Bauscia Cafè

Europa League mon amour (?)

D

iciamocelo chiaramente, nessuno avrebbe voluto leggere questo post, così come io non avrei voluto scriverlo. Eppure siamo qui, voi a leggerlo ed io a buttar giù parola dopo parola. La sciagurata serata di dieci giorni fa ci ha estromesso dall’ “Europa-che-conta” facendoci rimbalzare nella competizione minore, quella snobbata, poco considerata, in taluni casi davvero mal digerita sia dai club che dai loro tifosi.

Ma è davvero così una scocciatura giocare la tanto vituperata Europa League?
E’ davvero così poco stimolante e anzi, fastidiosa per il proseguimento di un campionato che vuole essere vissuto a pieno, e da protagonisti?
Secondo me no, e ho in mente una serie di considerazioni in proposito, che voglio approfondire di seguito., dandoci e dandovi spunti e chiavi di lettura diversi.

1) Il ranking, questo sconosciuto



Sembrerà paradossale, e forse sotto certi punti di vista lo è anche, ma per quanto riguarda le competizioni europee i punti che vengono assegnati ad ogni club in caso di vittoria, pareggio o sconfitta, non sono tarati in base all’avversario ma sono pari a 2 “unità” in caso di vittoria e 1 in caso di pareggio. Questo a partire dai gironi sia di CL che di EL e poi a salire. Ci sono 4 punti per la qualificazione ai gironi di Champions, che noi abbiamo però già incassato. Va da sé che le sfide di Europa League hanno come protagonisti squadre tendenzialmente meno competitive rispetto all’ex Coppa Campioni, e quindi abbiamo più possibilità, andando avanti, di incamerare punti preziosi che l’anno successivo possono aiutarci in fase di sorteggio. Non serve essere scaramantici per capire che il Barcellona è un avversario più duro da sconfiggere rispetto a squadre non so, della Bulgaria. E qui parte lo sgrat.



2) Ri-scoprire nuovi giocatori



E’ chiaro che, almeno nelle prime fasi, certe partite saranno occasione per un po’ di turnover. Ma la cosa non è affatto male se pensiamo ad una rosa ritoccata con qualche innesto mirato e con il recupero di alcuni infortunati. Mi piacerebbe pensare di giocare in Europa, nelle prime fasi, con, non so, Giroud-Sanchez in attacco e Lautaro e Lukaku a rifiatare per la sfida della domenica. Alcuni giocatori non hanno avuto finora il minutaggio che ci consente di conoscerli al meglio, penso a gente come Lazaro o anche al giovane Bastoni. Dare la possibilità a tutti di potersi mettere in gioco in sfide importanti con la nostra maglia non mi sembra nulla di male, anzi.

Altri giocatori che sicuramente potrebbero avere spazio il giovedì sono il talentino Esposito, la vecchia gloria (?) Ranocchia e magari il secondo portiere Padelli. Ecco, magari non sempre, magari non tutti insieme, ma se con la giusta quantità, questa può diventare anche una opportunità per mister Conte, e non solo un male (non troppo) necessario.

ci si prova?

3) Ma l’Europa League toglie energie al campionato?

Diciamocelo, non si sa se sia nata prima l’Europa League o l’espressione “L'Europa League toglie energie al campionato”. twittalo

Questa massima me la ricordo come frase di mazzarriana memoria, ma in realtà qualsiasi scusa io abbia mai sentito è possibile che l’abbia sentita da WM, quindi la cosa non fa molto testo. Ciò che mi interessa è capire se effettivamente sia così. Nel senso, alla fine analizzando il tutto ci si accorge che di base l’Europa del giovedì ha in programma due sole partite in più rispetto alla sorella ricca. Per di più, di solito chi gioca in Champions anticipa il campionato al sabato, se non al venerdì. Mentre chi gioca il giovedì non si sposta mai dalla domenica in campionato. Fa così differenza riposare giovedì-venerdì invece che venerdì-sabato? Non sono ugualmente due giorni e mezzo? Questa cosa non l’ho mai capita ma ammetto di non essere un esperto, tutt’altro, in recupero sportivo, così mi farebbe piacere che si avessero notizie più chiare in merito.

4) La mentalità vincente



Anche i più ottimisti di noi avranno pensato che non c’erano, eufemisticamente parlando, tantissime possibilità di vincere la Champions quest’anno. Certo, mai dire mai, ma pensare di battere Liverpool, City e compagnia cantante col nostro attuale centrocampo richiede una quantità di serotonina in corpo che personalmente parlando mi farebbe morire d’invidia. In Europa League cosa troviamo? Molte squadre dai nomi esotici è vero, ma anche Arsenal, United, l’habituè Siviglia, il Bayer Leverkusen, la Roma. Squadre di storia e blasone che potrebbe essere un piacere affrontare, magari in una bella serata primaverile. Le possibilità per andare avanti ci sono tutte – non è questo il post per approfondire la questione – ma sicuramente snobbare la competizione sarebbe un peccato mortale. Anzi di più.

La voglia di vincere deve far parte di questa squadra, di questo gruppo di giocatori. Deve entrare a far parte del nostro spitito. Provarci sempre.

Il nostro mister ce lo ripete ogni giorno, e quale occasione migliore di avere una seconda occasione in questa stagione per giocarsi qualcosa in sfide da dentro o fuori? Il Siviglia è famosa per aver vinto questa competizione per tre volte di fila. Certo, sicuramente l’EL non è la CL ma vi ricordate più facilmente le vittorie del Siviglia o che so io, i piazzamenti del City o dell’Arsenal negli ultimi 6-7 anni? Negli ultimi 8 anni hanno vinto: Siviglia, Atletico Madrid, Chelsea. Quasi un’egemonia. Direi club non di bassa lega, o no?

Ci vogliamo provare?

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Vujen

Classe '85, marchigiano, interista da tre generazioni. Appassionato di fotografia, Balcani e cose inutili ma costosissime. I suoi pupilli sono Walter Samuel e l'indimenticabile Youri Djorkaeff. Lautaro più altri 10.

MVP LUDOGORETS – INTER

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