Bauscia Cafè
Abbraccio di gruppo

Buona nuova

Quindici giorni fa dopo la sconfitta interna contro la Roma io stesso scrivevo “a che punto siamo precipitati: per vincere qualsiasi partita serve un’impresa”. Nel frattempo però c’è stata la faticosissima trasferta di Sassuolo e il doppio confronto con il Barcellona e qualcosa è evidentemente cambiato: senza nulla da segnalare l’Inter ha battuto per 2-0 la Salernitana con gol di Lautaro e Barella, baluardi di questa prima tempestata parte di stagione.

Il giusto atteggiamento

In realtà dunque qualcosa da segnalare c’è eccome ed è la compattezza e concentrazione con cui la squadra è scesa in campo sin dal primo minuto. Dire che abbiamo giocato bene sarebbe sbagliato perché le imprecisioni e gli errori sono stati tantissimi sotto tutti i punti di vista, però l’atteggiamento è stato giusto – come in realtà è sempre stato dal rientro dalla sosta in poi. A questo proposito è stato interessante l’intervento di Bastoni nel prepartita di sempre-sia-maledetto-Dazn:

“Abbiamo avuto un confronto tra noi calciatori, abbiamo capito che ci lamentavamo troppo gli uni con gli altri. Siamo giunti alla conclusione che dobbiamo guardare quello che ognuno di noi fa e aiutarci sempre per arrivare a obiettivi importanti”

Alessandro Bastoni a Dazn nel prepartita

Parole che per certi aspetti sconcertano dato che si parla di professionisti ai massimi livelli i cui problemi umorali dovrebbero da che mondo è mondo rimanere confinati alla sfera privata ma che, d’altra parte, fanno capire anche che l’attaccamento alla causa di questo gruppo è profondo. Un gruppo che ha giocato e vinto tanto insieme, ha cambiato procuratori, rifiutato offerte e stretto fantomatici patti pur di tenere in piedi una società che in piedi non ci sta.

Il migliore

Lui

L’uomo immagine di questo periodo è Hakan Calhanoglu, schierato nuovamente come regista. La prima volta che Simone Inzaghi lo aveva fatto (in casa contro il Barcellona) molti di noi si erano messi le mani nei capelli ricordando gli orrori di Inter – Sassuolo dell’inverno scorso, oggi invece nessuno se ne è nemmeno accorto. Non tanto perché non c’era nessuno da schierare (nei sondaggi sulla nostra pagina Instagram Asllani era stato indicato come titolare) quanto piuttosto per la responsabilità che ha imparato ad assumersi in quel ruolo. La prima mezzora è stata perfetta, non c’è davvero una singola cosa che si possa dire. Poi ha avuto 15’ di ordinaria follia con una serie di movimenti ed uscite sciagurate che solo grazie a limiti degli attaccanti e meriti dei difensori non si sono trasformate in pericoli. Ecco un’azione in particolare:

Minuto e punteggio li vedete, Dzeko si era divorato tre occasioni nei cinque minuti precedenti e sembravamo sul punto di chiudere la partita. Abbiamo libertà al limite dell’area, Barella e Mkhitaryan si invertono e il sardo si avvicina per combinare al limite dell’area. Calhanoglu è nel posto giusto.

Barella viene chiuso e perde palla. A questo punto è evidente cosa un mediano debba fare: scappare insieme alla sua difesa. Nella testa del turco però succede un patatrac e come spesso fa pecca di presunzione: in questo caso vuol dire aggredire un avversario che è in campo aperto, in corsa fronte alla porta e ha tante opzioni di passaggio. Un suicidio, infatti guardate come siamo messi due secondi dopo:  

Un bagno di sangue potenzialmente

Nel secondo tempo è tornato in sé e ha giocato molto bene, con il bonus decisivo del recupero + assist in occasione del gol che ha chiuso la partita. Una giocata bellissima ma non casuale perché ieri ha azzeccato vari lanci profondi con il sinistro, mostrando una capacità di gioco anticipato e verticale che è davvero notevole. Forse il premio di migliore in campo dovrebbe spettare a lui di nuovo.

Gli altri

Un altro che ha giocato molto bene è stato Stefan De Vrij, anche più deciso nei contrasti e nello sgridare i compagni quando si distraevano e peccavano di leggerezza. Mkhitaryan pure ma per l’armeno non è più una notizia.

Ottimo André Onana, attento sui tre o quattro tiri che la Salernitana ha scagliato verso lo specchio ma soprattutto decisivo con i piedi. L’occasione di Skriniar a fine primo tempo nasce da un suo passaggio verticale sulla corsa dello stesso difensore slovacco: un rischio gigantesco e non del tutto necessario visto che se Mazzocchi ci fosse arrivato sarebbe stato 1-1 certo, ma preso con cognizione di causa e ben giocato, non dando reali chances all’avversario.

Il risultato di quel passaggio è stato questo

Ma anche con i lanci lunghi: il portiere camerunense ha due ottimi piedi e quando il pressing della Salernitana si è alzato ha lanciato verso Dzeko, Lautaro e soprattutto Dumfries, bravissimo ad arrivare su tutte le palle mezze e sporche.

Una menzione va fatta anche per i due nostri trascinatori, Lautaro e Barella. Non li chiamo “campioni” perché siamo nell’era della polemica e della dimenticanza, però questi due giocatori 25enni per l’ennesima volta ci hanno fatto vincere una partita. Il gol del Toro non era neanche quotato, quello di Barella sta ormai diventando una piacevole abitudine, in barba a tutti i detrattori. Giocatori di valore assoluto, che stanno facendo uno step ulteriore verso la maturità e il compimento delle loro grandissime potenzialità.

(meme di Allegri che scandisce “Ci sono le ca – te – go – ri – eeee”)

Non tutto è oro

Infine veniamo al quadro generale, perché se è vero che siamo in ripresa non mi sento di etichettare l’Inter di oggi come una squadra sana né tantomeno capace di competere per qualche trofeo. Anche oggi non si è giocato bene: qualche azione bella c’è stata soprattutto nel primo tempo e soprattutto sfruttando le fasce laterali, però i difetti che ci sono costati partite (e uno scudetto, ndr) rimangono tutti lì, da impazzire e maledire.

Il primo, macroscopico, è il posizionamento in uscita nella nostra metacampo.

Dov’è Dumfries?

Guardate questo fermo immagine: da quel campanile la Salernitana recupererà palla e potrà attaccare indisturbata l’area. Dumfries dov’è? Neanche nell’inquadratura. Sì, davvero. Neanche nell’inquadratura.

Mi sembra incredibile ma ormai non lo è più: quanti gol abbiamo preso a partire da questa situazione, in cui i quinti sono larghi e alti quando la faccenda nei pressi della nostra area è tesa e pericolosa? È una tattica allucinante.… twittalo

Oggi su questa situazione la Salernitana ha creato l’unico vero pericolo e ci è andata bene che sulla palla è arrivato l’irreprensibile cipriota Kastanos, altrimenti sarebbero stati dolori e una partita in controllo si sarebbe complicata tantissimo.

Poi gli errori tecnici e di misura. Soprattutto Dumfries ne ha commessi un sacco, ma è capitato anche a Acerbi, Barella, Lautaro e Dimarco. Passaggi o controlli facili e potenzialmente decisivi sbagliati grossolanamente. Segno che l’impegno c’è ma ancora si va più di cuore e inerzia che non di testa e qualità. C’è da sperare che possano arrivare anche quelle, perché nel calcio come nella vita il cuore non basta e per vincere ci vuole qualcosa di più.

Basta così

Discorso a parte per Dzeko. Sì va bene, non è colpa sua, per carità. Però il centravanti dell’Inter non può essere questo. Non si può giocare in dieci un tempo tutte le volte, anche se è vero che non c’è alternativa. Anzi, Correa. Vabbè, basta. Ho detto tutto.

Almeno tutto quel che si poteva dire.

Sempre forza Inter.

seppia

Laureato in lettere, sogna di fare il giornalista sportivo ma il tifo per l'Inter compromette la sua obiettività e la sua esistenza. Non ha un ricordo slegato dai nerazzurri e i due anni di Spalletti sono stati i più belli della sua vita.

6 Commenti
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Il Subcomandante Dimarcos (Chun-li)
Il Subcomandante Dimarcos (Chun-li)
Leggenda Bauscia
3 anni fa

Bene la vittoria ma ancora una volta mini-porcata arbitrale.
Passa tutto in gloria perché quando vinciamo dimentichiamo questo flusso costante di errori medio-gravi che, eccetto in Europa (strano…), vediamo in Serie A.

Jad
Jad
Leggenda Bauscia
3 anni fa

Concordo, Seppia.
Dzeko mediamente fa cagare.
Io lo avevo caldeggiato anni fa sperandoci.
Lui ha grande tecnica sa giocare a calcio era forte.
Per essere un campione, non aveva fisico e ancor meno doti fisiche.
Ora che è peggiorato è diventato un paracarro lentissimo e mezzasega. Questo è.
Correa è un cesso, ormai mi sono arreso. Era meglio il Nino.
Quindi serve Lukaku come il pane.

Di Calhanoglu, Barella, non parlo più. Il Turco già l anno scorso è stato il CC più forte della serie A, Barella forse è anche meglio.

Però onestame va dato merito ad Inzaghi di averlo messo al posto di Brozo. Forse non aveva alternative, non so.

Quindi concludendo, visto che siamo messi così indietro in classifica SOLO ED ESCLUSIVAMENTE PER RESPONSABILITÀ E COLPE DELL ALLENATORE (bastava far giocare da subito, come da logica, ONANA invece del mostro sloveno ed avremmo avuto quei 3 o 4 punti in più, nonostante tutto), l allenatore deve tirarci fuori dalla merda e vincerle tutte o quasi per fare quei 90 punti che ci servono. La squadra vale da 90 in su.
PS
Se i ragazzi litigano in campo, di norma interviene l allenatore.
“Lauty non rompere il cazzo e gioca sennò vai in panca”
Diceva il cattivone con gli utentini (alcuni uno in particolare… ma si, lascio stare) inorriditi.
Poi erano tutti ad allenarsi
contenti e felici assieme al loro allenatore.
Altri tempi.

Ultima modifica 3 anni fa by Jad
Cipe64 ⭐️21⭐️
Cipe64 ⭐️21⭐️
Leggenda Bauscia
3 anni fa

Compattezza, concentrazione e partita in controllo.
Squadra attenta (quasi sempre) alla fase difensiva e ripartenze negli spazi.

Seppia, vero che errori individuali ce ne sono stati ma tutto sommato la partita è stata in controllo dall’inizio alla fine…venivamo da un tour de force e la stanchezza era una insidia seria, alcuni errori nel finale possono essere derivati da un calo di lucidità.

A proposito di errori, quello che per me è più frustrante è che la percentuale di realizzazione continua ad essere troppo bassa: dobbiamo produrre un fottìo di occasioni per segnare un gol e aspettiamo tutti il ritorno di Lukaku per poter raccogliere di più.

Le parole di Bastoni…lo spogliatoio è la sede per parlarsi e ritrovarsi anche nelle serie maggiori quando il gruppo si sfalda.

Fa incazzare anche me che superprofessionisti superpagati possano perdere la bussola del corretto approccio al gioco di gruppo ma, evidentemente, certe fragilità umane – forse dovute alla giovane età – ci sono nonostante il superprofessionismo.
Al riguardo sono d’accordo con chi dice che, oggi più che mai, con questa generazione di calciatori, è importante avere un sergente di ferro alla guida.

Barella per me immenso, migliore in campo con Chala.
Onana ha un lancio lungo di piede veramente interessante da sfruttare di più in futuro.

E comunque sono in parte con bellins….son contento che l’Inter si sia ritrovata ma, a guardare la classifica….ma quanto fanno incazzare?

Ultima modifica 3 anni fa by Cipe64 ⭐️21⭐️
bellins (Il Rincoglionito Patentato)
bellins (Il Rincoglionito Patentato)
Leggenda Bauscia
Rispondi a  Cipe64 ⭐️21⭐️
3 anni fa

“…sono in parte con bellins…”

#gnegnegne

Cipe64 ⭐️21⭐️
Cipe64 ⭐️21⭐️
Leggenda Bauscia

😂 😂 😂

Ultima modifica 3 anni fa by Cipe64 ⭐️21⭐️
Roger Roger
Roger Roger
Leggenda Bauscia
3 anni fa

Seppia, ciò che ha detto Bastoni conferma come i giocatori siano un gruppo di bambini viziati che necessita di una guida solida, altro che bene siano lasciati più liberi.
Quanto al match buona gestione: Chala rischia di più ma, rispetto a Brozo, accelera i tempi di gioco usando entrambi i piedi. Interessante capire se cambierà qualcosa al rientro di Brozo, nei movimenti. Riuscissero a interscambiarsi con continuità sarebbe un bel palo in culo per avversari.
Lukaku a questo punto si era strappato, troppo lunga assenza.
Correa ha per ennesima volta dimostrato che Ausilio non capisce un caxxo e si è per al solito affidato ai gusti del tecnico di turno: uno che di calcio ci capisce pochino se fa spendere tutti i soldi per il Tucu salvo poi, giustamente, panchinaro sempre. Per Hallan….no per Dzeko.
Ma la colpa, lo ripeto, è sempre della società che non dovrebbe ridursi a fare scelte del genere

Ultima modifica 3 anni fa by Roger Roger

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