
La distanza e il fatto che si corre comunque su pista la fa sembrare una gara semplice da affrontare, invece è una delle gare più tattiche di tutta l’atletica. Il segreto è affrontarla con grande attenzione senza perdere il ritmo, controllando gli avversari e stando attentissimi a non cadere nella riviera perché ogni caduta potrebbe essere fatale, soprattutto se ciò accade negli ultimi dei 7 giri e mezzo del percorso.
La metafora sulla nostra Inter è facile comprenderla questa stagione è per noi un 3000 siepi con 38 invece di 35 ostacoli di cui 7 molto pericolosi a scelta tra gobbi, Napoli, gonzi e la rompicoglioni di turno, vedi il Monza, che potrebbe darci fastidio se affrontata senza la dovuta attenzione.
Oggi sui 7 giri e mezzo siamo ancora al secondo giro e come è facile intuire dalle prestazioni viste siamo ancora un po’ imballati nelle gambe e la testa ci dice di non forzare troppo perché la gara è ancora lunga e nessun avversario è ancora scappato via.
Il tutto senza considerare che mentre facciamo la nostra 3000 siepi ogni tanto arriva uno stronzo che, rispetto ad altri concorrenti, quando ci vede passare ficca in pista un altro ostacolo champions che porta gli ostacoli dei primi 3 giri da 15 a 23. Questo fattaccio succede a ben 5 squadre della serie A tranne a una, il Napoli, che, mentre noi stiamo saltando l’ostacolo champions, corre veloce senza rallentare.
Questa metafora vale per l’Inter, squadra dalla rosa vasta che combatte su tre fronti, ma vale anche per le piccole che seppur giocando meno partite hanno rose meno dotate e devono comunque sudare sangue per poter arrivare alla fine della stagione per salvarsi.
Purtroppo la serie A è un campionato durissimo tatticamente e tecnicamente, non esiste partita facile se non quella che tu ti rendi facile con una prestazione perfetta. Non è la Premier League o la Liga in cui le squadre, per potere economico che le dota di rose amplissime e di livello come accade nella Premier e per mentalità e grande divario tecnico tra top e altre come nella Liga, possono giocare quasi sempre ad un livello fisico e tattico, passatemi l’iperbole, scellerato.
Questo divario enorme tra la Serie A 3000 siepi con tanti ostacoli e una stagione iper dispendiosa e Liga/Premier 3000 piani bisognerebbe farlo comprendere al Signor Caressa che si lamenta del calcio lento delle squadre della serie A e che vorrebbe vedere la Premier League a Cagliari o la Liga a Udine. Il tutto per non parlare della meravigliosa per lui, Inter Juve che è stata la fiera della stronzata tecnica e tattica.
Poi mi piacerebbe ricordare a Caressa quanto prende dai broadcast il West Bromwich Albion Football Club e quanto prendono Lecce e Empoli per formare le loro rose, ma verrà anche quel momento.
Quello che è importante è che ringraziando il Signore, Caressa non definisce universalmente i canoni di bellezza del calcio italico e mondiale.
Dettagliate le metafore e tolto il sassolino, torniamo all’ostacolo Empolese, che in realtà più che un ostacolo fisico si è trattato di un ologramma per gentile concessione del S. Goglichidze che alla mezzora del primo tempo ha pensato bene di dimostrare al mondo che avere un cervello in campo aiuta molto la tua squadra e soprattutto evita di vedere giocatori rovinarsi la carriera per un intervento criminale.
In 11 contro dieci la partita è praticamente finita e seppur il primo tempo non ci avesse fatto stappare bottiglie di spumante millesimato era evidente che prima o poi la palla sarebbe finita nella porta avversaria.
Per entrare nel tema del giorno ed anche per rimanere nella metafora podistica non c’è bisogno di sottolineare ciò che è più evidente ossia che l’Inter è ancora imballata 1)fisicamente, 2)tatticamente e 3)tecnicamente. Ma siamo ancora al secondo giro dei sette e mezzo della stagione, la corsa è lunga e le energie vere servono negli ultimi 400 metri per arrivare freschi e strappare il nastro di arrivo facendo vedere il nostro bel culetto tondo tondo a tutti gli altri.
È anche vero che non possiamo concedere troppo vantaggio alla lepre Napoli, loro non hanno bisogno di dosarsi e rispetto a gobbi e gonzi godono di un lavoro di mentalità e preparazione tecnica, che Conte raccoglie da Spalletti e che ha saputo in pochissimo tempo ricostruire dopo la stagione disastrosa dello scorso anno.
Ma torniamo a noi e alle nostre attuali problematiche con una doverosa premessa che scrivo in neretto per i più duri di comprendonio. Chi parla di Inter oggi lo fa pensando a quella dello scorso anno! Giusto? sbagliato? Non lo so ed è chiaro che ogni stagione fa storia a se, ma se parliamo di Inter oggi è naturale sempre pensare a quello fatto lo scorso anno, considerando però tra l’altro, che tra cose positive e negative siamo cresciuti come rosa e come esperienza tecnico tattica.
Sui tre temi sarò sintetico anche perché ognuno ha le sue idee e sono sicuramente tutte plausibili, vista l’incertezza del momento. Quello che vedo però è che quest’anno fisicamente non siamo messi benissimo. Saranno stati gli Europei e la Coppa America, sarà stata la scorsa stagione faticosissima, non ultimo sarà stata la preparazione, finalizzata ad arrivare a tutta alla fine, ma siamo partiti muscolarmente imballati e con più infortuni su giocatori importanti. La rosa lunga ci aiuta ma non in tutti reparti e alcuni infortuni, come nel caso di Calha, aprono delle voragini tattiche difficili da riempire. Non credo che fino a febbraio cambierà molto in tal senso e questa sarà una stagione dove dovremmo fare spesso e mal volentieri a meno di qualcuno dei nostri titolari.
Per quanto riguarda il tema tattico Inzaghi è evidente che non rinuncia in alcun modo al suo credo e seppur ci siano tutte le condizioni per cambiare qualcosa, preferisce mettere in campo sempre lo stesso modulo forzando giocatori, anche tecnicamente non perfetti, a ricoprire ruoli non nelle loro corde. Qui la coperta è un po’ cortina, alcune scelte sono sindacabili, in primis su alcuni sostituti di Calha, a seguire anche certe scelte sugli esterni e sui braccetti che più volte hanno lasciato perplessi. I risultati per ora non lo mettono al muro, tutt’altro, certe prestazioni invece fanno storcere la bocca anche su risultati positivi come quello di ieri o come nel pareggio contro i gobbi dove alcune scelte tattiche non sono piaciute per nulla. E non voglio tornare sul tema sostituzioni post ammonizioni, ma lo faccio perché non mi va per nulla giù la sostituzione di Pavard contro i gobbi che ha mandato, per me e lo sottolineo tre volte per me, a puttane una partita stravinta.
Infine sul tema tecnico per arrivare in fondo io non vedo grandissimi problemi, questo è il punto meno dolente. Con la rosa in forma e con il modulo tattico scelto da Inzaghi tecnicamente nei 15 titolari siamo ancora la squadra più forte d’Italia e tra le più forti d’Europa. Soprattutto se mentalmente arriviamo nella condizione giusta a giocarci la partita. Se Acerbi mantiene una buona condizione fisica e Inzaghi tira fuori il coraggio nel panchinare Darmian per un Dumfries senza il minimo dubbio più risolutivo, la nostra squadra può davvero giocarsela con chiunque. La mentalità vincente ormai ce l’abbiamo, può capitare a volte nelle partite più insidiose di lasciarla negli spogliatoi ma più volte abbiamo visto in questa stagione, vedi Atalanta, tirarla fuori e letteralmente piallare i nostri avversari.
Se dovessi racchiudere il tutto in una frase direi che la più centrata è sicuramente godiamoci il percorso, quest’anno la gara… ops stagione sarà lunghissima e lo dico davvero con la speranza nel cuore perché se restiamo attaccati alla lepre ed evitiamo di finire nella riviera ci possiamo giocare tutto nell’ultimo giro. Siamo ancora i più forti e possiamo dimostrarlo ampiamente!
Ah giusto per la cronaca Empoli Inter 0-3 Frattesi Frattesi Lautaro.
Avanti un altro!



Premio dadaismo ai tifosi dell’Udinese che intonano il coro “come la Juve voi siete come la Juve”.
Che serata meravigliosa amisci. Non trovate anche voi che con il gol annullato al Monza il calcio sia definitivamente entrato in modalità wwe?
#MarottaLeague
#MarottaLeague
Se tutti fanno il loro (cosa sarà poi il loro), se non ci facciamo male, se saliamo di condizione (anche qui, qual è condizione realmente possibili) e se il Napoli molla un attimo….
Speriamo questi se si verifichino.
Personalmente quando si mettono troppi se per arrivare a meta non è mai un grandissimo segnale.
Comunque non resta che sperare
“…Se sai costringere il tuo cuore, nervi, e polsi
a sorreggerti anche quando sono esausti,
e così resistere quando in te non c’è più nulla
tranne la Volontà che dice loro: “Resistete!…”
Rudyard Gus
Ma chevvelodicaffà
#moriremotutti
🤣 🤣 🤣
Se Bellins, se….moriremo se….
E comunque secondo me si parla poco di Frattesi.
Secondo me lavorandoci un poco potrebbe diventare una seconda punta di movimento con i controcazzi.
Anche il gollonzo nasce da una sua intenzione e da una rapidità di esecuzione da punta pura.
Io già lo vedo tra le tante cose dare respiro a Thuram scorrazzando e aggredendo gli spazi come fa lui…o quasi.
Ha un senso del gol che – per adesso – le nostre punte di ruolo non dimostrano.
Cacchio cerca subito l’affondo e sa sempre – anche girato – dove si trova la porta che cerca con una voracità notevole.
E riesce a tenere la palla bassa più di altri….
A me non pare una idea folle dargli responsabilità da finalizzatore.
Per quanto poco abbia giocato finora come realizzatore ci ha salvato le terga un certo numero di volte.
Però Frattesi da il meglio se arriva da dietro, se si lancia nello spazio, se ha campo davanti. È ancora da sgrezzare, ma ha le qualità per imparare a leggere meglio le fasi della gara, i tempi, la gestione, senza perdere l’innata propensione per il gol (nasce attaccante, fu un vecchio allenatore che non convinto lo spostò in mezzo al campo). Può diventare un centrocampista di livello.
“Frattesi da il meglio se arriva da dietro, se si lancia nello spazio, se ha campo davanti”
Non sapevo fosse nato attaccante…si vede.
Diciamo che un jolly, un jolly che vorrei sempre in rosa.
ho letto il commento di Marelli sul fallo su Thuram del giocatore dell’Empoli (nome impossibile) Ma chi è questo Marelli? Non capisce un casso, afferma solo quello che torna comodo a chi lo paga. Marelli chi? Secondo lui l’entrata non era da rosso ma al massimo arancione perché i tacchetti dell’espulso scivolano sulla caviglia di Thuram. Ma chi ha sciolto questo individuo? Innanzi tutto il piede a martello era 40/50 cm. al disopra del pallone quasi all’altezza del ginocchio dell’Interista. Per fortuna è scivolato sulla caviglia altrimenti avrebbe chiuso la carriera a Thuram. E questo individuo faceva pure l’arbitro? Ed ora pontifica su Dazn è l’emblema della prostituzione intellettuale
“afferma solo quello che torna comodo a chi lo paga”
Non solo afferma ma riesce a contraddirsi a seconda della parte coinvolta con una scioltezza invidiabile …anche nel corso della stessa giornata.
Acrobata della prostituzione intellettuale.
Pessimo
Dazn è foraggiato da anni dagli oboli pagati dagli stessi tifosi interisti: di cosa parliamo? E allo stesso modo Sky, per rispondere ai dubbi sollevati in vari punti su Caressa: l’emittente campa da sempre grazie alla fedeltà della torcida nerasurra che non può pagare il pacchetto e bearsi per le immagini e, allo stesso tempo, straniarsi e indignarsi come marie antoniette davanti ai popolani per il prodotto giornalistico. Li paga assieme, tutto si tiene.
La società, inoltre, non da ora ma dai tempi di Moratti assiste beata e non alza manco un mignolo (troppo chiaro l’intento di una ‘tregua’ armata con certi che per mestiere attaccano l’Inter: chissà cosa gliene torna, penso e spero solo buona stampa per loro in quanto singoli agli occhi dei tifosi, non certo per la società e la squadra). Poi, lo sappiamo, il tifoso si magna tutto.
Prostituzione Intellettuale? Foraggiata since 1908 da milioni di interisti -non io- che si lamentano il lunedì e il 1° del mese fanno puntualmente il bonifico, cascasse il mondo: parole di Marelli, aumento dei prezzi, opinionisti surrealisti, immagini cancellate. Avanti così, brothers of the world. Fortunatamente (?) il futuro delle tv dipende da voi. E le rivoluzioni sempre col c…oder degli altri.
io non ho Dazn e le partite le vedo, quando le vedo, con commenti in russo, aramaico o cinese, quindi figuriamoci se ascolto i dibattiti post gara. Marelli l’ho letto su Virgilio
Marelli è semplicemente scarso e contraddice se stesso in continuazione.
Giusto il focus sul “fenomeno Caressa”.
Caressa capisce di calcio quanto ne capisce Antonio Cassano.
Un mistero come ne sia riuscito a fare un lavoro tanto retribuito.
Non ne capisce e non sa nemmeno giocare come Cassano.
“Siamo ancora i più forti e possiamo dimostrarlo ampiamente!”
Amen.
è partita l’Operazione-“Totò le Toupet”.
Post da sottoscrivere. Ci sono quel paio di “se” non da poco (vedi Acerbi, troppi acciacchi a quell’età per dare garanzie).
Ma il tema è restare attaccati, no matter how, alla testa della classifica fino allo sprint finale. Poi si vedrà come siamo messi in Europa (magari non ci saremo più, a maggior ragione l’importante sarà non farsi trovare staccati dalla vetta).
Tiè visto che ti piace Fresu
Bellissimo
Maestro Oldman sottoscrivo anche le virgole.