito.
Lo sapete tutti no? La partita di sabato si è risolta con 5 gol, di cui 3 su rigore. Un autogol che non era nemmeno stato convalidato per motivi incomprensibili, ed un tiro rimpallato sul finire del primo tempo.
Le due squadre si sono ritrovate con un uomo in meno a testa; i gobbacci all’inizio della ripresa, noi negli ultimi scampoli di partita.

Da quello che possiamo leggere dalle statistiche sembrerebbe essere stata una sfida agguerritissima e maschia.

In realtà abbiamo assistito ad uno spettacolo indecoroso più simile alla gara di tuffi e alla finale di provinciale di ballo latino americano (con ovviamente tutto il rispetto possibile per queste due competizioni) che ad una partita di quello che una volta veniva definito calcio.

Si, lo so, sto facendo la parte del borioso nostalgico che ti spiega quanto “una volta fosse tutto meglio”; e forse avete pure ragione. Ma vi devo fare una domanda, a questo punto: a voi piace quello che è diventato questo sport ultimamente?

Perché in tutta sincerità io non è che ami molto uno sport di contatto in cui l’obiettivo è “craccare” le nuove ridicole regole andando giù come pere cotte ad ogni minimo contatto in area. Penso che sia la morte di questa disciplina, e penso che sia vomitevole vedere come sia cambiata la dinamica delle partite e le tattiche degli allenatori, in seguito a tutto ciò.

rendiamoci conto.

Prendiamo il ridicolo rigore del definitivo vantaggio bianconero: in quale cazzo di sport di contatto al mondo si è arrivati al punto in cui al buffone con la palla non interessa più superare l’avversario per cercare di avvicinarsi alla porta, quanto cercare in ogni modo un qualsivoglia contatto fisico per poter legittimamente stramazzare al suolo e farsi fischiare la massima punizione?

E dico legittimamente non a caso: ingrassati da mesi e mesi di opinionisti davvero poco di spessore che non sanno far altro che vedere un replay a velocità 0,01x in cui i due giocatori si sfiorano e proclamare, tronfi della loro decisionalità da maschio alfa, che effettivamente “il contatto c’è”, i Cuadrado di turno sanno bene che se gli è concesso, se gli è riconosciuto, se è diventato “normale”, è meglio cadere piuttosto che provare a giocare. Basta entrare in area!

Quante volte l’avete sentito negli ultimi mesi, in ogni partita, in ogni area di rigore? “Il contatto c’è”. twittalo

Ora voi mettetevi nei miei panni, i panni di un tifoso che dopo 20 anni e passa di calcio per lui “normale” – con reminiscenze di partite di Premier con gente coi calzettoni sporchi di fango, tifosi esaltati ammassati sulle tribune e difensori come Materazzi, Montero e Stam, si è piano piano ritrovato a vedere questi giovanotti a cui non importa nemmeno più andare a segnare, quanto cercare di farsi toccare, stramazzare al suolo, in uno stadio desolatamente vuoto (in cui nemmeno ci si può gentilmente confrontare col simulatore di turno, voglio dire, urlandogli di tutto), con giocatori tutti amici che si salutano e baciano e toccano ed abbracciano prima e durante e dopo la partita, partita che non sai più nemmeno a che ora sia, di che giorno, di quale giornata di campionato. Partita che non sai più nemmeno se puoi vedere o meno perché non ti ricordi quale cazzo di abbonamento hai fatto e quale ancora devi fare e se vale la pena farlo o no perché insomma la competizione nazionale ha un costo, la competizione europea ha un altro costo e via dicendo.

Con prime maglie sgargianti per essere “catchy” per le nuove generazioni, competizioni europee grottesche per poter strappare l’esigentissimo pubblico che altrimenti si metterebbe a vedere su YouTube gli highlights delle partite di Call of Duty, in orari improponibili perché comunque anche la fetta di mercato della Corea del Sud ha la sua drammatica importanza.

Questo è quello che siamo diventati. E uso il “noi” perché parlo del calcio nell’accezione più ampia possibile.
Ora, voi considerate tutto questo, e spiegatemi. Vi piace così? Perché questo sport non sarebbe diventato una barzelletta?

Attendo fiducioso qualcuno che mi faccia cambiare idea.

Vujen

Classe '85, marchigiano, interista da tre generazioni. Appassionato di fotografia, Balcani e cose inutili ma costosissime. I suoi pupilli sono Walter Samuel e l'indimenticabile Youri Djorkaeff. Lautaro più altri 10.

PODCAST

Twitter

Instagram

Instagram has returned empty data. Please authorize your Instagram account in the plugin settings .

Archivio