Bauscia Cafè

Fin che Hakimi va, lascialo andare…

Siamo alla sesta vittoria consecutiva in campionato per la Beneamata, quando di fatto tutti stanno cominciando davvero a correre veloce. Rispetto ad inizio stagione sembra che molte squadre abbiano decisamente alzato i giri del motore guardando la classifica. L’Inter vince di misura contro lo Spezia, ben messo in campo, organizzato e con un atteggiamento moderno, tipico della squadra di Italiano: i liguri meritano assolutamente rispetto.

Fig.1 – “Tipico atteggiamento [di] Italiano…”

Primo tempo complessivamente soporifero, dove l’Inter non scende male in campo, ma fallisce prima con Lukaku e poi con Young due discrete palle-gol e finisce poi per impantanarsi per tutta la prima frazione di gara. Tanti errori tecnici con la palla tra i piedi e pure in fase di non possesso non si riesce a dare pressione in modo efficace, subendo a tratti il buon palleggio dello Spezia, che gestisce il pallone in modo intelligente, sfruttando le difficoltà dell’Inter ad alzarsi con i tempi giusti sui terzini avversari.

Fig.2 -Parso ispirato nel primo tempo…

Lo Spezia cerca di indirizzare il gioco dell’Inter centralmente e al contempo di soffocare Brozovic, tallonato da Ricci: tanti palloni finiscono dunque nella zona di Gagliardini, che tuttavia si dimostra poco qualitativo nella gestione del pallone. Non proprio un qualcosa che ci sorprende nel profondo, ad essere onesti. Proprio per questo, Conte nel secondo tempo decide di cambiare qualcosa e inserisce Sensi per alzare il livello qualitativo del centrocampo.

Il secondo tempo, contro ogni aspettativa, una volta sbloccata la partita si è rivelato piacevolmente tranquillo, fatta eccezione per quello svarione finale, che non deve assolutamente ripetersi. L’Inter esce dal pressing appoggiandosi su Lukaku, che smorza un pallone che Lautaro trasforma in oro lanciando nello spazio Hakimi: l’esterno marocchino lanciatissimo si allunga il pallone e segna calciando con forza e convinzione sul primo palo. Quarto gol. In disaccordo con il titolo è fondamentale sottolineare che non sia una barca, ma piuttosto un treno.

Fig. 3 – La competizione con Darmian e D’Ambrosio si fa accesa…

Ora, va bene che deve migliorare a difendere, comprendiamo che abbia qualche lacuna nella gestione di certi palloni e che sia nel pieno di un percorso di crescita e adattamento, ma – parliamone – lanciato nello spazio onestamente fatico a ricordare un giocatore tanto dominante. Velocissimo, praticamente inarrestabile con campo da attaccare: quattro gol e tre assist per 704 minuti giocati, significa che Hakimi si rivela decisivo in campionato ogni 100 minuti in zona gol. Sono numeri pesanti.

Trovato il vantaggio l’Inter si dimostra più serena in campo e al 71′ chiude di fatto la gara con Lukaku su calcio di rigore, sanzionato al VAR dopo un fallo di mano di N’Zola. Non c’è molto altro da dire: vittoria importante soprattutto per dare quella continuità di risultato, che ad inizio anno mancava. Ci attende tra pochi giorni un banco di prova importante e una gara decisamente insidiosa a Verona contro l’Hellas di Juric.

La sensazione è che questa squadra abbia trovato la sua quadratura, ma che debba crescere sul piano qualitativo. twittalo

Sarà fondamentale ritrovare Sensi – ebbene si – e rimettere in condizioni ottimali Vidal: due giocatori che potranno essere gestiti visto che, triste a dirsi, l’Europa non è più una nostra preoccupazione. Tuttavia la squadra andrà certamente puntellata, almeno me lo auguro, nel mercato di Gennaio per dare maggiore linfa alle nostre ambizioni.

Piuttosto che completata sul piano quantitativo, dove probabilmente ci saremmo, è evidente che si debba dare un senso maggiore alla rosa. In difesa abbiamo trovato nel blocco Skriniar-De Vrij-Bastoni le nostre sicurezze, ma tolti questi si latita. A centrocampo una mano in più farebbe comodo, visto che Eriksen non è propriamente la prima scelta del mister, da Vidal e Sensi è lecito attendersi qualche problema di natura fisica e Nainggolan e Vecino – semplicemente – non esistono.

Fig. 4 – Lukaku. dopo il rigore.

Infine in attacco dietro Lukaku e Lautaro c’è il solo Sanchéz, che spesso è fuori per infortunio, quindi lo sappiamo: un giocatore di affidamento vero farebbe comodo. Sembra ci siano i margini per arrivare a dama quest’anno, la sensazione è questa e la squadra pare essere più convinta di poterci arrivare, al netto del bruttissimo girone di Champion’s League di quest’anno: la scorsa stagione ha se non altro alzato l’autostima generale di questo gruppo che probabilmente “sente” di poter arrivare in fondo. Molto dipenderà anche dalla società, che potrà davvero fare la differenza in sede di mercato e non solo.

Dopo il Verona saranno passate quattordici partite e un girone di CL sarà giusto fare un consuntivo e capire quali situazioni la società si aspettava e fare le valutazioni in maniera serena ed obiettiva.

Antonio Conte, Sky Sport

Siamo tutti d’accordo con queste parole, quindi aspettiamo Verona e vediamo di tracciare la prima riga della stagione. A latere, sono interessanti le parole di Conte in merito all’atteggiamento che deve assumere difensivamente l’Inter:

Timorosi, cerchiamo di non doverlo essere. La linea bisogna spezzarla e alla fine difendiamo con il 4-4-2. Bisogna avere coraggio e non timorosi, assolutamente

Antonio Conte, Sky Sport

Questo è decisamente interessante. Perchè spesso, ripensando anche alla passata stagione, l’Inter ha difeso di fatto con un |5-3| più che con un |4-4| e il fatto che Conte chieda ad un difensore di staccarsi, uscire dalla linea (“spezzarla”) ed essere aggressivo sul centrocampista avversario è da sottolineare. Perchè se questa è la richiesta di Conte, che personalmente condivido pienamente, la squadra deve in questo ancora migliorare, con i centrali che devono essere decisamente più reattivi nell’andare in avanti a prendere il centrocampista avversario.

Staremo a vedere, per il momento ci prendiamo altri tre punti e osserviamo l’evolversi del campionato.

Il_Casa

Interista, fratello del mondo. Dal 1992 un'unica fede a tinte rigorosamente nerazzurre. Sobrio come Maicon, faticatore come Recoba.

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