Le posizioni nette hanno rotto abbondantemente i coglioni. Da un lato e dall’altro.
Un uomo saggio diceva “avanti al centro contro gli opposti estremismi” e allora, come il caro vecchio Ammiraglio Benson insegna, proviamo a mettere i puntini sulle A.
Facciamolo in maniera molto basica:
Questa è l’inter più forte degli ultimi dieci anni, guidata dall’allenatore più quotato degli ultimi dieci anni.
Ecco, così doveva iniziare il mio post, il post che avevo in mente. Quello dove vi annoiavo con numeretti e altre amenità. Dico avevo, perché mentre scrivo parte in sottofondo la conferenza stampa di Conte e vengo inghiottito in una realtà parallela.
All’improvviso la cantilena contiana diventa un eloquio mellifluo, contaminato da un marcato accento toscano.
Non so come, ma ora sono lì, davanti a lui.
Cristo, ma è di nuovo pelato!
Trasecolo.
Ma che succede? Ma che dice?
Poi l’illuminazione: Antonio Conte è convinto di essere Luciano Spalletti.
Il Kondottiero continua, sono frasi sconnesse, le sue:
Arrivato per ricostruire. Ripartire dalle macerie. Migliorare da un settimo posto.
Valorizzare la rosa, dare credibilità all’ambiente, costruire dalle fondamenta.
Senza l’obbligo di alzare trofei.
Un quarto d’ora mistico, nel quale mi spariscono molti dei capelli bianchi accumulati in questi tre/quattro anni.
Una sensazione bellissima poi svanita, lasciandomi sbigottito.
E preoccupato. Con un prodigio di tonicità felina sottraggo l’ibrido tosco-salentino alla conferenza.
Antoniocò, ma che cazzo dici?
Guardami negli occhi Antoniocò: tu sei arrivato all’inter per vincere il fottuto scudetto.
Per portare solidità e praticità, “no more pazza”, do you remember?
Mannaggia te, Antonio bello, ti prendo per mano e provo a riportarti alla realtà:
- Tu sei l’allenatore più pagato della Serie A;
- Il secondo allenatore più pagato è Fonseca, che prende 10 pali meno di te;
- Sei uno dei 5 allenatori più pagati al mondo;
- Hai vinto 3 scudetti con la Juve, 1 Premier col Chelsea e 3 coppe nazionali;
- Sei stato il CT dell’Italia all’Europeo del 2016.
Ci sei?
Sei all’Inter dall’anno scorso e appena arrivato, per due mesi abbiamo spaccato il culo ai passeri.
Ok ok, c’era Sensi che era un’iradiddio.
No, non sto dicendo che per due mesi ti ha detto culo. Sto solo dicendo che il nostro miglior momento è coinciso con quello del delicato batuffolo di nervi e muscoli. Nel quale sembrava Iniesta. Ma molto, molto più forte.
Defunto il batuffolo, abbiamo iniziato a zoppicare.
Nel mentre è arrivato Eriksen. E pure il Covid.
Vabbè, per farla breve, proseguo schematizzando: la stagione riparte, iniziamo a centrare in pieno Lukaku con una certa regolarità e le nostre azioni offensive ne giovano parecchio, tu dai di matto un paio di volte, arriviamo secondi in campionato e in finale di Europa League.
La finale la perdiamo e tutti ci convinciamo che quel Siviglia lì
p r o p r i o n o n s i p o t e v a b a t t e r e.
E alla fine va pure bene così. Ah sì, sbrocchi malamente anche dopo la finale, Zhang ti fa le coccole e amici come prima.
Ci sei Antoniocò?
Non lasciarmi proprio adesso, abbiamo quasi finito.
Inizia la nuova stagione e tu sei sempre l’allenatore dell’Inter, il buco con la mentalità vincente di Vidal intorno. Ricordi? Bene.
Siamo appena usciti dalla Champions League -di nuovo, sì- posizionandoci ultimi nel girone.
Per la prima volta nella storia, sì.
In campionato invece siamo a 5 punti dal Milan, che ci ha pure battuti nel derby. Non lo perdevamo in campionato da tipo 5 anni.
Ottimo, adesso ci siamo davvero rimessi in pari.
Ora che vogliamo fare?
Continuiamo con le scuse o traduciamo il tuo Curriculum in risultati?
Proviamo a vincere sto fottuto scudetto oppure no?
Scegli: paperelle o fischietto? Io ci sono eh, anche perché non ho alternative, nessuno a quanto pare le ha.
E voglio vincerlo sto scudetto, me lo merito.
Lui strabuzza gli occhi e gonfia il petto “Sì, cazzo! E vinciamo anche l’Europa League!”
Ma vaffanculo va, Antò.

