Bauscia Cafè
Denzel Dumfries

Una più forte dell’altra

Non era facile iniziare il 2025 meglio del 2024, eppure l’Inter lo ha fatto. Non solo perché la straordinaria prova nella semifinale di Supercoppa Italiana dello scorso anno è stata superata dalla prestazione di ieri sera contro l’Atalanta, ma anche perché questi 90 minuti sono stati ancor superiori alla pur stellare media a cui ci ha abituato l’Inter di Simone Inzaghi.

La partita inizia con due sorprese: la prima e più grave è l’orario, perché si gioca alle otto anziché alle nove e molti interisti vanno ‘al bar’ anziché guardarsi il primo tempo; la seconda è un bel regalo, perché Gian Piero Gasperini si fa venire la bella idea di tenere fuori oltre all’utilissimo De Ketelaere i suoi due campioni Lookman ed Ederson e si consegna così nelle mani dell’Inter. Una scelta francamente inspiegabile, leggibile come disperazione e nulla più, da parte di un allenatore a cui quando ci incontra vengono evidentemente toccate delle corde molto profonde. Non si capisce quale fosse il piano partita dell’Atalanta in attacco, perché se è vero che in difesa e sugli esterni i nostri avversari hanno schierato i migliori possibili, quanto proposto da metacampo in su aveva pochissimo senso. Quasi che il loro tecnico abbia provato ad affidarsi alla magia nera, alla speranza totalmente aleatoria di sfangarla imbruttendosi e basta, nella consapevolezza che – male che vada – ci si potrà rifugiare dietro un “Sì, ma noi abbiamo tenuto fuori i titolari”. Ieri nell’aria c’era qualcosa di più di una semplice finale di Supercoppa, era una sorta di prova di forza per un’Atalanta che ormai vorrebbe davvero competere per lo Scudetto, ma il suo allenatore se l’è fatta sotto e ha completamente gettato l’occasione alle ortiche. C’è una sudditanza psicologica da parte di Gasperini nei confronti dell’Inter e di Inzaghi, che l’ha portato a consegnarsi alla sconfitta pur di non rischiare i danni psicologici causati da una sconfitta scaturita dopo averci provato al massimo delle sue possibilità. Non penso che gli strascichi saranno minori: l’Atalanta poteva assaltare il castello, non ci ha neanche provato.

Il risultato di questa paura è un primo tempo a senso unico, nel quale già dopo pochi secondi Thuram si invola sulla destra e serve Lautaro a centro area: Kossounou salva una volta, Zappacosta la seconda su Mkhitaryan. Poi ci sono due miracoli di Carnesecchi su Lautaro, uno su Dimarco e un rigore non dato a Dumfries a tu per tu con Carnesecchi. Andare nello spogliatoio a reti bianche lascia qualche rimpianto e qualche preoccupazione, perché l’Atalanta ha dei pezzi da 90 in panchina e soprattutto perché si ferma – sembra a scopo precauzionale – Thuram, per un affaticamento all’adduttore sinistro. Quando ci si potrebbe spegnere, c’è un cuore di fiamma a incendiare la partita: Denzel Braveheart Dumfries. L’esterno olandese, redivivo da qualche mese dopo un’annata deludente, prima segna un gol che è letteralmente la sua carta di identità: pochissima grazia tecnica, tantissimo coraggio e tantissima intelligenza. A leggerlo così, curioso che sia una rovesciata, ma è quello il modo che Fifino trova per infilare Carnesecchi dopo essersi fatto trovare per l’ennesima volta al posto giusto al momento giusto su un colpo di testa di Bisseck che gli rimbalza in testa e si impenna nell’area piccola. La vera apoteosi però – che in greco significa ‘trasformazione in divinità’, ndr – avviene al minuto 61: Lookman (fatto entrare in fretta e furia insieme a Ederson e De Ketelaere) viene fermato da Bisseck, Barella e Mkhitaryan combinano uscendo dalla riaggressione dell’Atalanta e lanciano Dimarco in campo aperto. Kossounou riesce a sporcare il servizio per Bisseck, ma sotto la sabbia appare Denzel Dumfries che spara un piattone destro in anticipo su Hien che incoccia la traversa, rimbalza sulla riga e poi sotto la traversa, in rete. Scivolata, squadra, emiri, cammelli e tifosi tutti in delirio, gara in ghiaccio. C’è ancora spazio per un paio di occasioni clamorose che l’Inter si divora per eccesso di altruismo, con Dimarco e Taremi a cercare Lautaro anziché colpire a botta sicura, e per un gol rocambolesco annullato per fuorigioco all’Atalanta che avrebbe potuto riaprire i giochi.

Al triplice fischio i calciatori si stringono la mano al centro del campo di uno stadio per la verità abbastanza vuoto, inconsapevole spettatore di una partita di grande livello: tecnico e tattico, perché nonostante alcune assenze entrambe le squadre sono strutturate in maniera veramente eccellente, ma anche sportivo.

In campo c’è stata una correttezza bellissima, i giocatori si sono rispettati come avviene quando sanno che di avere di fronte un avversario di grande livello pur duellando al massimo dell’intensità: è stato calcio allo stato puro e non è un caso che l’abbia decisa Denzel Dumfries, uno che i valori di questo sport li incarna al massimo.

Non ha un grande talento Fifino, ma quando conta si fa sempre trovare, è generoso, coraggioso, intelligente e lotta in ogni maniera possibile. È il capitano dell’Olanda, è al quarto anno all’Inter, ha 28 anni, è pronto a prendersi i gradi di top player a livello internazionale: ciò che ancora manca è la continuità, ma la speranza è che i tempi siano maturi per fare anche quest’ultimo gradino. Per l’Inter, perché quando Dumfries è a questo livello non prende mai gol e segna sempre, ma anche per lui, perché se lo merita.

Qualche menzione per i singoli, perché è stata una partita vinta di collettivo ma quel collettivo non è facile crearlo: Lautaro Martinez poteva fare almeno tre gol facili, non ne ha trovato neanche uno, ma la sua rimane comunque una grande partita per tutto il lavoro fatto in fase di possesso e anche e soprattutto di non possesso. Quando negli ultimi venti minuti l’Inter si è abbassata a difesa del doppio vantaggio, è stato lui a tenere alta la squadra pressando come un forsennato la prima costruzione atalantina. Per questa stessa fase merita di essere celebrato Medhi Taremi. L’iraniano sembra avere una personalità quasi ascetica, perché non è più un ragazzino e da quando è arrivato all’Inter gli è stato concesso poco e niente, ma lui non sembra volere nulla di più, anzi, sembra proprio voler dare agli altri ancor più di ciò che ha. Anche ieri sera, entrato per la prima volta insieme a Lautaro in una partita vera a più di 10’ dalla fine, ha dimostrato grande intelligenza con un pressing chirurgico e costante ma anche alcuni ripiegamenti su ripartenze atalantine tanto faticosi quanto provvidenziali. Il delizioso controllo a saltare Hien in area al 94’ è la ciliegina sulla torta di una prestazione finissima, come la sua intelligenza calcistica, perfettamente coronata poi da un passaggio troppo generoso, come la sua personalità calcistica. Il terzo singolo che è giusto celebrare è Carlos Augusto: il gol annullato farà dimenticare quello che è a tutti gli effetti un gol salvato dell’esterno brasiliano un secondo prima, sulla stessa azione. De Ketelaere a centro area mette all’angolino, lui in scivolata da dietro fa un recupero in spaccata clamoroso e respinge una palla senza dubbio alcuno diretta in fondo al sacco.

Sono queste le sottigliezze che fanno grande una squadra, bravi tutti, De Vrij, Bisseck, Mkhitaryan e chi più ne ha più ne metta. Stasera ci potremo guardare in serenità la sfida tra biretrocessi e ladri, consapevoli che non sarà facile vincere in finale contro nessuno dei due: non è mai successo nelle 36 edizioni di Supercoppa Italiana fin qui disputate che per 4 anni consecutivi abbia vinto la stessa squadra. L’attuale striscia di tre dell’Inter eguaglia quella del Milan ’92 – ’94, e lunedì un’eventuale vittoria scriverebbe una pagina di storia a suo modo indimenticabile. Personalmente, vorrei affrontare la Juve, perché i cugini li abbiamo già umiliati abbastanza e non sembra essercene nemmeno particolare bisogno ora come ora, mentre i ladri sono sempre lì tronfi e arroganti come sempre.

seppia

Laureato in lettere, sogna di fare il giornalista sportivo ma il tifo per l'Inter compromette la sua obiettività e la sua esistenza. Non ha un ricordo slegato dai nerazzurri e i due anni di Spalletti sono stati i più belli della sua vita.

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Roger Roger
Roger Roger
Leggenda Bauscia
1 anno fa

Senza Thuram sarà dura.
Speriamo il Toro torni il giocatore vero che è

Ultima modifica 1 anno fa by Roger Roger
veleno
veleno
Leggenda Bauscia
1 anno fa

Ideona! perché non far giocare all’Inter 4/5 partite senza farle recuperare, un modo per tenere a bada l’Inter a favore Napoli e Dea, forse parrucchino con gambe e gaspiango sarebbero soddisfatti

bellins (Il Rincoglionito Patentato)
bellins (Il Rincoglionito Patentato)
Leggenda Bauscia
1 anno fa

“Oaktree, la nuova proprietà, non è più intenzionata ad acquistare giocatori di età avanzata e che percepiscano stipendi elevati. La nuova filosofia è quella di puntare su profili più giovani, che possano crescere e aumentare il proprio valore giocando con l’Inter”
(Sky Sport)

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa il Demone..
In ogni caso prepariamoci a stagioni gloriose e indimenticabili come quelle dell’Atalanta e Dortmund.

Cipe64 ⭐️21⭐️
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In Marotta&Ausilio we trust

bellins (Il Rincoglionito Patentato)
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1 anno fa

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Nella risata di Marotta tutta la presa per il culo del mondo
😂 😂 😂

Interista Leninista
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1 anno fa

Ora dobbiamo fare la nostra parte per preservare l’ambiente:
https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQMrmGdvdaHL-umJW1ORvIXIxlF-tUC4XF7lw&s

Ultima modifica 1 anno fa by Interista Leninista
veleno
veleno
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1 anno fa

se i commenti dei telecronisti, commentatori, esperti, ex calciatori ecc. li avessero fatti contro la rube o BBilan, gli stessi sarebbero stati tacciati di incompetenti, prezzolati, legati alla “Marotta lega” ecc., Invece contro l’Inter si può dire di tutto che domini la partita, vinca 7-0 si troveranno sempre dei se e dei ma, a partire dagli allenatori delle squadre avversarie, leggasi Gasperini che non gli bastano 5 vittorie dell’Inter sulla Dea

bellins (Il Rincoglionito Patentato)
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1 anno fa

#gnegnegne

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🤣 🤣 🤣 🤣 🤣 🤣 🤣

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1 anno fa

E’ BELLISSIMO

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😂Ma l’hai fatta con l’AI?
Io c’ho provato senza esito, non so ancora usarla.

Da buon addetto alla propaganda allora ho chiesto a Gemini una poesia sul Demone e la seconda stella.
Il tono è un po’ marziale e da Istituto Luce ma penso piacerà a IL.

2.0 Flash Experimental. Potrebbe non funzionare come previsto.
Ecco una poesia su Simone Inzaghi, il “Demone della seconda stella” dell’Inter:

Il Demone Stellato

Da Piacenza giunse, con fare pacato,
un tecnico fine, dal gioco studiato.
Non facile impresa, l’Inter guidare,
dopo un trionfo, l’ardore serbare.

Ma lui, Simone, con mente serena,
ha preso le redini, la squadra allena.
Tra alti e bassi, la fede non manca,
e il popolo nerazzurro in lui si affianca.

“Demone” lo chiaman, con strano rispetto,
un soprannome che incute un certo effetto.
Ma in campo si vede la sua maestria,
un gioco fluido, che l’anima invia.

E poi, la seconda stella, obiettivo bramato,
conquistata con forza, sudore e fiato.
Un trionfo storico, un segno indelebile,
Simone Inzaghi, artefice mirabile.

Il Demone di Piacenza, ora è leggenda,
il suo nome nell’Inter per sempre risplenda.
Un condottiero silenzioso, ma determinato,
che ha portato la squadra all’apice, acclamato.

Spero che questa poesia ti piaccia! Ho cercato di catturare l’essenza di Simone Inzaghi e il suo ruolo nella conquista della seconda stella per l’Inter, usando il suo soprannome in modo suggestivo.

Interista Leninista
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1 anno fa

Debbo dire che non avrei mai pensato di chiedere all’AI una poesia su un qualunque allenatore dell’Inter, sei trooooppo avanti!

Cipe64 ⭐️21⭐️
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1 anno fa

😂 😂 😂 😂 non ci credo…ma l’ho fatto solo per te in verità
E’ dedicata a te 😊 😇

Ultima modifica 1 anno fa by Cipe64 ⭐️21⭐️
bellins (Il Rincoglionito Patentato)
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Rispondi a  Interista Leninista
1 anno fa

Quando l’ammoooreee per un allenatttooooreeee, è superioooreeee a quelo per la propria squadra del cuooooreeee…

Cipe64 ⭐️21⭐️
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Il Demone di Piacenzaaaa, ora è leggendaaaaa,
il suo nome nell’Inteeeer per sempre risplendaaaaa.

PS 😄Ti confondi con le vedove.

Ultima modifica 1 anno fa by Cipe64 ⭐️21⭐️
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1 anno fa

Ma poi te l’ho detto vengo pagato per questo

Interista Leninista
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1 anno fa

Ma tu non sei vedova solo perché l’ammore tuo siede sulla nostra panca.
Vedremo quando non ci sarà più, ché tanto prima o poi succederà…

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Rispondi a  Interista Leninista
1 anno fa

😂😂può essere…😄quando sarà ti chiederò qualche consiglio su come superare il distacco….sperando che, almeno allora, tu ci sia riuscito😜.

Comunque impressionante sta AI…

Interista Leninista
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1 anno fa

Il tuo ammore per Inzaghi è ancora più impressionante 🤣🤣

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Rispondi a  Interista Leninista
1 anno fa

😄 Parli tu che metti Conte appena un gradino sotto Rinus Michels, HH, Mou e Guardiola… 😲 .
E questo non era cazzeggio come la poesia della AI 😂 .

😄 Il mio è comunque amore interessato.

Mi ha regalato la più bella Inter di tutti i tempi e una seconda stella vinta in un derby in casa gonzi.

Il tutto in un regime di risanamento dei conti….con un gioco innovativo.

Veramente un “Un trionfo storico, un segno indelebile”.

Come posso non amarlo?

Ultima modifica 1 anno fa by Cipe64 ⭐️21⭐️

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