Bauscia Cafè

L’InterNazionale

Quella magica estate, ogni volta che entravo allo stadio Olimpico in Curva Sud, con la mia maglia numero 1 sponsorizzata Misura, scudetto dell’Inter sulla spalla e scudetto tricolore sul petto, mi aspettavano sempre al varco di ingresso i tifosi della Roma. Nessuno poteva entrare nella loro curva con i colori di altre squadre, ma ormai mi conoscevano, lo sapevano, io l’Italia la guardavo solo con la maglia di Walter Zenga e i miei 90 minuti erano fatti di urla per sostenere il mio Walterone e per far vincere la Nazionale. Nessuno sapeva come mi chiamavo ma per tutti ero Walter Zenga e quando entravo allo stadio mi salutavano come se lo fossi davvero: “…oooh è arivato Walter Zenga eravamo preoccupati!”  “…aho a Zenga ammazza che parata c’hai fatto!” “…a Zenga ennamo e daje e falli salì!!”

…e io godevo!

Era il 21 giugno 1990 l’Italia aveva battuto 1-0 l’Irlanda con un gol incredibile di Totò Schillaci qualificandosi alle semifinali di Italia ‘90. Fu l’ultima volta che ho goduto nel guardare l’Italia.


Stasera la Nazionale di Mancini –non capirò mai perché la Nazionale è sempre dell’allenatore– giocherà la sua nona partita su dieci delle qualificazioni ai prossimi Europei di Calcio. Lo score è stato eccezionale: 8 vittorie su 8, 25 gol fatti e solo 3 subiti, qualificazione in tasca e tanti giovani provati e lanciati dallo stesso Mancio. 

…qualcosa sta cambiando.

Già leggo nelle vostre menti il gigantesco sticazzi che ormai da molti anni accoglie l’arrivo della Nazionale, ma io credo che questa Nazionale -ebbene sì, quella di Mancini- creerà qualcosa, una voglia che anche a noi interisti alla fine, magari di sguincio, ci farà vedere le partite che giocherà in giro per l’Europa nell’estate del 2020.

E sì, perché la novità del prossimo Europeo è davvero interessante: non si giocheranno tutte le partite in una nazione, ma si giocherà in contemporanea in 12 stadi di nazioni differenti concludendosi con la finalissima al Wembley Stadium. L’Olimpico di Roma sarà lo stadio che ci rappresenterà in questo Campionato Europeo con la partita inaugurale due di qualificazione e un quarto di finale e sono già sicuro fin da ora che le partite di Roma saranno letteralmente una bolgia. San Siro ovviamente sarebbe stato più bello per noi, ma fidatevi del Maestro: se mai l’Italia dovesse giocare all’Olimpico fate di tutto per avere il biglietto, non ve ne pentirete. Anzi se proprio volete viverla tutta qui potete fare domanda per fare il volontario dell’UEFA a Roma.

Si inizia il 12 giugno e si finisce il 12 luglio

Ma lasciamo stare il Mancio e l’Europeo: questo articolo vuole parlare di Inter e Nazionale, anzi di Inter Nazionale, e voglio farvi leggere alcuni numeri.

Numeri che senza ombra di dubbio smentiscono chi pensa che la Nazionale sia da sempre un feudo dei gobbi. Condividi il Tweet

Sì sì lo so, le ho viste anche io in questi anni le convocazioni di pseudo allenatori come Prandelli o Ventura, finalizzate più a far salire il valore di mezze pippe prese in casa di chi sappiamo bene. Ma è altrettanto vero che chi è stato schiavo di certi diktat alla fine ha pagato in prima persona queste cialtronate con figure barbine ai vari tornei che si sono susseguiti negli anni (al netto del mondiale 2006 post calciopoli su cui potremmo aprire un discorsetto, ma evitiamo di andare fuori tema).

E del codice etico usato ad personam, prontamente fatto sparire in questi ultimi anni ne vogliamo parlare? No!

…parliamo di Inter che è meglio.

Mi sono andato a sbirciare un po’ di dati e il primo numero che salta all’occhio è che l’Inter è la seconda squadra in assoluto ad aver dato giocatori alla Nazionale (la prima la potete immaginare, ma veramente di poco sopra).

Prima della partita di stasera i giocatori nerazzurri che hanno giocato con l’Italia sono stati ben 114 e le presenze totali sono 1399.

E stasera le presenze aumenteranno. Considerando questi numeri impressionanti e sottacendo sugli scheletri della famiglia Agnelli che hanno avariato anche i dati sulle presenze che leggerete ora, possiamo serenamente dire che la Nazionale è sempre stata un’Inter senza le strisce nere.

Restando in tema Campionato Europeo, nell’unico vinto dall’Italia nel 1968 giocavano ben 4 nerazzurri: Burgnich, Domenghini, Mazzola e il Capitano Facchetti e nella Coppa Intercontinentale -torneo delle squadre del centro Europa che ha anticipato i campionati Europei negli anni ’20- l’Inter detiene il record di presenze con 12 giocatori.

L’Italia Campione d’Europa 1968. Da destra a sinistra accosciati Burgnich Mazzola e Domenghini.
Chi non riconosce Facchetti può anche chiudere e andare via.

Inoltre l’Inter è la terza squadra al mondo che vanta il maggior numero di giocatori convocati ai campionati del mondo dietro gobbi e Barça, mentre per quanto riguarda i gol fatti dagli azzurri i nostri bomber superano i gobbi con 71 reti e si posizionano sempre terzi ma dietro a Bayern (76) e Real (74).

Infine ci sono due record mondiali che non riguardano la Nazionale italiana ma le Nazionali straniere in cui hanno giocato i nostri ragazzi, che sono davvero eccitanti.

Il primo è che i nostri giocatori detengono il record assoluto di giocatori che hanno segnato nelle finali del Campionato Mondiale: otto gol fatti con sette giocatori. Per la precisione: Boninsegna Brasile-Italia 4-1 (1970), Altobelli Italia-Germania 3-1 (1982), Rummenigge Argentina-Germania 3-2 (1986), Brehme Germania-Argentina 1-0 (1990), Ronaldo doppietta in Brasile-Germania 2-0 (2002), Materazzi Italia-Francia 1-1 (2006), Perišić Francia-Croazia 4-2 (2018).

Il secondo è una striscia record che dura da 10 Campionati Mondiali ed è ancora in corso. Questo incredibile record vede la presenza di un giocatore dell’Inter in campo in una o più squadre che hanno disputato la finale: Altobelli, Bergomi e Oriali (con Marini e Bordon rimasti in panchina) nel 1982; Rummenigge nel 1986; Brehme, Matthaus e Klinsmann nel 1990; Berti nel 1994; Ronaldo e Djorkaeff nel 1998; Ronaldo nel 2002; Materazzi nel 2006; Sneijder nel 2010; Palacio (con Álvarez e Campagnaro, giustamente, in panchina) nel 2014; Perišić e Brozović nel 2018.

…levatevi il cappello, please!

L’ultimo dato di cui vi parlo e a cui sono particolarmente affezionato è la lista dei primi 11 giocatori dell’Inter per presenze in Nazionale. Se andiamo a schierarli in campo viene fuori forse una delle squadre più forti della storia del calcio, con Burgnich nel ruolo di centrocampista con cui ha iniziato la carriera e lo Zio Bergomi adattato ad esterno destro di centrocampo, che conoscendo la sua generosità sarebbe stato capace di sostenere. Leggete ed ammirate che meraviglia di 4-3-1-2 che esce fuori:

1 Zenga – 2 Ferri – 3 Facchetti – 4 Burgnich – 5 Ranocchia – 6 Materazzi  – 7 Bergomi – 8 Berti – 9 Meazza – 10 Mazzola – 11 Altobelli

(faccia sbigottita e anche un po’ arrapata…)

Ah se vedete il centrocampo in difficoltà in panchina c’è Lele Oriali e Gigi Di Biagio altro che…vabbè lasciamo perdere.

…e oggi?

Oggi la Nazionale ha nel suo mirino almeno 4 interisti: D’Ambrosio, Barella, Sensi e Biraghi. E se consideriamo che con Mister Conte Bastoni ed Esposito non potranno che crescere, possiamo ben sperare che l’Inter nel breve ritornerà ad essere il più importante“Fornitore Ufficiale” della Nazionale, magari scalzando tutti quei primi posti sulle statistiche che vedono una gobba ormai zeppa di stranieri e di vecchi nazionali imbolsiti, ormai non più utili ad un Mister come il Mancio che non ha davvero bisogno di ingraziarsi qualcuno.

Il Passato e il futuro dell’Inter Nazionale

Ovviamente non vi dico che con la Nazionale il calcio che vediamo tutte le domeniche ritornerà pulito, quello che vediamo oggi è figlio di qualcosa di marcio che evidentemente ancora non va. Men che meno vi chiedo di sostenere l’Italia con secondi fini, alcuni dei quali mi fanno schifo solo a pensarci.

Vi chiedo solo di guardarla questa sera come farò io e di condividere con noi il vostro pensiero, ossia se davvero con Mister Mancini e il gruppo di ragazzi che sta mettendo insieme, qualcosa potrà cambiare nei nostri cuori di tifosi di calcio.

Io ci spero, per lo sport che amiamo più di tutti, per la soddisfazione di vedere i nostri giocatori farsi valere in Europa e nel mondo e perché in fondo noi siamo e saremo sempre

l’Inter Nazionale!

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Oldman

Il Maestro: a sei anni si è perso nel parterre di San Siro in un Inter-juve, a dodici la madre lo sventola vestito di nerazzurro in Curva Sud, a trenta va in metro a Roma vestito da Ronaldo, quello vero, a quaranta fa caroselli seminudo a Piazza del Popolo, a cinquanta guarda di nascosto l'Inter nel reparto di terapia intensiva cardiologica, da ricoverato. A sessanta conta di perdersi ancora, nel nuovo stadio di Milano.

21 commenti

  • l’inclusione di Ranocchia mi ha lasciato basito!
    poi ho controllato e ho visto che ha ben 21 presenze in nazionale (che, visto il mio disinteresse quasi totale per la nazionale degli ultimi 20 anni circa, mi erano sfuggite).

  • Grandissimo post, fa sempre piacere leggerti, si percepisce non solo il tifo per la nostra Inter, ma l’amore per lo sport, il calcio e pure il rispetto per gli altri tifosi non interisti, oltre che una profonda conoscenza delle vicende pedatorie.
    Un esempio per tutti, redattori e bloggers. Grazie di esserci.

  • La Nazionale Italiana é come la pizza, é amata da tutti, nei momenti “up” é osannata mentre in quelli “down” viene macellata, La Nazionale é un riflesso sociale di questo Paese, da quanto ricordo, nei momenti piú bui ha sempre tirato fuori gli attributi con risultati a volte commoventi, alternati con periodi di poco successo, un po come la nostra Beneamata. Come FCIM abbiamo il dovere di rifornire le file di Coverciano con talenti giovani , la solfa “tutti stranieri” che correva qualche stagione fá, é ormai un ricordo, da oggi in poi, si sta lavorando per poter creare un gruppo solido che diventerá un riferimento per il CT di turno, grazie anche al nuovo Mister e al Sig. Marotta ideatori principali del progetto.
    Volevo far notare all´autore, nella foto del ieri e oggi, come la tecnologia abbia trasformato anche il calcio, dalle “Tepasport” del Giacinto alle Nike con aria condizionata di Nicoló, dal completino in cotone minimalista della bandiera alla tuta spaziale in fibre composte della promessa. Insomma i tempi cambiano, i campioni cambiano, l’ Inter cambia, ma la fede per la nostra cara Nazionale non deve cambiare mai.
    PS: Oldman ma perché vai a cercare problemi in curva sud, vai in curva nord che si sta meglio, a me le volte che ci andavo mi davano anche porchetta e vino de li castelli. 😉
    https://youtu.be/jYIIa20o6Ng

    • ahahah hai ragione andai in curva sud perché l’amico che comprò i biglietti era della Roma e fu impossibile trovarne di altri. Ti regalo un altro ricordo davvero divertente. Come scritto ormai già dalla seconda partita all’Olimpico avevo una sorta di lasciapassare e seppur girassi con la maglia di Zenga, la mia follia nell’urlare Dai Zenga ogni cinque minuti mi aveva fatto diventare amico di tutti compresi i peggio teppisti della sud. Non ricordo in che partita a un certo punto uno di questi, forse tra i più cattivi sicuramente tra i più grossi mi piombò addosso quasi facendomi ribaltare non capendoci più nulla, Rialzandomi mi chiese scusa dicendomi che non ce l’aveva con me, ma mi era cascato addosso perché stava inseguendo uno che si era permesso di entrare in Sud con la sciarpa del milan!
      Ovviamente anche io ero scandalizzato! come si permetteva quell’infame di milanista di disonorare la curva sud con la sciarpa del milan… Allora cercai di calmarlo dicendogli che forse si era confuso perché essendo anche quella del milan la curva sud poteva aver erroneamente pensato di portarsi la sciarpa dietro. Lui mi guardò storto cercando di capire se lo stavo prendendo per culo ed era già pronto a scaricare su di me quello che non era riuscito a fare sul milanista ma io cercai di tirare fuori un’espressione il più seria possibile e incredibilmente mi salvai. A settembre dello stesso anno mi iscrissi all’Istituto Europeo di Design e il primo giorno del corso chi mi trovo davanti? il gigante romanista che voleva imparare a fare il grafico per disegnare le coreografie della Sud. E’ inutile dirti che siamo diventati amici per la pelle e ogni lezione, ti giuro ogni lezione tra una spiegazione e l’altra mi disegnava tutta la curva sud, testa per testa bandiera per bandiera con una coreografia perfetta personalizzata contro di me e l’Inter. Un lavoro certosino di un vero artista! Non potevo pensare che quella stessa persona che allo stadio poteva essere un vero animale, fuori da quel contesto era capace di disegnare con quelle mani enormi delle vere e proprie opere d’arte ma se solo qualcuno si avvicinava a me fuori dall’Istituto guardandomi male lo faceva a pezzi. Guai a chi gli toccava Walter Zenga.

      • Ahahah, che bella storia, come si dice “Roma cittá aperta”, in effetti come esperienza da condividere, io ho fatto una specie di percorso inverso, da giovanotto, al mare, mi innamorai perdutamente di una fanciulla di Prati a tal punto da diventare pendolare nei weekend, Bellissimo(a), lei aveva un fratello maggiore Laziale convinto, quindi come da copione rompeva i coglioni al “polenta” sto stronzo, di rimbalzo, cecato dal cuore, mio malgrado e per fare in modo da farlo stare alla larga dalla sorella, in 3×2 mi ritrovai in mezzo all´andazzo Capitolino sponda Laziale , guadagnata la fiducia, come logico ero come un pesce nell´acqua, Nel senso che in pocchissimo tempo mi ritrovai a mio agio, anzi di piú. Ancora cecato e piú in lá anche rincoglionito, le famiglie cominciarono a stringersi unite per convogliarmi a giuste nozze, Ahoooo, vabbé che la piazzetta li sette colli, la cena ae 10 de notte, le melanzane panate, mache cazzo! d’un tratto si ruppe l´incantesimo e decisi con sotterfugi e strategie di ripiegare in ritirata, con la scusa che alla Sapienza manco morto. Convinte le parti per modo di dire, Il destino, per forze maggiori, mi volle lontano dalla capitale del mondo, ma quella esperienza Romana la ricordo ancora con molta allegria e quando torno, é sempre come la prima volta, anche se sono cambiate tante cose, per chi come me, la vede con il cuore, la sua belleza mi fa ancora perdere La testa.
        PS: A Gabriella gioia e dolori
        E mo che mhai fatto ricordá ce scappa la melodía. mortacc
        https://youtu.be/b1Hm3xs13VY

  • @Maestro Oldam che bello, un collage di amarcord, personalmente ho tifato spudoratamente la nazionale dell’ 82 con una passione furiosa, occhi e cuore disincantati di una giovanissima donna a divenire, ricordi bellissimi di quella estate, l ultima con la persona a me cara e ancora più goduta, poi sono cresciuta ed è cresciuta la consapevolezza di quello che è stata la nazionale, ho guardato Italia 90 più per nazionalismo che altro e poi stop…ma oggi un pochino mi sono riavvicinata forse per un minimo di pulizia, non so se sia di nuovo tifo, vedremo.

  • “…si giocherà in contemporanea in 12 stadi di nazioni differenti”. Caspita, questa me l’ero persa. Confesso di detestare le pause nazionali e di appassionarmi solo quando cominciano i dentro-fuori; notavo che paradossalmente per ritrovare nuovamente un’ossatura di interisti in nazionale dobbiamo ringraziare due…juventini: Marotta e Conte e la loro politica sull’importanza degli italiani in rosa. Ultima cosa, via Bergomi da centrocampo e dentro Oriali, lo zio sulla destra, fuori Frog e Riccardo a mazzolare in coppia con Marco. Dominio.

  • C’era bisogno di un post così, grazie Maestro!
    Proprio ieri mi sono trovato per varie ragioni a ripercorrere il mio rapporto con la Nazionale…l’odio per Lippi (prima firma della peggiore prestazione di sempre dell’Italia ai mondiali, sudafrica 2010, che personalmente celebrai così https://www.bausciacafe.com/editoriale/grazie-marcello/), la speranza Prandelli, l’enorme delusione di Prandelli stesso (epica la convocazione di Pazzini ai danni di Cassano), la passione risvegliata da Conte e lo squallore di mr.5 maggio (certe cambiali prima o poi vanno pagate).

    Ecco come l’ho sempre vissuta: con tanta voglia di tifarla, alternata a grosse frustrazioni nel vederla usata per altri scopi. Simpatico o no che sia Mancini, è quantomeno un allenatore, sta mettendo su una bella Nazionale e sta portando a casa risultati clamorosi. Risultato: il mese scorso ero all’Olimpico con tutta la famiglia a vederli contro la Grecia. Sarà una bella estate, secondo me.

  • Bravo Maestro bel post l’unica cosa.. Io ho sempre tifato la nazionale quale che fosse l’allenatore e per Euro 2020.. La dea bendata mi ha baciato ed ho avuto i biglietti… Wow

  • Davvero bello questo post, mi complimento.
    Da tifoso interista e a cicli alterni della nazionale.
    Mancini mi sta pesantemente sul cazzo, ma molto, eppure è innegabile la bontà del suo lavoro, pur avendo poco materiale a disposizione. A centrocampo, con Barella-Verratti-Jorginho sembra essersi trovata una certa quadra, un triangolo dinamico, tecnico, divertente. Avrei un po’ da ridire sulla posizione in cui viene schierato solitamente Barella, ma tant’è. Inoltre si nota del buon lavoro anche nell’inserire altri giocatori, giovani e promettenti, che spesso si adattano bene, tra i quali Sensi, Pellegrini, Zaniolo, presto immagino anche Tonali e Castrovilli. Difesa e attacco sono settori molto carenti ma la verità è che non ci sono proprio calciatori apprezzabili.
    Detto questo, la nazionale di Mancini si fa guardare con curiosità ed entusiasmo, cosa mai accaduta in tempi recenti. Tifare per i nerazzurri è per me una cosa spontanea, anche quando vestono le maglie della nazionale, e non sarà diverso quando ci saranno Bastoni, Esposito, Barella, Sensi, eccetera. Mi fa pensare ad altre epoche, probabilmente migliori.
    E visto la menzione della nazionale del 68, chiudo con una parentesi amarcord.
    Mio padre, tifoso del Cagliari, mi ha sempre raccontato di Gigi Riva, dello storico scudetto, della nazionale 70 che si fermò solo di fronte a Pelè, di come vide quei mondiali dal vicino di casa perché non avevano ancora la tv. Aveva 10 anni, lui, all’epoca. Io volevo sentire parlare solo della Grande Inter, ma quella nazionale era un po’ incontro tra Inter e Cagliari, la mia fede e quella di mia padre, e forse, nel mio immaginario, anche tra noi due.
    Il mio primo videogioco di calcio si chiamava Viva Football, non so se lo conoscete, e consentiva di utilizzare tutte le nazionali che avessero partecipato ai mondiali dal 58 al 98. Inutile dire che la mia preferita era quella del 70, e quei racconti di mio padre, quell’incontro tra Inter e Cagliari, prendevano improvvisamente forma.
    La ricordo ancora, quella formazione.
    Albertosi, Brugnich, Rosato, Bertini, Facchetti, De Sisti, Cera, Rivera, Domenghini, Riva, Boninsegna. Mazzola era in panchina ma ovviamente lo mettevo sempre titolare al posto di Rivera. E che cazzo.

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