Bauscia Cafè

Il calcio e lo stronzio (seconda parte)

Tempo addietro ci eravamo lasciati con una promessa – o una minaccia, se preferite – : completare la lista dei più odiati di ciascuna squadra della attuale Serie A.

Avevo stilato un podio per ogni squadra (mentre stavolta mi limiterò a un nome per club) arrivando fino alla Lazio con grande fatica, perché in alcuni casi la quantità di giocatori da prendere a schiaffi diventa ingestibile, e credo che in un momento di stasi come quello attuale, col calcio fermo al palo, la Lega pronta ad implodere e il coronavirus che modifica le nostre abitudini di vita giorno dopo giorno, sia buona cosa completare questa rassegna, nella speranza di strapparvi un sorriso e di rendere questo lockdown più piacevole o meno insopportabile, a seconda del vostro grado di antipatia nei confronti del sottoscritto.
Tanto so dove abitate.

Ripartiamo? Direi di sì.

LECCE

Gianluca Lapadula
Con quella faccia da Narcos Messico, trascorsi da gobbo, pelle sudaticcia e l’atteggiamento di chi dopo Pescara non debba più dimostrare nulla al mondo, è il classico giocatore da sistematico trattamento Samuel. I suoi baffi poi sono irricevibili.

MILAN

Davide Calabria
Credo che il buon Davide sia, tra i cugini, il perfetto esempio di inno alla mediocrità. Espressione da barrette Kinder, il sorriso di chi non sa cosa stia facendo e un credito apparentemente infinito. Vive sulla storia infinita del “talento proveniente dalle giovanili”, ma a quasi 24 anni i miglioramenti ancora non si vedono. Ma con Conti e Abate come concorrenza probabilmente ha ragione lui.

NAPOLI

Matteo Politano
Sì, voglio cogliere la palla al balzo: era dei nostri (purtroppo) fino a poco tempo fa, e col passaggio ai partenopei posso finalmente sfogarmi. Giocatore sopravvalutato, adatto all’esaltazione di momenti di rara mediocrità nerazzurra, sprovvisto di materia grigia, mentalmente solido come un gazpacho di merda, proprio non riesco a capire perché non mi pesi affatto la sua assenza.
Un motivo potrebbe essere quello di aver apprezzato insetti-stecco più intelligenti, anche calcisticamente.

PARMA

Matteo Darmian
Giocatore tanto adorato da Antonio Conte e in orbita Inter ormai da 26 anni, quanto inviso al sottoscritto. Non riesco ancora a capire cosa lo United abbia visto nelle doti di questo terzino con l’espressione da primo della classe di un collegio di Lugano e l’aria vispa di un sopravvissuto a un rave-party a base di happy hardcore. Vorrei NON vederlo in nerazzurro.

ROMA

Leonardo Spinazzola
Controllato da Davide Lippi, ex gobbo, rifiutato dalle visite mediche di tutto il mondo, spacciato per giocatore sanissimo e subito dopo gettato nell’umido nuovamente senza troppi complimenti, sempre con lo sguardo di chi potrebbe avere in frigo formaggi stagionati scaduti da mesi e vorrebbe spacciarteli per specialità montane per palati raffinati. Non è un terzino, è un sabotaggio con gli scarpini da calcio.

SAMPDORIA

Albin Ekdal
Quella sua tripletta a San Siro contro una delle Inter più brutte che io abbia mai visto me la ricorderò finché campo, ed è anche un buon motivo per averlo sui coglioni. Se a questo aggiungete lo sguardo di un serial killer che prima di accoltellarti potrebbe cantarti una canzone dei Foreigner a cappella o deliziarti con una ricetta di Iginio Massari, salvo poi ucciderti con la stessa, l’identikit dello stronzo è presto completato. 
E poi è cresciuto nel Brommapojkarna, che verosimilmente in svedese significa “ti scanno la madre e la faccio al forno con due olivine nere”.

SASSUOLO

Andrea Consigli
L’anello di congiunzione tra il cantante de Le Vibrazioni e Gigi Buffon ce lo ricordiamo perché quando vede Inter diventa un mix tra Benji Price, Lev Jašin e Daniele Piombi.
Tanto plastico e insormontabile in quelle occasioni quanto sgraziato e colabrodo nel resto delle partite, o quasi. Credo sia sufficiente per archiviarlo come QSDPHPT (Quello Stronzo Del Portiere Ha Parato Tutto).

SPAL

Federico Di Francesco
Perché è pisano.

TORINO

Simone Zaza
Intere equipe di tricologi e parrucchieri hanno studiato per anni il perché di quella subdola striscia di pelo sulla testa, salvo poi rassegnarsi all’evidente mancanza di gusto estetico del buon Simone. 
Finalmente il bomber (?) di Policoro ha ormai deciso di optare per una pelata lucida e quasi gommosa, che abbinata a quella barbetta birichina lo rende un po’ terrorista e un po’ pusher di fiducia.
Attaccante a mio avviso sopravvalutato tipo da sempre, è pure un ex gobbo, quindi il ciclo di negatività si completa a pieni voti.

UDINESE

Rolando Mandragora
Su Wikipedia dicono di lui “All’occorrenza è stato utilizzato come difensore centrale, oltre che come regista, mezzala, incontrista e trequartista”.
Ha mancato l’appuntamento con i ruoli di barelliere e morto in una puntata de Il Commissario Montalbano per pura sfortuna, in compenso non ha la più pallida idea di quale sia la sua zona di campo e soffre di labirintite indotta.
In realtà ne ho sempre sofferto il confonderlo senza motivo con Lapadula, le pettinature iper-impomatate anni 50, la somiglianza con Salvador Dalì e quel cognome che te lo fa immaginare come mostro di fine livello, mentre poi ti ritrovi davanti un tizio che non sa neppure che ruolo sia in grado di ricoprire.

VERONA

Giampaolo Pazzini
Per carità, io al Pazzo gli ho voluto anche un gran bene durante quella bella stagione con i nostri colori nell’ormai lontano 2011, ma per il resto mi ha sempre infastidito quel suo modo di giocare sempre sul filo dell’isteria, con quell’occhio spiritato di chi sa di aver appena accoltellato una gita di pinguini minorenni, ma pretende di essere innocente e ti spiega che sono stati loro a spingersi contro la lama.
Per non parlare poi di quell’esultanza con la V davanti agli occhi, una roba da bimbominkia livello extreme che neanche ai giardinetti avrei osato.
Insomma, il Pazzo mi sta sul Cazzo.

Sia chiaro che questa digressione è soltanto una burla fatta d’istinto da un tifoso che non ha nulla di personale contro nessuno dei calciatori citati, se non una sana antipatia sportiva, e nessun calciatore è stato ferito e/o ucciso nello stilare questo articolo.

Se io sia riuscito a strapparvi un sorriso o meno non lo so, quello che posso fare è invitarvi alla calma e soprattutto a restare a casa il più possibile, finché non potremo tutti tirare finalmente un sospiro di sollievo e ricominciare una vita il più possibile normale, tra sfottò, bestemmie e risate per il gioco più bello del mondo (ma gestito dai più stronzi della galassia).

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NicolinoBerti

Coglione per vocazione, interista per osmosi inversa dal 1988 grazie a un incontro con Andy Brehme. Vorrei reincarnarmi in Walter Samuel, ma ho scelto Nicola Berti per la fig...ura da vero Bauscia.

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