In una mite serata di metà febbraio e non curandosi di 7 punti di vantaggio e dell’ultima posizione in classifica degli avversari, Simone Inzaghi sceglie i titolarissimi: Sommer tra i pali, Bastoni – De Vrij – Pavard in difesa, Augusto – Mkhitaryan – Calhanoglu – Barella – Dumfries a centrocampo e Lautaro – Thuram in avanti. Il messaggio non ha bisogno di spiegazioni, ma diventa ancora più chiaro in 5 minuti: sul primo calcio d’angolo (saranno in tutto 17 a 0) Bastoni colpisce e Ochoa fa un miracolo, Thuram a porta vuota non riesce a mettere dentro e colpisce il palo; due minuti e ancora Bastoni con un lancio tanto teso quanto preciso libera Barella davanti al portiere messicano. La mezzala sceglie di non servire Thuram per il colpo a botta sicura e spara una cannonata sotto la traversa, che Ochoa con un altro miracolo spinge sul legno. Un minuto dopo nella stessa azione due rigori sospetti per l’Inter, altri 60 secondi per un liscio di Lautaro a porta vuota e altri 60 ancora per un’altra grande parata del portiere della Salernitana, ancora da calcio d’angolo.
Lo squilibrio è imbarazzante e si certifica con una sgroppata di Carlos Augusto che, alla Rambo, viene steso dopo un dribbling ma si rialza e serve sul dischetto a rimorchio un pallone che Thuram non può sbagliare. Nemmeno il tempo di esultare e lo stesso laterale brasiliano batte una rimessa dalla sua metacampo lancia Lautaro scattato dietro la linea difensiva. Il Toro controlla, rientra e se la sistema per un gol che ormai potrebbe fare a occhi chiusi: destro a giro sul secondo palo e palla in buca. Chiusa la partita in 19 minuti (ma potevano essere 5, come detto) l’Inter non rallenta e continua a sciorinare gioco, con un punteggio che non si amplia per millimetri e qualche imprecisione negli ultimi metri. Succede però al 39’, quando ancora in ripartenza Lautaro imbuca per Barella e Nic ancora butta via un pallone caldissimo passando anziché tirare. Si crea però una carambola tra difensori e portiere, sul quale si fa trovare puntualissimo Dumfries per il terzo gol.

Il secondo tempo è pura accademia, entrano Arnautovic, Sanchez, Asllani, Klaassen e Buchanan – all’esordio – e l’Inter non fa altro che amministrare, senza creare granché. 45 minuti (Piccinini non concederà nemmeno il recupero a fine gara, data la bandiera bianca ammainata da tempo immemore) bastano però all’attaccante austriaco per prendersi la scena, con qualche capriccio e un golletto che male non fa. Arnautovic si vede annullare un gol, sfiorarne altri e ne approfitta per sbracciare, pregare, imprecare, raccontare a tutti quanto è sfortunato e frustrato, ma alla fine trova anche un pallone fortunato: all’ultimo secondo di partita Dumfries crossa basso in mezzo (ma quanto ci erano mancati questi radenti di Fifino?!), la palla viene deviata e finisce sui piedi del centravanti che è bravo a farsi trovare e sancire il poker definitivo.
Il gioco non riparte nemmeno, l’arbitro fischia tre volte e può iniziare la festa. 63 punti in 24 partite, 59 gol fatti e 12 subiti, differenza reti di +47 (la migliore nella storia della Serie A da più di 60 anni), 15° clean sheet del campionato e 20° stagionale. Numeri storici se non epocali, che raccontano una squadra come pochissime se ne sono viste nella storia del calcio italiano e sulla quale sarebbe francamente onanistico dire troppo.
Per la felicità dei più ansiosi, l’Inter non ha sottovalutato la Salernitana, anzi ha approfittato dell’occasione per mandare una prova di forza clamorosa alla Juve, al Milan e a tutto il campionato. Non è la prima volta che la squadra di Inzaghi fa uno statement di questo tipo, chiedete ad esempio ai cari cugini che ormai viaggiano a una media di 2-0 a derby nei primi 30 minuti (purtroppo per loro le partite ne durano altri 60). Prestazione clinica, già vista e in un certo senso prevedibile ma comunque impressionante come sempre, come questa Inter, che ormai da tre anni gioca divinamente ma ogni volta un po’ meglio.

Inzaghi ha costruito un dominio meccanico, uno schiacciasassi inarrestabile, un congegno perfetto che le occasioni e il gioco le produce per matematica, per logica, per consequenzialità, perché non può essere altrimenti. De Zerbi dice che i suoi calciatori devono saper contare, in modo da capire dove sono gli avversari e i compagni e scegliere di conseguenza la giocata migliore. Chiunque, perfino Mazzarri, si ammanta di dire che il calcio non è fatto di moduli ma principi. Inzaghi ha costruito un’intelligenza artificiale, un collettivo che pensa con una testa unica e applica in maniera costante e perfetta sempre gli stessi meccanismi: densità in zona palla, sovrapposizioni dei braccetti, scambi di posizione senza restrizioni, attacco dell’area, gestione del possesso, costruzione dal basso. È una sinfonia, in cui come disse Thuram poco dopo il suo arrivo “ogni movimento è studiato nei minimi dettagli”, per le conseguenze che genera sulle due squadre e gli spazi che apre. La sensazione guardando questa Inter è quella di una mareggiata: gli avversari tappano una falla, se ne apre un’altra, si prova a sistemarla, poi un’altra, un’altra ancora e così via. L’Inter vince per accumulo, per inerzia, come se il piano fosse inclinato. Non è un caso che nel frullatore ci siano passati ormai tutti: hanno sentito in bocca l’amaro gusto della goleada il Verona come il Milan, la Lazio come la Fiorentina, il Napoli come la Roma. Unica esentata la Juventus, un po’ per fortuna un po’ per i meriti di una squadra che sta facendo un campionato comunque ottimo (così come i cugini, tant’è che il punteggio è lo stesso dell’anno dello Sculetto) e ha in difesa e porta giocatori di livello assoluto. Non c’è nulla di male nel dirlo, non c’è stima nei confronti degli scoloriti o della parte sbagliata dei navigli e nemmeno un attacco ai loro allenatori – anzi, riconoscere che Milan e Juve stanno facendo davvero bene rende onore a ciò che sta facendo l’Inter, che è più unico che raro e vale un vantaggio e un punteggio clamoroso.
Ciò che è più impressionante e più bello è che l’Inter 63 punti in 24 partite li ha fatti con pieno merito, la fortuna non c’entra niente. Volendo si potrebbe parlarne per la vittoria interna con il Verona ma parliamo di 2, a fronte di tanti (tutti gli) altri persi in partite dominate o quasi: potevano essere meno, ma potevano e forse dovevano essere anche di più.
Le obiezioni su questa squadra sono sostanzialmente zero (vedo ora che Marelli sta conducendo la moviola sul posizionamento del piede di Carlos Augusto nella rimessa laterale del 2-0), si possono fare soltanto osservazioni. Una di queste, la più immediata dopo ieri sera, è che Dumfries in questa squadra ci sta come il cacio sui maccheroni, non giocava titolare da due mesi per motivi non precisati ed è tornato con un gol e un assist e sia gli uni che gli altri potevano essere anche di più. Fifino potrà essere virtualmente venduto, ma l’auspicio di tanti me compreso è che lo si sfrutti anche in questi ultimi mesi in nerazzurro, perché contare su di lui potrebbe aiutare a raggiungere traguardi davvero indimenticabili.
E poi un altro fatto lapalissiano, ovvero che il salto di qualità questa squadra lo ha fatto con l’applicazione difensiva e questa svolta ha un nome e un cognome sopra di tutti, Henrikh e Mkhitaryan: in una partita dominata come quella di ieri – se ne vedono poche, ma se ne vedono – capita quasi matematicamente una disattenzione che porta a un’occasione o un gol per gli avversari. Ieri non è successo nemmeno quello e il merito va anche e soprattutto ai recuperi dei centrocampisti: se Asllani e Frattesi giocano meno di quanto lascerebbero sperare, è perché hanno davanti due cattedratici delle marcature preventive, delle corse indietro, degli intercetti e dei contrasti. L’acquisto più caro della sessione estiva sta giocando poco, ma può imparare tantissimo alle spalle della mezzala armena perché la forza dell’Inter e i suoi numeri difensivi sono dovuti tantissimo a testa e polmoni del 22 nerazzurro.
Infine Buchanan, che ha esordito con la faccia giusta, doppio passo dribbling e via, e ha lasciato intravedere buone doti offensive. Ormai l’Inter gioca a un livello riservato a pochissimi e l’apprendistato che serve equivale a uno stage alla Sorbona o all’MIT: il buon Tajon venuto dal Canada fin qui ha dovuto sudare e soffrire, ma anche il suo percorso è iniziato. Speriamo che porti lontano, già dal prima possibile.

Postilla conclusiva: guardare ai limiti della Salernitana per valutare quanto visto ieri è giusto, ma non si deve fraintendere. Il trattamento riservato ieri sera ai campani l’Inter lo ha proposto come detto a tutti tranne una, dunque bene riconoscere i limiti di una squadra nel caos totale che sta provando a riscrivere il cursus honorum degli obbrobri tecnici passando da Paulo Sousa a Inzaghi (Filippo) a Liverani Fabio – ma tenendo sempre ben chiaro che questo non ridimensiona in nessun modo la forza dell’Inter. I campani un mese fa avevano ampiamente spaventato gli scoloriti, vittoriosi solo grazie a due gol abbastanza estemporanei allo scadere, e poco prima avevano fermato i cugini.
Il messaggio lanciato ieri dai nerazzurri con quell’inizio e quel primo tempo non può quindi sfuggire a nessuno: “Fermateci se siete capaci”. Il fatto di averlo mandato a tre giorni dal ritorno della Champions League può essere un caso, ma anche no.
I vostri conti fateli voi, io quello che dovevo dirvi ve l’ho detto.
Buon weekend a tutti e sogni d’oro – anzi, sogni di Inter!


Diamo a Pierino quel che è di Pierino…
https://m.fcinternews.it/amp/rassegna/i-cds-i-lautaro-l-accordo-con-l-atletico-e-la-previsione-di-simeone-che-intreccio-947890
Che avesse già sostenuto le visite per l’Atletico non lo sapevo.
Un colpo di testa in tuffo…
Hanno perso pure il derbyno, quattro pere. Nel BBilan non volano gli stracci, ma le manate. Sono diventate di moda, solo che il rossonero lo espellono, mentre altri fanno finta di non vedere, lo sappiamo i gatti hanno nove vite, ora ne sono rimaste sette
Mi sono andato a cercare il videino.
È solo la nuca del Veronese che è andata ad incrociare casualmente il gomito di gatti…il quale SEMBRA aspettarlo e prendere la mira per sminchiarlo MA la TV non l’ha detto…quindi cosa cazzo dici😄?
Quella di Bastoni si che è una gomitata per sempre, come il rigore del killer Sommer, serial uscitore pericoloso…. e sticazzi quel che è stato….l’ha detto la TV.
Meno male che almeno Pistocchi e Ziliani qualcosa la dicono….
Che dire?
Leggo che Dzeko (38 anni) ha segnato 18 gol in 25 presenze nel campionato turco (22 su 31 sommando tutte le competizioni).
Considerato che Icardi (31 anni) ha segnato 14 gol in 23 presenze nel campionato turco (20 su 34 sommando tutte le competizioni), direi che non è male per un cadavere.
Se Dzeko fosse rimasto, forse Thuram avrebbe fatto molta più panchina e adesso non staremmo ammirando l’attaccante quale è.
Sicuramente gli avrebbe tolto un pò di spazio ma a 38 anni non credo che le avrebbe giocate tutte. Verosimilmente sarebbe saltato l’acquisto di Arnautovic.
Giocate tutte penso proprio di no, ma nella scorsa stagione, a 37 anni, il titolare era lui.
E’ stato titolare a lungo anche perchè Lukaku non si è praticamente visto per 6 mesi. Poi da quando è rientrato Lukaku, il titolare in campionato è diventato lui, mentre in Champions lo era Dzeko.
Dzeko storicamente non è uno che si fa panchinare da uno sbarbatello…avremmo visto moolto meno TuLa.
Facendo molte corna…fino ad oggi la bilancia pende su questo fatto.
Ma la strada è ancora lunga e piena di insidie.
Infatti la Lula l’abbiamo vista solo poche volte, nonostante i mesi di stop di Lukaku siano stati 3.
Beh lì dico…menomale che c’era Dzeko.
L’infortunio ha comportato tempi lunghi anche di ripresa della forma..
E in finale Champions….vabbé cose dette e ridette e riridette….
Qui il fronte di opinioni lo conosciamo.
Nelle squadre forti credo sia normale avere concorrenza nei vari reparti.
Non credo sia normale essere costretti a spremere sempre gli stessi 2 per un campionato intero.
Lo so. Non è normale ed è anche rischioso.
Dico solo che ad oggi il fatto che Thuram sia stato fatto partner titolare di Lautaro è stato un bene.
Sgrattandomi il pacco tutto, tanto anzi parecchio.
E meno male si…però a mio parere se fosse rimasto Dzeko avremmo visto la TuLa con molta meno frequenza.
Sì sono d’accordo però anche Deki ha le sue ragioni…1-1
Stiamo spremendo tantissimo la Tula e tra poco le partite si avvicinano tra loro.
Non mi sembrano tanto spremuti…li vedo belli carichi e performanti.
Un pochino di respiro dovranno averlo, si avvicinano tre mesi decisivi, densi di partite e ce li dobbiamo gestire con prudenza.
Ecco mi sarebbe piaciuto dall’inizio uno Dzeko docile e rassegnato a fare da tappabuchi…ma Dzeko non è così.
Colcazzo si sarebbe fatto mangiare sulla testa da Thuram che in confronto è ancora gnoccolone. Dzeko quando si è incazzato ha scatenato guerre di spogliatoio indicibili.
Finora abbiamo fatto fronte ad una coperta cortina sulle punte…fiducia a Marko e Sanchuzzu perché dovranno fare la loro parte per far respirare la TuLa.
E me tuecco todos lo baloness
3 mesi? Mmmmmmmm…..
Lukaku segnó la prima a Lecce e si fece male dopo pochi giorni . Poi rientró e fece un’altro gol nel girone di champions e si rifece male poco dopo. È tornato in condizioni accettabili che era primavera.
Le prime 3 le ha giocate e poi si è infortunato.
Per i mondiali a fine novembre era già abile e arruolabile.
Si arruolabile per il torneo aziendale😄
Pareva un pensionato
https://www.goal.com/it/notizie/lukaku-infortunio-inter-belgio-intervista/blt05eeb3882fa01917
“Quello che la gente non sa è che mi sono rotto il tendine dei muscoli flessori della coscia, dietro al ginocchio, in allenamento prima della Cremonese. È stata la prima volta in vita mia che sono stato fermo 6 mesi senza poter giocare”
Astaminkia e quando lo dovevamo sapere?
E allora quel Lukaku che ha giocato il 27 novembre contro il Marocco e poi con la Croazia non era lui…
O era lui faceva ancora cagare o era il gemello scarso😄
https://www.rainews.it/articoli/2022/12/qatar-2022-mondiali-calcio-croazia-belgio-canada-marocco-cronaca-64a43a0b-24dd-4263-adb3-2c2108527a4f.html
Si infatti, anche perché non è stato fermo senza poter giocare per 6 mesi, ma per 3.
No ma io quella notizia non la conoscevo.
Ricordo soltanto che dopo tre mesi non correva… deambulava e si mangiava teglie al forno di gol fatti.
Pure con noi iniziò così. Per me era plausibile che un bestione di tale peso necessitasse di tanto tempo per riacquistare la forma…ma questa cosa del flessore non la sapevo.
Può darsi che furono forzati i tempi di rientro e poi ebbe una ricaduta ma so solo che non è stato abile per molto tempo.
Poi tornò se stesso e diede il suo contributo…ma dopo un bel pó, se 4, 5 o 6 mesi non ricordo.
Ecco la storia che mi spiega il tutto
https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/05/26/la-verita-sullinfortunio-di-romelu-lukaku-ecco-quello-che-la-gente-non-sa/7174101/
“il vero Lukaku l’Inter di Simone Inzaghi lo ha avuto solo da aprile in poi. Senza che i tifosi capissero bene perché. Almeno fino ad oggi.”
emmecojoni
E dire che la notizia è di maggio…siamo stati disattenti.
PS😂pensa che quando Inzaghi non lo schierava e gli rompevano i maroni doveva stare zitto e convivere con questa ferale notizia.
Mi viene il dubbio che lucachetto abbia preso in giro qualcuno…perché non dirlo?
Quando rientrò si muoveva come un ottantenne e non la buttava dentro manco con le mano. Si riprese effettivamente in primavera.
se anche i vassalli brianzoli vanno di goleada, forse – e dico forse – ci sono buone possibilità “di fare qualcosa di buono” (uso formule compatibili con sgrattate varie di gioielli…).
la mia posizione rimane incrollabilmente la stessa: se arrivasse la seconda stella sarò il primo ad applaudire squadra, dirigenti e – soprattutto – allenatore.
il commovente bel giuoco mi dà gusto ma non mi basta.
se è per questo ha sulla coscienza anche un’altro scudetto
non farmi ricordare quel giorno… io c’ero…
Deki…non avevi altro da fare…
Gresko….gresko…lo interrogherei io su quanto è successo…
Bbilan: corto-CIRCUITO di Monza
Eccellente weekend di calcio
Non c’è male
Monza-Milan 4-2
Verona-Juventus 2-2
Vinciamo con l’Atalanta e schiacciamoli senza nessuna pietà
Ti vedo soddisfatto
@archiluca: ma la ristrutturazione di San Siro, giocandoci dentro a lavori in corso di cui si parla tanto, pensi sia possibile?
Gli esterni devono solo fare attenzione ai pezzi di calcestruzzo che piombano sulle fasce…
ciao Roger. i dettagli di questa nuova proposta di Webuilt per il momento non ci sono. c’è solo una lettera che avremmo potuto scrivere anche noi due.
il tema è sempre quello: anche al netto della teorica possibilità di utilizzare l’impianto durante i lavori (con fisiologiche riduzioni della capienza a zone) lo stadio sansiro è vecchio come concezione, come fruibilità degli spazi, come dotazione di servizi accessori ormai indispensabili per fare fatturato. non sarebbe mai di proprietà, etc etc.
la mia posizione, a malincuore, è di andare altrove.
Grazie!
Anche a me piange il cuore ma se non si può fare giusto guardare altre soluzioni
secondo me Gatti ha sbagliato sport e carriera. Se voleva fare quello che fa quasi ad ogni partita, doveva scegliere la box, li poteva dare pugni, schiaffi (quelli sono proibiti persino nella nobile arte). Anche ieri manatona, (labbrata in toscano) e l’arbitro, come quando rifilò un pugno all’avversario, che lascia fare. Mentre Sommer che prende la palla in uscita di pugno e poi l’avversario, ammonito e rigore
Acciuga resta non andare via..
Acciughetta non andare viaaaa
Senza i tuoi capricci, che farooò
Anal-legri
Bellissimo doppio senso!
Faccio del mio meglio
Molto fine soprattutto
Dum con la gamba dimostrata ci potrebbe stare martedì.
Atletico difficile, il cholo si è evoluto, non sono più l’anticalcio di qualche anno fa
SiSi…vista la sua ultima manita in Liga…capperini che squadra…
Allegri
Società Unanimemente Considerata A-morale.
B-morale
La mia voleva essere un ‘ “alfa privativa”(alla greca), ma anche B-morale, agganciandosi al mio commento, è una bella licenza poetica .
Tuttavia non compone la sigla della nota “associazione “: S.U.C.A.
… verrebbe: S.U.C.B., ma l’importante, come si dice, è il pensiero…
Ma si…l’importante è sempre il pensiero
https://twitter.com/bagnardiviviano/status/1758932659927994836/photo/1
… ecco chi ha segnato agli a-cromatici oggi, aprendo le marcature….
😄 😄
E comunque bravo Seppia…è sempre un piacere leggerti.
Davvero troppo gentile Cipe
E’ la verità
Comunque è vero, il Verona, peraltro disfato a gennaio, è un ostacolo serio per chi da soli 3 anni è alla guida della squadra più ricca d’Italia.
Pareggio miracoloso….acciuga bianconero forever!
Piaciuto tanto il Verona…ha provato a vincerla fino alla fine.
Chapeau e tante grazie 😄
Occhio anche al bbilan…
Sempre all’erta.
Gli “orange” di Cruijff avevano gli stessi colori, ed hanno fatto storia nel calcio. Beh sono stato colto da un attacco di megalomania ma veramente divertiva nel vederli giocare. Altra gara sarà quella di CL
😄 Per scamaranzia io li associerei all’Ajax di quel tempo.
Ma la divisa Orange è bellissima e ci sta con quello che ci fan vedere…veramente bella.
Vorrei sottolineare il miglioramento ENORME che Thuram ha fatto in fase conclusiva. Ora, in area di rigore, ha una “cazzimma” (termine napoletano, intraducibile, il bello dei dialetti) che nelle scorse stagioni (continuavo a seguirlo dopo che, causa di un suo infortunio, due anni fa fu scelto, sciaguratamente, di ripiegare su Diarrea) non aveva.
Sono sempre stato molto critico verso Inzaghi, ma voglio pensare che, essendo stato attaccante di ruolo, nel suo passato da calciatore professionista, questa evoluzione, ripeto ENORME, sia merito suo.
È vero che prima giocava “attaccante esterno” (ala, preferisco), ma a inizio stagione (come osservava acutamente Jad) non aveva questa “cattiveria” nei 16 metri.
Thuram ha detto che da un po’ con Inzaghi sta imparando ad attaccare la porta.
Prima ronzava sempre intorno ed ai lati di Lautaro.
Adesso, più spesso di prima, Lautaro gli lascia spazio al centro ed è lui a lateralizzarsi.
vista la partita registrata (ieri sera ho fatto le 2 per vederla). Mi sono chiesto, perché non dare un turno di riposo a Sommer, senza sostituirlo? In pratica non ha toccato palla. Ora, la Salernitana sarebbe prima in classifica se si ribaltasse il tabellone, va detto, ma restano gli automatismi, il giocare quasi a memoria dei nostri e pure il bel gioco, divertente e vario. Resta il divario fra azioni pericolose, occasioni a raffica e realizzazione, ma accontentiamoci. Per inciso, per quel pochissimo visto in campo, mi pare buono anche il bucaniere (lo chiamo così perché non so come si scrive) si sarebbe procurato anche un rigore ma, ovviamente, non concesso
“Bucaniere” ho il copyright!
Scherzo, ciao Veleno.
E’ vero alla prima palla appena entrato in campo, esordio al Meazza (va be’ che eravamo 3-0, ma la figuraccia a San Siro è sempre in agguato…): doppio passo, due avversari saltati, lo buttano giù in piena area… Mi sembra un’ottima presentazione.
Bravissimo Seppia, ti ho letto d’un fiato e condivido perfino i (finti) refusi: “Sculetto” è geniale!
Detto che la partita è finita 4-0 e non 3-0, come scrivi nell’incipit (questo per la precisione, direbbe Massimo Maria Alfredo ecc. ecc.), ricopio qui sotto ad adiuvandum alcune considerazioni che avevo fatto nell’altro post, rispondendo a Cipe, prima di leggerti.
Non ricordo un’Inter giocare in cui la bellezza, l’intensità e l’efficacia si siano combinate così bene.
L’Inter di Mancini e poi quella di Mourinho aggredivano le partite facendo valere una superiorità fisica, prima ancora che tecnica, specie a centrocampo; e ogni recupero palla metteva capo ad una verticalizzazione immediata. A maggior ragione quando, conseguito il vantaggio, si trattava di amministrarlo: controllo del gioco senza palla e, appena possibile, ripartenze letali.
Oggi vedo una trama fittissima di passaggi che “ragnatelano” (se si potesse dire) il campo e ubriacano gli avversari soprattutto per la velocità con cui sono effettuati.
E lasciamo pure stare la povera Salernitana: sono la partita con la Lazio in Supercoppa, quella con la rube e soprattutto i primi 20′ del secondo tempo con la Roma ad essere stati di una bellezza terrificante.
E sono i movimenti senza palla a fare la differenza (ieri se ne sono finalmente accorti anche a Dazn); e sotto questo profilo, aver sostituito Dzeko con Thuram ha fatto tutta la differenza del mondo, perché il francese, a differenza del bosniaco, ha una mobilità straripante, che insieme a quella di Lautaro apre continuamente spazi sia al centro che soprattutto ai fianchi delle difese avversarie. Spazi che Pavard riempie adesso assai meglio di quanto non facesse Skriniar, per non dire di Bastoni, che di fatto ormai gioca da mezzala aggiunta.
Non me ne ero mai accorto così bene fino a quando ho visto l’Inter a San Siro contro l’Udinese: per capire come gioca la squadra, bisogna immaginarsi decine di triangoli che rotolano sopra un piano, continuamente intersecandosi e sovrapponendosi.
L’Inter quest’anno è davvero di una bellezza accecante: e una bellezza che merita tutto il possibile.
Ma ora basta coi complimenti, che non abbiamo ancora fatto niente.
Comunque toccarsi i cabassisi non è vietato. Assolutamente .
“Cabbasisi”, compagno, non “cabassisi”: se no toccarseli non serve!
Correggo, prima che legga Cipe, lui che è siciliano DOCG…
Troppo tardi, è rimasto nella pietra, come l’errore storico a Milano sulla “Ca’ de Sass”:
“Cassa di Risparmio delle ProvincIe Lombarde”
Anche IL è un siciliano DOCG.
Cipe è anche un bravo gobbazzo.
800A forteforte
Non ti preoccupare è il pensiero che conta e poi anche IL è terrone delle mie stesse parti…
Compare Intersempre…è da un po’ che ho imparato a digitare con le dita dei piedi qui
NoNo ancora complimenti…anche se ancora non abbiamo fatto niente.
Aggiungendo qualcosa alla risposta datati nel post precedente …vedo come te la grande importanza dei movimenti senza palla, marcature preventive etc. etc. … ma altrettanto importanti nel gioco di Inzaguzzu beddu, per me, sono gli Interscambi di ruolo in fase di possesso palla.
Quando abbiamo palla (e siamo nella giusta forma fisica) diventiamo imprevedibili….il braccetto si scambia con l’esterno e va avanti (Pavard per ora si diverte un casino e prima o poi su rovesciata la insacca)…l’attaccante arretra e crea spazio per il centrocampista o per il difensore che entra…
Tutti si scambiano con tutti (mantenendo coperto il campo…) in un turbinio continuo in cui alla fine gli avversari non capiscono più un cazzo. Solo Sommer resta al suo posto sempre…almeno sino adesso. 😀 Qualche volta lo vedrò incornare in gol con Barella a fare il portiere.
Non diamo punti di riferimento e mandiamo in tilt le fasi difensive avversarie (finora 🤘 ).
Ogni movimento, come dice Thuram, è studiato nel dettaglio ed è questa armonia di interscambi che porta alla superiorità numerica…con lo spazio per i triangoli dinamici che dici tu.
Questo caos organizzato è quello che, alla fine, rapisce l’occhio a noi tifosotti ….ignari di quanto lavoro ci sia sotto la messa in pratica di questi meccanismi.
Ma è da mo che siamo una squadra di scambisti…almeno sono tre anni.
Il problema è che questa bellezza costa tante energie fisiche e mentali…la dobbiamo alternare a fasi di recupero lasciando il possesso all’avversario.
Lo vedo fare ogni tanto….con creazione di spazi e ripartenze con sponde veloci.
Detto questo…ancora non abbiamo fatto niente.
La strada è ancora lunga e piena di insidie.
Posso dire che, come ha affermato anche Veleno, senza peccare di lesa maestà, questa Inter gioca come l’Olanda o l’Ajax degli Anni Settanta? Me li ricordo ancora adesso, anche se iniziavo allora ad appassionarmi di calcio (e a giocarlo, con risultati che mi hanno portato a scegliere un’altra strada): calcio totale, difensori che attaccano (e quando lo fanno sono coperti dai centrocampisti), centrocampisti che penetrano nei sedici metri (e se l’avversario conquista palla le punte non si fanno scrupolo di effettuare takle decisi, come il più roccioso dei mediani, ecc. E comunque, nei loro ruoli canonici, giocatori che possiedono tutti i “fondamentali, spesso a livelli eccelsi.
L’unica differenza è il portiere: rispetto a Jongbloed, Sommer è più ligio alla guardia dei pali e meno “creativo”; ma tra i montanti mi ricorda Walter Zenga (cioè uno dei nostri- tanti – fenomenali numeri “1”).
Mi inviti a nozze…sono un innamorato di quella Olanda e dell’Ajax di cui la nazionale era una propagazione.
La nazionale divenne parte della storia del calcio pur arrivando solo seconda ai mondiali ma l’Ajax vinse e stravinse di tutto e di più.
Per molte cose non solo lo puoi dire…ma lo devi dire.
Quello che tu descrivi è proprio l’interscambiabilià dei ruoli che fecero insieme al pressing, alla tattica del fuorigioco ed altro la grandezza di quel calcio.
Il principio di allargare il campo in fase offensiva e restringerlo in fase difensiva più le cose dette prima da me e da te sono diventate patrimonio del calcio moderno e non è semplice sorprendere gli avversari con queste armi…bisogna inventarsi sempre qualcosa di nuovo.
Quando l’Olanda faceva questi giochetti …gli avversari difendevano ad uomo e farli andare in confusione era facilissimo.
Se vuoi soffrire un po’ riguarda la finale di Coppa Campioni Ajax -Inter del 1972…ricorderai un eroico soldato Oriali correre e seguire come un matto Cruijff per tutto il campo…non fece neanche male ma Cruijff fece anche due gol mi pare…oltre che aprire spazi a gogo per i compagni.
Oggi l’interscambio è più complesso di allora e fa riferimento al “calcio posizionale” citato da Il_Casa nel post precedente ma è proprio una evoluzione di quel calcio totale.
Puoi gugolare e documentarti se ti appassiona la cosa…io ho cercato di capirci qualcosa ma è troppo complesso per me e non riesco a capire bene i meccanismi che sono alla base.
Non fa parte della conoscenza comune, ma la finale dei Mondiali 1974 Olanda-Germania Ovest 1-2 (da bambino piansi per l’inopinata sconfitta dei miei “eroi” olandesi) ha un triste retroscena. Dopo essere andata in vantaggio su rigore nei primi minuti, la Nazionale olandese volle umiliare i tedeschi, irriderli insomma, quale “vendetta” sul piano sportivo alle brutalità che la Germania nazional-socialista aveva inferto ai Paesi Bassi durante la Seconda Guerra mondiale.
Alcuni giocatori in campo, come Van Hanegem, provavano un comprensibile vero e proprio odio verso i tedeschi (il padre e tre fratelli perirono durante l’occupazione nazista).
L’Olanda, sull’1-0 iniziò a giochicciare, per ridicolizzare l’avversario. Errore clamoroso nel calcio, che fu punito nel modo più atroce, con i due gol in rimonta di Gerd Müller.
Io, da bambino, piansi al termine della partita (anche se a quell’epoca ovviamente ignoravo questo retroscena, che appresi molti anni dopo).
Anche Van Hanegem e altri giocatori di quella irripetibile e fantastica Olanda, al termine del match, scoppiarono in lacrime.
La vita e il calcio spesso (assai spesso) sono crudeli.
Che storia!
Io ero appena senziente di calcio e ricordo tifavo Olanda.
C’era una Olanda mania in giro…tutti stupiti e sconvolti da quel modo spettacolare di giocare.
Quando per strada giocavamo a calcio…li scimmiottavamo…😂bastava fare qualche passaggo in più a girare per dire che giocavamo all’olandese…
Purtroppo è una storia vera: di calcio e di vita.
È una di quelle “storie di calcio” che non molti conoscono, come certe vicende che fanno “da sfondo” a molti “grandi eventi” della Storia, ma la cui conoscenza permette di comprendere perché le cose si sono verificate in un certo modo.
Senza il condizionamento psicologico che ho descritto QUELLA OLANDA non avrebbe MAI perso contro quella (pur forte, fortissima, ma inferiore) Nazionale della Germania Ovest.
Che nel girone eliminatorio aveva perso, non dimentichiamolo, con gli odiati cugini della Germania Est…
Quella la ricordo ma purtroppo non ero ancora Comunista
Me la ricordo: 1-0 per la DDR, giocata di pomeriggio, se rammento bene…(50 anni fa…)
Segnò al 78′ Sparwasser.
E ne ha scritto un bellissimo racconto Francesco Piccolo, facendolo poi rifluire nell’incipit di “Il desiderio di essere come tutti”.
Ne sono convinto.
Altra beffa la subì quella del Mundial 1978 in finale contro l’Argentina.
Speravo in un risarcimento della storia ma niente…
Lì tifai più consapevolmente e ci rimasi veramente male…ricordo il palo maledetto di Rensembrink al 90simo.
Quella era una bella Argentina ma fu spinta dal regime e dagli arbitri in modo vergognoso.
Consola che oggi se si parla dei mondiali di Monaco si ricorda praticamente solo l’Olanda anche se arrivò seconda.
Nei libri di storia del calcio si parla di quella squadra.
…Ma se proprio devo trovare analogie con l’Inter di oggi, preferisco farlo con l’Ajax che vinse tutto😄
Mondiale del 78 truccato dal regime di Videla, ricordi la partita col Perù?Dovevamo vincerlo noi per il gioco, ma gli infortuni e la rosa troppo corta ci fecero calare alla distanza (e anche le “sviste” di Zoff sui tiri da lontano… anche se si fece perdonare 4 anni più tardi, ai Mondiali di Spagna 82).
L’Olanda ’78, pur senza Cruijff, era ancora fortissima.
Anche nel 2010, in Sudafrica, mondiale sfiorato: lancio di Sneijder (quell’anno il miglior “10” del globo, meglio di Messi) per Robben, è solo! E si mangiò il gol che valeva la Coppa del Mondo…
Ricordo benissimo…e quel che venne fuori dopo con le atrocità che il regime perpetrava alle sue vittime, sfruttando tutto di quel mondiale, fa incazzare ancora di più per come è finita.
Italia da innamorarsi, genio Bearzot ad inserire i giovanissimi Rossi e Cabrini in un gioco veramente spettacolare e moderno per l’Italia di quel tempo.
Alla stessa Argentina, poi vincitrice del mondiale, abbiamo dato una lezione di calcio vincendo in casa loro con una rete stupenda.
Bearzot lì mise le fondamenta per il Mundial successivo.
Grandissimi.
Per me era forse più forte quella nazionale di quella dell’82.
Il Vecio schierò la formazione migliore nella terza partita del girone eliminatorio: eravamo già qualificati (avevamo battuto, in rimonta,gli spocchiosi francesi 2-1 all’esordio e regolato l’Ungheria 3-1).
Dal “regime” c’erano pressioni per far schierare le riserve dell’Italia, perché a parte il fatuo prestigio di vincere il girone, chi arrivava primo restava a giocare i quarti a Buenos Aires, mentre la squadra seconda classificata mi pare che dovesse andare a Rosario.
Col senno del poi , sarebbe stato il caso di far riposare i titolari (le riserve non avevano la stessa qualità), perché poi pagammo dazio pareggiando con la Germania, vincendo di misura contro l’Austria e venendo rimontati sia dall’Olanda che dal Brasile (quest’ultima nella finale per il terzo posto).
Ma Bearzot era uomo tutto d’un pezzo e, moralmente, fece bene a schierare la squadra migliore, battendo l’Argentina al River Plate.
Grande il Vecio, altra pasta….
La partita col Perù?
E chi non ricorda quel 6-1, con Quiroga indiziato n. 1 per essersi venduto la partita?