Bauscia Cafè

Come presentare Antonio Conte e vivere felici.

Mentre ero all’evento di lancio della maglia Mashup per i 20anni Nike-Inter, con amici interisti ci siamo detti ‘Ma pensa se IMH dovesse presentare Conte’…ebbene si, è successo. 

Facciamo un passo indietro.

Robert Redford Premessa

A metà Aprile Conte è ospite da Cattelan a EPCC, è il periodo delle voci insistenti che vogliono Conte conteso tra Roma Inter e Juventus. 

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A di là dei facili ragionamenti alla M. Moore, il fatto di andare dal buon Cattelan è stata sicuramente una mossa accomodante, un antipastino frizzante per un target tutt’altro che facile, ovvero quello che nel 97/98 era nel pieno amore calcistico pre-adolescenziale e che identifica Conte come la controparte del Fenomeno nella conferenza post Ceccarini.
Ale Cattelan incarna proprio quel pensiero, vedi tweet, quella generazione aspettava il 14° come l’ossigeno e l’arrivo di Ronaldo aveva trasformato quel desiderio in una questione quasi religiosa…quindi perfetto per essere medium di un cambio di visione.

Facendo parte di quella generazione, la mia immagine residua di AntonioCò è un mix tra il processo doping e quella scena con Warriale e Ronnie, con un intermezzo quasi blasfemo di Pio&Amedeo, dove scappa un paragone con MOU non proprio bellissimo, degli anni del Bari post trapianto. Scherzi a parte, il linguaggio e la visione di Antonio Conte da parte del mondo interista non è mai stato tenero da chi ha vissuto gli anni 90, poi c’è una generazione più fresca che ha una immagine completate diversa dovuta alla mitologia spiccia fatta sulla nazionale dei Pellè e sui record con la juve di Matri, Giovinco ecc.

Apprezzabile dunque vederlo a EPCC, un candeggio mediatico, una tunica bianca, una catarsi prima della venuta. Al di là che si possa essere tranquillamente immuni a questo tipo di narrazione, o alle paraculate tipo le frasi su Mou, a livello strategico funziona. Ovviamente tutto il ragionamento ha preso corpo e solidità quando abbiamo visto Cattelan come moderatore alla presentazione.

Casualità? Costruzione? Opportunità colta? Colpo di genio? Di sicuro una grande mossa…’E POI C’È CONTE’ che numero è?

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Chiudiamo questo preambolo di Robert Redford motivazioni e passiamo al film di presentazione. 

Presentazione 

Certo, avremmo tutti sognato un Conte che contasse gli scudetti bianconeri arrivando a quei due dicendo ‘Revocato’…ah già fatto? ok…poteva essere una idea fare un remix.

Oppure un Conte cantante lirico che intona ‘io non rubo il campionato e in Serie B non son mai stato’ ma per fortuna IMH ha ben altra signorilità. 

Il Film WELCOME ANTONIO dura 60 secondi, semplici ma chiari, chiarissimi. 

Inizia con una inquadratura a specchietto dell’occhio glaciale di Conte, alla Clint Eastwood by Sergio Leone simile anche a quella di The Mule (non guardatelo, fidatevi).

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Nel primissimo frame, fuori fuoco, si allontana una Punto Nera, credo del tutto casuale…personalmente la vedo come allegoria della conversione/rifiuto del bianconero che sia allontana, della scelta, ma sto esagerando.

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Il film (se interpreto bene) è un un ipotetico viaggio da zona di Vittorio Emanuele (vecchia sede) in direzione nuova sede di Porta Nuova. 

Un percorso breve ma intenso, dove ascoltiamo i pensieri di Antonio Conte con la sua stessa voce fuoricampo (si è impegnato, ma immaginatelo fatta da Luca Ward o Pannofino) con la logica di raccontare la sua scelta e il cambiamento facendo anche un assist al lancio della nuova sede, alla nuova Inter.

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In realtà dalle riprese capiamo che il giro di Milano, per quanto allegorico, è davvero un ‘giro’ e bello largo, dato che si passa da porta Ticinese a City Life prima di arrivare al parcheggio di Via Mike Bongiorno (credeteci, si chiama cosi). 

Il Film ha dentro dei passaggi che sembrano rispondere proprio alle nostre più recondite domande…ma c’è da dire che sono stati centrati tutti i punti.

Siamo davvero la seconda scelta, un ripiego? – “Di motivi ne ho tanti, forse troppi” – quel ‘troppi’ non so è inquietante o rassicurante, ma utile per dare l’idea di una scelta fatta con convinzione.

Avrà ben chiaro di cosa significhi essere all’inter, di quanto sia più difficile che altrove? – “Un club che non è da tutti” (claim della campagna abbonamenti) – Nel mese di chiacchiericcio mediatico molto spesso è stato fatto passare che Conte facesse un favore o una sorta di carità calcistica a prendere in considerazione l’Inter a scapito di altre mete (sorvoliamo, ok?), come se Conte fosse su un piano superiore all’Inter. Su questo punto IMH rimette in ordine le cose con un sottile ma chiaro messaggio che pone l’Inter al di sopra di tutto. Un club di cui bisogna essere degni, per il quale ognuno (al di là del proprio punto di partenza) si deve elevare per tendere a…

Essere nerazzurri è un traguardo, un segno di eccellenza. Vi chiedo di urlare forza Inter con passione, ma senza rabbia. GF

NOT FOR EVERYONE apparentemente, per alcuni, sembra andare in contrapposizione con Fratelli Del Mondo. In realtà sembra più una trasposizione delle parole di Facchetti, non un concetto di esclusività netta, classista o arrogante. Non la selezione all’ingresso ma una esclusività quasi ascetica (sto esagerando), sulla base di una presa di coscienza del fatto che per esserne parte bisogna avere un credo e un atteggiamento particolare che ti permette di vedere ciò che gli altri non vedono.

Ci sono giorni in cui essere Interista è facile, altri in cui è doveroso e giorni in cui esserlo è un onore. GF

Ma è davvero la scelta giusta? Con che spirito viene? Si renderà conto di cosa significhi per noi? – “Con i tifosi che si chiederanno, perché proprio io? Abbiamo la stessa ambizione”

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Qui IMH va diretta su un quesito scottante, saltando a piè pari il rischio di ipocrisia e, personalmente, apprezzo questa schiettezza che non nasconde l’esistenza della perplessità ma la utilizza come base su cui costruire, mediaticamente, le prospettive di una serenità. Una mossa con una dose di ‘palle’ non da poco, questo frame potrebbe diventare iconico come devastante a seconda di come andare a finire questa avventura, immaginatelo dopo la sfida Inter-juve…con qualsiasi risultato questo frame inonderà le vie dell’internet.

Cambiare pelle, metterci la faccia e creare un film della nuova storia.

Altro aspetto da non sottovalutare in questi pochi secondi di film è come sia un evidente episodio .02 della serie INTER firmata SZ. L’approccio sembra proprio questo, se mettiamo in sequenza il film di presentazione di SZ e questo di Conte sembra uno il proseguo naturale dell’altro. Prossimi episodi? Speriamo nella puntata epica finale.

In questi due frame, invece, si concentra il messaggio di SZ, una Inter sofisticata ma smart come la nuova sede (non c’è un trono presidenziale con ritratto alle spalle) come il suo presidente vestito in abito con delle sneakers colorate (Saucony? Prada Suede SS19?  ARMANI EXCHANGE? poco importa) che ci mette la faccia, senza paura, su una scelta così forte.

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Conclusione

Non era facile, per niente, trattare un argomento del genere. Quello che apprezzo da tifoso è che la mia società, a livello di comunicazione, non mi propini realtà precotte, banalità o inversioni di rotta drastiche giustificate a forza, o silenzi imbarazzanti davanti alla perplessità dei tifosi (ogni riferimento è palese rivolto a quelli là). Mi mette di fronte ad una realtà con degli strumenti, delle chiavi di lettura, di qualità e ovviamente parziali ma non detergenti dell’intelletto, per poter accettare meglio, ma sempre in libertà, questa decisione. Conte rimane Conte e quel “perché proprio io?” lo certifica e da per assodato che ci sia un passato difficile, chiedendoci però di guardare oltre…quantomeno a noi, della generazione trauma ’98. Personalmente la mia idea di Conte rimane quella, pur capendo la complessità evolutiva che passa tra un giocatore e un allenatore, ma apprezzo che si sia apparecchiata la tavola con onestà intellettuale senza la pretesa di fare i trasformisti o di direzionare un gregge…almeno in questo video, tralascio tutto ciò che è stampa, tv e opinione, roba vecchia.

Roba vecchia in cui comunque l’Inter si distingue con un lancio all’alba (12.00 in Cina e in contemporanea con la stampa cartacea italiana), con contenuti in esclusiva e materiale di qualità. Non una banalità se guardiamo cosa hanno fatto le nostre dirimpettaie, spesso celebrate per eccellenza acquisita sul campo o per immagine dei tempi d’oro di Fininvest, ma che oggi sono davvero poca roba, pochissima.

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Che dire, fuori dal campo una certezza c’è: l’Inter con IMH (vicina a festeggiare i 2 anni) ha un linguaggio, una struttura, un taglio con cui comunicare qualsiasi messaggio in qualsiasi situazione facendo awareness e spesso tendenza con contenuti di alta qualità. Il lancio di Antonio Conte era davvero una prova difficile, al di là di come la si pensi e di come andrà a finire, credo si possa dire che è stato fatto nel migliore dei modi.

Per chiudere, sembra aver avuto un grande impatto la grafica con cui è stato presentato Conte e che -a quanto pare- sarà un po’ la linea caratteristica della nuova stagione della comunicazione dell’Inter. Abbiamo quindi pensato di metterla a disposizione, ai link in basso, per chiunque voglia uno sfondo del desktop che ricordi costantemente questa folle passione. Not For Everyone.

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