Una gara preparata in sette giorni con grande attenzione dal tecnico e dai giocatori. La sensazione è che in ogni attimo della gara tutti sapessero esattamente cosa fare. Confermato l’undici che tanto bene aveva fatto con il Bayer Leverkusen, abbiamo affrontato la gara lavorando sui nostri punti di forza e andando a colpire dove lo Shaktar Donetsk era più fragile. Abbiamo proposto un pressing alto, con intensità e intelligenza, capendo i momenti del gioco e mostrando anche la capacità di soffrire compatti quando necessario, quando gli avversari andavano a cercare il palleggio, sfoggiando le qualità dei loro brasiliani.
Proprio attraverso il pressing e un’aggressione feroce e intelligente abbiamo trovato il primo gol, con l’inesauribile Barella che intercetta un brutto rinvio di Pyatov, si allarga evitando un difensore e pennella un cross pregiato che Lautaro inzucca in rete anticipando il difensore. Uno a zero per i nostri ragazzi e squadra che anche oggi è scesa in campo con un approccio fantastico. Sono davvero poche le partite quest’anno in cui il nostro avversario è entrato in campo veramente meglio di noi, mi viene in mente solo il derby di ritorno e poco altro.

Quella che siamo andati a giocare è a mio modo di vedere la prestazione più bella della stagione. Non soltanto perchè proposta in una semifinale europea ed in gara secca, cosa che non è mai banale, ma anche perchè è stata veramente completa nei novanta minuti. Siamo stati umili, ma allo stesso qualitativi, cinici, presenti in campo mentalmente e fisicamente per tutta la gara. Per una squadra che è all’inizio di un percorso, la gara di stasera era tutto tranne che scontata e certamente non semplice come il risultato finale potrebbe suggerire.
“Questa era una partita che temevo tanto, abbiamo fatto sembrare lo Shakhtar una squadra normale. I ragazzi hanno giocato una partita con mentalità europea nella maniera giusta, il merito va a loro”.
Antonio Conte, Sky Sport Post-PartitaIl momento chiave della partita attorno al 60′ minuto: Junior Moraes da pochi passi sbaglia di testa il gol del possibile pareggio nell’unica vera palla-gol concessa agli ucraini e poco dopo su calcio d’angolo, al 64′, D’Ambrosio spacca la partita andando a segnare con grinta e forza il gol del 2 – 0. Da quel momento non c’è più stata gara e l’Inter ha affondato il coltello in uno Shaktar che a quel punto ha cominciato a perdere quella compattezza di squadra che nel primo tempo ci aveva reso più complicato innescare le due punte.

E’ salito in cattedra prima Lautaro Martinez, autore di una prestazione a tutto tondo, oggi impreziosita con due gol e un assist e poi uno straripante Lukaku che ha messo in luce una condizione fisica brillante nell’allungo che ha portato al quinto gol. Gli ultimi minuti Conte ha concesso qualche minuto di riposo ad entrambi gli attaccanti, che troveremo in finale di Europa League al meglio e con morale al massimo. Non potevamo chiedere di più, onestamente.
Possiamo anche fare un piccolo bilancio: Lukaku ha segnato 33 gol stagionali, a meno uno dalla prima stagione all’Inter di Ronaldo il Fenomeno, mentre Lautaro ne ha messi a segno 21. La nostra coppia di attaccanti titolari ha messo a segno 54 gol complessivi in tutte le competizioni e ha fornito, anche oltre il dato statistico, un apporto immenso anche in termini di gioco alla squadra per tutta la stagione. Lautaro classe 1997 e Lukaku classe 1993: il mio augurio è che l’Inter possa aver trovato la sua coppia di attaccanti con cui aprire un nuovo ciclo per tanti anni.

Accantonando per un attimo il discorso relativo alle punte, pare evidente come la squadra abbia trovato un suo equilibrio con questo 352 che prevede D’Ambrosio esterno destro e Gagliardini mezz’ala sinistra. Trovo sia innegabile come queste scelte stiano pagando e trova conferma quanto ci eravamo già detti in passato: con Conte gioca chi è di maggiore aiuto alla squadra, senza preconcetti.
Ad inizio anno giocava Candreva sulla destra, adesso è scivolato addirittura dietro a Moses nelle gerarchie sulla fascia destra. Bastoni, classe 1999, si è guadagnato il posto come centro sinistra difensivo in modo definitivo e Godin, dopo tanto lavoro, si è imposto come centro destra. Gagliardini oggi agli occhi del tecnico è la mezz’ala che oggi offre più garanzie alla squadra: qualcuno si sente di contraddirlo a fronte delle ultime prestazioni?
Dal mio punto di vista emerge un grosso pregio del nostro allenatore: con Antonio Conte è possibile conquistare un posto in squadra partendo dietro nelle gerarchie iniziali e parimenti è possibile percorrere la strada al contrario. Dovrà essere brava la società in prospettiva a migliorare il ventaglio di possibilità a disposizione del tecnico e aumentare ulteriormente il livello della rosa.
Conte non bada al nome sulla maglia, quello che conta è l'apporto che il giocatore può offrire alla squadra in un dato momento. twittaloNe abbiamo lette tante sul fatto che Conte per esempio preferisca giocatori esperti. Ad onore del vero il tecnico non mi pare si sia fatto problemi a lanciare in pianta stabile Lautaro, Barella e Bastoni. Prima degli infortuni anche Sensi si stava ritagliando un posto da titolare. Quello che serve sono giocatori forti, utili alla causa, possibilmente futuribili, perchè Conte non è – come molti lo hanno ingiustamente dipinto – un fondamentalista tattico, oppure una persona che vuole solo gente di esperienza. Sa valorizzare i propri giocatori e attraverso il suo lavoro potenzia tutta la sua rosa.

Adesso guardiamo al futuro immediato, alla finale di Venerdì sera contro il Sevilla, una partita che vale moltissimo sotto tutti i punti di vista. La vivrimo come un sogno, non come un’ossessione, che non fa parte del nostro essere Interisti, sperando di poter tornare a sollevare un trofeo europeo dopo diversi anni. Vincerla significherebbe non solo portare a casa un titolo prestigioco, ma porterebbe anche un aiuto importante dal punto di vista economico (si parla di circa venti milioni complessivi, diretti e indiretti), la possibilità di passare alla prima fascia nella Champion’s League del prossimo anno, di giocare la Supercoppa Europea e il Mondiale per Club del 2021. Una cosa per volta: oggi ci godiamo la bella gara di ieri e una prova che ci deve rendere orgogliosi della nostra squadra.

