Bauscia Cafè

L’Inter ed i calciatori greci degli anni 2000

Diciamocelo: qui a Bauscia Cafè siamo fondamentalmente dei nerd. Alcuni hipster, altri decisamente no, ma tutti amiamo andare a scartabellare negli almanacchi storici e se possibile approfondire questioni minori ma che spesso raccontano storie che hanno del romantico anche in quest’era completamente digitalizzata (a parte NicolinoBerti, che ha una vita sessuale degna del miglior macaco in calore, quando riesce a prelevare contante per organizzare una serata indimenticabile per la compagna di turno).

E’ ovvio quindi che in periodi di magra come questi, l’arrivo del famosissimo Vagiannidis, 61 – sessantuno -minuti in campionato condito da gol e assist in tutta la sua carriera da professionista (abbiamo approfondito la questione ampiamente nell’ultima puntata del nostro podcast) scateni nel sottoscritto una irrefrenabile voglia di andare a ripercorrere le tappe nerazzurri di tutti gli esponenti del calcio ellenico con la sacra maglia nerazzurra.

Non è che ci sia stato chissà poi che lavoro da fare, diciamocelo subito.

I calciatori interisti nati nella terra della democrazia sono in tutto quattro, considerato il recente baby terzino.

In principio fu il feticcio per antonomasia (parola greca, tra l’altro: un caso?), l’archetipo (ehm… l’ho già detto?) del calciatore ellenico dalla garra incontenibile e dalla passionalità smodata. Uno dei terzini più forti a mio avviso (si, sono serio) eppure più “sprecati” della storia di quegli anni, fine ’90-inizio 2000 che ci han fatto vedere campioni assoluti, fenomeni, mescolati a figuranti grotteschi.

In principio fu Grigoris Georgatos (che tra l’altro ha prestato anche il nome ad una rubrica surreale e non prevedibile di Bauscia Cafè), terzino dalla tecnica sublime e dal mancino rovente, che arriva nell’Inter post-Roberto Carlos – si, fa ridere solo a ripensarci; in quel 1999 che vede alla guida tecnica il signor Lippi. Il giocatore inizia alla grandissima, con prestazioni convincenti e una voglia che sembra adatta per spaccare il mondo. Esaltanti giocate e gol su punizioni (…si, non scherzo. E vi invito a leggere La Rosa di quell’anno per farvi riflettere sul fatto che con in rosa Seedorf, Moriero, Ronaldo, Recoba, e anche un certo Roberto Baggio, in rotazione ci fosse anche il nostro buon Grigoris, giusto per farvi capire il piede) e poi una delle tragicomiche vicende dell’Inter di quegli anni: la nostalgia per il Pireo, luogo dove è nato e cresciuto, in tutti i sensi, calcistici e non.

Possiamo dire senza dubbio che Georgatos sia stato il greco più forte a vestire i nostri sacri colori. E forse anche uno dei terzini migliori, almeno nella prima parte, di quegli anni. twittalo
cheggiocatore!

Atene come Rio insomma, e Grigoris così come lo conosciamo ci saluta. Se ne andrà e quando ritornerà, giocherà la brutta copia del giocatore ammirato nei primi mesi nerazzurri. Da qui in poi, un lento declino con la nostra maglia, fino alla cessione definitiva in Grecia. A mio avviso un giocatore che comunque ha portato a casa 64 gol da professionista, giocando da terzino (anche se nella parte finale della carriera è stato impiegato anche a centrocampo) e che ha rappresentato una grandissima occasione mancata, anzi direi l’icona (parola greca…) per eccellenza di quei giocatori esotici tutti da scoprire che in quegli anni imparavamo a conoscere sotto l’ombrellone.

Nel 2003 arrivò a Milano il secondo greco, il centrocampista Giorgos Karagounis. Nato sulle rive del Peloponneso, Giorgos è davvero un mito per il popolo greco, essendo – oltre che uno degli uomini simbolo di quella Grecia che incredibilmente vinse l’Europeo del 2004 – anche il giocatore con più presenze in nazionale di tutta la storia, 139. Condite da 10 gol. Ed in effetti non si fatica a capire come un popolo passionale come quello greco possa rivedersi nel combattivo Karagounis, che anch’esso però fatica ad imporsi nel tritacarne interista collezionando solo 21 presenze in campionato in ben 2 anni. Davvero una storia non indimenticabile, anche se va detto che il giocatore divenne campione d’Europa con i nostri colori. Il centrocampista se ne andrà in Portogallo e poi da lì farà ritorno alla madrepatria, al suo amato Panathinaikos.

Giorgos!

Il terzo giocatore arriva alla seconda stagione nerazzurra di Karagounis e quindi SI, avete capito bene: abbiamo avuto una stagione con due greci in rosa. Peccato che il puntero Choutos non abbia mai giocato in quella stagione e che abbia collezionato una presenza in totale coi nostri colori solo due anni dopo. In realtà non saprei cos’altro dire del buon Lampros, a parte che abbia diviso la sua carriera tra Italia e Grecia e che abbia collezionato 39 gol in carriera, da punta, in serie diciamo “meno sfidanti”. Si, la metà di quanto segnato dal terzino Georgatos.
Però adesso pare sia un giocatore di Inter Legends.


Che dire.

Auguri Lampros, leggenda nerazzurra!

Comunque, dopo il 2005 il nulla per 15 anni, ed ora Vagiannidis. Un arrivo di cui – siamo sinceri – non parleremmo nemmeno, in condizioni normali. Ma i tempi son quelli che sono, ed ecco che un bell’excursus sulla penisola ellenica (tra l’altro c’è anche un certo seguito in Grecia per ciò che riguarda l’Inter, vi linko una pagina di supporter nerazzurri, ma ce ne sono alcune!) non può non farci passare qualche momento tra nostalgia per quei calciatori così sconosciuti e così pieni di foga, e speranza per quello che sarà.

Έλα Ίντερ!

Vujen

Classe '85, marchigiano, interista da tre generazioni. Appassionato di fotografia, Balcani e cose inutili ma costosissime. I suoi pupilli sono Walter Samuel e l'indimenticabile Youri Djorkaeff. Lautaro più altri 10.

PODCAST

Twitter

Instagram

Instagram has returned empty data. Please authorize your Instagram account in the plugin settings .

Archivio