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Eredivisie 2021/22: I 10 nomi di mezza stagione

Ci sono ancora le mezze stagioni? Assolutamente, almeno in Eredivisie. Il 19 dicembre si è giocata l’ultima giornata del girone d’andata, e siamo così esattamente a metà strada di un campionato sinora molto affascinante.

In generale, la stagione del calcio olandese sembra essere fino ad oggi la migliore in assoluto da moltissimi anni a questa parte.

La nazionale si è qualificata ai mondiali del prossimo inverno dopo la cocente esclusione del 2018, mentre l’Ajax ha stabilito un record per il calcio olandese: 18 punti nella fase a gironi della Champions League, battendo agevolmente due volte il Borussia Dortmund, secondo in Bundesliga al momento, nonché lo Sporting Lisbona, in testa a pari merito col Porto nel campionato lusitano, e il Beşiktaş.

Ajax 2021/22, e non c’è Onana…

Le altre squadre olandesi saranno tutte in corsa alla ripresa delle coppe, seppur in Conference League. Feyenoord e AZ hanno vinto il loro girone, staccando così il biglietto per l’accesso diretto agli ottavi. Mentre il girone dei Kaaskoppers non presentava avversari di grande nome, i Rotterdammers se la sono dovuta invece vedere con lo Slavia Praga, nostra vecchia conoscenza, e con la quinta in classifica della Bundesliga, l’Union Berlino, battuti due volte.

Il PSV ha avuto la performance peggiore: sconfitto di misura e con una certa dose di sfortuna nei preliminari di Champions League dal Benfica, non è riuscito ad andare oltre il terzo posto nel girone di Europa League perdendo lo scontro diretto finale con la Real Sociedad. I Boeren giocheranno quindi il playoff contro il Maccabi Tel Aviv per tentare di raggiungere AZ e Feyenoord agli ottavi di finale. Infine, la sorpresa più grossa: il Vitesse ha eliminato il Tottenham e giocherà quindi il playoff contro il Rapid Vienna. Anche se i bianchi di Conte avrebbero potuto passare il turno vincendo contro il Rennes, se solo il Covid li avesse lasciati stare in pace, rimane un risultato clamoroso considerando le forze in campo, perché conseguito tramite la vittoria dei gialloneri ad Arnhem per uno a zero e una più che onorevole sconfitta a Londra (3-2), con Conte già in panchina.

Insomma, a fare da contraltare alle prestazioni sottotono di qualcuno dei suoi migliori rappresentanti all’estero, come nel caso di de Ligt (in buona ripresa, comunque) e van de Beek (un vero mistero), il calcio olandese si può consolare con la grande vivacità del movimento nazionale, caratterizzato come sempre dall’emergere di giovani talenti “coltivati” nel giardino di casa.

Merito anche di una campagna acquisti estiva segnata dalle difficoltà economiche generali del calcio europeo e mondiale, che ha lasciato in Eredivisie molti giocatori di fascia medio-alta, di solito acquistati da squadre di media classifica dei 5 campionati top.

La conseguenza è stata quella, abbastanza ovvia, di aumentare il livello medio delle squadre di vertice e di quelle immediatamente a ridosso delle tre grandi tradizionali. Il tutto viene rispecchiato dall’incredibile classifica dell’Eredivisie ad oggi: le tre grandi in quattro punti, con il PSV campione d’inverno con un punto di vantaggio sull’Ajax e quattro sul Feyenoord.

La cosa assolutamente incredibile, e credo sia un unicum statistico senza precedenti, è che i Lanceri hanno il miglior attacco e la miglior difesa del campionato: 56 gol fatti e solo 4 subiti (sì, avete letto bene, non è un refuso: quattro, vier, four, catre) avendo segnato 10 reti in più del PSV e avendone subite venti (!) in meno. Nonostante questo score assolutamente fuori da ogni media, l’Ajax non è primo in classifica. Vanno fatti i complimenti a Schmidt ed ai suoi ragazzi, perché avere un punto in più di una squadra che ha fatto questa prestazione mostruosa è un’impresa senza senso; se poi aggiungiamo che i gol presi in Champions League dai Godenzonen sono stati 5, di cui 3 nella due partite ininfluenti ai fini della qualificazione, tutto questo aiuta a dare un’idea precisa di cosa stiano facendo i Boeren fino ad ora.

Questa introduzione servirebbe a dire che un pezzo sui dieci giocatori da segnalare nella prima metà della stagione sarebbe molto corto:

Mazraoui, Timber, Martinez, Blind, Gravenberch, Alvarez, Klaassen, Antony, Tadic, Haller: fine dell'articolo. La formazione dell'Ajax basta e avanza a darci i 10 giocatori che ci servivano per scriverlo. twittalo
Una vita da mediano, ma in porta. Bravo Remko, ogni tanto nel calcio le cose belle accadono

Non c’è il portiere, e forse meriterebbe un articolo tutto suo il buon Remko Pasveer: 37 anni di cui 18 passati a difendere le porte di Eredivisie ed Eerste Divisie, un’onesta carriera da professionista senza infamia e con qualche lode come i due campionati e le due supercoppe d’Olanda vinte a Eindhoven da secondo di Zoet, un europeo Under 21 nel 2006, e la nomina a giocatore dell’anno al Vitesse due anni fa; poi, all’improvviso, per una serie di incroci ed eventi abbastanza imprevedibili, all’età in cui si pensa a smettere o a rimediare qualche contratto decente se si ha ancora voglia di giocare, ecco che ci si trova in Champions League, titolare dell’Ajax probabilmente più forte degli ultimi quindici anni, senza sapere come. Però diciamolo, lui magari nei dieci non lo metterei: ma ovviamente tutti i suoi compagni sì.

E allora, voi direte, di che parliamo? Parliamo dei 10 giocatori che mi hanno impressionato di più in questi cinque mesi di Eredivisie, a patto che non giochino nell’Ajax; perché parlare di Sébastien Haller che segna 10 gol nella fase a gironi della Champions League, eguagliando Messi e Lewandowski e dietro solo a Cristiano Ronaldo con undici reti segnate nell’edizione 2015/16, che segna in tutte e sei le gare disputate (solo Cristiano Ronaldo c’era riuscito sinora), ed è il giocatore all’esordio in CL che ha segnato più gol, è abbastanza inutile. Dovrebbe essere chiaro a tutti che in quest’Ajax ci sono almeno 4 o 5 giocatori di valore pressoché assoluto, i quali beneficiano poi della grande abilità dell’allenatore nel farli rendere al top.

Talenti come Timber, Gravenberch, Antony, Rensch, dal mio punto di vista sono già al di là di qualsiasi curiosità. Giocatori di cui sentirete parlare in sede di calciomercato e non, sui quali i media mainstream e i siti più specializzati scriveranno (se non lo hanno già fatto) in abbondanza.

Invece, vorrei parlare di quei nomi un po’ meno reclamizzati e che, probabilmente, usciranno presto dall’anonimato (qualcuno ovviamente lo ha già fatto) per diventare, magari, il prossimo colpo della solita Atalanta, che di questi giocatori di seconda fascia provenienti dall’Eredivisie pare sappia sempre cosa farsene e come trasformarli in giocatori determinanti.

Incominciamo quindi, ricordando che il principio che informa una carrellata del genere è, come al solito, solo il mio giudizio: tanto insindacabile quanto opinabilissimo. E magari anche ripetitivo, visto che molti nomi li avevo fatti qui, qui e qui. Ma non è colpa mia: sono loro che sono le carte più alte del mazzo, e c’è poco da fare se sono i migliori.

QUELLI RIMASTI FUORI

Zian Flemming e Dani De Wit in alto, Orkun Kökcü in basso

Non entrano nei dieci di oggi, ma magari a fine anno chissà. Voi segnatevi pure i nomi, ne vale la pena: Zian Flemming, centrocampista offensivo/seconda punta del Fortuna Sittard, olandese, agosto 1998. Un gran campionato nella scorsa stagione sempre in Limburgo, poi l’illusione di cambiare aria che non si è concretizzata nonostante mille voci. Ha iniziato così la stagione in sordina, ma sta tornando rapidamente al livello del 2020/21. Con tutto il rispetto per i gialloverdi, penultimi in classifica, a Sittard è assolutamente sprecato. E sarebbe una buona occasione anche per qualche squadra italiana di medio-bassa classifica, magari a giugno: Transfermarkt lo valuta 1,2M€, e per me anche a 2 milioni sarebbe un affarone.

Stesso ruolo, ma giocatore più completo nella versatilità dei ruoli di centrocampo e molto meno da seconda punta, è quello di Dani De Wit, AZ, olandese, gennaio 1998, capitano dell’Under 21 olandese nell’ultimo biennio. Cresciuto nell’Ajax, ha cambiato aria nel 2019 quando ha capito che dietro van de Beek non avrebbe mai potuto trovare lo spazio giusto. Grande personalità, si è caricato la squadra sulle spalle dopo la rivoluzione estiva e la partenza dei talenti con cui l’AZ stava contendendo il titolo ai Lanceri nella stagione bruscamente interrotta dalla pandemia, a marzo del 2020. Giocatore che farà le fortune di ogni allenatore che vuole un giocatore versatile, completo, di carattere e tatticamente intelligentissimo, che operi in quella zona del campo tra attacco e centrocampo anche se magari non diventerà mai un fenomeno.

Infine, forse il più conosciuto: Orkun Kökçü, centrocampista centrale tuttofare del Feyenoord, doppio passaporto olandese e turco, dicembre 2000. Nato ad Haarlem, cresciuto nelle giovanili dei Rotterdammers, è già stabilmente nel giro della nazionale del neo-CT Stefan Kuntz, che lo schiera a centrocampo insieme a Çalhanoğlu. Nel Feyenoord, invece, il suo sinistro vellutato unito al dinamismo, rendono questo giocatore un’indispensabile mezzala nel 433 di Arne Slot, che lo chiama sempre alla creazione del gioco, all’inserimento ma anche all’interdizione: quasi alla Barella, se vogliamo. Per lui Transfermarkt dice che di milioni ce ne vorrebbero 12, ma ho l’impressione che ormai non si potrebbe prendere per meno di 18/20.

Questi tre meritavano una citazione, e se non saranno nei primi dieci giocatori in assoluto del campionato a maggio, saranno comunque tra i migliori centrocampisti: e sappiamo bene che i dieci migliori centrocampisti del campionato olandese sono sempre giocatori che meritano un’attenzione speciale.

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I DIECI

#10 – Vangelis PAVLIDIS, AZ Alkmaar, novembre 1998, centravanti, Grecia, naz. A

Dopo due anni e mezzo nei Tricolores di Tilburg, portati a suon di gol nella stagione 2019/20 al preliminare di EL, il centravanti della nazionale guidata da Johnny van’t Schip è rimasto in Olanda in quanto scelto dall’AZ per rimpiazzare il gioiello Boadu, pagando così 2,5M€ al Willem II. Dopo un inizio complicato, Pavlidis ha (ri)cominciato a far vedere che le belle parole che spendevano a Dortmund su di lui quando giocava nella Regionalliga con la seconda squadra dei gialloneri non erano sprecate. 7 reti in 17 gare, vede sempre molto bene la porta quando è in area, e di gente che la butta dentro ce n’è sempre bisogno. L’AZ conta su di lui per continuare la rimonta ed avvicinare le tre battistrada.

#9 – Bryan LINSSEN, Feyenoord, ottobre 1990, centravanti/seconda punta, Olanda

Lui è uno di quelli che avevo messo nel listone del 2020, perché alla sua terza stagione al Vitesse aveva fatto vedere non solo cose tecnicamente pregevoli, ma anche una grande sostanza e continuità di prestazioni. L’avevo scherzosamente definito “il Papu Gomez della Gheldria”, perché ad Arnhem giocava un po’ da esterno, un po’ da seconda punta. Proprio quell’estate, abbastanza a sorpresa, era stato acquistato dal Feyenoord per dare ad Advocaat un collaudato back-up delle punte titolari; è finita che le ha giocate quasi tutte, in una stagione avara di soddisfazioni per la squadra ma assolutamente decente a livello personale. Arne Slot, invece, ne ha fatto il suo falso nueve, ma con numeri realizzativi, al contrario, da centravanti vero: 11 reti in 17 gare, un solo gol in meno dell’attuale capocannoniere del campionato, quell’Haller giustamente incensato da tutta Europa. Il Feyenoord ha preso Cyriel Dessers in prestito dal Genk, capocannoniere dell’Eredivisie con l’Heracles due stagioni fa, per dare più peso all’attacco e compensare la deludente stagione, fin qui, di Alireza Jahanbakhsh. Il belga sinora ha fatto, e con successo, il bomber di coppa: ma il posto da titolare è di Linssen, e per ora senza discussioni. Una grande soddisfazione per un giocatore che noi definiremmo “di categoria”: un po’ come gli Hubner e i Pellissier della nostra storia calcistica, ma altrettanto efficace con i suoi 110 gol segnati sinora in Eredivisie, ed altrettanto amato dai suoi tifosi, ovunque abbia giocato.

#8 – Tyrell MALACIA, Feyenoord, agosto 1999, terzino sinistro, Olanda, naz. U21 / naz. A

Doveva essere, nel ruolo di terzino sinistro, l’anno della definitiva consacrazione di Owen Wijndal, richiesto da mezza Europa ma alla fine rimasto ad Alkmaar. E invece finora è diventato l’anno di Tyrell Malacia: campionato strepitoso per il giovane talento formatosi a Varkenoord, l’altra grande fucina di giovani del calcio olandese insieme al De Toekomst dei Lanceri. Quinta stagione a Rotterdam tra i grandi, quindi, dopo tutta la trafila delle giovanili, per questo difensore tecnico, veloce e grintoso del quale tutti hanno sempre detto un gran bene ma che, forse, è stato considerato meno di quanto in realtà abbia fatto più o meno costantemente vedere in campo. Non da Louis van Gaal, però, che l’ha fatto esordire in nazionale A contro il Montenegro a settembre, in una partita valida per le qualificazioni ai mondiali. Se continua così, c’è da scommettere che si farà ammirare da molti anche al di fuori del suo campionato.

#7 – Joey VEERMAN, SC Heerenveen, novembre 1998, interno di centrocampo, Olanda

In un tira-e-molla infinito durante la scorsa estate, Veerman è stato vicinissimo a vestire la maglia del Verona. Gli scaligeri, però, non hanno affondato il colpo, ritenendo la richiesta dei Superfriezen troppo alta (si è parlato di circa 10 milioni). Di Veerman ne ho parlato tantissime volte perché questo giocatore, per il mio gusto calcistico, rappresenta la quintessenza di come dovrebbe essere un centrocampista moderno: bravissimo in ogni fase e in ogni fondamentale.

Nel suo caso, i margini di miglioramento sono ancora parecchi, ma la cosa migliore del suo repertorio è fare benissimo il “Çalhanoğlu”, sfornando assist a ripetizione per il centravanti omonimo, Henk, e segnando spesso e volentieri.

Veerman catturava l’occhio già a Volendam, sua città natale, in Eerste Divisie, dove Jonk appena insediatosi avrebbe voluto fare qualsiasi altra cosa al posto di vederlo ceduto: Joey però apparteneva già ad un altro livello e il buon Wim se l’è potuto godere solo per qualche partita prima che il Nostro si trasferisse in Frisia. I rumors, sempre più insistenti, lo danno a Rotterdam sponda Feyenoord tra pochi giorni, per permettere a Slot di dare l’assalto al palazzo d’inverno, occupato al momento da PSV e Ajax (edit: al 4 gennaio è il PSV che si è fatto avanti con un’offerta di 6M che, molto probabilmente, sarà accettata). Insieme a Kökçü, Til e Aursnes formerebbe un centrocampo che sarebbe da considerare buono per squadre molto, ma molto più ambiziose dei Rotterdammers.

#6 – Adam MAHER, FC Utrecht, luglio 1993, regista, Olanda

È difficile non ripetermi parlando di Maher: quel che dovrei dire non si discosta molto, per non dire per niente, da quel che scrissi due anni fa. Sostanzialmente, per una squadra come l’Utrecht, Adam Maher rappresenta un lusso che, evidentemente, si possono permettere anche grazie alla volontà del giocatore che continua a non sembrare affatto attirato da esperienze all’estero. La classifica rispecchia questo lusso, anche se, a dire il vero, nell’ultimo mese una flessione evidente del rendimento della squadra ha riportato i biancorossi nel gruppone dietro le prime tre. In ogni caso, il centrocampo Maher-Ramselaar è di alto livello per l’Eredivisie: visti allo stadio contro una squadra che sta facendo in ogni caso un bel campionato come il NEC, sono apparsi immediatamente di un’altra categoria. I colpi dell’ex-campione d’Olanda col PSV ce l’hanno in pochi in assoluto, e finché Maher non perde la voglia di giocare in questo campionato, l’ex-nazionale Oranje sarà sempre un ottimo motivo per vedere una partita dell’Utrecht.

#5 – Guus Berend TIL, Feyenoord, dicembre 1997, centrocampista offensivo/interno di centrocampo, Olanda, naz. A

Per i giovani talenti olandesi, a mio parere Guus Til rappresenta il manifesto paradigmatico di ciò che NON bisogna fare, calcisticamente parlando, se hai dei mezzi superiori ma non sei ancora completamente formato. Esordio a 19 anni con l’AZ, tre campionati ad Alkmaar con il secondo ed il terzo che lo mettono chiaramente in rampa di lancio, con tanto di esordio in nazionale nel 2018 sotto la guida di Koeman. Centrocampista fisico, tecnico, col senso del gol (un Milinkovic-Savic, per intenderci, e non sono sicuro se il livello tecnico – non di esperienza, ovviamente – sia poi così lontano da quello del laziale come sembrerebbe in apparenza), tanto che ne aveva fatti ben 23 in 77 gare con l’AZ. Ed ecco quel che non avrebbe dovuto fare: scegliere i soldi dello Spartak Mosca che se l’è assicurato per 18 milioni di euro, cifra assolutamente in linea col potenziale che aveva fatto vedere. Un anno e mezzo anonimo a Mosca, con sei mesi di prestito altrettanto anonimo a Friburgo, in Bundesliga. Finalmente quest’anno si è “ravveduto” ed è riuscito a farsi mandare in prestito al Feyenoord.

Per Slot è una manna dal cielo: nel suo 4231, Til è perfetto. Appena arrivato, il centrocampista nato nello Zambia, dove suo padre lavorava, trascina a suon di gol i suoi (6 in 6 partite) nei preliminari di Conference League. Til ha segnato complessivamente sinora 16 reti in 30 partite, che sono numeri da punta pura. Inutile dire che a settembre van Gaal l’ha riportato di corsa in nazionale, aggiungendo così tre presenze all’unica presente nel suo curriculum. Semmai esistesse un prototipo di giocatore “inzaghiano”, Guus Til sarebbe il giocatore dell’Eredivisie più “inzaghiano” di tutti: il suo modo di giocare e di stare in campo è quel che avremmo voluto veder fare a Vecino ogni volta che ci ha fatto imbestialire, praticamente quasi sempre escludendo i due gol contro Lazio e Tottenham: inserimenti, fisicità, sapienza tattica, buonissimo piede.

Se davvero Marotta cerca per il futuro un giocatore un po' fuori dai radar da inserire a centrocampo che vada a genio al suo allenatore, una telefonatina a Mosca per sapere di Guus Til andrebbe fatta, senza dubbio. twittalo

#4 – Karl Jesper KARLSSON, AZ Alkmaar, luglio 1998, esterno offensivo sinistro, Svezia, naz. U21 / naz. A

Nel solco delle storiche ali svedesi veloci, tecniche e dal dribbling facilissimo, Jesper Karlsson trova facilmente un posto nella tradizione, incarnando la versione moderna e tecnicamente ridotta (mooooolto ridotta, ovviamente) degli Skoglund, degli Hamrin e dei Jeppson. Arrivato ad Alkmaar per sostituire un giocatore-chiave come Oussama Idrissi, volato a Siviglia, Karlsson ha fatto subito vedere che non c’era motivo di rimpiangere il forte marocchino-olandese: 9 assist e 11 reti alla fine della stagione. Quest’anno si è ripreso la scena, ed a metà torneo siamo già a 6 assist e 8 reti. Destro di piede, ama giocare da sinistra per rientrare e tirare o cercare il filtrante: è anche micidiale su punizione, per quanto decisamente sfortunato, visto che nell’ultima di campionato è riuscito nella notevole impresa di centrare due volte la traversa con due calci piazzati dal limite nel primo quarto d’ora di gara. Con queste caratteristiche, l’esterno offensivo dell’AZ ha già attirato l’attenzione della Premier, e sarei molto curioso di vederlo in un contesto più probante.

#3 – Ibrahim SANGARÉ, PSV Eindhoven, dicembre 1997, centrocampista difensivo, Costa d’Avorio, naz. A

Giustamente, vi siete probabilmente già chiesti come mai non ci siano giocatori del PSV capolista. Eccone qua uno, ma prima di andare nel dettaglio vorrei spendere due parole sui Boeren: Roger Schmidt è un allievo di Rangnick, e io lo scoprii la prima volta molti anni fa quando il suo Red Bull Salisburgo diede una pettinata memorabile all’Ajax di Frank de Boer, in un sedicesimo di Europa League 2013/14. Il suo gioco fatto di verticalizzazioni veloci e di aggressione degli spazi non lasciò scampo al possesso palla dei Lanceri e lo 0-3 alla Johan Cruyff Arena fu un risultato forse persino stretto. Che non fosse un caso, Schmidt lo ribadì in casa quindici giorni dopo con un altrettanto secco 3-1.

Dopo le esperienze al Bayer Leverkusen (molto deludente) e un ricco contratto a Pechino, Schmidt ha accettato la guida del PSV che, sicuramente, con questa scelta ha espresso una netta rottura con la tradizione delle tre grandi del calcio olandese, affidando la panchina ad uno straniero. Il secondo posto dell’anno scorso è stato il suo biglietto da visita a dimostrare il buon impatto con la realtà del campionato olandese. Il trionfo nella Supercoppa nazionale quest’anno (uno 0-4 dolorosissimo e quasi umiliante per il Lanceri), è stato invece il guanto di sfida lanciato con violenza alla banda di ten Hag. E d’altronde una squadra che si presenti in Eredivisie schierando Götze e Madueke, André Ramalho e Zahavi, van Ginkel e Bruma, non può non essere protagonista. Però la bravura di Schmidt è stata quella di dare un impianto solido che ha potuto, ad esempio, fare a meno di Madueke, fuori per quasi tre mesi, e Gakpo (un mesetto). Assenze pagate in Europa League, ma sopperite benissimo in campionato, anche e soprattutto grazie a quest’uomo qui, Ibrahima Sangaré.

Il nazionale ivoriano era giunto in Olanda dal Tolosa nella scorsa stagione, dove Sangaré era approdato nel 2016 da Abidjan, sua città natale, ma che la retrocessione in Ligue 2 aveva improvvisamente reso una città non più adatta al suo livello calcistico. L’anno scorso non mi aveva impressionato un granché, devo ammetterlo, e non mi sembrava un giocatore particolarmente adatto a prendere il posto di Pablo Rosario. Invece, quest’anno Sangaré è diventato il signore del centrocampo biancorosso grazie al suo palleggio calmo e preciso, alla perfetta esecuzione dei compiti tattici che Schmidt gli chiede di adempiere, ed alla sua strapotenza fisica che lo rendono una diga difficile da passare per chiunque, e figuriamoci per gli avversari che trova in Eredivisie. Tre reti, una più bella dell’altra, sono le ciliegine su una torta di grandissima sostanza, e staremo a vedere come andrà a finire.

Di certo, questo centrocampista si sta mettendo in luce come uno dei giocatori più interessanti del ruolo, anche ben al di là del campionato olandese.

#2 – Cody Mathès GAKPO, PSV Eindhoven, maggio 1999, esterno offensivo / punta centrale, Olanda, naz. U21 / naz. A

Anche per Gakpo siamo davanti al già detto: della generazione dei giovani talenti olandesi che si stanno affacciando alla ribalta internazionale, il ragazzo d’origini togolesi cresciuto nel PSV e diventatone capitano quest’anno dopo la partenza di Dumfries, è sicuramente uno dei più interessanti e pronti: non per niente van Gaal ha salutato definitivamente Ryan Babel sostituendolo in nazionale proprio con lui. Al contrario di Malen, Boadu e Brobbey, tutti già andati all’estero, Gakpo vuole ancora togliersi delle soddisfazioni in patria. Certo, il suo ruolo è di dubbia interpretazione da un punto di vista dell’efficacia e della valutazione del prospetto: l’esterno offensivo è un mestiere difficile quando si incontrano avversari più forti. El Chucky Lozano e Steven Bergwijn, entrambi ex-Boeren, possono tranquillamente dimostrarlo. Ma la fisicità di Gakpo è qualcosa che né il giocatore del Napoli né il velocissimo esterno offensivo ora agli ordini di Antonio Conte possono avere nel proprio bagaglio. Forse un po’ meno tecnico dei due, ma la sua polivalenza gli permetterebbe probabilmente di giocare anche come seconda punta in un 352, e non solo come esterno offensivo dei soliti 433 e 4231. In ogni caso, l’impatto sul PSV è indubbio, e l’eliminazione cocente in Europa League incassata durante la sua assenza è lì a dimostrarlo: inutile dire che i margini di miglioramento di un giocatore del genere sono enormi. Se il PSV vorrà giocarsi fino alla fine il campionato contro la supercorazzata Amsterdammer, non potrà mai fare a meno del suo apporto.

#1 – Luis Fernando SINISTERRA LUCUMÍ, Feyenoord, giugno 1999, esterno offensivo sinistro, Colombia

Che il colombiano avesse un talento fuori dal comune si era capito fin dal suo arrivo a Rotterdam dall’Once Caldas, l’estate di tre anni fa. Però la declinazione sul campo di questo talento è sempre stata abbastanza intermittente, vuoi per la giovane età, vuoi per un ambientamento non facilissimo, e vuoi anche perché Sinisterra al Feyenoord, dal 2018 ad oggi, ha avuto quattro allenatori diversi. Due anni fa con Advocaat al timone, l’esterno offensivo aveva cominciato a dare continuità al suo gioco e aveva smesso di accendersi ad intermittenza, o comunque a farlo meno di prima. I 4 assist e i 5 gol sembravano un promettente prologo del campionato 2020/21, anche perché l’allenatore sarebbe stato sempre lo stesso, il vecchio Dick.

Ma Sinisterra, al contrario, ha ricominciato anche nella scorsa stagione a giocare una partita bene e due da fucilazione. Il punto è che la partita giocata bene veniva quasi sempre vinta “da solo”, perché quando era in giornata nessuno in Eredivisie riusciva a tenerlo (Dumfries l’ha sempre sofferto maledettamente ogni volta che se l’è trovato di fronte, tanto per dare un’idea precisa). Velocissimo, tecnicamente buonissimo, e forte fisicamente nonostante le dimensioni certamente non da colosso, il nazionale colombiano sta godendo della scelta del Feyenoord di affidare la panchina a Slot: non poteva essercene una migliore per le sorti individuali dell’ala dei Cafeteros. L’ex-allenatore dell’AZ, infatti, è uno che fa rendere i suoi esterni al 120% delle loro possibilità: Idrissi, Stengs, Aboukhlal, Karlsson: non ce n’è uno che non abbia “sovraperformato” sotto la sua guida.

Ed ecco che da giocatore a fasi alterne, uno di quelli per i quali i tifosi proveranno sempre amore sconfinato e odio irrefrenabile, soprattutto il giorno della partita quando si chiedono ansiosamente se il Nostro si sarà svegliato bene al mattino, Luis Sinisterra si è trasformato in un vero e costante incubo per le difese avversarie, comprese quelle un po’ più nobili di molte squadre dell’Eredivisie. Le due partite di Conference League contro l’Union Berlino, ad esempio, sono state davvero due spot clamorosi per il colombiano, che ha panchinato l’acquisto più importante del Feyenoord, Alireza Jahanbakhsh (un altro di quelli che con Slot, all’AZ, ha fatto cose fenomenali, tipo vincere la classifica dei marcatori in Eredivisie giocando esterno destro).

Insomma, così come Antony e Madueke, Luis Sinisterra è l’ennesimo potenziale crack che sarà sicuramente cercato da molte squadre europee per dare una svolta al proprio reparto offensivo, e secondo me qualche grande ci farà un pensierino la prossima estate se continuerà a giocare con questa costanza di prestazione.

La mezza stagione dell’Eredivisie finisce così, e a me non resta che darvi appuntamento alla fine del campionato, per la solita carrellata biennale dei giocatori che più mi son piaciuti divisi per ruolo. So che siete già disperati, ma vi toccherà anche stavolta, senza scampo.

Hendrik van der Decken

Il capitano dell'Olandese Volante, condannato a guardare il calcio per l'eternità senza mai vedere il 433 in nerazzurro. Posso toccare terra solo quando l'Inter vince in Europa, perché quando accade c'è sempre un "Oranje" in squadra. Mentre navigo, guardo l'Inter, un sacco di Eredivisie, Jupiler League e Keuken Kampioen Divisie, bestemmiando l'Inter e il N.E.C.

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andrea
andrea
4 anni fa

Il pisano nasello ha il covid. Per forza con quel naso ogni respiro ne tira su un etto di covid.
Ho letto che il girone di ritorno asimmetrico è per favorire chi gioca in CL, allora come mai l’Inter incontra il Napoli prima di incontrare il Liverpool? Oppure l’Atalanta dopo la supercoppa con la rube? e prima la Lazio? Io alle novelle ho smesso da tempo di crederci

matrix23
matrix23
Rispondi a  andrea
4 anni fa

e’ livornese, boia deh !!

andrea
andrea
Rispondi a  matrix23
4 anni fa

livornese per scelta, ma sulla carta d’indirindà c’è scritto nato a Pisa

ambroeus
ambroeus
4 anni fa

Qualcuno di voi mi sa dire per quale motivo hanno fatto ‘sta puttanata del calendario asimmetrico?

matrix23
matrix23
Rispondi a  ambroeus
4 anni fa

per favorire quelle squadre nelle coppe, non programmandogli big match la settimana delle coppe…

ambroeus
ambroeus
Rispondi a  matrix23
4 anni fa

Grazie

andrea
andrea
Rispondi a  ambroeus
4 anni fa

Ma guarda caso l’Inter con il ritorno asimmetrico incontra il Napoli, concorrente per lo scudo il 13/2, prima del Liverpool il tre giorni dopo il Napoli. L’Atalanta, altra concorrente scudo, dopo la rube in supercoppa (non concesso il rinvio, solo una coincidenza). Certo tutto questo come dice Matrix per favorire chi gioca in CL, si si… basta crederci

Cipe64
Cipe64
Rispondi a  andrea
4 anni fa

Per quello si chiama “asimmetrico”

Roger Roger
Roger Roger
Leggenda Bauscia
Rispondi a  matrix23
4 anni fa

Non credo proprio. Giusto per introdurre una novità che serve a una beata fava

Roger Roger
Roger Roger
Leggenda Bauscia
4 anni fa

Mamma Uefa prevede campo neutro per aiutare i “poveri” club della premier: con potenziale obbligo vaccino per attività sportiva molti giocatori uk non potrebbero farlo in Francia e Italia.
Che pena….sempre più schifato.

Gus
Gus
Leggenda Bauscia
Rispondi a  Roger Roger
4 anni fa

Si parla chiaramente dei turni di CL. Non credo che il servilismo nei confronti della Premier si spinga a tanto, ma anche solo che l’Uefa ci abbia pensato (se è vero quello che ho letto) la dice lunga sullo stato dell’arte. Ma certo, siccome i club italiani e francesi devono sottostare a regole covid più stringenti, allora penalizziamo loro, non gli inglesi…

matrix23
matrix23
Rispondi a  Gus
4 anni fa

penalizzano as usual chi “fattura meno”

Roger Roger
Roger Roger
Leggenda Bauscia
Rispondi a  Gus
4 anni fa

Esatto.
Potrebbero allora far giocare match in paesi che non controllano passaporto: metti mai che che a salah sia scaduto….che tristezza di organizzazione a delinquere

Jad
Jad
4 anni fa

https://www.linterista.it/primo-piano/l-ultimo-saluto-di-eriksen-a-san-siro-tra-una-settimana-c-e-l-ipotesi-manca-l-ok-di-christian-31475

Quindi, vediamo se ho capito bene:
L Inter vorrebbe organizzargli un festone ma si deve aspettare il consenso del giocatore.

Poco simpattico

Già ,me l avevano raccontata in maniera un po’ diversa. (all opposto)

Ultima modifica 4 anni fa by JAD
Gus
Gus
Leggenda Bauscia
Rispondi a  Jad
4 anni fa

Jad, è un meccanismo umano, ma bisognerebbe imparare a non selezionare le fonti (in questo caso corsport…) in base a quello che ci piace leggere e ascoltare (e che conferma le nostre tesi).
Quelli che apprezzano il giocatore e l’uomo saranno contenti se lui vorrà partecipare ad una sorta di festa di commiato. E se ne faranno serenamente una ragione se lui preferirà invece seguire la sua indole schiva. Tutti gli altri lo accuseranno di ingratitudine( “…già era inutile come giocatore: è pure stronzo come festeggiato”).

Ultima modifica 4 anni fa by Gus
Jad
Jad
Rispondi a  Gus
4 anni fa

Stronzo no, poretto.
Pesce lesso del baltico.

ambroeus
ambroeus
Rispondi a  Jad
4 anni fa

Jad, e la buonuscita?

Jad
Jad
Rispondi a  ambroeus
4 anni fa

??

Jad
Jad
4 anni fa

Ciao a tutti e buon 2022.
Su Lukaku penso questo :
il ragazzo voleva seguire i suo sogno di andare al Chelsea.
Lì , forse si è reso conto di non essere un fattore e si è pentito.
Le dichiarazioni sono l equivalente dell elefante in cristalleria, sia in estate che ora in inverno.
È un buon ragazzo che c’ha dato tanto. (e basta, con sti forcaioli)
Io personalmente lo riprenderei subito, anche se non mi piace il tipo di giocatore e non lo ritengo un TP.
Di certo in Italia farebbe la differenza e rispetto a Dzeko non ci sono paragoni.
Non commento il post perchè non conosco l argomento.

Roger Roger
Roger Roger
Leggenda Bauscia
Rispondi a  Jad
4 anni fa

Lukaku non penso sia possibile: il prestito di un investimento da 115 mn penso non sia fattibile nemmeno per gli sboroni poco furbi d’oltremanica.

matrix23
matrix23
4 anni fa

Noi siamo pagati per allenarci, non per fare domande…..e…. non conta il nome che hai dietro, ma lo stemma che hai davanti” (cit. Danilo D’Ambrosio)

Deki
Deki
4 anni fa

Augurissimi a tutti!!!!!

Cipe64
Cipe64
Rispondi a  Deki
4 anni fa

Augurissimi Deki

Deki
Deki
4 anni fa

Mica sarebbe male l’idea di posticipare la supercoppa……attualmente incastonata tra Lazio (in casa) e Atalanta (in trasferta).

Gus
Gus
Rispondi a  Deki
4 anni fa

Assolutamente…

Roger Roger
Roger Roger
Leggenda Bauscia
4 anni fa

Buon anno bauscioni!

Cipe64
Cipe64
Rispondi a  Roger Roger
4 anni fa

Buon anno

Gus
Gus
4 anni fa

Per cominciare bene…il 22.

Interista Leninista
Interista Leninista
Leggenda Bauscia
Rispondi a  Gus
4 anni fa

Ancora non mi spiego come non gli fu dato il Pallone d’oro 2010. Anzi, come non sia entrato nemmeno nei finalisti.
Grazie @GuS, grazie @Hendrik van der Decken per il magnifico pezzo, buon ’22 a tutti voi Bauscia!

Ultima modifica 4 anni fa by Interista Leninista
Cipe64
Cipe64
Rispondi a  Interista Leninista
4 anni fa

Auguri

Interista Leninista
Interista Leninista
Leggenda Bauscia
Rispondi a  Cipe64
4 anni fa

Auguri, Cipe!

Cipe64
Cipe64
Rispondi a  Interista Leninista
4 anni fa

È tutto un magna magna compagno…

Jad
Jad
Rispondi a  Interista Leninista
4 anni fa

Concordo, un campione.
Manco in nazionale.
Misteri del calcio.

Ad es. Di Natale, mai capito perchè schifato dalle “grandi” . Era immarcabile, oggi nessuno come lui in serie A.

matrix23
matrix23
Rispondi a  Jad
4 anni fa

Di Natale ti posso assicurare che e’ stata anche una scelta di vita….

Jad
Jad
Rispondi a  matrix23
4 anni fa

Mi fido.
Sarà sta el tocai del Collio.

ambroeus
ambroeus
Rispondi a  Gus
4 anni fa

‘azz Gus, il video finisce con il ginocchio che salta! 🤘🤘

Gus
Gus
Rispondi a  ambroeus
4 anni fa

🤣🤣…non l’avevo notato…

Semperfi
Semperfi
4 anni fa

Dopo lo spiegone di Hendrik, posso dare l’esame sulla Eredivisie, manco Damilano….complimenti per il pezzo.
Signore,Signori, utenti in generale vicini e lontani, vi ringrazio per la compagnia che anche quest’anno mi avete regalato in questo porto amico da sempre fedele alla Beneamata, sito con il solito e indiscusso talento dei suoi autori e editori, oltre perchè no alla farcitura originale e sincera che tutti noi a modo nostro apportiamo da tempo.
Auguro a tutti voi e a tutto il mondo, un nuovo anno pieno di soddisfazioni, sia personali che professionali, sperando che il delicato momento che ormai viviamo da tempo, finalmente ci lasci in pace in modo da ricominciare il nostro percorso senza più limitazioni e restrizioni obbligate. Buon 2022 di cuore a voi e a tutti i vostri cari.
SF

Cipe64
Cipe64
Rispondi a  Semperfi
4 anni fa

Auguri SF

Gus
Gus
Leggenda Bauscia
4 anni fa

Eppure su Jahanbakhsh avrei scommesso…
Auguri al prezioso Hendrik e a tutti i bauscia: a quelli che postano con intelligenza, ironia e competenza e a tutti quelli che commentano a strascico, cialtroni come il sottoscritto compreso.
Buon 22 gente.

andrea
andrea
4 anni fa

Non seguo il calcio europeo, ma mi inchino a tanta competenza, e la invidio un po’.
Perchè non girare l’articolo magari ad Ausilio o meglio a Marotta? Credo che questi nomi li abbiano sulle punta delle dita essendo del mestiere, ma una ripassatina…
Complimenti bell’articolo

matrix23
matrix23
Rispondi a  andrea
4 anni fa

Ausilio e Marotta di quella gente li, sanno anche che voti avevanmo a scuola……

Roger Roger
Roger Roger
Leggenda Bauscia
Rispondi a  matrix23
4 anni fa

Dici? Forse non in educazione fisica… 🤣🤣🤣🤣

matrix23
matrix23
Rispondi a  Roger Roger
4 anni fa

tranquillo,…pure a Religione e financo il n. delle assenze…

bellins (Il Rincoglionito Patentato)
bellins (Il Rincoglionito Patentato)
Leggenda Bauscia
4 anni fa

Grazie Hendrik per il post.

Lo leggerò stasera…Diletta mi ha dato buca…

Buon Ano a tutti!

ambroeus
ambroeus

Buon Dere anche a te.

Cipe64
Cipe64
Rispondi a  ambroeus
4 anni fa

Che sia un anno di gran Dere per tutti

bellins (Il Rincoglionito Patentato)
bellins (Il Rincoglionito Patentato)
Leggenda Bauscia
Rispondi a  Cipe64
4 anni fa

Che lo Sforzo dello Sfintere sia con voi…

Interista Leninista
Interista Leninista
Leggenda Bauscia

😂😂😂😂

Cipe64
Cipe64
4 anni fa

Sempre un lavoro egregio quello di @Hendrik van der Decken
Vien voglia di seguire la Eredivisie.

Poi quando vedo la maglia dell’Ajax mi si muove sempre qualcosa dentro a pensare come i Lancieri hanno sparigliato la storia del Calcio per sempre.

matrix23
matrix23
4 anni fa

anch’io faccio i complimenti per l’ottimo pezzo..

-appena ho 5 minuti lo leggo…

ambroeus
ambroeus
4 anni fa

Complimenti Hendrik, ottimo pezzo che mi sono letto tutto d’un fiato.
Giuro.

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