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Calhanoglu, Zielinski e Taremi esultano

Inter – Arsenal, a caccia della balena bianca

E un colpo al cerchio e uno alla botte. Uno al cerchio e uno alla botte. Cerchio – botte, cerchio – botte, cerchio – botte, cerchio – botte… Un po’ di qua, un po’ di là, un po’ di qui, un po’ di lì, adesso qui, ora là, ora adesso, adesso tra un po’… Non al massimo, ma molto vicino. In gestione, ma al 200%. Al minimo sforzo, ma con il massimo risultato. Sembra un po’ Nemo, Simone Inzaghi, quando il pesciolino per attraversare l’oceano canticchiava nella sua testa una canzoncina semplice ma efficace che faceva più o meno ‘Zitto e nuota, zitto e nuota, zitto e nuota’ e andava avanti per ore. È enorme anche l’impresa che si è imposta l’Inter in questa stagione, un all-in su tutti i fronti di morattiana memoria che, come in quell’indimenticabile maggio 2010, sta già iniziando ad assumere i contorni di una maratona nel deserto e ci abituerà inevitabilmente al rischio di naufragare partita per partita. Allora forse somiglia più al capitano Achab il nostro allenatore, quest’uomo a caccia di qualcosa che forse nemmeno esiste, talmente grande e assoluto da essere sostanzialmente irraggiungibile, tanto desiderabile quanto terrificante.

Demone.

L’Inter batte l’Arsenal uno a zero, si porta a dieci punti in classifica staccando proprio i Gunners a 7 e issandosi al secondo posto (sulla carta quinta, in virtù di una peggior differenza reti rispetto ai portoghesi e di meno gol fatti delle due francesi) a parimerito con Sporting Lisbona, Brest e Monaco. Non siamo abituati a parlare di classifica in Champions League e men che meno di scontri diretti, ma quello con gli inglesi lo era a tutti gli effetti e costituiva uno snodo di importanza incommensurabile. Il rischio di finire a pari punti c’è e nella classifica avulsa di questo nuovo formato gli scontri diretti non sono contemplati, ma si trattava comunque di una di quelle partite che valgono anche matematicamente ben più di tre punti, visto il distacco inflitto a una rivale diretta. Il tabellone inizia ad assumere una bella fisionomia, parecchio inaspettata. Tra le prime otto almeno quattro sono grandi sorprese, mentre tra il nono e il 28° posto c’è una tonnara di squadre e di talento in quattro punti: l’Atalanta è a 8, a 7 ci sono Juventus, Arsenal, Manchester City e Bayer Leverkusen, a 6 Bayern Monaco, Real Madrid, Milan e Atletico Madrid e a 4 il Paris Saint Germain. Siamo a metà di questa ‘fase campionato’ come la definisce la Uefa e bisogna dare atto all’associazione, se quello che voleva era una nuova competizione nella quale tutte le partite potessero essere tirate e significative, di aver raggiunto in pieno il suo obiettivo. Le storture sono rappresentate da un calendario sempre più fitto e soprattutto disomogeneo, perché squadre come noi o il PSG si trovano ad affrontare tante avversarie di altissimo livello mentre altre come la Juventus possono benissimo permettersi di sbagliare due partite contro Stoccarda e Lille per poi recuperare contro avversari ancora più abbordabili. Ciononostante la nuova Champions sta funzionando e si sta preparando una seconda metà scoppiettante, nella quale tantissime big dovranno giocare pancia a terra e non vorranno lasciare nulla per strada. Questo nuovo formato in realtà le protegge, perché dopo 8 giornate vengono eliminate solamente 12 squadre e le 16 al centro della classifica vanno a giocarsi un’andata e ritorno dalla quale difficilmente non passeranno le più forti. Sarei quindi sorpreso di vedere un Real Madrid o un Bayern Monaco strapparsi le vesti in caso di nono o decimo posto, ma questo ragionamento credo si inizierà a fare dai prossimi anni e rappresenta comunque un rischio, perché dato il nugolo di squadre in pochi punti basta veramente pochissimo per perdere varie posizioni e consegnarsi a un accoppiamento parecchio più ostico. L’Inter sin da inizio stagione si è data l’obiettivo chiarissimo di arrivare fra le prime otto, dal momento che sarebbe troppo importante risparmiarsi due gare nel tiratissimo mese di febbraio che, se tutto va come deve, potrebbe essere nuovamente quello decisivo per lo Scudetto (Milan, Fiorentina, Juve, Genoa e il 2 marzo Napoli). A questo punto, con dieci punti in quattro partite, i playoff sono assicurati. Mancano Lipsia e Monaco in casa e Bayer Leverkusen e Sparta Praga in trasferta. Sei punti dovrebbero bastare per essere certi di qualificarsi direttamente agli ottavi e l’occasione è ghiotta.

Così oggi

La squadra in Champions fa ben sperare, scende regolarmente in campo con un’attenzione e una maturità impressionanti. Ieri a San Siro arrivava una squadra ampiamente tra le 7 o 8 migliori al mondo, eppure nessuno ha fatto una piega e i media non ne hanno nemmeno parlato. L’atteggiamento di tutti, noi tifosi compresi, era quello di chi aveva paura di non vincere piuttosto che di chi pensava di dover fare un’impresa – e così è stato: l’Inter ha battuto una squadra fortissima come l’Arsenal senza strafare, senza bisogno di superlativi o imprese titaniche. Questa mi sembra la prova più significativa, non la prima ma una conferma ulteriore dello status che la squadra sta acquisendo. La vittoria del Milan bella e meritata in casa del Real Madrid è stata preparata e raccontata con toni completamente diversi e non deve generare solo invidia: il derby perso con i rossoneri rappresenta l’unica vera macchia dell’ultimo anno e mezzo per Inzaghi&co, ma vedere i galacticos in così tanta difficoltà pone quella terribile prestazione sotto un’altra luce. Per quanto antipatici bisogna dare atto ai cugini di avere un allenatore meno bravo del precedente a gestire lo spogliatoio ma sicuramente più furbo e imprevedibile in gara secca, avendo anche messo insieme una serie di giocatori capaci di lampi e serate di grandissima qualità. La differenza – fondamentale – sta nella continuità: quando il Milan batte il Real si è tutti sorpresi, impressionati, l’evento pare leggendario e indimenticabile; quando l’Inter batte l’Arsenal nessuno si stupisce più. I rossoneri hanno dimostrato di essere in grado di farlo, ma al momento non lo si può definire molto più che un exploit per quanto bello, i nerazzurri lo fanno continuamente (Liverpool, Barcellona, Atletico Madrid, ora Gunners) e possono ormai definirla la normalità. Detto che sono comunque momenti molto belli per il calcio italiano all’interno di anni di grande orgoglio e rinascita (e qui tocca citare il non simpatico ma fenomenale Gian Piero Gasperini e la sua meravigliosa Atalanta), l’ultimo step che rimane da fare all’Inter è quello di battere le top mondiali nella fase ad eliminazione diretta – e per questo bisognerà aspettare marzo.

A proposito di imprendibili

L’analisi della partita di ieri è semplice ed evidente. Inzaghi si è fidato dei suoi giocatori molto più di quanto avrebbero fatto molti tifosi: dentro da subito il Bisseck non irreprensibile di questa stagione, il Darmian vecchio che non può giocare più da quinto e figuriamoci a piede invertito, il Frattesi che ci fa giocare in dieci, il De Vrij che è diventato scarso, l’Asllani che non è da Inter. La partita si è sviluppata in maniera molto lineare, con l’Arsenal che ha giocato fin da subito con un pressing altissimo uomo su uomo e ci ha costretti ad andare parecchio in verticale. Lautaro e Taremi hanno fatto fatica a vincere i duelli individuali con Saliba e Gabriel, motivo per cui con l’andare del tempo sono stati gli ospiti a prendere un leggero predominio territoriale, mentre Dumfries è stato il porto sicuro per la nostra manovra contro Timber. I primi minuti sono stati tonanti da parte dell’Inter, che ha preso una traversa con lo stesso olandese e sfiorato il gol da fuori con Calha, poi la partita si è fatta maschia e rude. Kovacs ha gestito malissimo i cartellini, ammonendo Gabriel e Lautaro non si sa per quale motivo e lasciandone invece passare di tutte e di più ai Gunners quando sistematicamente fermavano le nostre azioni con un fallo. Il miracolato principale in questo senso è stato Merino, che prima è andato a dare una botta pericolosissima in testa a Dumfries in netto ritardo, poi è entrato forte sempre in ritardo su Lautaro e infine ha chiuso il primo tempo parando un tiro di Taremi diretto in porta. Il rigore sacrosanto quantomeno è stato concesso, ma che lo spagnolo abbia finito la prima frazione non ammonito se non espulso è davvero ridicolo. Dal dischetto Calhanoglu non ha sbagliato, portandoci in vantaggio dopo che avevamo sprecato almeno due altre occasioni potenziali parecchio nitide. La prima era toccata a Bisseck, con la più classica delle azioni inzaghiane per cui il braccetto scarica palla sull’esterno, arriva la verticalizzazione sulla punta, questa anticipa il difensore con la sponda e fa saltare il pressing uomo su uomo con l’attaccante che si trova da solo davanti al portiere in posizione più o meno laterale. Purtroppo nel colosso tedesco devono essere subentrate insicurezza e disabitudine, per cui ancor prima di entrare in area ha rallentato, provato un’improbabile sterzata e si è buttato in terra senza nemmeno arrivare a calciare in porta. La seconda chance l’hanno costruita le mezzali, con Frattesi bravo a vincere una seconda palla al 40’, servire Dumfries e poi lanciarsi nello spazio in area servito da Zielinski e scodellare in area piccola per Taremi, incapace di mettere in rete. Una nota sull’italiano e una sull’iraniano: chi continua a dire che con Frattesi si gioca in dieci dovrebbe probabilmente cambiare sport, almeno per un po’, perché continua a pretendere il latte da una gallina. Il centrocampista romano non è un costruttore, ma uno straordinario centrocampista box-to-box, di quelli che lavorano tantissimo senza palla e sono bravi a capitalizzare i pochi palloni che toccano. Bisogna dare atto a questi sommelier che si tratta di una tipologia di centrocampista particolare, soprattutto in una squadra come la nostra, ma averlo è una fortuna perché può tornare molto utile per variare il nostro spartito anche di fronte a partite e avversari del livello della Champions League e dell’Arsenal – dando per assodato che contro le medio-piccole in campionato è un’arma offensiva infallibile. Secondo me è stato sbagliato toglierlo al 65’ ieri sera, perché la partita si stava incanalando proprio nella direzione a lui più congeniale di difesa, contrasto e ripartenza furibonda. Non è un caso che nei cinque minuti precedenti le sostituzioni proprio da quella parte fossimo andati in porta due volte, prima con un’imbucata straordinaria di Lautaro per Dumfries incapace di servire Frattesi solo al centro e poi con lo stesso argentino che ritarda di un attimo il passaggio risolutivo verso il romano. Per come stava giocando l’Arsenal, la capacità di tenere la palla e imbucare di Lautaro e quella di vincere contrasti, ripartire e inserirsi del 16 non erano da togliere. Taremi ha fatto la solita partita di estrema intelligenza, applicazione e qualità, con la solita mancanza di un filo di fisicità, cattiveria e presenza negli ultimi metri. Sono qualità che l’iraniano avrebbe ampiamente, ma si possono trovare solo giocando e secondo me emerge un limite della gestione di Inzaghi fin qui: in partite come quella contro il Venezia e soprattutto a fronte di un Thuram parecchio svagato bisogna mettere in campo il 99, perché è giocatore di cui c’è estremo bisogno e che deve crescere ancora parecchio. Com’è naturale che sia per un esordiente nell’Inter non è al livello di abitudine e confidenza necessario per dare il massimo venendo impiegato il minimo.

Dopo un primo tempo quindi equilibrato ma dominato nella produzione offensiva, l’Inter ha cambiato totalmente strategia. La partita è rimasta a base di lanci lunghi e seconde palle, con Arteta che ha sostituito l’operaio Merino con il centravanti Gabriel Jesus vuotando completamente il centrocampo e passando di fatto al 4-1-5. Ciononostante i Gunners non hanno sofferto in ripartenza e al tempo stesso hanno creato pochissimo. I padroni di casa hanno sprecato nella prima metà del secondo tempo alcune buone occasioni per andare in campo aperto, gli ospiti non sono riusciti a fare neanche il solletico alla difesa a cinque che è salita in cattedra in tutti i suoi interpreti. Saka, Trossard, Martinelli e Jesus sono indubbiamente attaccanti di grande livello, ma hanno straperso i duelli individuali con Dumfries, Pavard, De Vrij, Bisseck e Darmian, segno che i nostri difensori sono giocatori di categoria ancora superiore rispetto a quella. L’unico a farci male è stato Havertz, giocatore a mio parere davvero eccellente, che non a caso nella sua giovane carriera ha già deciso una finale di Champions e ieri sera per l’ennesima volta ha fatto la differenza in tutti i modi. Nel primo tempo era la torre verso cui Raya scagliava le sue pallonate, capace di stopparle e pulirle quasi tutte; nel secondo Arteta gli ha chiesto di fare sia il centrocampista che l’attaccante e lui ha fatto pure quello, giocando molto più di fronte alla porta e in inserimento. È stato l’unico in grado di procurarsi occasioni, prima con un bellissimo e difficilissimo pallonetto a giro su cui Sommer si è esibito in una grande parata all’incrocio dei pali, poi smarcandosi in area su un cross dalla sinistra e mettendola all’angolino, deviato solo dal grandissimo intervento alla disperata di Yann Bisseck. Nel finale, vedendo la sterilità dell’Arsenal su tutti questi traversoni, Inzaghi ha scelto addirittura di passare al 5-4-1 con Dimarco esterno di centrocampo: Dumfries era una roccia sulla destra e non aveva bisogno di aiuto, Darmian sulla sinistra invece poteva andare più in difficoltà con le scorribande da quella parte anche di Trossard e Havertz e allora si è andati con due quinti di fatto da quel lato. Scelta indubbiamente reazionaria e ‘catenacciara’, ma assolutamente funzionante. L’Inter ha chiuso rischiando pochissimo e portando a casa d’esperienza tre punti fondamentali.

Estenuante anche per se stesso

La copertina se la prendono tutta i difensori, da destra a sinistra: Dumfries è un giocatore fatto per giocare in campo internazionale. Non è solo con l’Olanda che si esalta, ma anche con la musichetta della Champions e nei big match. Quando le partite gli muovono qualcosa dentro si accende in lui una luce superiore a quella di tutti gli altri, una cattiveria e una determinazione quasi eroiche, sembra un uomo in missione. Ieri ha aggiunto un altro salvataggio sulla linea a questa sua particolare ma già assai ampia e varia galleria ed è stato una certezza in ogni minuto e in ogni fase per l’Inter. Pavard è stato forse il meno appariscente, ma anche lui ha tirato fuori una prestazione clamorosa, in particolare nei contrasti aerei, con un paio di colpi di testa – soprattutto uno a metà secondo tempo su cross di Saka per Martinelli dietro la nostra linea difensiva – che ci hanno salvato la pelle. De Vrij è stato magistrale, non per la prima volta. Credo che sia ormai chiaro in quali partite ci sia bisogno di lui e in quali di Acerbi: quando c’è un centravantone grosso, vecchio stampo, alla Haaland, Vlahovic o Lukaku e serve battagliare corpo a corpo, lavorare di roncola e imbruttirsi, il migliore è l’italiano. Quando invece non c’è un riferimento fisso ma bisogna leggere situazioni fluide o in campo aperto, ecco che l’olandese può diventare un giocatore più funzionale. Bisseck è stata forse la sorpresa più grande, più che altro perché dopo l’eccellente partita di Manchester aveva fatto parecchi errori in campionato. Ieri sera è stato non solo impeccabile ma perfino miracoloso nel già citato salvataggio su Havertz, in una partita che lascia ben sperare rispetto al suo futuro: nel post-partita non è sembrato particolarmente dotato di autocritica rispetto agli errori nelle scorse partite, ma c’è da sperare che in privato e nella sua testa riesca a capire cosa aveva sbagliato e come non ripeterlo più perché se cresce dal punto di vista mentale può diventare un giocatore molto forte. Ultimo in senso geografico e anagrafico Matteo Darmian: il 34enne di Legnano ha messo lì l’ennesima prova ammirevole e straordinaria per applicazione e intelligenza. Saka è uno degli esterni più osannati e produttivi in Premier League, ma ieri non gli è mai andato via e anzi ha fatto ben 6 falli, anche lui finendo per qualche motivo non ammonito. A piede invertito, da quinto di centrocampo, il nostro esterno se lo è messo in tasca.

Stupendi, lui e la felpa

Una menzione la meritano anche Hakan Calhanoglu e Simone Inzaghi: il rientro del turco si è fatto sentire eccome, per tutti i contrasti vinti, i palloni recuperati e il gol decisivo. Il mister invece – pur dando prova di una lettura non ottimale della partita – ha di nuovo ottenuto rete involata e bottino pieno. Da quando c’è lui, l’Inter ha giocato 33 partite di Champions e in 19 non ha mai preso gol. Da quando non c’è più Handanovic sono 15 clean sheet in 25 partite, da quando c’è Sommer 8 in 11 (dato impressionante). La gestione della gara di ieri mi ha dato la sensazione di non essere impeccabile, ma è anche l’ennesima volta che ho la sensazione che Inzaghi sia strattonato fra due necessità: quella di vincere nel presente e quella di preservare per il futuro. Su Lautaro e di conseguenza sul passaggio al 5-4-1 mi sento di dire che è certamente stata la gara in arrivo con il Napoli a forzare il cambio, su Frattesi meno, ma sono sottigliezze che si possono concedere soprattutto a fronte di tanti infortuni e condizioni ballerine anche di uomini chiave. Ieri per esempio si è buttato nel fuoco Asllani, perché Calhanoglu era al rientro da un infortunio di quasi un mese e serviva un mediano di riserva. Gli interisti e San Siro non sono clementi in questa fase con l’albanese e non sono tanti gli allenatori che se ne sarebbero fidati. Torniamo però al punto di partenza: il tecnico da Piacenza ha fiducia nei suoi giocatori, li investe di responsabilità e spesso e volentieri il risultato arriva nell’immediato ma soprattutto nel lungo periodo. Ieri si sono raccolti i frutti della fiducia sempre accordata a Bisseck, chissà che in futuro non dovremo ricordarci di quando Asllani non lo voleva vedere nessuno e l’allenatore continuava a metterlo in campo anche nei momenti più delicati.

A proposito di momenti delicati, domenica sera a San Siro arrivano il Napoli e Antonio Conte freschi di shampoo e pettinata a domicilio da Lookman e dall’Atalanta. Prima contro seconda a un punto di differenza: è un’occasione ghiotta per andare all’ultima sosta del 2024 con un ruolino impressionante. Secondi in Champions nonostante le due inglesi fortissime già affrontate, potenzialmente primi in campionato. In quella impresa oceanica potremmo dire di essere sulla buona strada. Sarebbe importante, ma nulla di definitivo. 

Il vestito sarà quello sfavillante, Sommer – Pavard – Acerbi – Bastoni – Darmian – Barella – Calhanoglu – Mkhitaryan – Dimarco – Lautaro – Thuram, ma non bisognerà correre subito a fare a dentate: non sono gli squali i pesci che nuotano più lontano.

Inserire qui la frase breve che si vuole mettere in evidenza per essere condivisa si twitter twittalo

seppia

Laureato in lettere, sogna di fare il giornalista sportivo ma il tifo per l'Inter compromette la sua obiettività e la sua esistenza. Non ha un ricordo slegato dai nerazzurri e i due anni di Spalletti sono stati i più belli della sua vita.

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GuS
GuS
Leggenda Bauscia
1 anno fa

Cipe64 ⭐️21⭐️
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Leggenda Bauscia
Rispondi a  GuS
1 anno fa

😄😄😄non la conoscevo.
Gol da cineteca.
Grande orgoglio sardo.

Ultima modifica 1 anno fa by Cipe64 ⭐️21⭐️
bellins (Il Rincoglionito Patentato)
bellins (Il Rincoglionito Patentato)
Leggenda Bauscia
1 anno fa

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Leggenda Bauscia

😄Che grinta, che garra…

Ultima modifica 1 anno fa by Cipe64 ⭐️21⭐️
Roger Roger
Roger Roger
Leggenda Bauscia
1 anno fa

Speriamo di incontrare tutte squadre somare come Arsenal che buttano dentro palloni ignoranti. Sarà sempre facile vittoria e l’avvio di una nuova era: l’Inzaghi 2.0 “Allegrichi?”

GuS
GuS
Leggenda Bauscia
Rispondi a  Roger Roger
1 anno fa

Io dico che lo schema su calcio d’angolo andrebbe studiato. Anche se temo che in Italia finirebbe in gazzarra, con venti episodi a corner vivisezionati al var.

Roger Roger
Roger Roger
Leggenda Bauscia
Rispondi a  GuS
1 anno fa

Se il portiere urla e si butta a terra verrà fischiato fallo ad occhi chiusi.
A proposito: Sommer su Merino in uscita nel primo tempo qui da noi si trasforma in rigore.
Ben venga il metro europeo anche se molti arbitri sono scarsi ma almeno fischiano meno

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Leggenda Bauscia
Rispondi a  Roger Roger
1 anno fa

Buttavano palloni “ignoranti” anche perché chiudevamo le linee di passaggio per quelli “intelligenti”.
Il fatto è che avevano una facilità di saltare l’uomo enorme e si creavano lo spazio per il cross prima del raddoppio.
Finale sofferto è dire poco.
La cosa buona è che, con tutto ciò, non sono riusciti a creare granché come occasioni “pulite”.
Miracoli di una buona difensiva fatta con intensità.
Quanno ce vò ce vò.
E in questo periodo ce vò.
Quando saremo più brillanti brilleremo😄

Ultima modifica 1 anno fa by Cipe64 ⭐️21⭐️
Roger Roger
Roger Roger
Leggenda Bauscia
Rispondi a  Cipe64 ⭐️21⭐️
1 anno fa

Si certo, la mia è stata una battuta.
Per me Arsenal è molto molto forte, averla battuta è una grande merito e, al contrario, sono sollevato dal fatto che in Italia squadre così strutturate ce ne sono poche.
Dico solo che non credo sia realistico pensare di poter sconfiggere tutti i top team solo perchè abbiamo dimostrato di avere difesa forte nel match di mercoledì. Quando stai chiuso a riccio per tantissimo tempo – perchè ti costringono a stare chiuso stante la loro forza – devi avere anche buona sorte perchè le probabilità di subire un gollonzo inevitabilmente aumentano

veleno
veleno
Leggenda Bauscia
1 anno fa

ieri sera abbiamo visto un altra faccia dell’Inter. Meno bella, meno brillante, un Inter alla Conte con meno ripartenze e senza Lukaku. Non abbiamo preso goal, anche grazie agli zebedei di Dumfries. A ben vedere Sommer non ha fatto nemmeno miracoli, una partita di sofferenza, soprattutto per noi tifosi. Chissà come sarebbe finita se l’Inter avesse giocato con la faccia della vera inter? Comunque è la prima volta che vedo Inzaghi che a fine gara schiera un 5-4-1, vuol dire che la benzina era finita

bellins (Il Rincoglionito Patentato)
bellins (Il Rincoglionito Patentato)
Leggenda Bauscia
Rispondi a  GuS
1 anno fa

In effetti siamo stati irrispettosi, schierando anche buona parte delle nostre riserve che fanno cagare a spruzzo.

Loro belle bestie, che crossavano inutilmente dalla 3/4 e che hanno continuato, per una quindicina di corner, ad utilizzare lo stesso schema sperando che il nostro inutile portiere intervenisse malamente in presa alta.
Gli è andata male considerando che anche Saka è stato annullato da Bisseck e Darmian.

GuS
GuS
Leggenda Bauscia

Questa cosa del cagare a spruzzo deve averti traumatizzato…😆

Cipe64 ⭐️21⭐️
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Leggenda Bauscia
Rispondi a  GuS
1 anno fa

😄è una immagine che rimane

bellins (Il Rincoglionito Patentato)
bellins (Il Rincoglionito Patentato)
Leggenda Bauscia
Rispondi a  GuS
1 anno fa

Boia Deh…
Te li immgani Frattesi, Asllani, Zielinski, De Vrij, Augusto, Taremi, Arna, Correa, Darmian e Bisseck che cagano a spruzzo all’unisono…

GuS
GuS
Leggenda Bauscia

Una shit storm, come usa dire…

GuS
GuS
Leggenda Bauscia
1 anno fa

Sulla nuova CL: mi piace. Una riflessione rispetto ai (dis)livelli di difficoltà delle partite andrà però fatto.
Non esalterei troppo la gara difensiva (comunque da applaudire) dei nostri perché secondo me qualcosa nel secondo tempo si poteva/doveva fare per alleggerire la pressione e togliere un pò di “confidenza” ai gunners. Invece quasi zero alla voce ripartenze e soprattutto duelli vinti sui rilanci di Sommer.
Su quest’ultimo: non è per un bisogno atavico di puntare criticamente un portiere, ma a me non da nessuna sicurezza. Possibile che non riesca a “comandare a casa sua” (leggasi area piccola) e ad ogni corner bisognava sperare nelle corna dei vari Bissek, De Vrij..? Ok, è un nano, circondato da marcantoni manco lo scorgevi, ma li è roba tua…sgomita, usa il corpo, pigliati un fallo sul portiere…
Su Frattesi. Condivido invece la scelta di Inzaghi di levarlo: c’era bisogno di capacità di gestione, non eravamo in grado di ripartire se non con un lancio lungo (vano, qui il Tikus deve fare meglio mentre Taremi non sembra avere proprio la necessaria fisicità allo scopo) quindi le qualità box to box del romano erano disinnescate.

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Rispondi a  GuS
1 anno fa

Un nano di 1,83 cm…quanto Bordon e più di Zoff.
Come cambia il mondo…

Sulla nuova CL …ancora non la capisco…i miei neuroni entrano in sciopero ogni volta che cerco di farlo.

Non mi piace per la formula cervellotica e per l’esagerato numero di partite che comporta.

Caro @Gus anche io vorrei vedere i nostri comandare calcio spettacolo con la massima efficienza della scorsa stagione…sempre.

Io però sono molto, molto contento della prova di ieri perchè, alle brutte, si deve essere capaci di far di necessità virtù e switchare dalla modalità “accademia” alla modalità “concretezza”.

Concretezza vuole capire quando si devono serrare le fila con umiltà ed attenzione difensiva.

Ieri l’Arsenal nella seconda parte ha fatto valere la sua superiorità nella forma fisica e nella capacità di saltare l’uomo quando le linee di passaggio per lo schema erano chiuse.

Erano 10 invasati a tuttocampo.

Noi abbiamo fatto quello che potevamo ma soprattutto…dovevamo.

Quello che andava fatto sul 4 a 2 con i ladri per esempio e che, per superbia, non fu fatto (salvo poi le inevitabili accuse di difensivismo nel caso di eventuale uguale pareggio).

Ieri è stata fatta la cosa giusta e poi..sono veramente contento di avere scoperto il difensore Bisseck.

Spero capisca anche lui che un gol evitato come quello che ha evitato al mn 70 o 74 non ricordo…vale quanto un gol fatto in rovesciata all’incrocio dei pali.

Con Chala in campo la musica cambia e si é piacevolmente visto…altra nota positiva.

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1 anno fa

PS aggiungo un de Vrij semplicemente pazzesco ma bravi tutti.

Ultima modifica 1 anno fa by Cipe64 ⭐️21⭐️
GuS
GuS
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Rispondi a  Cipe64 ⭐️21⭐️
1 anno fa

Non lo dire a mio figlio quattordicenne, che mi rinfaccia di essere basso (io sono 1,75) e di averlo fatto basso (è old school, mentre la maggior parte dei suoi compagni viaggia già verso l’1,80, che cazzo mangiano non so…).

archiluca
archiluca
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Rispondi a  GuS
1 anno fa

Su sommer a questo giro mi trovi d’accordo. Delle due l’una: o lo schema dell’arsenal con un blocco di 4 sul secondo palo che si lanciano in area piccola e’ un castigo per gli avversari e sarebbe da copiare immediatamente (sfido chiunque di voi a negare che ad
Ogni loro corner (mille…) ci si cagava addosso….) oppure sommer non riesce a difendere l’area piccola, come nel gol non gol del venezia.
forse sono valide entrambe le opzioni. Ma per dare uno squarcio di luce sulla partita, a me e credo a tutti voi ha ricordato barcellona inter del 2010… quindi…

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Leggenda Bauscia
Rispondi a  archiluca
1 anno fa

Io per mia attitudine tendo a capire le ragioni dei portieri.

Categoria a parte di giocatori…spesso ne sono sottovalutati i meriti e sono tendenti a diventare capri espiatori di errori altrui.
È reale quando si parla della “solitudine del portiere”.

Sommmer ha dei punti di forza e dei punti di debolezza.
Quello che più mi salta all’occhio è la direzione che dà alla palla nelle respinte.

D’altra parte ci salva il culo diverse volte grazie a dei riflessi ancora buoni. Vedi Venezia.

Ricordava col Barca ma allora eravamo in 10 e quella partita è un esempio da riportare nelle scuole calcio come fase difensiva da manuale.

😄piano con le analogie

Ultima modifica 1 anno fa by Cipe64 ⭐️21⭐️
archiluca
archiluca
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Rispondi a  Cipe64 ⭐️21⭐️
1 anno fa

Non metto in dubbio le qualità di sommer (reattività prima di tutte) e nel blog l’ho sempre considerato un grande acquisto ed un ottimo portiere. Ma in qualsiasi scuola calcio c’è scritto sui muri: portiere, l’area piccola e’ roba tua. In questo il nostro svizzero non eccelle

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Rispondi a  archiluca
1 anno fa

Per niente.

Roger Roger
Roger Roger
Leggenda Bauscia
1 anno fa

Chi vince (senza rubare) ha sempre ragione.
Poi sul fatto che non si sia sofferto/rischiato più di tanto mi permetto di dissentire – quando la palla è sempre nella tua area di rigore si soffre/rischia eccome (almeno io si) – ma fa niente.
Ci sta soffrire contro team di vertice in Europa e l’Arsenal è tra questi.

Per chi fosse interessato qui c’è la heat map (tra zone gioco): a memoria non ricordo l’Inter di Inzaghi non riuscire quasi mai a ripartire come ieri ma, ripeto, poco importa quando si vince.

https://it.whoscored.com/Matches/1866106/Live/Europe-Champions-League-2024-2025-Inter-Arsenal

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Leggenda Bauscia
Rispondi a  Roger Roger
1 anno fa

Esiste una sbagliata valutazione sulla nostra squadra ed una molto oscillante sulle qualità del nostro Mister.

Siamo obbligati a vincere la CL, il Campionato e tutto quanto segue a ruota e se non lo facciamo è per inettitudine dell’allenatore.

In campionato siamo certamente tra i favoriti 🤘🤘🤘

Lo siamo per un gioco collaudato e per una rosa – per la serie A – profonda e di ottimo livello…ma ci sono anche altri tra cui il Napoli che, per esempio …mentre noi abbiamo preparato e, soprattutto, giocato la partita con l’Arsenal, ha potuto allenarsi e gestire le risorse per incontrare noi fra tre gg.

Questo bonus per il Napoli andrà crescendo con l’accumularsi delle partite e della fatica.

Oggi, come prima, per me il Napoli per il campionato sta un paio di metri avanti…come possibilità.

In campo europeo mi pare chiaro che possiamo collocarci ragionevolmente tra le prime otto-dieci squadre.

Per questo la finale, seppur persa di 2 anni fa per me è un grande risultato guadagnato e non capisco chi la considera soltanto una finale persa….

Ieri abbassando il baricentro, serrando le fila e difendendo il risultato con i denti, per me è stata fatta la cosa giusta.

Ultima modifica 1 anno fa by Cipe64 ⭐️21⭐️
Roger Roger
Roger Roger
Leggenda Bauscia
Rispondi a  Cipe64 ⭐️21⭐️
1 anno fa

Ma certo, non è verosimile pensare di vincere tutto (poi i miracoli accadono).
Io dico solo che trovo piuttosto superficiali le analisi dei giornalai che ieri parlano di concentrazione e blocco incredibile, mentre con il venezia di superficialità e disattenzione.
Questi match, rigiocati allo stesso modo, finiscono tanto a poco vs venezia e con una non vittoria ieri. Come è normale che sia stante il diverso “peso” degli avversari.
E’ giusto esaltarsi per vittorie come quella di ieri – pesantissima – però credo sia anche onesto ammettere che con svolgimenti così se ne vincono pochine di partite perchè non può andare sempre tutto bene. Non è una critica, è solo prendere atto di come sono andate le cose: quante volte tocca a noi lamentarsi di aver battuto 20 corner, fatto 21 tiri a 7 (statistiche di ieri) e non aver vinto?

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Leggenda Bauscia
Rispondi a  Roger Roger
1 anno fa

Speriamo siano pochine le partite in cui sarà necessario farlo

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