A breve (?) uscirà una puntata del nostro podcast in cui parleremo ampiamente della recente stracittadina, e registrandola mi sono reso conto di essere forse uno dei pochi autori del blog a non preoccuparsi particolarmente per l’andazzo che sta prendendo questo inizio di campionato.
Sia chiaro a tutti, sono ben conscio degli errori palesi commessi dai nostri difensori lo scorso match, così come ho ben memorizzato l’approccio un po’ naïf con il quale subiamo gli attacchi avversari da un mese a questa parte, eppure paradossalmente gli otto gol presi in quattro partite non mi preoccupano minimamente.

Un inciso: quando si vuol ragionare in merito alla partita di sabato, non è possibile non prendere in considerazione alcuni fatti di straordinaria importanza: banalmente gli avversari sarebbero dovuti essere in inferiorità numerica per gran parte della partita, considerando che (e non è una novità) il giocatore Kessiè avrebbe meritato svariati altri cartellini, e si è invece ritrovato stranamente (ahah!) ad essere impunito. Più ad ampio spettro, un’altra considerazione importantissima è che si è giocato senza la difesa titolare. Tra l’altro è davvero grottesco (e pure un po’ triste se posso permettermi) notare come sia più equilibrato il commento di uno degli uomini simbolo dei nostri cugini, piuttosto che quelli letti da centinaia di tifosi interisti abbattuti dalla recente sconfitta. Una cosa che in un ambiente normale, farebbe riflettere, ma noi siamo pazzi, nient’affatto normali, e quindi ce la teniamo così come viene (sigh).
La terzo ed ultima considerazione che voglio fare, che è poi l’idea alla base di questo articolo, è che si è persa una partita, ma si è fortemente rischiato non solo di pareggiarla, ma pure di vincerla in svariate occasioni. Molti in questi due giorni han detto che si è giocata esattamente la partita vista nell’ultimo derby, però stavolta perdendola. Io sono nient’affatto d’accordo.
Questa partita mi ha dimostrato ancora una volta che siamo una squadra fortissima, sicuramente la più forte dal 2010 ad oggi (ma di gran lunga) e che abbiamo uomini, tecnica ed idee per poter far male a chiunque.
Gli errori sotto porta di Lukaku, Hakimi e Barella non devono farci dimenticare come quelle occasioni ci siano comunque state, senza dimenticare le due volte in cui ci siamo visti fermare in campo aperto, prima con Lukaku e poi con Hakimi, dallo sfortunato (ahahah!) direttore di gara. Lo scorso derby si è vinto in maniera casuale, questo si è perso in maniera non strettamente casuale, ma comunque causata da una serie di fattori tutti molti chiari e facilmente contestualizzabili o risolvibili.
La verità è che siamo fortissimi. Terribilmente forti, ma ancora dobbiamo capirlo. twittaloAbbiamo poco equilibrio dietro, questo è palese ed innegabile, ma perché non dovremmo migliorare? Una difesa così ballerina non avrebbe preso solo un gol contro la Lazio, e ricordiamoci sempre che non abbiamo praticamente fatto precampionato e siamo partiti una settimana in ritardo rispetto agli avversari. Queste cose non contano a Febbraio, ma alla quarta di campionato, con due settimane di pause nazionali, sei giocatori fuori per covid e pochissimi modi per migliorare tatticamente, questi fattori pesano tantissimo. Non dobbiamo darli per secondari.

Così come non possiamo non notare l’ambizione di un atteggiamento, di una squadra che con Perisic e Hakimi punta a giocare con almeno quattro uomini più che offensivi, ed un centrocampo dinamico e battagliero. Con Eriksen probabilmente una delle due ali rimarrà in panca in favore di un più equilibrato Young, ma il concetto non cambia. Io vedo tanta forza e tanta qualità, vedo un reparto avanzato che può farci divertire.
Da qui si può ripartire, da qui si deve ripartire. La solidità difensiva fine a sé stessa non serva a nulla, e sono convinto del fatto che prendere gol faccia girare alle scatole molto più a Conte piuttosto che a noi, anche se ultimamente lo vediamo in modalità buddista. Ma il mister ha anima calda e sono sicuro che porrà rimedio a certe mancanze.
Quello che però costruiamo è nuovo sugli schermi interisti, è qualcosa che non mi vergogno a definire potenzialmente epocale, qualcosa che se creato bene può lasciare un segno importante nella nostra storia. Ci vuole fiducia, Roma non è stata costruita in un giorno. Figuratevi l’Inter.

