Bauscia Cafè

After Saturday?

Eccoci. Quelli hanno perso. Gli altri sono state presi a pallate dallo Spezia. Insomma è stato un Sabato piacevole, godurioso e funzionale nel caricare di aspettative la partita di stasera. Ripetiamolo in barba alla scaramanzia: come certamente avrete tutti notato, vincere oggi significherebbe conquistare la vetta della classifica ad una settimana dal derby e di allungare sulla Juventus. Di fronte abbiamo un avversario ostico, probabilmente il più in forma di tutta la Serie A, ma si respira l’aria della grande occasione.

La Lazio viene da sei vittorie di fila in campionato in partite non semplici (Derby con la Roma, Atalanta in trasferta) e sta inseguendo il quarto posto dopo un inizio di stagione poco brillante, ma comunque ampiamente accettabile se si considera come i biancocelesti abbiano passato i gironi di Champion’s League. Le partite con gli uomini di Simone Inzaghi nascondono spesso diverse difficoltà: sia fisicamente che sotto il piano qualitativo i nostri avversari possono vantare in ogni zona del campo profili di buonissimo livello.

Mi sono chiesto seriamente come potessi presentare questa partita, senza cadere nei soliti discorsi triti e ritriti, oppure in un mero elenco di numeri e dati ed alla fine ho pensato di descrivere quella che – per me – sarà la partita. Potrei cannare miseramente, ma sono sicuro che nel caso me lo perdonerete.

Fig. 1 – Lautaro osserva l’uscita di Handanovic…

A sensazione non penso che la Lazio scenderà in campo con l’idea di imporre il proprio calcio e questo per scelta tattica naturalmente. Giocheranno a specchio e probabilmente non ci presseranno a tutto campo, ma ci lasceranno un po’ di campo, con l’idea di ribaltare il fronte una volta riconquistata palla e attaccare lo spazio. In tal senso, non ci dobbiamo aspettare un giro palla particolarmente spumeggiante e sbarazzino da parte nostra.

Credo sia opportuno spiegare quello che intendo. Quando si affronta una squadra come la Lazio, che lascia campo e cerca di indirizzare la giocata, andando a coprire le linee di passaggio, la cosa peggiore che può accadere è prendere un contropiede nella faccia perdendo palla in costruzione con la squadra aperta. Per questo la gestione del pallone sarà estremamente cauta e “pesata”: si rivolgerà grande attenzione alle marcature preventive, con un movimento di palla finalizzato a trovare l’uomo (probabilmente uno tra Bastoni/Skriniar) in più per prendere campo e alzare il baricentro.

L’ideale sarebbe passare da Brozovic, ma è enormemente ipotizzabile che – a turno o con uno fisso – Correa e Immobile indirizzino la giocata di De Vrij e vadano poi una volta allargato il pallone sul braccetto (Skriniar e Bastoni) a coprire la linea di passaggio tra quello e il croato. Il difensore centrale che porta palla verrà probabilmente a quel punto preso in consegna da una mezz’ala, che uscirà con i tempi giusti. L’alternativa a questo è che Inzaghi decida di mettere una mezz’ala su Brozovic in fase di non possesso, ma per me è meno probabile.

Fig. 2 – “Vecino ce l’ha tolta, rubata! La mia Champion’s! Waaaarg!”

La Lazio a parer mio ci verrà a prendere come descritto: sbagliare un passaggio qui sarebbe decisamente problematico. Inzaghi ha a disposizione uomini in grado di esaltarsi in campo aperto come Immobile, Correa, Lazzari e giocatori di enorme qualità che gli garantiscono molteplici soluzioni, primi fra tutti Milinkovic-Savic e Luis Alberto. Come può fare l’Inter per rispondere a questo? Verosimilmente Conte può scegliere di abbassare spesso una mezz’ala e andare a fare in costruzione una sorta di |3-2|, con – in seconda battuta – il braccetto che si apre e una mezz’ala che scende sulla linea dei difensori. Allo stesso tempo si può anche provare a sfruttare le singole catene esterne, soprattutto Skriniar/Barella/Hakimi. Oppure alla peggio si può andare su Lukaku e attaccare la seconda palla.

Faccio un breve inciso sui “cambi di gioco”: per quanto spesso il mondo inneggi al cambiare gioco in modo compulsivo, contro un altro 352 non sono particolarmente efficaci. Stateci. Se affrontassimo una linea a 4, la cosa avrebbe senso perchè costringerebbe realmente l’avversario ad “accomodarsi”, ma contro una linea a 5 la cosa lascia il tempo che trova e non richiede particolari accorgimenti alla squadra avversaria. Questo non significa che una squadra non debba muovere il pallone da un lato all’altro, ma il “cambio di gioco” per trovare l’avversario scoperto sul lato opposto qui non è efficace. Meglio lavorare come dicevo su una singola catena dove magari si è individuato un mismatch.

Quindi – in base a quanto detto – siccome le caratteristiche della Lazio le conosciamo noi semplici tifosi ed ancora meglio le conosce Conte, credo che anche il nostro atteggiamento generale sarà guardingo.

Senza palla invece credo alterneremo: avremo momenti dove magari alzeremo la linea del pressing, ma andando sempre a pesare i pro ed i contro. Credo sia più rischioso sbagliare un’uscita in avanti e dare campo a certi giocatori, piuttosto che aspettarli qualche metro più indietro. La tipologia di partita che mi aspetto è per intenderci simile a quella che è stata Inter – Napoli: molto in equilibrio, molto tattica e l’episodio farà la differenza.

Fig. 3 – “Pem!”

Personalmente penso che la partita con la Lazio sia più difficile del derby. Decisamente più difficile. C’è tra l’altro un altro aspetto su cui – purtroppo – dovremo fare attenzione, che riguarda i diffidati: con un giallo Barella e Brozovic sarebbero squalificati per una gara. Considerato che Vidal è praticamente indisponibile, come spiegato da Conte in conferenza, perdere anche solo uno di questi due giocatori rappresenterebbe un bruttissimo colpo.

Vidal non è a disposizione, continua ad avere problemi e non si sta allenando con noi. Non so se sarà a disposizione nemmeno per la prossima, si sta portando indietro diversi acciacchi”.

Antonio Conte su Vidal

Dicevo- pare banale – una partita di dettagli e duelli, dove immagino che entrambe le squadre avranno momenti in cui sarà importante saper soffrire. Ci sono tanti duelli che meritano attenzione, anche solo sugli esterni, banalmente: se Marusic non ha il passo per gestire Hakimi e rischia di pagare dazio, dall’altra parte Young rischia di andare in seria difficoltà contro la freschezza atletica di Lazzari (sarebbe stato più funzionale Darmian probabilmente). E’ lecito aspettarsi quindi due squadre più inclini ad avere uno sfogo laterale a destra, mentre a sinistra forse ci si può aspettare qualche cautela in più.

Fig.4 – Se Stellini in realtà fosse Gagliardini tornato dal futuro per rivedersi giocare?

Inter e Lazio per certi versi si assomigliano, sebbene ci siano alcune differenze nelle caratteristiche di alcuni uomini. Leiva è certamente più incline a fare da schermo alla difesa rispetto a Brozovic, più regista basso, mentre le nostre mezz’ali sono più di movimento e meno di qualità (mi aspetto Gagliardini) rispetto a Savic e Luis Alberto. Allo stesso tempo Correa/Immobile è una coppia più leggera e mobile rispetto a Lautaro/Lukaku, che invece dovrebbe avere un peso specifico superiore.

Come le caratteristiche degli attaccanti influenzino il gioco delle squadre è presto detto. L’Inter anche se pressata ha in Lukaku una soluzione lunga di stazza, quindi questo alimenta la mia idea che la Lazio idealmente lavorerà in pressione come ho scritto precedentemente. Allo stesso la Lazio non ha una soluzione profonda di stazza su cui appoggiarsi (eccetto Caicedo e Muriqi in panchina), ma può attaccare la profondità con Immobile/Correa. Per questo è altamente probabile che Inzaghi abbia preparato delle uscite dal pressing andando a cercare non le punte, ma piuttosto Milinkovic-Savic, che potrebbe alzarsi di qualche metro ed essere cercato da Reina, o Acerbi in caso di pressione alta.

E’ una soluzione un po’ più elaborata rispetto alla semplice ricerca delle punte, perchè richiede una rotazione del centrocampo, con Milinkovic che andrà ad occupare una zona più laterale oppure più a ridosso delle punte, ma è una soluzione che dobbiamo necessariamente conoscere. Lancio ad uscire dalla pressione su Milinkovic-Savic, palla allungata di testa dietro la difesa e due punte (Correa/Immobile) ad attaccare la profondità: nella sua semplicità può essere efficace. In seconda battuta, anche Marusic può essere una seconda via di fuga alzando la palla, dato che nel confronto con Young gli dà dieci centimetri buoni.

La bilancia può pendere da entrambi i lati e la speranza è di poter riuscire a concretizzare di più rispetto a quanto creato nell’ultimo periodo: dobbiamo assolutamente ritrovare Lukaku e Lautaro.

Il nostro futuro passa necessariamente dal livello di rendimento dei nostri due attaccanti. twittalo

Sfortunatamente nelle ultime uscite Lukaku è apparso appannato, mentre Lautaro decisamente fumoso. In questo senso, ben venga avere a disposizione Sanchéz dalla panchina, che se non altro può rappresentare una variante interessante a partita in corso. Confido che tornando ad allenarci sette giorni a settimana e avendo di qui in avanti davvero poche partite infra-settimanali si possa ritrovare una certa brillantezza atletica e mentale, ma molto passa da queste due partite (Lazio & Milan).

“Sicuramente ci sono dei momenti di alti e bassi per i calciatori, però Romelu sa benissimo che noi abbiamo bisogno di lui, perchè per noi è un giocatore importante.”

Antonio Conte su Vidal

Nelle ultime ore si è parlato di un possibile utilizzo di Eriksen dal primo minuto. Onestamente sarei sorpreso, non credo che Conte rinuncerà alla fisicità di Gagliardini. Più facile vederlo nel derby (anche con tutti a disposizione) che contro la Lazio, sebbene la sua qualità possa davvero essere un fattore. Comunque invito alla pazienza, perchè non mi aspetto una prova spettacolare, ma auspico una partita di spessore, matura, di chi ha compreso l’importanza del momento. Non sarà decisiva, nessuna gara presa in quanto tale è veramente decisiva, ma questa partita potrà darci quella spinta in più, mandando un segnale a tutte le rivali: portarci in testa e – con una gara in più – a otto punti di vantaggio sulla Juventus sarebbe enorme.

Il_Casa

Interista, fratello del mondo. Dal 1992 un'unica fede a tinte rigorosamente nerazzurre. Sobrio come Maicon, faticatore come Recoba.

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