Incontriamo una squadra che nelle ultime tre uscite – risultati alla mano – non ha raccolto punti, ma fermarsi qui potrebbe ingannare. Sia contro la Sampdoria che contro la Fiorentina il Verona sul piano del gioco non ha demeritato, ma sembrano un po’ mancate da un lato cattiveria sotto-porta, che permette ad un gruppo di portare a casa quanto seminato, dall’altro la concentrazione maniacale in fase difensiva. Va detto che i ragazzi di Juric hanno disputato una buonissima stagione, raggiungendo quota 41 pti già alla 29esima giornata. Può quindi comprensibilmente essere venuto meno in parte il fuoco di chi lotta per portare a casa qualcosa di tangibile, se non altro inconsciamente, dopo aver ampiamente raggiunto l’obiettivo. Non sul piano della prestazione comunque sia, dove la squadra rispetto al girone di andata – per Juric- è addirittura cresciuta.
Più che le mancanze in fase offensiva, sono state alcune situazioni difensive a lasciare un po’ di amarezza al tecnico croato. E’ mancata a tratti quella solidità tipica di chi non può permettersi di regalarti nulla. Mentre per tutta la prima parte di stagione si aveva realmente la sensazione che la squadra di Juric fosse arcigna, aggressiva, compatta e solida mentalmente, pronta a lottare su ogni palla, nell’ultimo periodo ci sono stati alcuni episodi che fanno pensare ad un rilassamento. Personalmente ripenso alla gara contro la Roma, dove il Verona realmente si sciolse in pochissimi minuti subendo dei gol che non ti aspetteresti da questa squadra, visto il percorso fatto. Però molto dipende – a parer mio – dalle motivazioni. Oggi a S. Siro contro l’Inter queste non credo mancheranno.
Ci sono diversi giocatori interessanti nel Verona. Juric – giustamente – non ha fatto nomi, ma il sottoscritto qualche giocatore che non gli è dispiaciuto in questo campionato lo vuole segnalare. Parto da un nome poco pubblicizzato, che è Magnani, un difensore che per me potenzialmente ha tutto, forte e veloce, con ancora ampi margini di crescita. Ha sofferto parecchio Caicedo qualche giornata fa, ma continuo a credere si tratti di un buon difensore. Ed in secondo luogo nomino due giocatori che hanno i mezzi per crearci qualche grattacapo: Zaccagni e Barak. Sono certamente diversi per caratteristiche, con il primo più tecnico e abile nello stretto, mentre il ceco, sette gol stagionali, possiede una fisicità abbinata a delle caratteristiche tecniche che ne fanno davvero un giocatore completo. Barak – a margine, tanto per dire – sarebbe una mezz’ala “contiana”, per caratteristiche.
Molto della gara di oggi passerà da come Antonio Conte vorrà preparare la partita. Mi fa piacere parlare di questo tema, come sempre, tenendo presente che non possiedo una sfera di cristallo, sfortunatamente, quindi non è da escludere che possa sbagliare. Nelle situazioni in cui andremo a prenderli alti si alzerà verosimilmente Barella, che aggredirà il braccetto sinistro della difesa veronese. Questa penso sia una costante che abbiamo visto talmente tante volte che nessuno sarà sorpreso, quindi andiamo oltre.
Il Verona non è però la squadra più semplice del mondo da andare a pressare. Oltre ad avere un blocco in costruzioni composto da tre (difensori)+ due (mediani), con l’ampiezza reclamata contemporaneamente su entrambi i lati dai quinti, hanno due centrocampisti offensivi che cambiano la loro posizione e vanno a occupare zone diverse a seconda delle situazioni. Visto che anche noi abbiamo un blocco a tre abbiamo una questione “spaziale” da gestire: se andiamo a prenderli uomo contro uomo è intuitivo immaginare come siano Skriniar/Bastoni a prendere in avanti Zaccagni/Barak, il che non è mai semplice per un difensore.

Probabilmente l’Atalanta di Gasperini farebbe uscire in avanti – a seconda della zona interessata – un braccetto e porterebbe in linea con i centrali i due laterali, stringendoli, andando a formare una difesa a quattro. Nel fare questo in genere l’equilibratore in mediana che assorbe eventuali inserimenti o copre certi spazi intermedi è De Roon, mentre Romero/Djimsiti escono feroci sull’attaccante/mezza punta. L’Inter questo a volte lo fa, ma più spesso non lo fa e preferisce prima abbassarsi difendendo con un compatto |5-3| che nell’ultimo periodo – con lo sforzo enorme di Lautaro – in realtà spesso è un |5-4|. Partiamo però dall’ipotesi pressing a tutto campo.
Ci sarebbero dei rischi, anche perchè la regola aurea vuole che sia l’attaccante a scegliere la zona dove il difensore dovrà eventualmente andarlo a prendere. In genere il Verona si riserva in costruzione diverse soluzioni se pressato a tutto campo: alzare la palla su Barak, che individua una zona dove può sfruttare un mismatch aereo favorevole (dietro/a lato di Eriksen?), oppure l’attacco alla profondità di Lasagna. Anche Zaccagni è abile nell’aprirsi alle spalle dei mediani per ricevere e puntare la difesa. La palla a quest’ultimo in genere però non è mai “sporca” e prevede che sia più lavorata: l’ideale è la palla in verticale a servirlo alle spalle o al fianco del mediano avversario, ma spesso questa giocata è oscurata, quindi il Verona lavora di sponda andando a chiamare in causa un esterno, che poi cerca la mezzapunta tra le linee.

Comunque, lunga storia breve, per me non ci alzeremo – salvo momenti specifici della gara – a pressarli altissimi. Potrà accadere, ma è più realistico che la squadra conceda magari un po’ di campo e aspetti, come fatto all’andata, perchè in tal caso il Verona è meno “armato” e contro una difesa schierata non ha particolari lampi di imprevedibilità da proporre nelle caratteristiche dei suoi uomini, eccezion fatta per Lazovic e Zaccagni. Lasagna è molto mobile,migliorato molto con Juric, bravo ad attaccare la profondità e anche incline a calarsi nel dover giocare con la squadra, ma non è un attaccante dal peso specifico mortifero dentro l’area di rigore. Almeno non fino alle 15:00 di oggi – poi non mi assumo responsabilità.
Il Verona nello sviluppo – ancora in modo più evidente contro una linea a tre – in genere allarga una delle due mezze punte che attira fuori un difensore, mentre l’altra stringe il campo e va a giocarsi un due vs due, comportandosi da secondo attaccante. Spesso le posizioni occupate dai giocatori del Verona sono simili a quelle che occupano nello sviluppo di Conte: Barella, Lautaro e Lukaku. Per capire più nel concreto come si muovano i tre davanti vediamo un momento specifico di Hellas Verona – Lazio.
Nel periodo di video qui sopra (0.57 – 1.19) alcuni interpreti si sono scambiati, ma le immagini offrono un’idea di come il Verona cerchi quel tipo di situazione in modo frequente. A chiudere questa azione non va Barak, che nello sviluppo era rimasto più indietro, ma eccezionalmente Faraoni (non Zaccagni, come indicato dalla telecronaca!) nella posizione di secondo trequartista. Zaccagni come vedete è il #20 e all’inizio viene incontro e allarga la sua posizione sul centro-sinistra del Verona, costringendo il difensore della Lazio (Marusic #77, che nella partita in questione giocava braccetto di destra) a seguirlo.
Akpa-Akpro (l’esterno laziale) e Marusic nell’occasione sbagliano tutto e ci agevolano nell’analisi fornendoci ulteriori spunti, coadiuvati dalla pigrizia di Milinkovic-Savic. I difensori si fanno imbucare da Di Marco che serve Lazovic in profondità, mentre dentro l’area si gioca il 2vs2: Acerbi&Radu vs Lasagna #92 e Faraoni #5. Nell’inquadratura larga potrete notare Barak #7 che occupa la posizione che in genere occuperebbe il quinto di destra (Faraoni), lavorando come “portatore di stress” (stress brengen) per la difesa e nello specifico Fares, che quindi rimane largo inizialmente e non va a marcare dentro l’area. In pratica Barak e Faraoni in questa specifica occasione si sono scambiati di posizione. Si tenga anche conto che Di Marco contro la Lazio è schierato da difensore centrale di sinistra.
Possiamo apprezzare più cose. In primo luogo la sincronia e le conoscenze di squadra che possiedono i giocatori del Verona. Gli uomini di Juric sanno cosa devono fare e riconoscono la situazione. Zaccagni viene incontro, va ad occupare una posizione intermedia tra le linee e porta fuori il difensore. Lazovic comprende il contesto e attacca la profondità, mentre gli altri due giocatori del Verona nel centro del campo attaccano l’area di rigore. Faraoni va a giocarsi al posto di Barak il 2vs2 con i difensori, mentre il ceco sta largo – nella posizione di esterno – andando a completare la distribuzione spaziale dell’attacco.

Quello che mi sento di aggiungere per completezza, per chi vuole capire anche l’altro lato della medaglia, è che Milinkovic-Savic è davvero pigro nel non mettere pressione a Di Marco e lascia colpevolmente scoperto il pallone, che con un minimo di presenza sarebbe stato facilmente copribile, senza nasare minimamente il pericolo. Il resto lo fanno Marusic e Akpa-Akpro, che in questa circostanza davvero non saprei come difendere: ha i piedi che guardano in avanti su una palla scoperta, con una postura del corpo quindi errata, non legge bene la situazione e il passaggio lo taglia fuori completamente senza che ci siano margini di recupero. Marusic avrebbe dovuto capire il contesto ed evitare di farsi pescare fuori in questa maniera: poco prima del passaggio è – a palla scoperta – sulla stessa altezza di campo di Akpa-Akpro, quando sarebbe dovuto scappare all’indietro già da un pezzo.
Comunque quello che vorrei sottolineare e portare a casa con quanto descritto sopra è la sistematicità con cui il Verona ricerca questa situazione e prova a smontare una difesa a tre: una mezza punta si allarga/viene incontro e porta fuori un difensore, l’altra attacca la difesa e diventa il secondo attaccante. In tutto questo gli esterni danno ampiezza contemporaneamente. Si tenga presente che ovviamente la giocata da quinto a quinto (es. vs Cagliari: cross di Hakimi, gol di Darmian) la propongono anche loro.

Gestire queste situazioni con tanto campo da difendere alle spalle dei difensori non è semplice, anche guardando alle capacità di corsa dei giocatori di Juric. Invece a difesa schierata e compatta le letture sono più semplici e anche le aggressioni in avanti di Bastoni/Skriniar sono più facili da assorbire con meno campo alle spalle e reparti vicini.
Il modo in cui noi possiamo invece mettere in difficoltà il Verona è esattamente quello proposto all’andata. Non credo che lo spartito cambierà più di tanto. All’andata giocammo una partita solida, anche umile, di grande intelligenza nel capire i momenti della gara e forza nell’andare a colpire in avanti: è esattamente quello che mi auguro.
In genere contro un blocco difensivo a tre le nostre punte si aprono meno sull’esterno e tendono a stare più centrali, vicine e scaglionate. L’importanza di Barella cresce, perchè specialmente contro un 3421 è quel giocatore che sulla salita di Skriniar, con Hakimi aperto, deve essere necessariamente preso da qualcuno del Verona. Se il Verona accorcerà sull’italiano con un difensore centrale, verrà a crearsi una situazione sulla fascia di 3vs3 e di 2vs2 centrale dove Lautaro e Lukaku avranno modo di fare pesare la loro forza individuale.
Se invece sarà un centrocampista a scivolare sull’esterno e a prendere Barella, avremo modo di sorprendere la difesa del Verona riportando la palla dentro il campo, avendo probabilmente liberato Eriksen/Bastoni sul centro sinistra e passando da lì per servire le punte dal centro sinistra in verticale. Questo almeno per come l’ho immaginata. Il gioco per me sarà all’incirca questo. La mia sensazione – quindi – è che ci appoggeremo molto di più su Lukaku centralmente rispetto alle scorse partite in cui spesso riceveva palla più decentrato.
L’invito che faccio – di nuovo – è di non dare assolutamente nulla per scontato o dovuto. Questa è una squadra, un gruppo, che non ha mai vinto e finchè non conquisteremo tutti i punti che servono non bisogna mollare la presa. Il momento più difficile per chi non ha mai alzato un trofeo è l’ultimo passo, quando stai vivendo una situazione che per certi versi ti è sconosciuta e rischia di venirti il cosiddetto “braccino”.
L'estetica del gioco, il futuro, la distribuzione dei meriti: lasciate tutto dove merita finchè l'aritmetica non dirà che sarà lecito parlarne, per chi a quel punto sentirà davvero di farlo. twittaloNe abbiamo vissute tante, ricordiamo la difficoltà con cui Inter che abbiamo amato e che sono nella Storia, anche più forti e titolate di questa, hanno ottenuto le loro vittorie – lottando fino all’ultima giornata. Questa squadra per me sta facendo qualcosa di straordinario e onestamente mi riservo il privilegio di fregarmene di chi la pensa diversamente, ma come ha detto il nostro allenatore: non abbiamo ancora vinto niente.

