Bauscia Cafè

La prova del… 10!

Avevo pensato di scrivere questo articolo iniziando con un paragrafo che descrivesse quanto fosse decisiva questa partita. Scontro diretto, stessi punti, anche se noi con una partita in meno, momento storico e tutte le altre cose che rendono questa partita davvero importante.

Ma poi ho visto il calendario delle partite a febbraio e mi sono convinto che se anche la dovessimo vincere 7-0, domani non avremmo deciso una beata ceppa di nulla.

Sì certo la partita va vinta a tutti i costi, sono 3 punti importantissimi per non lasciare scappare l’Atalanta e restare in vetta. Ma è altrettanto ovvio che la stagione quest’anno è lunghissima e sarà piena di momenti in cui il rischio di fare passi falsi sarà uguale per tutti e tutti prima o poi li faranno.

La Lazio oggi è nel suo prime sotto tutti i punti di vista, tecnico, tattico, mentale e addirittura societario. Lotito ha presentato il progetto per il nuovo stadio Flaminio e io che vivo a Roma, vi assicuro che il clima Lazio è al top. Da quando c’è Lotito credo che non si sia mai arrivati ad un tale livello di allineamento di astri e la cosa bizzarra è che questo accade in una stagione le cui premesse davano pochissime speranze di gloria per chi tifava biancoceleste.

Diciamocela tutta se esiste un diavolo in serie A quello non è Inzaghi, così evidente nei suoi atteggiamenti in campo ma esattamente l’opposto fuori dal campo. Il vero diavolo della serie A si chiama Claudio Lotito un essere davvero particolare che in questi venti anni di Lazio si è preso una Società che stava nel baratro, anzi come disse lui, l’ha presa al suo funerale e ne ha fatto una fonte inesauribile di colpi di scena inaspettati, dove alla fine ha sempre avuto ragione lui.

Quest’anno sono entrati l’allenatore Barone, praticamente un salto nel vuoto e una serie di giocatori che facevano storcere la bocca alla tifoseria. Si è pescato dalla Salernitana (Dia e Tchaouna) dall’Hatayspor (Dele Bashiru) dal Verona (Noslin), ma soprattutto si è andato a far prestare Nuno Tavares dall’Arsenal, prestito con obbligo di riscatto, che si sta dimostrando un super affare. Ma la cosa più pericolosa del mercato non è stata tanto l’entrata di calciatori poco appetibili, quanto l’uscita di quattro top indiscutibili come Immobile, Luis Alberto, Cataldi e Felipe Anderson.

Risultato? Squadra che gioca in perfetta armonia con così tanta voglia e concentrazione che chi ha vissuto la Lazio di questi ultimi anni, si stropiccia gli occhi ogni partita. I rumors ci dicono da Formello che ora il clima è molto più sereno e finalmente senza più le primedonne a lamentarsi. E non è difficile immaginare che personaggi come Immobile Luis Alberto e Felipe Anderson, qualche scoria tossica a livello mentale in questi anni l’abbiano rilasciata nello spogliatoio biancoceleste. Conseguenza logica è che oggi in maniera evidente la squadra si comporti da squadra e non ad esempio da Immobile più altri dieci.

E noi?

Noi veniamo da una partita brutta, non tanto per la prestazione che per me è stata pensata e giocata esattamente per il pareggio e fare meno danni possibile. Quello che non è piaciuto ovviamente è il risultato che stravolge completamente l’impatto sulla realtà dei fatti, ossia che la sconfitta non cambia nulla ma proprio nulla sulla stagione.

La nota positiva è che Inzaghi quest’anno è riuscito a fare una cosa che pochi hanno davvero notato, ossia ha alzato e non di poco il livello tecnico ma ancor più tattico, delle riserve. Contro il Leverkusen partivamo con 7 riserve e al netto del ritmo non infernale, la nostra squadra ha sofferto pochissimo. Siamo stati noi a non aver voluto forzare il gioco ed essere più aggressivi, non la pressione dei tedeschi e anche con sette riserve abbiamo tenuto benissimo il campo sbagliando come al solito quelle due o tre occasioni utili per segnare e cambiare il destino della partita.

Ecco se l’anno scorso con il passaggio da formazione titolare a formazione con più di quattro riserve si generava un calo da 100% a 60% quest’anno la sensazione è che questo calo sia solo all’80%.

C’è anche da dire che il 100% di quest’anno equivale all’80% dello scorso anno e forse questo rende più facile vedere le riserve vicino al livello dei titolari. Ebbene sì non è piacevole scriverlo ma finora le prestazioni dei titolari quest’anno non sono state al livello dello scorso anno. E prima che vi imbizzarrite non dico che c’è stato il tracollo o che sia nettamente peggio, dico che siamo meno performanti in generale come squadra.

Sì poi certo Dimarco Thuram hanno tenuto un’ottima costante e con loro si vede di meno, ma se prendiamo gli undici titolari quest’anno per compattezza grinta concentrazione e voglia di vincere non sono davvero parenti di quelli che lo scorso anno hanno piallato la serie A. E permettetemi di aggiungere con grande rispetto, Inzaghi compreso.

Non voglio entrare ora in una analisi di dettaglio sui numeri di squadra e dei singoli, se riesco lo farò nel prossimo pre partita, ma uno su tutti dei nostri 11 titolari è davvero troppo evidente che sia molto indietro. Ed è purtroppo quello che in questi ultimi anni cambiando allenatori rosa e moduli tattici si è dimostrato sempre il più decisivo.

Il Capitano deve ancora iniziare la sua stagione, è sotto gli occhi di chi lo vede giocare, è anche sotto gli occhi delle statistiche con ben 10 gol in meno allo stesso punto della stagione scorsa. Il dubbio se sia una questione fisica e mentale resta, troppo collegate le due peculiarità per non dipendere l’una dall’altra, di sicuro manca anche un po’ di fortuna, che in questi casi aiuterebbe parecchio.

Se dovessi dare una % alle tre componenti per me la condizione fisica è quella che incide di più io lo vedo ancora lento nei riflessi e nella velocità nel breve. Sembra quasi che si porti dietro una preparazione diversa rispetto al resto della squadra, magari finalizzata ad averlo al top nel momento più importante della stagione. Ma forse è solo un mio desiderio recondito e il nostro Toro quest’anno invece è ancora un Bue che non riesce a trovarsi.

Di certo è lui che deve risvegliarsi, di certo è lui che può fare la differenza in campo, molto più di chiunque altro. Perché Lautaro al top è quello che difende dal primo possesso avversario, è colui che legge e indirizza l’inizio del pressing offensivo, è quello che con i suoi movimenti libera spazi e inserimenti dei centrocampisti. Infine è colui che con 10 gol in più, regala punti su punti ad una squadra che, anche senza di lui al top, si sta giocando la vetta su tutti i fronti.

Figuriamo con Lautaro al 100%

Forza Capitano è arrivato il momento di tornare il Toro!

You Can do it!

Oldman

Il Maestro: a sei anni si è perso nel parterre di San Siro in un Inter-juve, a dodici la madre lo sventola vestito di nerazzurro in Curva Sud, a trenta va in metro a Roma vestito da Ronaldo, quello vero, a quaranta fa caroselli seminudo a Piazza del Popolo, a cinquanta guarda di nascosto l'Inter nel reparto di terapia intensiva cardiologica, da ricoverato. A sessanta conta di perdersi ancora, nel nuovo stadio di Milano.

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Roger Roger
Roger Roger
Leggenda Bauscia
1 anno fa

Bravi ragazzi!
Capitano, datti comunque na mossa che non sempre segneranno difensori…

Cipe64 ⭐️21⭐️
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Leggenda Bauscia
1 anno fa

Forza Capitano, sbrigati che delle cassanate di quella cosa inutile al mondo non se ne può più.

Ultima modifica 1 anno fa by Cipe64 ⭐️21⭐️
Interista Leninista
Interista Leninista
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Rispondi a  Cipe64 ⭐️21⭐️
1 anno fa

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Cipe64 ⭐️21⭐️
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Leggenda Bauscia
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1 anno fa

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Interista Leninista
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1 anno fa

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Cipe64 ⭐️21⭐️
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1 anno fa

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1 anno fa

PS #cassanosucaforte

Cipe64 ⭐️21⭐️
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Leggenda Bauscia
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1 anno fa

Ad Inzaghi in particolare.
L’unica pippa qui è quella tu che fai a Inzaghi.

Ultima modifica 1 anno fa by Cipe64 ⭐️21⭐️

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