Un po’ come detto nel post dell’amico Nk di un paio di giorni fa, anche io penso che ci siano tante di quelle cose da analizzare, in un simbolico bicchiere mezzo pieno, in questo stentato ottobre calcistico, che mi sorprende veder come grandissima parte dell’orizzonte interista non riesca davvero ad avere un minimo di serenità quando si parla di calcio, e sopratutto quando si guarda a se stessi piuttosto che agli altri.
A me piacerebbe aver vinto nove volte su nove.
Vi stupirò, ma anche io preferirei che la mia squadra del cuore vincesse tutte le partite che gioca. Sono forse meno atipico di quanto credo; probabilmente è così. Mi rendo conto però che in un mondo reale questa cosa non sempre è difficile da ottenere, ma molto spesso è letteralmente impossibile. Direte voi, ma tra vincere nove volte su nove e vincere tre volte, c’è il mondo. Ed avete ragione.Infatti i risultati sotto le aspettative di tutti sono palesi, e fondamentalmente ingiustificabili. Però sono comprensibili, quanto meno. Lo possiamo dire?
C’è modo e modo di vincere, così come c’è modo e modo di non vincere. Ora, lungi da me fare il Severgnini della situazione (piuttosto vi prego di lapidarmi in pubblica piazza, proprio vi scongiuro io in prima persona!) e parlare della bellissima retorica del perdere. Ma non dire che questa squadra sta cercando di elevarsi da una dimensione nazionale ad una ehm, Internazionale, vuol dire non essere onesti intellettualmente.

Partiamo dall’inizio: questa stagione ci ha visto partire senza precampionato, una settimana in ritardo rispetto alle avversarie. Dopo un paio di partite c’è stata una pausa nazionali che ci ha privato di molti uomini per due settimane. In più siamo stati, ahinoi, tra le squadre più colpite da questo maledetto Covid, con alcuni giocatori che sono riusciti ad essere arruolabili solo qualche giorno fa. Alcuni di questi giocatori, nella fattispecie Hakimi, si son visti passare da un tampone negativo a positivo a negativo nel giro di una manciata di giorni. In tutto ciò ci siamo scontrati contro delle stranamente sfortunatissime direzioni arbitrali che hanno avuto del grottesco, tra VAR rotte e arbitri infortunatesi all’ultimo. Questo periodo ci ha visto perdere due partite, delle nove giocate, e vincere solo tre.
Tutto bello e tutto giusto quindi?
Dobbiamo essere tutti contenti dei risultati al netto di queste innumerevoli giustificazioni? Manco per il cavolo. twittaloIo rosico parecchio perché mi aspettavo tutto un altro inizio, ma non posso non notare quanto è forte potenzialmente questa squadra. Imperfetta, sicuramente. Da sistemare nei suoi equilibri, palesemente. Ma dannatamente forte. Basta poco, manca davvero poco, ne sono sicuro. E magari si potrà parlare di un inizio in sordina per andare poi a inanellare una serie positiva di risultati da spavento.
Negli ultimi anni siamo partiti sempre a razzo per poi sciogliersi come neve al primo sole, verso gennaio- febbraio. Se non altro quest’anno si è invertito la rotta! E scherzi a parte, il motivo è che si è passati da uno stile di gioco più speculativo, ad uno già propositivo. Il primo ti permette risultati utili nell’immediato ma poi ti fa da collo di bottiglia quando si alza il livello dell’avversario. Il secondo richiede più fatica all’inizio, ed è sicuramente più ambizioso. Ma io penso che una volta quadrato il cerchio, si possa ottenere quel salto di qualità che tanto aspettiamo e tanto ci meritiamo.

Il mister, che è famoso per il suo caratteraccio, professa fiducia e emana positive vibes ad ogni intervista. Ora, è sicuramente utile a certa retorica andare a parlare di un Conte che improvvisamente (e non si capisce sinceramente per quale stramaledetto motivo) sia diventato aziendalista. Molto più semplicemente tendo a pensare che magari ha ragione lui nel vedere un percorso di crescita di una squadra che sopratutto mentalmente sta facendo passi da gigante. Ovvio, col senno del poi conta poco, ma non è affatto scontato andare a recuperare due gol di svantaggio in casa del Real Madrid. Siate sinceri, dopo il 2-0 gran parte di noi temeva la goleada. Non solo non c’è stata, ma siamo andati a riprenderci una partita che poi abbiamo perso per la troppa voglia di vincerla. Questi sono fatti, ed i fatti ci parlano di una squadra che raccoglie molto meno di quello che sta seminando. Questa è realtà nuda e cruda, basta vedere le statistiche di ogni singolo match.
In definitiva di motivi per poter sorridere, almeno calcistici, ce ne sono eccome anche in un inizio stentato come questo. Certo, con la consapevolezza del fatto che prima o poi (necessariamente prima, che poi) a tante bei pensieri dovranno seguire tante belle azioni, e sopratutto tanti bei risultati.
Insomma, aspettiamo che questa situazione in divenire evolva, e che finalmente si possa gioire di una maturità e di un equilibrio che questa squadra, questi giocatori, questa società si merita eccome.

