
Nelson Mandela
Strana domenica questo 11 maggio, ancora troppo forte l’emozione di martedì in Champions, ancora troppi reel sui nostri cellulari con l’impresa dei ragazzi per pensare ad un campionato dove i tre punti di distacco sono un solco gigantesco da colmare in sole tre partite.
Ma Inzaghi nonostante il cambio sostanzioso di nove titolari era stato chiaro, con il Torino giocheremo per vincere perché abbiamo i nostri princìpi e non molleremo nulla fino alla fine.
Ora sono sicuro che nessuno di noi abbia visto la partita senza interesse per la vittoria, ma sfido chiunque a dire che la testa di noi tifosi fosse totalmente concentrata sulla partita. La notizia di Zalewsky come mediano al posto di Mkhitaryan o di Barella era la notizia del giorno e i nove cambi generavano più curiosità che certezze per la vittoria.
Poi come sempre pronti via e il campo ti da tutti gli stimoli del mondo per non pensare al passato e guardare avanti e quale modo migliore di farlo con una giocata da campione che sblocca la partita? Ora che Zalewsky segni un gol spettacolare da centrocampista è stato un segnale importante, ma che abbia completato il numero dei giocatori di movimento dell’intera rosa a farlo è qualcosa di straordinario.
Ma non solo, oltre al fatto di aver mandato a segno diciannove giocatori della rosa, in questa stagione abbiamo portato ben 4 giocatori a superare i 10 gol con Lautaro a 22, Thuram a 18, Calhanoglu a 11 e Dumfries a 10 e con Frattesi e Arnautovic a quota 7.
Inutile dire che con questi numeri è vicinissimo anche il record all time di reti segnate in una stagione, che sono 113 nell’anno di Conte. Ne mancano solo 3 con 3 partite da giocare e diciamo che il nostro Mister può sinceramente pensare di aggiungere questa ennesima perla in una collana già pienissima.
Ecco se dovessi fare una metafora su questa stagione questa della collana di perle è forse la più appropriata. Ne abbiamo colte moltissime di perle, uniche, preziose, alcune così belle che si potrebbe fare una collana anche con una sola di incredibile valore. Oggi abbiamo l’occasione di infilarne ancora due, una che abbiamo a portata di mano dal valore immenso e un’altra che non dipende solo da noi, sempre dal grandissimo valore. Poi ci sarebbe quella del Mondiale per club ma davvero come si fa a pensare a giugno con questi due obiettivi a portata di mano?
Nessuno può dire se infileremo queste due ultime perle nella collana per farne una tra le più belle di sempre, ma tutto ciò che abbiamo colto fino ad oggi è già una collana straordinaria e questa non ce la potrà togliere nessuno, anzi possiamo mostrarla già oggi orgogliosi della sua bellezza!
Ma torniamo con i piedi per terra ieri la partita con il Torino è stata durissima fisicamente, la pioggia battente e il campo appesantito ha messo a dura prova i nostri, ma non abbiamo mai avuto il sentore di andare in difficoltà né tatticamente né fisicamente. Le riserve hanno giocato con la giusta concentrazione e il risultato non è mai mai mai stato in bilico. Se non è stata una prova di forza della nostra rosa di sicuro è stato un ottimo segnale per la prima squadra e per il Mister nel far vedere che la condizione atletica e tattica delle riserve sta crescendo, dando sempre più alternative in caso di infortuni o bisogno di riposo dei titolari in questo finale di stagione.
Sì certo il Torino non è sceso con il coltello tra i denti ma è sempre vero che se non approcci nel modo giusto, non esiste calciatore al mondo che non giochi per vincere e dare subito il segnale che nonostante le riserve in campo, quella di ieri era sempre la stessa Inter che ha eliminato la squadra più forte del pianeta, è stato fondamentale per indirizzare nel modo giusto la partita.
E tre punti sono stati portati a casa, con mentalità, tattica e fisico.
Sia chiaro anche ieri abbiamo visto qualcosa che dovrebbe essere aggiustato dal Mister, il vizietto di rinculare con troppi giocatori a schiacciarsi nella difesa, resta forte e purtroppo mortifero. Ieri non abbiamo pagato come abbiamo invece pagato con il Barcellona, ma non pensiamoci ora, questi sono i compiti per le vacanze del Mister non c’è alcun dubbio.
Il risultato finale ci ha accompagnato a cena con serenità, il nostro lo avevamo fatto e lasciavamo al Napoli il compito di togliersi il prima possibile dalle scatole la pratica Genoa. In realtà più che al Napoli si pensava al Genoa se avesse voglia di giocarsela questa partita, perché la formazione messa in campo, lo sponsor comune e tanti altri fattori ci dicevano che forse tutta questa competitività era meglio non aspettarsela.
E invece noi uomini di poca fede veniamo sempre illuminati sulla via di Damasco così come accadde a Saulo quando lo avvolse una luce immensa che lo riportò sulla retta via. Ora che sia un caso che Saulo divenne San Paolo e che io che vedo il Genoa pareggiare proprio al Maradona ex San Paolo all’84mo, non so se crederci, di certo qualcosa di mistico è accaduto.
Ora le partite rimaste in serie A sono solo due e il solco non è più così profondo come prima, con un solo punto di distacco. E così come non era il momento di lasciarsi andare a festeggiamenti dopo la vittoria con il Barcellona non lo è ancor di più oggi stando ancora sotto al Napoli che avrà due partite per portarsi a casa il quarto scudetto della sua storia.
Ma se c’è una cosa che abbiamo capito in questo periodo è che a nulla serve agitarsi e men che meno serve pianificare il futuro, è quel periodo della nostra vita in cui bisogna godersi il viaggio, non pensare alla meta.
Quello che stiamo facendo però è raccogliere tutti i sassolini che ci stanno finendo nelle scarpe di questo cammino e metterli sul comodino affianco a dove ci svegliamo. Una lunga fila di sassolini bianchi messi con cattiveria da personaggi infidi e piccoli che ci seguono e ci inseguono ogni stagione come delle zecche. Molte volte personaggi conosciuti, alcune volte nuovi idioti che non vedono l’ora di potersi mettere alla luce grazie alla nostra luminosità. Noi restiamo ancora in silenzio non è ancora arrivato il momento di toglierli quei sassolini dalla scarpa, anzi li lasciamo li per far rimanere vivo il dolore e restare più concentrati. Ogni mattina li guardiamo e ci diamo le motivazioni per andare avanti, aspettando solo il momento giusto.
Conoscendo il Mister siamo abbastanza sicuri che anche lui si stia conservando quei sassolini, anche lui è concentrato al massimo sull’obiettivo da perseguire, anche lui sta pazientemente aspettando sulla riva del fiume.
Una collana di perle e una fila di sassolini, piacere e dolore per finire questa stagione. Piacere che resterà comunque piacere e dolore che si potrà trasformare in rivalsa.
Noi aspettiamo pazienti sulla riva del fiume…


Il piatto è servito. Chiffi arbitrerà Inter Lazio, quel Chiffi che nel derby non dette un rigore sacrosanto su Thuram. Guida/Maresca al VAR quel Maresca/Guida che non vogliono arbitrare il Napoli (abitando a Napoli) avendo ricevuto minacce a lui e familiari. Con quale animo potrà intervenire a favore dei nerazzurri per correggere un eventuale errore dell’arbitro di campo. Hanno preparato il papaocchio preventivo in caso che il Napoli avesse delle difficoltà
Ha praticamente confessato che è influezabile dalla piazza partenopea e va a fare var alla sua diretta concorrente .
Mi pare perfetto.
Domanda, ma come ha fatto l’Inter a perdere la super coppa e coppa Italia con questi scarponi chiamati diavoli? Ora, detto ciò, non esultiamo troppo, ancora l’Inter non ha vinto niente. Rischio zero tituli. Il campionato fanno di tutto per darlo al Napoli e il PSG è piena di campioni ed affamati non avendo mai vinto la CL
Bilan a secco…
No: se conti tutto (come fanno gli scarsi: senza cioè pesare ciò che si vince), un titulo l’ha vinto, giusto contro di noi.
Non resta che crederci.
Noi dobbiamo battere la Lazio e non sarà facile, poi speriamo in notizie positive.
Forza ragazzi!
Ciao Old non old, ancora c’è il pericolo degli zero tituli, ma il fatto di non mollare può dare i suoi risultati. Infatti ieri nessuno avrebbe pensato che il Napoli avrebbe pareggiato in casa con il Genoa e vedendo la formazione dell’Inter, avresti pensato che Inzaghi avesse abbandonato l’idea di lottare per lo scudetto. Invece, pur con le riserve è arrivata la vittoria. ora pensa se ci rendessero tutti i punti toltoci da “errori” arbitrali e togliessero contemporaneamente i “regalini” avuti dal Napoli, avemmo già vinto il campionato. Non avendo perso la faccia, come fatto da Conte, facendosi buttar fuori dalla Coppa Italia, pur avendo una rosa competitiva persino per la Cl, per non aver altri impegni, come ha sempre fatto parrucchino
Ciao Veleno.
Ormai cerco di vivere nel presente per evitare rimpianti o illusioni.
Una specie di modalità Zen necessitata.
Mi godo in CL il sapore di questa incredibile semifinale fino alla prossima.
Riguardo al campionato…uguale.
Mi godo intanto questa squadra, capace di competere ed emozionarmi per tanta parte della stagione, e …..come finisce si racconta.
Verrà il tempo dei processi e/o dei festeggiamenti.
In qualsiasi caso io applaudirò questi ragazzi e questo Mister che mi fanno amare nello stesso tempo l’Inter ed il gioco del Calcio.
Ognuno poi faccia liberamente come crede.
Compagno Veleno, per onestà intellettuale bisognerebbe contare anche i punti che abbiamo perso per insipienza nostra, che sono tanti, troppi: dal pari col Monza alla sconfitta nel derby d’andata, dal pari nel ritorno del derby d’Italia a quello recente col Parma (rimontati in entrambi i casi di due gol), fanno almeno otto punti buttati al secchio senza che si possa chiamare in causa alcuna giacchetta nera (o rossa o gialla, a seconda di come si vestono questi simpattici personaggi).
Poi, per carità, do ragione al Cipe, qui sopra: comu finisci si cunta. Ma prima di dire “grazie” a professionisti pagati fior di milioni per tirare calci ad un pallone in casacca nerazzurra e al loro (e nostro) baldo condottiero, aspetterò il 31 maggio.
Ps. Ai punti persi puoi aggiungerne almeno un altro lasciato a Firenze, in occasione della roboante sconfitta per 3-0 contro la Mortuaria, oggi soccombente contro il valentissimo Venezia, che lotta disperatamente per non retrocedere.
Fanno 9, puliti puliti, che abbiamo perso assolutamente da soli: senza manco giocare, in alcuni casi, o giocando malissimo, in altri. Basterebbero questi per aver già vinto lo scudo da un pezzo.
Punti persi e guadagnati (di culo o sfiga oltre che da errori tecnici) sono da ambo le parti in causa.
Io guardo al fatto che rimaniamo competitivi anche dopo l’ennesima “non campagna acquisti” …con il triplo di partite da giocare in campionato…. e quindi applaudo.
😄ti vedo carico a pallettoni su una direttrice che non è la mia.
Mi fa piacere e comunque vederti energico e …”viva la differenza”.
PS…se non vogliamo cadere in errori altrui di cui abbiamo parlato…lasciamo fuori dai confronti il concetto pesante di “onestà intellettuale” altrimenti può sembrare che quel che diciamo noi è onesto intellettualmente mentre quello che dicono altri no.
Questo è molto peggio e più offensivo di quelle critiche di cui abbiamo parlato…e che hai altrove riscontrato.
Almeno tu elimina tale concetto stucchevole da confronti tra sparatori di minchiate quali siamo e dobbiamo rimanere.
Ricorda…qui siamo tutti Interisti e tutti intellettualmente onesti.
Attenti a non cadere, anche involontariamente, nell’errore di credersi dispensatori di patenti di Interismo o onestà intellettuale.
Altrimenti poi non ci possiamo lamentare di utenti di altri blog.
Compare questo è un discorso generale e non riguarda te in particolare come avrai sicuramente capito.
Personalmente non ho mai usato il concetto di “onestà intellettuale” per bollare qualcun altro di “disonestà intellettuale”, né mi sognerei mai di farlo con il compagno Veleno!
Dico semplicemente che, se facciamo la tara degli errori e orrori arbitrali, onestà intellettuale vuole che si faccia anche quella degli errori e orrori nostri: se no, è un discorso monco, non certo intellettualmente disonesto!
Intellettualmente disonesto è chi dice cose false sapendole tali ovvero chi tace deliberatamente cose vere. Tutto il resto ricade nell’opinabile.
Compresa la tua direttrice! 😜
La mia per prima😘