Bauscia Cafè

Il Ninja

In questi ultimi giorni di Giugno arriva l’ufficialità dell’acquisto da parte dell’Inter di Radja Nainggolan, preso a titolo definitivo dai rivali della Roma in cambio di una cospicua parte monetaria (si parla di 24 milioni di euro) e dei cartellini del “bambino” Davide Santon e del canterano Zaniolo.
Il Ninja, così chiamato a causa delle chiare origini orientali (padre Batak, un’etnia dell’Indonesia centrale) e della sua capacità di far male improvvisamente alle difese avversarie con conclusioni spesso potenti e precisissime, si appresta quindi a vestire di nero blu nella sua tredicesima stagione italiana, dopo le esperienze a Piacenza, Cagliari e Roma. Un giocatore nel pieno della sua maturità calcistica, espressamente richiesto a più riprese dal mister Luciano Spalletti, che con lui ha lavorato nella stagione migliore in carriera del belga, nel 2016-17, conclusasi con l’impressionante score di 11 segnature in campionato. Noi ne sappiamo qualcosa.
Lo scorso anno con l’arrivo di Spalletti sulla nostra panchina e l’approdo di Di Francesco a Roma, gli spazi in campo (sia come minutaggio sia come libertà di azione) di Naingoolan si sono ridotti, e c’è chi parla di un giocatore ormai nella fase discendente della propria carriera, complice anche una vita fuori dal campo non proprio “casa e chiesa”.

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Personalmente sono molto favorevole all’acquisto di Nainggolan, in primis per le modalità con cui è avvenuto: in un momento storico in cui le nostre rivali spendono 38 milioni per dei terzini che hanno dei seri problemi di lettura della fase difensiva e di applicazione (a Valencia ringraziano sentitamente il factotum Mendes), aver pagato poco più della metà per uno dei centrocampisti più dominanti del campionato e contestualmente aver ceduto un giocatore come Davide Santon che spiace dirlo, ma nulla aveva più da darci sia sul piano tecnico che su quello potenziale, oltre ad un canterano che per quanto promettente è comunque una progetto di giocatore che è più facile – la storia insegna – che rimanga tale piuttosto che si compia, è comunque la si guardi una buona operazione, comunque interessante. Contestualmente si sono concretizzate plusvalenze importanti – e sappiamo quanto queste siano necessarie da qui al primo Luglio – con giocatori che erano inutili ed inutilizzabili – chi per un motivo chi per un altro – per noi al momento.
In secondo luogo – ma nemmeno tanto – per la qualità del giocatore. Stiamo parlando, come detto, di un centrocampista totale, in grado di giocare, e di eccellere, sia come incursore, sia come trequartista, sia come intenditore. Nella sua ultima esperienza a Roma è stato utilizzato anche come esterno d’attacco con il passaggio di Di Francesco alla difesa a 3. Insomma, un calciatore di sicuro ed assoluto affidamento, che arriva dopo una stagione in cui è stato messo in discussione e che ha – parole sue – voglia di rilanciarsi e di ringraziare chi ancora ha la voglia di credere in lui.

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Non sappiamo ancora come Spalletti abbia intenzione di far giocare l’Inter l’anno prossimo, è anzi probabile che non si giochi in un solo modo, ed è per questo che l’ecletticità del belga è un’arma di assoluto valore, una importante freccia nel nostro arco, per quanto mi riguarda. L’accoppiata con il Brozovic visto ultimamente mi solletica la fantasia, in attesa di capire chi sarà il terzo titolare di un ipotetico centrocampo a tre (Vecino? Gagliardini? Magari si può sognare il ritorno del “figliol prodigo” Rafinha in un trittico tutto qualità, sostanza e cattiveria agonistica), e sono più che curioso di vederlo giocare sia da 4, che da 10, che eventualmente da 11, nel caso ce ne fosse il bisogno.

Alcuni criticano la scelta di investire in un 30enne muscolare con una vita non irreprensibile. Io penso, magari banalmente, che va bene comprare prospetti interessanti e farli crescere pian piano, ma ogni tanto comprare un calciatore forte subito, strapparlo ad una concorrente e vederlo all’opera con la sacra maglia, può essere altrettanto soddisfacente. Siamo a fine giugno ed abbiamo preso Naingoolan e De Vrij, strappandoli a Roma e Lazio, pagando un totale di 24 milioni per i due, e cedendo rami secchissimi. Scusate se è poco. Forse sarò di bocca buona, ma per me per ora va stra-bene così!

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Vujen

Classe '85, marchigiano, interista da tre generazioni. Appassionato di fotografia, Balcani e cose inutili ma costosissime. I suoi pupilli sono Walter Samuel e l'indimenticabile Youri Djorkaeff. Lautaro più altri 10.

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