Bauscia Cafè

L’Urlo del Gol

Mercoledì sera uscendo dal pub sentivo un prurito alla gola e pensavo che avevo urlato troppo al gol di Candreva… E mi sono detto ma quante volte sei andato al lavoro con la voce rauca e quante volte hai esultato ad un gol urlando come un pazzo?

Ma cos’è l’urlo del gol?

Si lo so che lo sapete tutti cos’è l’urlo del gol ma io parlo dell’Urlo, il vero Urlo.

Perché tutti noi esultiamo quando segna l’Inter, alcuni urlano anche per la nazionale, ma cosa succede dentro di noi quando si passa da un gol che festeggiamo con un semplice ghigno di soddisfazione ad un gol con un urlo che potrebbe essere inserito nel film l’esorcista ed incutere più paura della piccola Regan McNeil?

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Un pacato tifoso dell’Inter festeggia il secondo gol di Lukaku al Derby

Dell’emozione del calcio e del gol sono stati scritti trattati di ogni tipo, ma nessuno credo abbia mai scritto del gesto che consegue ad un gol e oggi il Maestro vuole parlarvi del perché ogni gol della nostra vita, suscita in noi una reazione diversa, che in fondo si finalizza con un gesto unico, l’Urlo.

È vero che ci sono tanti modi di reagire ad un gol e l’urlo seppur sia il complemento più evidente non è l’unico. Io ad esempio allo stadio salto addosso al mio vicino e cerco di cavalcarlo esultando, anche perché di solito il vicino è dieci volte più imbizzarrito di un cavallo da rodeo e non è per niente facile domarlo… Quando invece vedo le partite a casa, in quelle più sentite, accompagno l’urlo ad una corsa liberatoria. Mi lancio stile Bolt dove trovo spazi liberi in salone a volte avventurandomi anche in terrazzo, con il terrore delle figlie che temono che per la gioia possa lanciarmi nel vuoto, tipo tuffatore di Acapulco…

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Nell’immagine il Maestro che festeggia il gol di Candreva contro il Borussia Dortmund

Ma c’è chi lancia in aria figli appena nati, chi stritola bottiglie fino a farle esplodere, chi esce nel pianerottolo e suona il campanello del vicino…insomma cose davvero folli che se volete potete scriverci nei commenti o se poco raccontabili in pubblico, anche in privato. Chiederemo per voi Grazia Plena direttamente in Vaticano.

Ma non divaghiamo e restiamo sull’Urlo. Quello che è subito evidente è che ci sono variabili decisive nella potenza dell’Urlo dopo un gol: l’importanza della partita, il risultato che genera, il giocatore che segna, il luogo in cui ti trovi, insomma sono tante le cose che fanno alzare il livello dell’urlo ed alcune combinazioni portano l’eccitazione a livelli inauditi fino a raggiungere, appunto, l’esigenza di un intervento immediato di un esorcista.

Io ad esempio non è importante dove mi trovi se allo stadio o a casa, la mia combo perfetta è importanza della partita, avversario in campo, e giocatore che segna. Già così siamo su livelli altissimi, ma se a queste variabili aggiungiamo qualche altro fattore, che poi vi racconterò, si raggiunge l’armageddon!

Come avete letto ho aggiunto la variabile avversario in campo, sarebbe troppo facile dire che un gol ai gobbi già da solo alzi moltissimo l’asticella ma è proprio così, perché quanti gol abbiamo fatto ai gobbi? Ve lo dico io 291 gol su 236 partite, ebbene sono sicuro che non avete urlato sempre allo stesso modo per ogni gol segnato!

All’elenco aggiungo un ulteriore fattore per me davvero importante ed è il momento storico. Mi spiego meglio, i gol dell’Inter del triplete non dico che fossero meno belli ma venivano da una squadra fortissima e vincere certe partite non dico fosse scontato ma di sicuro meno sofferto come in altre stagioni. Ma il calcio è un gioco talmente bizzarro che vedrete mi smentirò presto anche su questo.

Forza passiamo ai fatti ed ecco perché da fissato analista quale sono ho deciso di classificare questa cosa e ho deciso di dargli un senso fissando cinque livelli di Urlo in reazione al gol!

Livello 1: Amichevole

Qui il livello è bassissimo in pratica non c’è urlo è un gol muto, nel senso che non emette praticamente rumore. Generalmente parliamo proprio di amichevoli, partite che non contano nulla se non dare modo al mister di vedere qualche ragazzo nuovo o alla Società di mettersi in tasca qualche milioncino dagli sponsor. Qui le combo possono essere anche estremamente aggressive, tipo gol all’ultimo secondo contro i gobbi in rovesciata di un primavera che con un piede sfregia il naso di Chiellini e con la palla che sbatte in faccia a Buffon fratturandogli il setto nasale per poi infilarsi in porta! Pazzesco vero? Ma se questo gol è in una amichevole estiva al massimo mi può tirare fuori un grugnito di soddisfazione, più per il sangue sulla faccia dei due gobbi che per il gol in se stesso. Un altro gol amichevole è quello che in caso di pesante sconfitta viene definito il gol della bandiera, perdiamo 4 a 0 segniamo un gol a partita finita, non hai un cazzo da urlare al massimo li mandi a cagare. Gol inutili generano il silenzio ma in camera caritatis confesso che la scorsa estate rivedendo addirittura registrata un’amichevole contro i gonzi di cui conoscevo anche il risultato finale ad un gol nostro sono quasi passato al secondo livello. Vergognandomi un po’ del quasi urlo mi sono guardato in giro in casa ma per fortuna non c’era nessuno che mi ha visto…

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un interessantissimo match estivo dell’Inter, nell’immagine chicazzè contro chicazzè

Livello 2: Sportivo

Questo è un gol in cui i decibel del nostro urlo cominciano ad essere udibili dal vicino di casa. Sportivo perché comunque c’è una preparazione atletica, il movimento corporeo è già completo si vedono bene il movimento delle braccia, in caso di divano ci si alza anche e allo stadio una spintarella amichevole, apparentemente involontaria, al vicino ci sta tutta. Questo lo classificherei facilmente un gol del 4 a 0 contro una piccola o a fine campionato con tutti i giochi già fatti l’urlo del tifoso che va allo stadio da occasionale e si esalta per un risultato che conta poco. Ci sta tutto anche il gol contro un avversario che ci sta sui coglioni o è in lotta con noi per un posto in Champions, ecco per me un gol contro la Roma o contro l’Atalanta già comincia a farmi salire a livello sportivo, niente di impegnativo ma di base senza ulteriori combo ci sta tutto. Se dovessi identificarne uno, delle nostre partite di quest’anno senza dubbio sceglierei il rigore di Lautaro del 4° 1 al Sassuolo, risultato già in cassaforte (vallo a sapere che poi si addormentavano…) poco pathos per via del rigore, insomma partita dominata chiama l’urlo Sportivo.

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le mandibole scrocchiarelle di Candreva incitano all’Urlo sportivo

Livello 3: British

Ecco da qui cominciamo a fare sul serio! Ho preso il nome per amore incondizionato del calcio inglese e intanto iniziamo a dire che gli inglesi non urlano gol ma yeah. Io l’ho sentito quello yeah alla massima potenza, ero all’Olimpico una vita fa. Finale di coppa dei Campioni Roma Liverpool ventimila inglesi in Curva Nord all’ultimo rigore decisivo, nel silenzio più assurdo di tutta la città. Io ero in curva Sud quando entrò la palla, sentii distintamente il rumore della rete e poi dopo un secondo che sembrò un’eternità arrivò lo Yeaaaah! Arrivo forte potente come uno schiaffone, un unico Yeah infinito! Pazzesco! I primi gol dell’Inter che la portano in vantaggio a San Siro sono tutti di questo livello. L’Urlo è potente, liberatorio tutto il corpo salta in aria sul posto come un tappo di spumante.

Il vicino si abbraccia e con lui si urla oltre la mezza potenza possibile, i primi danni alle corde vocali si sentono e con l’addizionale di qualche combo si raggiungo livelli importanti. Un gol decisivo ai gobbi o ai gonzi, al di fuori dell’Inter chiunque lo faccia ed in qualunque competizione, per quanto mi riguarda già sfrutta questi livelli di potenza. L’Urlo British si utilizza per un gol vittoria contro una piccola in un momento tranquillo della stagione o anche un bel gol in nazionale di uno dei nostri. Ecco il livello è già potente ma non ci sono ulteriori controindicazioni fisiche e mentali. Direi che serenamente il gol di D’Ambrosio (combo bassina) di Inter Lazio al 23 mo del primo tempo rientra in questa categoria. Per me che sono malato anche di portieri lo stesso livello di urlo nella stessa partita è stato proposto per la parata di Handanovic che ha salvato il risultato nel secondo tempo, ma io non faccio testo per me una parata suscita la stessa emozione di un gol a livello di urlo e capirete perché…

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qui si urla come un gol pochi cazzi

Livello 4: Primitivo

Intanto diciamo subito che il vicino di stadio si lancia tipo giavellotto il più lontano possibile e poi a nostra volta ci si lancia per recuperalo. Qui l’urlo è un impegno fisico, parte da dentro i polmoni ed esce con una tale potenza che nella gola passa un vero e proprio tornado. Le corde vocali hanno danni immediati e duraturi e il giorno dopo si farà fatica a parlare normalmente. Si perde totalmente la razionalità del momento, della propria esistenza, si scorda anche il gol per la gioia, ci si scorda anche che si sa parlare e scrivere. Ci si ritrova solamente in maniera primitiva ad emettere versi gutturali che alla fine possono riassumersi in un gaaaaa che in fondo non è quasi neanche più un urlo ma appunto un verso Primitivo. Qui dentro c’è tanta roba, dai gol nei derby, ai gol scudetto.

I gol alla gobba ovviamente sono qui dentro e inevitabilmente proprio perché siamo tifosi in questo livello ci sono la maggior parte delle Urla fatte nella nostra vita per l’Inter. Sembrerà strano ma con questo urlo Primitivo ho iniziato la mia vita da tifoso di calcio, seguendo l’Italia. Era il 5 luglio 1982 si giocava allo Stadio Sarriá di Barcellona l’ultima partita del secondo girone di qualificazione che portava direttamente alle semifinali del Campionato del Mondo. Dentro o fuori! L’Italia era tra le meno favorite (combo alta), in quel girone poi c’erano l’Argentina di Maradona e il Brasile di Zico (combo altissima). Noi avevamo già battuto l’Argentina e nell’Italia giocavano Oriali, Altobelli, Bergomi, Marini e Bordon (combo aggiuntiva), ci serviva solo vincere. La partita resta una delle più belle mai giocate dall’Italia, noi segnavamo e quei diavoli di brasiliani ci surclassavano tecnicamente e pareggiavano, qualificandosi loro, arrivando in porta con tre passaggi. Ma noi avevamo Paolo Rossi toccato da Dio.

Io ricordo che volevo vincere quella partita a tutti i costi e quando Rossi deviò il colpo di testa di Tardelli in gol, saltai dal divano urlando con tutta la potenza che avevo in corpo, fu un urlo lunghissimo, liberatorio sotto un certo punto di vista anche aggressivo (avrei invaso il Brasile quel giorno pur di vincere) e seppur fossi poco più che sedicenne credo lo sentirono in tutto il quartiere. Io la riconosco sempre in me stesso la potenza di quell’urlo l’ho riconosciuta in tutti i gol al derby, in particolare quelli di Ronaldo (combo pazzesca) con il pallonetto a Seba Pezzodimerda Rossi (combo altissimissima), nei gol di Milito nella finale del Triplete o nella vittoria al Merda Stadium guidati da Stramaccioni (combo personale). Il gol di Eto’o al Chelsea o quello di Sneijder alla Dinamo Kiev, fino al recente gol di Vecino a Lazio Inter che valse la qualificazione alla champions due stagioni fa. Tutti gol che hanno generato urla Primitive che la maggior parte di noi ancora sente fisicamente nel proprio corpo e nella propria anima.

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si urla senza soluzione di continuità

Livello 5: Esorcista

Voi vi chiederete ma cosa ci può essere più del gol di Milito nella finale di Madrid? O del pallonetto di Ronaldo nel derby? O meglio ancora dello sverginare lo stadio nuovo dei gobbi? Ebbene qui parliamo di vivere un’esperienza quasi extracorporea. In questo urlo non c’è solo la gioia e la felicità di una vittoria, in questo urlo c’è la vendetta, c’è l’odio, c’è qualcosa per il quale voi non sarete più voi stessi, qualcosa che vi rimarrà dentro per sempre. Esagerato? Sì forse, ma se sei tifoso sai bene di cosa parlo e se sei tifoso dell’Inter in una città come Roma lo sai ancora meglio. Ma questo vale per la squadra rivale di un ex fidanzato o di un collega stronzo, o comunque di situazioni che ti hanno turbato dentro.

Fisicamente è un urlo primitivo ma l’odio e la rivalsa in un contesto sfavorevole o dove sei stato attaccato o dove sei in minoranza come in uno stadio nemico e ancor di più in una città nemica, fanno sì che oltre a quanto già detto sulla potenza dell’urlo c’è tutto il corpo che esplode. È lo tsunami che risucchia centinaia di metri di acqua dalla spiaggia per poi esplodere con tutta la sua potenza abbattendosi sulla terra. È il risucchio della bomba atomica prima di radere al suolo tutto ciò che trova davanti, è la pura follia del tifoso che rade al suolo con un urlo immenso e liberatorio tutto ciò che è davanti a lui. Due sono gli episodi che ho vissuto così, entrambi del 2010 con l’Inter del Triplete e la cosa bizzarra è che il primo non è un gol ma una parata. La parata lo avete già capito tutti è quella di Julione (combo sessuale) al derby (combo altissima). 90 minuti vissuti sulla tensione più assurda, espulso Sneijder (Combo di rabbia) per l’applauso a quel pezzo di merda (Combo infame), partita che se la rivedete oggi vi sale una bile tale che mandate avanti al fischio finale per non farvi ancora il sangue amaro. Ancora oggi urlo a rivedere quel rigore parato e sfido chiunque a non ricordarselo e a non urlare nel rivederlo.

Quando Julione volò sulla palla di Ronaldinho e la deviò in modo vincente persi quasi conoscenza per via dell’urlo inumano che fece salire la pressione sanguigna a livelli infarto da elefante. Ma questo urlo non fu quasi nulla rispetto al secondo episodio. Roma 5 maggio 2010 quando Thiago Motta lancia di esterno Diego Milito la tensione era infinita perché venivamo da una stagione di insulti, il livello di odio ordìto nei nostri confronti da tutti i media nazionali e locali non è mai stato raggiunto dai gobbi neanche nelle peggiori stagioni di calciopoli. Vivere a Roma quella stagione da tifoso interista fu semplicemente una guerra, anche gli amici ti odiavano per come la stampa aveva caricato quella partita. Perché sì quella era la partita che doveva dimostrare al mondo che l’Inter non meritava quello che aveva raggiunto fino a quel momento e che proprio la Roma era la squadra che avrebbe meritato di vincere quella stagione. Quando Milito (combo sessualissima) partì sulla fascia quasi da centrocampo ebbi tutto il tempo per caricare l’urlo dentro me stesso (il risucchio dello tsunami) e quando arrivò al tiro insaccando con un gol di inumana bellezza (combo definitiva), l’esplosione fu definitiva, totale, letteralmente un’incisione tribale nel mio corpo e soprattutto un urlo primordiale lunghissimo, lunghissimo, lunghissimo.

Ci vollero giorni se non settimane a riprendere il normale utilizzo delle corde vocali anche perché da quell’urlo al 20 maggio ne feci altri tre non di molto meno potenti e lunghi.

Ma l’Urlo di quel 5 maggio non è mai stato raggiunto da nessun altro Urlo e non è mai finito perché da qualche parte quell’Urlo ancora gira per i vicoli di Roma Condividi il Tweet

a ricordare a tutti coloro che ci odiano che il nostro amore per la nostra Inter non è imprigionabile in nessun modo. Né dai nostri avversari fuori dal campo, tantomeno dal nostro corpo.

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Grazie mio Dio!

L’urlo!

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Oldman

Il Maestro: a sei anni si è perso nel parterre di San Siro in un Inter-juve, a dodici la madre lo sventola vestito di nerazzurro in Curva Sud, a trenta va in metro a Roma vestito da Ronaldo, quello vero, a quaranta fa caroselli seminudo a Piazza del Popolo, a cinquanta guarda di nascosto l'Inter nel reparto di terapia intensiva cardiologica, da ricoverato. A sessanta conta di perdersi ancora, nel nuovo stadio di Milano.

80 commenti

  • […] scorso ha fatto quello che ha fatto, ho esultato come un matto. Braccia in aria, pugni serrati ed un urlo più o meno quantificabile come un livello 3, avvicinabile forse al 4. La sensazione di liberazione per una partita bloccata ma dominata in tutto e per tutto nell’arco […]

  • Leggo solo ora e in colpevole ritardo, ma non posso non commentare.

    Il gol di Pandev, la parata di Julione già citata nel post e il conseguente quasi gol di Maicon dopo una azione inverosimile: nei corridoi della facoltà di economia di Roma si racconta ancora la storia di quello studente che si ritrovò a discutere la tesi magistrale senza un filo di voce.

    Poi Ibrahimovic a Parma e Vecino contro la Lazio: combo pagina di storia.

    Si chiude in bellezza con Icardi al 94’nel Derby. C’è ancora un noto giornalista che gira per San Siro cercando di capire chi è stato a tirargli una bandierina blu in faccia.

    Grazie Maestro, LMT.

        • An absolute beginner
          E giustamente, chi meglio di noi per esordire? Così, anche nel caso di cazzata sesquipedale, c’è già pronta la giustificazione, che i giovani devono fare esperienza e che eventuali errori vanjo messi in conto e che non ci si deve /può aggrapoare a queste scuse e compagnia cantante(al ritmo però della solita musica). Gli facessero dare esperienza con Verona sassuolo cazzo

          • Se invece mandavano uno con esperienza si tirava fuori che 3 campionati fa non ci aveva assegnato una punizione..al posto di mettere noi le mani avanti con gli arbitri, pensiamo a vedere una partita giocata cazzutamente.le recriminazioni solo se succede davvero qualcosa di storto

          • Altra prova che ci attenzionano, come si dice, e che se c’è una minima probabilità di romperci i coglioni, perché no?
            È il momento di stare TUTTI uniti e superare discussioni e misunderstanding

            Conquistiamo la nostra primavera

            E Pluribus Unum

            💙🖤💙🖤💙🖤💙🖤

  • Che dite di quell’urlo e risata susseguente fragorosa dopo l’ultimo rigore del Liverpool ad Istambul dopo che tutta Milano gonza, miei familiari compresi avevano festeggiato in anticipo la vittoria alla fine primo tempo?
    Raramente ho goduto cosi ed e’ andata avanti nel godimento per una settimana almeno.
    Dovevo godere un po di nascosto se no rischiavo il divorzio, ma e’ stato impagabile.

  • I primi urli “da esorcista” che mi vengono in mente sono:
    Il gol di Wesley a Kiev
    Il rigore del derby di ritorno nell’Anno Santo
    Lo sverginamento del Merda Stadium

    Tenete conto che il terzo fu fatto dal balcone di casa mia verso lo juventus club che avevo per “vicino” di casa…

  • Beati voi che siete giovani ( anche tu Nontantoldman) e avete ancora il fisico e il sistema nervoso in qualche modo funzionante e vi potete godere le partite in diretta. Io sono stato costretto a smettere non reggo più: troppa tensione. Le registro e a risultato acquisito me le gusto in tranquillità senza mettere a rischio le coronarie: ordine del medico (sic)

    • Caro Mandorlo le mie coronarie sono già andate… 4 per la precisione ma il mio medico non lo sa che vedo l’Inter… Stay tuned un giorno ti racconto una storia bellissima!

  • Paradossalmente, la partita meno urlata di tutte è stata quella di Madrid.
    Quei 90 minuti furono emozione pura, catartici, liberatori. Anche l’interista dell’ultima ora sentiva in cuor suo che avremmo vinto quella gara senza fare una goccia di sangue amaro..

    • Paradossalmente, la partita meno urlata di tutte è stata quella di Madrid.

      Vero, anche per me. Tornando indietro proverei a godermela di più.
      Ovviamente senza riuscirci.

  • “All’Inter, all’inizio sono stato fischiato perché parlavo di Roma e della Roma, che è stata casa mia. Ma io non sono uno di quelli che bacia la maglia della squadra dove è appena arrivato. Serate, discoteche, alcol? Se voglio, io posso rinunciare a tutto. Ma non sarei me stesso”.

    Gasperini confronto al Ninja in ciabatte è un tipo taciturno.

      • me lo immagino proprio mentre sta sinceramente firmando il contratto da 4 pali all’anno “oh, io però col cazzo che faccio la vita da atleta e calciatore professionista”.

  • Al 90esimo di Barca Inter. Chi non ha ancora l’incubo della convalida del gol del Barca mente spudoratamente..

  • i miei urli che ricordo con più pathos furono quelli al gol di djorkaeff con lo sturm graz e al gol del 2-2 di seedorf contro i gobbi

      • ma purtroppo il finale di quel maledetto campionato ha offuscato anche la memoria della gioia che provai con quel gol

  • Il gesto più spietato della mia vita.

    Semifinale di ritorno UCL 2010.
    Allatto (con il biberon…che avevate capito!?) mio figlio Samuel di 5 mesi.
    Purtroppo non capiva un cazzo, preferiva la poppata alla Beneamata (mi chiedo ancora se sia mio figlio biologico).

    Segna Bojan, il panico si impossessa del mio corpo, dalla mia bocca escono parole al miele, scaduto da un secolo, strappo il biberon dalla bocca del piccolo Diego e lo scaravento sul muro (il biberon…che avevate capito!? proprio non ci intendiamo oggi ragazzi).

    Una frazione di secondo dopo mi rendo conto che il gol è annullato. Appoggio delicatamente Wesley (si, delicatamente, sono un papà premuroso io) sul divano e inizio a correre per il salone urlando e saltando come un ossesso.

    Estebian inizia a piangere, non so per quale motivo (“sarà mica gobbo”, ho pensato).
    Entra mia moglie sbraitando.

    Ancora oggi mi chiedo cosa mi abbia detto.
    Vorrei chiederglielo ma purtroppo non la vedo da quel giorno.

    True Story. Più o meno.

  • Al castellani empoli piove all’improvviso un meteorite da marte.Siamo sotto e a meno 8 dalla fine l’uruguagio dagli occhi a mandorla é appena entrato e quella é la prima palla che tocca un metro appena oltre la metà campo il chino alza la testa e spara di sinistro una stella filante nera e azzurra lunga cinquanta metri che attraversa il cielo e atterra all’incrocio esco sul balcone ma non sono solo, il vicino ha avuto lo stesso riflesso ed insieme urliamo al mondo goalllllllllllllllllllllllllllllllllllll

  • Tutto molto bello e condivisibile ma l’apice credo sia stato da me raggiunto non per un gol, ma per un gol annullato, perché l’arbitro che indica fallo di mano di Yaya Touré al Camp Nou proprio nun se batte

    • ecco li per esempio ho fatto una dozzina di gesti dell’ombrello in serie e con una violenza tale che il braccio è tornato normale dopo 2 mesi

      • Ti dico solo che la vidi con 5-6 amici tra cui uno gobbo (quell’anno portavamo sempre un gobbo portafortuna), che esultò al gol di Bojan.

      • Io mi sono rotto una mano nell esultanza sul gol di pandev al Bayer nella stagione 1011.

        Pugni al muro dallo sfogo, due dita fratturate

          • La Compagna invece mi diede dello psicopatico.

            Rincuora sapere che siamo almeno in due.

              • Allora magari hai ancora speranze di riabilitazione; per me quell’episodio fu cassazione, giudizio senza appello.

                Oggi più che altro mi sgrida perché dice che spavento gli animali, cagnolina e gatta, che infatti ormai hanno capito in qualche modo quando entro in quello stato d’animo, e stanno alla larga entrambe.

        • Io fortunatamente ancora niente dita, ho spaccato solo 2 orologi, uno sbattendo a ripetizione la mano sul tavolo durante un Inter-juve nel 2007/08 (juve neopromossa che ci batteva), l’altro non ho ancora capito come alla fine di Inter-Tottenham

  • Sarà ma l’urlo più acuto, inumano, straziante, doloroso io l’ho cacciato quando abbiamo acquistato Schelotto.

    • Ma che dici?
      Ho guardato quel derby con un amico milanista, è stato bellissimo

      • Secondo te quando lo acquistammo io potevo pensare insegnasse in un derby, non lo pensava nemmeno sua madre 🙂

  • “Esagerato? Sì forse, ma se sei tifoso sai bene di cosa parlo e se sei tifoso dell’Inter in una città come Roma lo sai ancora meglio.”

    Amico Oldman, ti garantisco che se sei tifoso dell’Inter e abiti e lavori in una città come Torino lo sai ancora ‘più’ meglio. Al torneo aziendale non c’erano mai abbastanza interisti per fare una squadra così ero costretto ad indossare la (comunque degobbizzata) gloriosa maglia del Toro.
    Niente di più selvaggio, primitivo, bestiale dell’urlo che ti esce quando sbatti una pappina nella porta dei gobbi.

    • Se solo @gigidibiagio:disqus non vi odiasse tutti potrebbe confermare quanto sia dura essere nerazzurri a Torino. (e aggiungerebbe anche altre cose)

  • Al momento sono due quelli che ho prodotto com estrema veemenza, gol di Wesley a Kiev e al 70′ della finale di Madrid.

    Comunque, l’urlo più disumano è quello che ancora deve arrivare (semicit.)

  • Io ricordo tre urli (non urla, perché sono proprio di carattere animale) di livello 5.
    1. Il 3-2 alla Sampdoria, QUEL 3-2, quella sventola di Recoba all’angolino al 94′ quando 6 minuti prima eravamo 0-2.
    Gli altri nella stessa partita.
    2. Il gol di Pandev in 10 nel derby.
    3. La già citata parata di Julione.

    Non ho mai urlato per l’Inter come in queste due partite. Nemmeno quando abbiamo vinto la Champions. Nemmeno al gol scudetto di Ibra nel diluvio di Parma, dove la tensione mi stava rendendo psicolabile.

  • Urlare fa bene alla mente, scarica la tensione e calma lo stress……..
    Ci sono tre situazioni tipiche da urlo: allo stadio di casa in faccia al tipico spettatore di gesso muto anche dopo un gol, sotto la doccia dopo una nottata da star e a letto con una Hostess difficile ……..Yeeeeaaaaaaahhhhhh!! 😎
    di fatto “sono un ribelle con l´urlo nella pelle” 😂
    PS: bel post stimolante!
    https://youtu.be/dnW4UtjyjlA

  • L’urto più disumano di tutti mi è uscito al gol di Recoba nella rimonta alla Samp di qualche anno fa!
    Da 0-2 a 3-2. Tutto negli ultimi sei minuti!
    Mio cognato e mio padre mi hanno guardato storto per qualche giorno e il cane mi ringhiava tutte le mattine appena mi vedeva…

  • Manca l’urlo primitivo muto.
    Tipo quando tua moglie, con la quale in trans agonistica hai già litigato settordici volte nel corso della giornata, messi a letto i pupi, ti catechizza prima della partita: “…e adesso vedi di non svegliare tutti”. E la mette Vecino, e tu hai una supernova che ti esplode in petto ma, eroico, non un sol suono esce dalla tua bocca spalancata, non un rumore se non i tonfi secchi del corpo che si dibatte sulla poltrona, tipo neonato sul seggiolone alla vista del cucchiaione volante.

    • Gus mi hai fatto cadere dalla sedia…
      fisicamente e mentalmente lo sforzo umano più difficile da realizzare… Grande!

    • Siamo tutti nella stessa barca, con le mogli che ti cazziano ,i figli piccoli,a letto,da non spaventare e le urla mute strozzate in gola,mentre il corpo si ribella in convulsioni di gioia irrefrenabile!😄
      Viva l’Inter!!!

    • Hai proprio ragione. Tutti i genitori (soprattutto se unici tifosi in famiglia, in attesa della crescita degli eredi) lo hanno imparato ad emettere, volenti o nolenti. Io in ogni caso non riuscivo a restare sulla poltrona/divano, dovevo comunque dimenarmi, pur se silenziosamente, davanti alla TV. Il condomino del piano di sotto confermerà! 😂

    • Straquoto l’urlo primitivo muto. Per me n. 1.
      Quante notti di ritorno dai concerti (perché i gestori ti danno le date quando gioca l’Inter?) mi vedevo la partita registrata tra le 2:30 e le 4 da solo con la cagnetta, ogni gol era un urlo di Munch in faccia alla cagnetta che faceva delle facce buffissime. Aaahhh l’Inter me amor!

  • Al triplice fischio di barcellona-inter 1-0, dopo aver perso 7 kg durante la visione della partita ed aver sgranato decine di rosari

  • Amen, Maestro..Amen!

    Ho tantissimi urli Primitivi..ma quello che mi fece perdere la voce con annessa post influenza dovuta al forte stress, fu il goal di Ibra che sbloccò la partita scudetto di Parma ed il goal di Vecino contro la Lazzie..non tanto per la qualificazione in Champions quanto per l’importanza che quel rientro ebbe e tutt’ora ha per il futuro (presente e prossimo) della nostra Inter

  • Ragazzi purtroppo la mia esultanza associata all’urlo molto spesso ha avuto anche il suo esprimersi a livello motorio in un energico, molto, ma molto molto energico gesto dell’ombrello, che in inverno viene in parte attutito dagli abiti ma in situazioni più calde, a braccia nude, mi è capitato di rimanere per giorni con un livido tale da sembrare un super tossico.

  • L’urlo più bestiale che mi sia mai uscito fu al gol di Wesley a Kiev. Lo ricordo ancora adesso, mi fa impressione anche solo ripensarci.

  • “Fratelli del mondo”
    Sensibilità diverse
    Caratteri diversi
    Colori diversi
    La somma è meglio degli uni
    Non è il momento di dividersi per quel che posso capire
    Tutti insieme ora più che mai
    Cresciamo/cresceremo
    Ma solo tutti insieme
    Per me

MVP INTER – HELLAS VERONA

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