Veniamo da una delle partite piu’ emozionanti dell’ultimo decennio nerazzurro. Che sia stata vera gloria? Ai posteri (e a Salernitana-Inter) l’ardua sentenza.
Specialmente quando la squadra di medio-bassa classifica é la Salernitana di Nicola, ossia un allenatore che ha ormai ripetutamente dimostrato di saper motivare i suoi gruppi squadra oltre l’inverosimile. Dopo la salvezza conquistata in maniera rocambolesca, grazie a una rimonta che neanche il più ottimista dei tifosi Salernitani poteva immaginare anche solo a Marzo, la squadra Campana ha speso molto nel mercato per cercare di presentare una squadra competitiva ed evitare, se possibile, un nuovo miracolo per salvarsi. Ne é uscito un gruppo con alcuni giocatori che si sapeva potevano fare la differenza per il livello (Dia), altri giocatori di esperienza (Candreva), alcuni in ascesa e dal rendimento sicuro (Maggiore) e infine alcuni calciatori giovani molto, molto interessanti (Daniliuc). Nel complesso, la Salernitana gioca un calcio semplice ma efficace, cercando di appoggiarsi molto sulle punte nel gioco aereo, per aprire gli spazi verso gli altri centrocampisti o, direttamente, cercando di fornire palloni in area con i cross (capito perchè Candreva?). Sanno il loro valore, e cercano di fare tutto quello di cui sono capaci, cercando di evitare ciò di cui non sono. Sembra una tautologia, ma invece la consapevolezza dei propri pregi e difetti é una qualità che già da sola può permettere di fare passi in avanti in un torneo come la serie A. E la Salernitana di Nicola svolge egregiamente questo compito.

Per noi dell’Inter, come detto, deve essere una prova per dimostrare che siamo, come gruppo squadra, bene sul pezzo anche in campionato, dove – anche grazie a una partenza solida da parte di molte delle nostre avversarie – abbiamo già 8 punti di distanza dalla prima in classifica e abbiamo subito tre sconfitte nelle ultime cinque partite. Perdere ulteriori punti a questo punto, nonostante il campionato sia lunghissimo e i mondiali mescoleranno le carte e i valori in campo, potrebbe rendere però la corsa verso lo scudetto assai complicata. Se potremmo aver bisogno di fare un po’ di turnover dopo la grande fatica (ma che soddisfazione!) di Coppa, dall’altra parte ciò potrebbe essere impedito dalla persistenza di alcuni infortunati importanti, come Brozovic e Lukaku. In attacco, almeno, torna disponibile Correa, che però potrà essere utilizzato per non più di una manciata di minuti. Facile pertanto pronosticare un attacco con Dzeko e Lautaro, con il secondo che in genere si attiva sempre quando annusa profumo di Salernitana. A centrocampo, potrebbe essere il momento di Asllani, più a fianco che al posto di Calhanoglu, al momento forse il giocatore più in forma della squadra. In difesa, infine, Acerbi potrebbe far rifiatare Bastoni (più probabile) oppure De Vrij (meno probabile), in maniera da comunque garantire un minimo di turnover, senza cambiare di molto il valore di quelli che scendono in campo.

Questa di domani potrebbe essere una giornata per rilanciarsi in campionato e per togliersi un po’ di ruggine addosso dell’inizio del torneo. La squadra ha reagito da una situazione nella quale si era messa (un bel po’ da sola) con la schiena al muro, senza una credibile prospettiva di reazione sia tecnico/tattica, che mentale. La prospettiva di una doppia sfida importante in coppa ha cambiato parzialmente la situazione, ma adesso dobbiamo cominciare a recuperare punti e posizioni in campionato. Siamo come un malato in convalescenza, a cui la cura antibiotica ha fatto effetto ma che ancora é a rischio di ricaduta dell’infezione. La svolta di questi ultimi dieci giorni potrebbe essere giusto l’effetto di una terapia sintomatica oppure il segno di una guarigione. La partita di domani, quantunque in apparenza non estremamente complicata, ci potrà dire molto in questo senso.
Domenica all’ora di pranzo torna il campionato. Partita meno affascinante rispetto al Barcellona, ma dobbiamo dimostrare che non siamo migliorati solo perchè avevamo una avversaria affascinante da affrontare. twittalo


Partita ben giocata e amministrata come dovrebbe essere contro una squadra di rango assai inferiore.
Unica nota negativa, la difficoltà di trasformare in gol una pressione pressoché costante.
Dimenticavo: qualcuno sa spiegarmi perché mai Darmian dovrebbe giocare da interno di centrocampo?
V(u)oti a perdere:
Onana 7
Skriniar 7
de Vrij 6+
Acerbi 6,5
Dumfries 6,5 (Bellanova s.v.)
Barella 7,5
Calhanoglu 7,5 (MVP) (Darmian s.v.)
Mkhitaryan 6,5 (Asllani 6)
Dimarco 5,5 (Gosens 6,5)
Dzeko 5,5 (Correa 5,5)
Lautaro 6,5/7-
all. Inzaghi 7-
Per me, tutti 6-6,5, tranne Barella e Çalhanoglu (7,5) e Correa (4,5)
Squadra stanca.
Servono cambi.
Qualcuno si faccia ammonire.
calhanoglu e barella dovrebbero dare ripetizioni a tutta la rosa su come si tocca il pallone e come si tira in area (senza ciabattarlo e senza farlo rimbalzare due volte davanti al portiere)
Chala e Barella, mediocrità allo stato puro…
centrocampo inferiore a quello del bbilan, napoli, juve, atalanta e ma sì anche udinese. ecco spiegati i nostri risultati.
#colpadellarosa
#sempreecomunque
Datemi un Bennacer e vi solleverò il mondo
le solite:
-facciamo gol e poi concediamo l’occasione per il pareggio. in casa. in vantaggio. con la salernitana.
-45′ di pallanuoto e il gol lo facciamo con tiro da fuori (e meno male)
-o è calhanoglu che ha timore reverenziale di dimarco e gli lascia le punizioni o l’ha deciso inzaghi? no, per capire come mai rinunciamo sempre al miglior tiratore in rosa. poi magari oggi dimarco segna, ma il problema è concettuale
-calci d’angolo/punizioni: azione sfuma, 5/6minimo dei nostri oltre la linea della palla e ripartenze prese da chiunque. e meno male hai di fronte la salernitana
-troppi gol sbagliati (visto che ci incaponiamo a volerli segnare per forza nell’area piccola) da dzeko e lautaro: superficialità o lo stare sopra 1-0 autorizza a fare solo colpi di tacco e tocchi da calcetto?
note positive:
-clean sheet (per ora)
-calhanoglu tra i pochi che non stanno fornendo una prestazione inferiore a barcellona
-stiamo tornando pericolosi di testa (anche se le medie di skriniar e de vrij rispetto alle stagioni passate sono crollate)
#mainagioia
gioca onana, tanto mi basta: quindi parto sempre 1-0 nel mio cuore.
😂😂
dunque incredibilmente scopriamo che si può (e si poteva…) giocare in ripartenza pure senza lukaku. vabbè: fra un po’ diranno pure che l’uomo è arrivato sulla luna e che lì ha trovato alcuni dei palloni calciati da guarin.
quali altre sorprese ci riserverà questo pazzo (e “memorabile”, cit. Bellins) 2022?
Chi ha detto ripartenza?
comunque mi sovviene una delle puttanate più ripetute dagli avventori interisti sacchiani che vengono a pontificare qui sul blog:
il possesso palla infinito e gli attacchi stile pallanuoto sono l’unica via? per loro sì: “purtroppo inzaghi non può giocare con difesa e ripartenza senza lukaku e hakimi come faceva invece il somaro fortunato prima di lui”.
lukaku e hakimi al camp nou (dove hanno giocato 9/10 dei giocatori di movimento della rosa dell’anno scorso):
Non si può sbagliare. I bonus li abbiamo purtroppo già spesi.
Vediamo se condizione è effettivamente in crescita o se caxximma con barca è stata soprattutto di origine motivazionale.
Spiazee ma servono i tre punti
Coraggio, veniamo da una quasi vittoria al Camp Nou…
#minkiacheentusiasmo