Bauscia Cafè
Fallo di Lautaro Martinez su Rafael Toloi in Inter-Atalanta

¡Que viva el VAR!

Potevamo noi esimerci dal commentare approfonditamente lo scandalo degli scandali, il più grave episodio arbitrale della storia della Serie A, la più vergognosa pagina del nostro calcio, quella al cui confronto impallidiscono persino i 10 anni di furti che vanno sotto il nome “calciopoli”?

Mi riferisco ovviamente al fallo di Lautaro Martinez su Toloi in Inter-Atalanta e la risposta è sì, potevamo esimerci. Serenamente proprio. Ma non lo faremo, soprattutto perché questo episodio -e tutta la gazzarra conseguente- ci dà una ottima occasione per chiarire un po’ di cose.

E per ribadire che nella questione-VAR c’è una sola parte che è sempre stata coerente sulla stessa posizione da due anni a questa parte: noi.

Iniziamo con una premessa tanto banale quanto doverosa: l’analisi di un episodio di gioco NON si può fare su un fermo immagine. E’ ingannevole, fallace, mistificatore. E stupisce (anche no), dispiace (anche no), ma al tempo stesso è a suo modo rivelatore vedere come alcuni illustrissimi espertissimi analisti lo abbiano fatto più volte, in questi giorni. Ma una immagine decontestualizzata può condurre a errori clamorosi.

Marelli, commentiamo questo frame?

Seconda premessa, molto meno banale: non abbiamo la minima intenzione di definire all’interno dell’episodio che vedremo cosa è fallo e cosa non lo è, perché scatenerebbe una tanto inutile quanto faziosa guerra di opinioni. Il punto sarà un altro, e ci arriviamo subito.

Terza premessa, apparentemente in contrasto con la prima: non possiamo inserire dei video perché Sky s’incazza. Abbiamo quindi estratto una serie di frame dall’azione incriminata, cercando di ricostruirla tutta e di contestualizzare -appunto- i fermo immagine.


Veniamo quindi all’episodio incriminato: arriva una palla alta dalla destra e nell’area nerazzurra sgomitano Bastoni, Zapata, Brozovic, Pasalic, Toloi e il Luciano Moggi sudamericano, il Matteo Messina Denaro argentino, il Don Vito Corleone di Bahía Blanca: Lautaro Martinez.

Sì, ma cosa succede in quella azione?

Primo evento: Toloi spinge Lautaro Martinez in avanti. Nel video si vede chiaramente come Lautaro vada verso Pasalic e gli metta una mano sulla schiena, spostato dalla spinta di Toloi. Nota bene: è questa spinta il motivo per cui Lautaro successivamente salta all’indietro e “cerca l’appoggio” -come dicono quelli che ne sanno- su Toloi. E’ fallo? Non è fallo? Non ce ne può fregare di meno, sinceramente.

Secondo evento, due frame per due cose che succedono contemporaneamente: Zapata “alza” Toloi per farlo arrivare più in alto (per chi non lo sapesse è una fattispecie descritta dal regolamento e considerata fallosa – edit / Regolamento del Gioco del Calcio ed.2019, Guida Pratica alla regola 12, pagina 103, punto 13: “appoggiarsi sulle spalle di un compagno allo scopo di colpire il pallone con la testa”. Grazie a Marco Ardemagni). Pochi metri più avanti, Pasalic spinge Brozovic con il gomito sulla schiena. Uno di questi due è fallo, non lo è nessuno, lo sono entrambi? Vedi sopra. Nel frattempo, vediamo Lautaro saltare all’indietro per recuperare dalla spinta subita in precedenza.

Terzo evento: Toloi piazza avambraccio e gomito sulla schiena di Lautaro per spingerlo nuovamente lontano e verso il basso. C’è bisogno che ripeta se mi interessa che questo sia fallo o meno?

Quarto e ultimo evento, lo avete visto e rivisto in tutte le salse: Lautaro cadendo aggancia con la mano la gamba di Toloi macchiandosi di una colpa che neanche avesse sequestrato Aldo Moro.

Dove vogliamo arrivare con questa noiosissima analisi, e perché non ci interessa entrare nel dettaglio di quali di questi episodi sono fallosi e quali no?

Vogliamo arrivare a una serie di conclusioni sconvolgenti, nella loro banalità. Ovvero:

  1. Il VAR -Irrati- è costretto in pochissimi secondi a decidere se intervenire o meno. Badate bene: il VAR, con questo regolamento, non ha la possibilità di ragionare e rivedere azioni lunghe o complesse.
  2. Gli eventi da considerare in questa azione sono tantissimi, poco chiari e si accavallano tra di loro.
  3. Se anche una sola tra
    • la spinta di Toloi su Lautaro
    • l’alzata di Zapata su Toloi
    • la spinta di Pasalic a Brozovic
    • il gomito di Toloi su Lautaro
      dovessero essere considerate fallose, il tanto declamato rigore di Lautaro sarebbe aria fritta o poco meno.
  4. Le immagini del contatto tra la mano di Lautaro e la gamba di Toloi arrivano solo alla fine dell’intervallo in tv, con un enorme ritardo quindi rispetto a quando sarebbero servite. Le immagini pulite delle spinte precedenti, arrivano persino più tardi.
  5. E’ abbastanza pretenzioso, alla luce di tutti questi episodi, parlare di un “chiaro errore” di Rocchi. “Chiaro errore” che è il requisito essenziale per poter richiamare l’arbitro al VAR.

E veniamo quindi al punto finale, il più importante di tutti e sul quale insistiamo ormai da due anni.

Il VAR, con tutte queste limitazioni, è una cagata pazzesca. Volevano depotenziarlo e ci sono riusciti, salvo poi frignare quando la cosa gli si ritorce contro. twittalo

La nostra posizione è sempre la stessa, unica, immutabile: al VAR si deve ricorrere il più possibile. Non va frenato, limitato, regolamentato: al contrario, va utilizzato per ogni possibile dubbio, ogni azione equivoca, ogni interpretazione che può essere problematica.

In un sistema sportivo civile, sarebbe stato uno solo l’audio inviato da Irrati a Rocchi: “Gianlù non ci si capisce un cazzo, vieni a rivedere tutto“. Prendendosi il tempo e il modo di rivedere una azione lunga e complessa. Poi Rocchi va, guarda le due spinte di Toloi, la gomitata di Pasalic, il sollevamento di Zapata, la trattenuta di Lautaro, si prende il suo tempo, e valuta.

Alla fine di tutto questo è fallo in attacco? Ok.
Non c’è niente di irregolare? Perfetto.
E’ rigore e rosso per Lautaro? Va benissimo.

Così come andava benissimo -e lo abbiamo detto in cronaca live- il gol annullato a Lukaku contro lo Slavia Praga per fischiarci un rigore contro. Noi siamo abituati a giocare dentro le regole, e se il VAR può essere uno strumento che fa rispettare le regole nella loro interezza ben venga il VAR.

Se invece dev’essere questa porcheria alla quale lo hanno ridotto pur di giustificare l’ingiustificabile, per mantenere il potere di un fischio che spesso aggiusta tante situazioni dentro e fuori dal campo, beh: chi è causa del suo mal…

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Nk³

Il calcio è uno sport stupido, l’Inter è l’unico motivo per seguirlo. Fermamente convinto che mai nessun uomo abbia giocato a calcio come Ronaldo (ma anche Dalmat non scherzava). Vedovo di Ibrahimovic, ma con un Mourinho in panchina persino i Pandev e gli Sneijder possono sembrare campioni. Dategli un mojito e vi solleverà il mondo.

MVP LECCE – INTER

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