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Inter-Palermo: la partita

Finalmente tre punti, finalmente aria!
I numeri non sono stati smentiti: l’Inter ha di nuovo la meglio sul Palermo a San Siro, e non c’è nient’altro da aggiungere. Niente se e niente ma, niente asterischi e niente dubbi: una vittoria piena, sicura sia nel risultato che dal punto di vista del gioco, senza ansie e senza (troppi) pericoli. Scende in campo ordinata l’Inter e schiaccia subito il piede sull’acceleratore: come con Torino, Empoli e Sassuolo sì. La differenza fondamentale è che stavolta il gol entra: c’è subito, come da copione, una grande occasione di testa di Juan Jesus respinta da Sorrentino, ma poi su un calcio d’angolo pennellato alla perfezione da Shaqiri (il primo di una lunga serie) Guarin anticipa tutti e la mette. E’ 1-0 e, a parte una occasione clamorosa sciupata da Dybala da mezzo metro a porta vuota, l’Inter va avanti fino al 90′ in assoluto controllo.
In campo brillano in tre tra gli altri: Brozovic, Shaqiri e Santon. Tutti e tre arrivati a gennaio, tutti e tre qui da nemmeno un mese, tutti e tre ancora agli inizi dell’inserimento nella squadra di Mancini. Tutti e tre, forse, colonne dell’Inter che Mancini ha in mente. Il giovane croato canta e porta la croce, dando un contributo enorme sia in fase di interdizione che in impostazione in un debutto a San Siro che pochi altri hanno saputo sostenere a questi livelli. Xherdan sta ormai diventando una certezza: costantemente il più pericoloso, con un piede che su calci da fermo o in corsa gli consente di mettere il pallone dove vuole con traiettorie quasi da videogioco. E poi c’è il Bambino tornato a casa, quello che aveva giocato solo 59′ in stagione e non aveva i 90 nelle gambe: seconda di fila da titolare, resta in campo dall’inizio alla fine badando soprattutto alla fase difensiva con una concretezza che non ricordavamo. Oltre a loro tre ci sono i due bad boy, quelli fuori dal progetto, i cattivoni che litigano con i bravi ragazzi della curva: Guarin e Icardi. Il colombiano autore di una prestazione che non vedevamo da tempo con qualche solita disattenzione, sì, ma tantissima concretezza, un assist (e un altro per il palo di Icardi), tanta corsa e una naturalezza tattica che fa pensare che in quella posizione e con quei compagni lì (Medel e Brozovic) riesca davvero a dare tutto.
E poi Maurito.
13 gol in campionato (secondo nella classifica marcatori, 1 gol meno di Tevez con alle spalle una squadra che vale la metà, la regola del fuorigioco sempre attiva e quella dei calci di rigore spesso su off), 18 gol in stagione e un impatto sul match imbarazzante. 6 tiri contro il Palermo di cui 2 nello specchio: 2 gol e 1 palo. E che palo, con un colpo di testa da due metri fuori area in un gesto tecnico e atletico pazzesco. Classe 1993 per un cecchino come non se ne vedevano da tempo: forti così ce ne vengono in mente proprio pochi, altro che chiacchiere su macchine e tatuaggi.
Inter-Palermo in fondo è tutta qui: in una serie di eccellenti prestazioni individuali inserite in un contesto di squadra. Quel contesto che secondo Mancini non è mai mancato, quel contesto che ci sta portando, dice il mister, a costruire una squadra forte come tanti anni fa.
Inter-Palermo è tutta qui e le dichiarazioni di Mancini sono tutte qui: nella #twintercronaca di Nk e Python.
Finalmente con tre punti portati a casa.

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