Bauscia Cafè

Post Partita Onesto

Molti opinionisti e giornalisti  sui canali tradizionali di informazioni parlano di calcio in maniera dozzinale, e molto spesso la domanda sorge spontanea: “ma questi l’hanno vista la partita?”

Nel mio caso vi dico chiaro e tondo che la partita non l’ho vista. Altrove trovereste chi mente, non qui. Non io. Il lavoro si è prolungato oltremisura e non ho visto un minuto di partita.

Però so che è finita 2-1 e abbiamo vinto.

Mentre ero a lavoro ho guardato il cellulare, il gol, la stupenda incornata di Romelu al 10′ minuto, mi ha soddisfatto non poco. Ancora di più la statistica sul possesso palla mi ha conferito un insolito buon umore, visto lo straordinario non pagato.

Quando ho aperto per la prima volta il telefono alla voce possesso palla si contava la percentuale 26%. Questa percentuale che in parti della nostra stagione sarebbe stata senza dubbio raccapricciante e accompagnata da pessime sensazione, invece oggi può essere vissuta con una certa tranquillità.

Sempre più spesso abbiamo visto come il lasciare il pallino all’avversario possa essere una scelta. Una di più opzioni.

La difesa che incassa ormai pochissimo (4 gol nelle ultime 10 partite di campionato, tutte vinte), la continuità e la solidità al netto della poca brillantezza ed una fase offensiva incisiva al limite della perfezione (si sbagliano alcune scelte ma la media resta di 2,35 gol a partita) sono dati non ignorabili.

E che, insieme ad un distacco ora consolidato a seguito dei recuperi in programma oggi, restituiscono un quadro di soddisfazione e di tranquillità.

Non fraintendetemi, sono un amante del bel gioco.

Ma il gioco visto nelle ultime gare (non dico oggi, ragazzi, ve l’ho detto) a me piace esteticamente. La trovo una scelta consapevole e ragionata. E la parola magica è “scelta”.

Come si fa a giudicare “brutto” un gioco che permette ad un Hakimi di attaccare metri e metri di campo, o che sottopone la difesa avversaria a degli 1vs1 contro Lukaku, invece che concedere agli avversari il vantaggio numerico?

Oggi ci presentavamo contro un buon Sassuolo senza Brozo (la nostra mente) e Bastoni (altra fonte di gioco non indifferente). L’importanza del primo è molto superiore a quella che molti gli tributano (anche quando gioca male), mentre il secondo è salito in cattedra in maniera dirompente.

Si è deciso di lasciare tenere la palla alla squadra di De Zerbi. Lo si era in qualche modo fatto anche all’andata, agevolati dal gol quasi istantaneo giunto ad inizio partita.

C’è stato un momento della stagione nella quale l’Inter teneva palla, a ridosso della trequarti avversaria, ma la muoveva lentamente, goffamente a tratti. Costretta ad allargare sui terzi di difesa, alti all’inverosimile, in posizioni innaturali, con invece l’interno di centrocampo lontanissimo dalla porta ad impostare. Con due punte costrette in una morsa di mediani e difensori. Aggravante, se pensiamo per dire alla finale della scorsa Europa League, ma a tante partite giocate a specchio dai nostri avversari, sembrava facile indirizzare la nostra giocata. Così a Colonia i giocatori che hanno avuto il compito di gestire più palloni in una fase delicata come la parte mediana del secondo tempo sono stati i meno tecnici: Gaglia e i centrali. Non fraintendetemi, non era facile comunque avere a che fare con alcune nostre individualità, ne avere stabilmente quell’Inter nella propria metà campo. Tuttavia era un canovaccio abbastanza ripetitivo a cui si poteva prendere le misure.

Oggi invece l’Inter può scegliere come affrontare il proprio avversario, e con un surplus di qualità in campo, con Eriksen, Perisic e i subentranti Sanchez e Sensi come oggi.

Non avere la palla vuol dire anche avere campo da attaccare, che non è affatto male, viste le qualità di Lukaku, Hakimi, Perisic, Barella. Se giochi stabilmente nella metà campo avversaria, il campo da attaccare alle spalle degli avversari si riduce enormemente, anzi, scompare.

Ma comunque resta un opzione, una delle possibilità a cui attingere, sperando di inserirne sempre di più completando la rosa con quelle qualità come il dribbling (si scrive con 2 “b”, ma toh) nello stretto che mancano da una decina di anni a questa rosa.

Ora forse è il caso che smetta di parlare di una partita che non ho visto rubandovi tempo che potreste (DOVRESTE) spendere meglio.

Certo sono sicuro che quella delle ultime partite, è per l’Inter una scelta, non un ripiego sofferto. E non esiste gol di Traorè in rovesciata, per quanto bello, che mi faccia cambiare idea.

Ora che avete capito che non ho guardato nemmeno gli highlights, posso augurarvi un buon proseguo di giornata.

Sperando di non aver perso tutta la vostra stima, in fondo anche questo non è che un altro modo di approcciare un post “post-partita”, una variante tattica.

L'analisi più onesta che leggerete oggi. twittalo
Il bellissimo gol di Traorè.

Nic92

Nato dall'incontro tra l'unico tifoso cagliaritano non isolano e una grande tifosa di Batistuta, fortunosamente incontra l'Inter e se ne innamora. Ha in Julio Cesar il suo spirito guida.

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