Parlando dei difensori, però, c’è una premessa da fare, ed è mostrarvi la lista abbastanza incredibile, e in rigoroso ordine alfabetico neerlandese, dei difensori centrali olandesi che giocano titolari nelle squadre dei campionati Top Five, e in squadre di vertice in altri campionati europei .
Nathan Aké (29 anni, Manchester City), Sepp van den Berg (22, Mainz), Sam Beukema (25, Bologna), Daley Blind (34, Girona), Sven Botman (24, Newcastle), Virgil van Dijk (32, Liverpool), Kevin Diks (27, Copenaghen), Danilho Doekhi (25, Union Berlino), Jeffrey Gouweleeuw (32, Augsburg), Jan Paul van Hecke (22, Brighton), Matthijs de Ligt (24, Bayern), Perr Schuurs (24, Torino), Jerry St. Juste (27, Sporting Lisbona), Jurrien Timber (22, Arsenal), Micky van de Ven (23, Tottenham), Stefan de Vrij (32, Inter).

Sono sedici, e a questi dovrei aggiungere un altra decina di nomi, tra chi gioca nelle squadre di vertice della Championship (Pascal Struijk del Leeds entrerebbe tranquillamente nella lista qui sopra e non da diciassettesimo…), chi in squadre promosse proprio quest’anno nelle massime serie italiana e tedesca (Odenthal del Como e De Wijs del Fortuna Dusseldorf), chi in Grecia, chi in Svizzera, chi ancora in altri campionati ancora più periferici, ma comunque nelle loro squadre di riferimento. Di quei sedici elencati all’inizio, molti ovviamente non andranno agli Europei, e per qualcuno di loro è dura rimanere fuori sapendo che sarebbe titolare in quasi ogni altra nazionale del mondo.
Perché quest’abbondanza? Non è e non può essere neanche un fatto generazionale, visto che andiamo dai 21 anni di Van den Berg ai 34 di Blind.
La ragione, a mio parere, va cercata nel modo in cui i difensori centrali olandesi vengono cresciuti e come questo modo si sposi alla perfezione con la recente evoluzione tattica del ruolo, soprattutto nella fase di costruzione. Nel passato, i centrali olandesi (a parte eccezioni macroscopiche come Jaap Stam) venivano “accusati” di essere bravissimi con la palla al piede e scarsissimi nella difesa sull’uomo, caratteristiche che quindi impedivano loro di essere molto ricercati dai nostri club e in generale dovunque, eccezion fatta per Barcellona e dintorni (Ronald Koeman e Frank de Boer su tutti, ovviamente).
In poche parole, le ragioni per le quali erano – giustamente! – poco apprezzati sono diventate il vantaggio competitivo del calcio olandese, almeno nella produzione di calciatori che giocano in questo ruolo. E quindi la mia lista diventa, un po’ automaticamente, una vetrina per giocatori che, pur essendo di poco nome, rischierebbero di essere per molte squadre medio-basse l’acquisto della stagione, o comunque un fattore importante (un esempio tra molti: Beukema al Bologna, che in Italia non conosceva quasi nessuno, e che di certo non era considerato tra i migliori del ruolo quand’era in Eredivisie)
Iniziamo dunque la carrellata dei migliori difensori dell'Eredivisie 2023/24. twittalo#12 – Joris KRAMER, Go Ahead Eagles, agosto 1996, Centrale sinistro, Olanda (34 pres. stag., 2 gol)

Ecco, facendo seguito a quanto appena scritto, questo ragazzo di scuola AZ potrebbe tranquillamente essere il prossimo acquisto a sorpresa di una squadra di serie A di livello medio-basso, e sorprenderci. Certo, la stagione del GAE ha aiutato molto Kramer a mettersi in mostra, ma questo centrale mancino di buon fisico e passo ha dato un enorme contributo alle fortune della sua squadra, in una stagione culminata con la conquista del preliminare per un posto in Conference League. Kramer ha fatto la gavetta in Eerste, poi ha fatto le sue stagioni in Eredivisie tra Deventer e Nimega. Ha 28 anni, quindi nella sua maturità atletica e tecnica, ma si sa che il ruolo consente di far bene ancora per molto tempo. Una bella sorpresa stagionale, non mi stupirebbe vederlo cercato da una delle top olandesi o belghe.
#11 – Siebe HOREMANS, Excelsior, giugno 1998, Centrale destro, Belgio (38 pres. stag., 4 gol)

Dovrei ripetere più o meno quanto scritto per Kramer. Le differenze sono il piede, destro per questo centrale molto bravo nell’impostazione, la nazionalità (scuola Gent per Horemans), e l’esito della stagione. Ma nonostante la retrocessione, Horemans è stato senza alcun dubbio uno tra i migliori centrali del campionato, il che data l’età lo rende un buonissimo affare per chi abbia voglia di scommettere a parametro zero su un giocatore che ha fatto vedere di avere ancora molti, ma molti margini di miglioramento.
Aggiornamento: si è trasferito all’Utrecht, contratto fino al 2027.
#10 – Jorrel HATO, Ajax, marzo 2006, centrale/terzino sinistro, Olanda (46 pres. stag., 1 gol, naz. U21)

Non potevo lasciare un 2006 titolare dell’Ajax fuori da questa lista, neanche dopo un anno disastroso come quello dei Lanceri. È evidente che Jorrel Hato abbia dei numeri fuori dal comune, e non sarebbe stato clamoroso neanche se lui avesse fatto una pessima stagione in mezzo ad una buona dei Godenzonen. I giocatori così giovani hanno variazioni notevoli tra una stagione e l’altra, e se Hato aveva sorpreso tutti nella scorsa stagione, quella dell’esordio, in questa non ha fatto benissimo. Ma, in ogni caso, ha fatto vedere perché nel giro di poco tempo diventerà, con tutta probabilità, uno dei centrali che le big si contenderanno a suon di milioni.
Sempre a testa alta, piede educato, versatilità (ha giocato quasi meglio da terzino sinistro che da centrale), e molte ingenuità. Ma le prime qualità non spariranno, mentre le ingenuità sì.
#9 – Calvin Ronald VERDONK, NEC Nijmegen, aprile 1997, terzino/centrale sinistro, Olanda (40 pres. stag., 2 gol)

Uno dei protagonisti della stupenda stagione del NEC: Verdonk è un terzino che gioca ed ha giocato anche da centrale, una perfetta sintesi tecnico-tattica in salsa Nijmegenaar delle caratteristiche di Dimarco e Carlos Augusto. Un mancino di velluto (i due gol che ha fatto in stagione li ha segnati su punizione), una buona velocità e un buon senso della posizione. Scuola Feyenoord, ha sempre pensato che prima o poi sarebbe toccato a lui, visto che i Rotterdammers hanno tenuto a lungo il controllo del cartellino. Poi la strada è stata un’altra, ma a Nimega Verdonk ha fatto vedere che certi livelli non gli erano e non gli sono preclusi. Da tifoso rossoverdenero, spero che non piaccia a nessuno e rimanga da noi a lungo.
#8 – Philippe SANDLER, NEC Nijmegen, febbraio 1997, centrale destro/sinistro, Olanda (28 pres. stag., nessun gol)

Nella vita di un calciatore, la fortuna di avere un fisico integro e infortuni non seri rappresenta, probabilmente, l’80% dei presupposti di avere una carriera dove le proprie potenzialità avranno la chance di dispiegarsi al massimo. Quando il Manchester City prese un Sandler ventunenne dal PEC Zwolle nel 2018, non poteva sapere che il povero Philippe, da questo punto di vista, era un ragazzo segnato dalla scalogna. In 4 stagioni, dalla 2018/19 alla 2021/22, tra prestiti e permanenze nella seconda squadra del City, Sandler ha messo assieme la miseria di 22 presenze, per un totale di 1.673 minuti di gioco. Il NEC l’ha preso facendo la scommessa dei poveri, e nessuno poteva pensare ragionevolmente che l’avrebbe clamorosamente vinta. 21 presenze la scorsa stagione, 24 questa. Qualche fastidio muscolare, ma comprensibile visto i trascorsi. In questa stagione, però, il campo ha dimostrato in modo abbondantemente chiaro per quali ragioni il City l’avesse acquistato. Si vocifera che Ajax e PSV siano su di lui. Purtroppo, aggiunge il tifoso del NEC che scrive queste righe.
Visto allo stadio, sembrava davvero il proverbiale adulto che gioca al campetto con i bambini. Strapotente nel fisico e nel gioco, se mai ci fosse da coniare un esempio plastico del concetto “giocatore di un’altra categoria” rispetto al contesto in cui gioca, il Philippe Sandler 2023/24 sarebbe un testimonial perfetto.
#7 – Quilindschy HARTMAN, Feyenoord, novembre 2001, terzino sinistro, Olanda (38 pres. stag., nessun gol, naz. A)

A proposito di infortuni, Hartman si è rotto il crociato ad aprile, e questo è l’unico motivo per cui non lo vedrete agli Europei con l’Olanda. È stato un fattore per il titolo vinto l’anno scorso, la vera sorpresa tirata fuori da Slot dal cilindro delle giovanili dei Rotterdammers, e lo è stato anche quest’anno finché l’infortunio non lo ha messo K.O. Hartman ha tutte le caratteristiche dell’esterno a cinque, e lo si vede chiaramente anche mentre gioca in una difesa a quattro: grande efficacia offensiva nella costruzione, ottima velocità, ottimo mancino, buonissima fase difensiva. Anche le sue prestazioni in Champions League hanno dimostrato la maturità di questo ragazzo. Ovviamente un crociato rotto è uno di quegli infortuni che portano con sé molti punti interrogativi al rientro. Ma Hartman è ancora molto giovane e sicuramente un altro paio di stagioni al Feyenoord non gli impediranno di strappare in futuro un bell’ingaggio all’estero.
#6 – Yukinari SUGAWARA, AZ Alkmaar, giugno 2000, terzino destro, Giappone (42 pres. stag., 4 gol, naz. A)

Eccolo qua il nome che molti interisti aspettavano di vedere. Sgombriamo il campo dagli equivoci: Sugawara Yukinari (come si dovrebbe correttamente enunciare, dato che in giapponese il cognome viene prima del nome) è il miglior terzino destro dell’Eredivisie da un po’, direi almeno da quando Dumfries ha lasciato il PSV. Quest’anno ha pagato un po’ la stagione non brillantissima dell’AZ, ma le sue qualità le ha mostrate con continuità.
Veloce, abbastanza tecnico, un fisico discreto (non Dumfries, ma neanche Nagatomo: 1.79 x 69 kg.), se davvero fosse lui il sostituto di Denzel io ne sarei molto contento.
Avrebbe sicuramente bisogno di quel periodo in cui dovrebbe apprendere i meccanismi della macchina inzaghiana, nonché l’adattamento a un modulo diverso e ad un calcio diverso. Ma è in Olanda da cinque anni, ormai, che vuol dire 150 partite circa giocate nelle competizioni nazionali, più una cinquantina nelle coppe europee. Non stiamo parlando di un novellino, quindi, nonostante sia ancora abbastanza giovane.
Dimentcatevi di Yuto, che comunque a livello di impegno e abnegazione è stato uno con pochi rivali: la mentalità di Sugawara è la stessa, ma i mezzi tecnici sono molto, molto migliori. twittaloAggiornamento 14/7: ha firmato per il Southampton, l’AZ ha incassato 7M€
#5 – Sergiño Gianni DEST, PSV Eindhoven, novembre 2000, terzino sinistro/destro, Stati Uniti (37 pres. stag., 2 gol, naz. A)

Immagino le smorfie che i miei venticinque lettori (e mi perdoni Don Lisander per la citazione) stanno facendo leggendo il nome di Dest. Il discorso qui andrebbe riallacciato a quello che ogni tanto su Twitter mi è capitato di fare, relativamente all’età in cui i giocatori che esplodono nel campionato olandese decidono di andarsene. Continuo a sostenere che la formazione e la maturazione di un calciatore che cresce in Eredivisie si completa intorno ai 22/23 anni, e andarsene prima è una scorciatoia verso il fallimento, o almeno accresce enormemente le probabilità che finisca male.
Nel calcio sia posizionale che relazionale, gli allenatori fondano sempre più la loro strategia di gioco sulla capacità decisionale del calciatore in una data situazione, dando magari loro in anticipo le linee guida sulle quali le soluzioni debbano basarsi.
Ma in linea di massima, ci si aspetta che sia il calciatore a scegliere la soluzione più adatta al quesito situazionale in cui si trova. E quindi evidente che, più un giocatore è giovane, meno avrà – statisticamente parlando – una capacità decisionale efficace. La ragione è tanto ovvia quanto banale: l’esperienza.
E così, i vari Sergiño Dest, sparsi tradizionalmente a piene mani nel campionato olandese, si ritrovano catapultati al Camp Nou o a San Siro a vent’anni, rischiando di affogare nel mare ancora troppo profondo delle pressioni da sostenere o della continuità di performance da fornire.
Bene ha fatto quindi Dest ad accettare di tornare in Eredivisie in prestito, giocando comunque in un calcio di alto livello come quello del PSV di quest’annata.
Dest ha azzeccato tutto in stagione, talmente tanto che i suoi ex-tifosi Ajacidi non glie l’hanno perdonata. Le sue qualità si sono sposate perfettamente nel calcio proposto da Peter Bosz. Tornerà a Barcellona, non so se per restarci, ma a 23 anni potrebbe essere uno di quegli affari a sorpresa per chi ha voglia e mezzi per investirci su.
Aggiornamento: Il PSV lo ha riscattato dal Barcellona, avendo un diritto di opzione che ha esercitato.
#4 – Jordan TEZE, PSV Eindhoven, settembre 1999, terzino destro, Olanda (45 pres. stag., 3 gol, naz. A)

Se dovessimo compilare la lista dei giocatori più sottovalutati in circolazione, Jordan Teze finirebbe nella top ten. E mi ci metto anch’io, eh? Uno di quei giocatori che nel Fantacalcio portano a casa sempre un 6,5, senza gol, assist, gialli, niente: prestazione garantita, costante, senza lampi.
Ma in questa stagione Teze ha fatto vedere che questa solidità è fondamentale se si vogliono portare a casa prestazioni collettive di prestigio. Teze ha le caratteristiche tecniche molto simili a quelle di Sugawara: non lo noti per il fisico, è veloce ma non è uno sprinter, è buono nel colpo di testa ma non un fenomeno, può giocare anche centrale, e l’ha fatto lo scorso anno in mezzo al milione di infortuni che hanno colpito i difensori dei Boeren.
So cosa state pensando: “Ma è la descrizione di Darmian!”. Più o meno, ma con una scorza di Dimarco: cresciuto nel PSV, alla sua sesta stagione in prima squadra, tutti smetteranno finalmente di pensare che non sia bravo abbastanza per fare il titolare a Eindhoven.
#3 – Lutsharel GEERTRUIDA, Feyenoord, luglio 2000, centrale destro, terzino destro/sinistro, mediano incontrista, Olanda (47 pres. stag., 9 gol, naz. A)

La top tre è stata veramente dura. Non nello scegliere chi doveva entrarci, quello era pressoché scontato: ma chi mettere al numero uno, al due e al tre, beh, quella è un’altra storia. Parliamoci chiaro: Geertruida potrebbe essere il miglior difensore del campionato, e magari lo è. Sicuramente è il giocatore che ha più probabilità di finire in un top club.
Gioca indifferentemente centrale, terzino destro, è stato impiegato anche a sinistra sempre da terzino, ha giocato più di una volta da incontrista di centrocampo: non c’è un giocatore più completo e versatile di lui in Eredivisie, e anche fuori dai Paesi Bassi faccio fatica a pensare a calciatori che giochino con lo stesso rendimento in ruoli così diversi.
Fosse all’Inter, sarebbe l’identikit perfetto del braccetto di Inzaghi. I nove gol al suo attivo sono infatti frutto di un’interpretazione del ruolo molto, molto offensiva. I suoi limiti, per come li vedo io, sono ormai legati al campionato in cui si trova. Deve andare via e misurarsi ad un livello più alto, e non credo ci siano dubbi sul fatto che lascerà Rotterdam in estate. Ma se fossi il suo agente studierei con grandissima attenzione la proposta tecnica, prima di qualsiasi altra considerazione.
Si vocifera insistentemente, e con una certa ovvietà, che potrebbe seguire Arne Slot a Liverpool. Io non lo credo, e non credo neanche sia la scelta giusta. Ma spero che non venga in mente né al Milan né alla Juve di investire su questo ragazzo, perché a mio parere è un giocatore perfetto per la serie A.
#2 – David HANCKO, Feyenoord, dicembre 1997, centrale sinistro, Slovacchia (48 pres. stag., 7 gol, naz. A)

Invece è proprio lui quello che, se dovessi fare una scommessa, potrebbe seriamente seguire Slot a Liverpool. Hancko ha inanellato la seconda stagione super della sua avventura olandese, e io non capisco come a Firenze non si siano accorti del potenziale di questo ragazzo.
Dominante con i piedi, di testa e sull’uomo (vedi le considerazioni iniziali in testa a questo post: a differenza degli olandesi, che hanno sempre una difficoltà di base in questo fondamentale), Hancko non ha mai fatto rimpiangere neanche per un secondo Senesi, e Slot quest’anno l’ha schierato titolare 48 volte sulle 48 partite complessive disputate dal Feyenoord nella sua stagione. Non credo possa esserci una traduzione in cifre migliore di questa per esprimere il concetto: “l’allenatore lo ritiene fondamentale”.
Anche per lui è ora di misurarsi con una sfida di livello più alto, per quanto il Feyenoord disputerà la Champions League, e un altro anno a Rotterdam non sarebbe male. Ma a 26 anni credo ci penserà il mercato a portarlo via da lì.
#1 – Olivier Maxime BOSCAGLI, PSV Eindhoven, novembre 1997, centrale sinistro, Francia (47 pres. stag., 3 gol)

Eccolo qua il mio numero uno. Inevitabile, visto la stagione del PSV, ma anche per la crescita esponenziale di questo calciatore monegasco, cresciuto nel Nizza ed alla sua quinta stagione con i Boeren. L’infortunio che l’aveva tolto dai giochi nella stagione 2022/23 è per fortuna un brutto ricordo.
Boscagli ha dominato la difesa, migliorando tantissimo quello che era il suo punto debole, vale a dire l’attenzione sull’uomo. Il suo mancino ha invece distribuito a piene mani gioco e cross quando si è sganciato in avanti (molto spesso, secondo i dettami del gioco di Bosz).
Quando qualche mese fa è stato accostato il suo nome come possibile vice-Bastoni all’Inter, la mia sorpresa è stata pari a zero: Boscagli ha tutte le caratteristiche giuste, sia tattiche che tecniche, per poter ambire ad essere un alter ego del braccetto mancino nerazzurro.
Come per Geertruida e Hancko, l’aspetto fisico può lasciare qualche perplessità (nessuno dei tre è fisicamente dominante come possono esserlo i tre dell’Inter o, in generale, i centrali della serie A), ma hanno tutti e tre rapidità di passo e pensiero, che credo nel calcio di oggi (domani chissà, visto la velocità con cui cambia) possano ampiamente compensare l’essere alti uno e novanta e pesare 80 chili.
Non ci sono rumors su di lui, per ora, e questo credo sia un’ottima notizia per le ambizioni europee del PSV.

Siamo arrivati alla fine della carrellata. Prossimamente, i migliori centrocampisti dell’Eredivisie 2023/24 secondo il solito, insindacabile, assolutistico giudizio: il mio, per quel che come al solito varrà.
A presto!
BONUS TRACK: DOVE SONO QUELLI DELLA LISTA 2021/22?
#10 Michal SADÍLEK (CZE): era al Twente, è ancora lì
#9 Maximilian WITTEK (GER): era al Vitesse, oggi è al Bochum
#8 Daley BLIND (NED): era all’Ajax, oggi è al Girona, passando dal Bayern
#7 Tyrell MALACIA (NED): era al Feyenoord, oggi è al Manchester United
#6 MAURO JUNIOR (BRA): era al PSV, è ancora lì, ma tartassato dagli infortuni
#5 Jurriën TIMBER (NED): era all’Ajax, oggi è all’Arsenal
#4 Olivier Maxime BOSCAGLI (FRA): era al PSV, si è arrabbiato per il mio numero 4, è rimasto lì, e oggi è al numero uno della mia lista
#3 Noussair MAZRAOUI (MAR): era all’Ajax, oggi è al Bayern
#2 Marcos Nicolás SENESI BARÓN (ARG): era al Feyenoord, oggi è al Bournemouth
#1 Lisandro MARTINEZ (ARG): era all’Ajax, oggi è al Manchester United


Intanto i gobbi digeriscono altri 200 milioni di perdita….maledetti ovini, immettono sempre tantissimo denaro in quella squadra di ladri.
Motta e Conte speravo andassero in lidi stranieri…vabbè
Quindi il Napoli iperfavorito leggo sui social Inter.
Giusto!!
Hanno una rosa potente…non hanno coppe tra i piedi ed hanno l’allenatore millemila volte più bravo di tutti nell’universo conosciuto.
Sono d’accordo: Napoli squadra da battere.
Partiamo secondi barra terzi visto che adesso l’altra super rosa ha Motta.
Spero qualificarmi in champions almeno.
Vorrei invece parlare di un calciatore Croato dopo aver appreso che Perisic torna a giocare allo Spalato.
Ero a Roma la sera in cui, dopo la doppietta che aveva deciso la finale di coppa italia coi gobbi, rispose stizzito sulla questione del mancato rinnovo. Aveva 33 anni ma era in una condizione psico-fisica strepitosa da almeno due stagioni. Non si accontentò di quanto proposto dall’Inter e scelse il Totthenam.
Risultato? Prima stagione disastrosa con Conte che lascia a metà campionato. Seconda stagione con rottura del ginocchio e prestito allo Spalato.
Praticamente due anni buttati via, in cui invece avrebbe potuto togliersi diverse soddisfazioni, e parabola discendente inesorabile.
Questo non è che l’ennesimo esempio sul fatto che se in un posto ci stai veramente bene, continua a starci e non farti tentare da quei quattro spicci in più……..
Penso che se potesse tornare indietro firmerebbe anche alla metà di quanto offriva l’Inter.
Si narra che volesse terminare la sua carriera in Premier e purtroppo di fatto così è stato.
La proposta di rinnovo arrivò in ritardo, ma lui scelse di andare al Tottenham per mezzo milione in più all’anno.
Terminata in ogni senso.
C’è da dire che sul rinnovo ci sono tanti risvolti che non sappiamo e non sapremo mai, su tutti quello delle dinamiche di spogliatoio. I due croati, per quanto imprescindibili sul campo, sembravano avere un carattere un pò ingombrante.
Può darsi che sia stata la stessa società a formulare l’offerta in tempi e modi atti a far si che non venisse accettata.
Ecco un pó quel che dicevo su
Penso che la sua è stata una scelta di orgoglio più che di spiccioli. Ai tempi l’Inter s’era coperta con Gosens che pareva potesse diventare un suo adeguato sostituto….ed era stata alla finestra.
Poi vai a sapere…anche la sirena Conte – anche lui ito per trovare maggiori fortune presso gli Spurs (fortune che neanche lui trovò) – può aver avuto la sua influenza insieme agli spiccioli.
Allora per me si sarebbero dovute dare maggiori garanzie per tempo al giocatore.
Per me un concorso di colpa.
È anche vero che probabilmente si è sopravvalutato. In serie A faceva la differenza fisicamente. In premier decisamente no.
Poi va detto che chissà come mai, spariti tutti i cognomi che terminavano in ic lo spogliatoio si è improvvisamente compattato…
Barellino beddu dello zio Cipe64.
Questo ragazzo esprime qualcosa di bello e antico.
Figlioccio perfetto del Rombo di Tuono.
Barellino in stile Pupi…si dice.
Di già vicepresidente pure lui?
Rumors vogliono un suo rinnovo a prezzi di saldo per ammore dell’Inter.
finalmente, google era scollegato da BC, e non ho gli altri social. Come avevo previsto l’Inter è stata escussa da oaktree. Credo che Zhang abbia preso una bella scoppola da questa operazione, quello risparmiato dai non investimenti fatti nell’Inter negli ultimi anni li ha abbondantemente persi perdendo l’Inter. Gli va dato atto di aver risollevato il club, di aver scelto una dirigenza di alto livello e di averci regalato delle soddisfazioni, penso che se avesse potuto economicamente, politicamente e finanziariamente, avrebbe fatta veramente grande l’Inter. Ho sempre diffidato dei fondi d’investimento, soprattutto made in USA, loro hanno come solo ed unico scopo quello del guadagno finanziario speculativo, non li vedo interessati a veder primeggiare la squadra nelle competizioni sportive, se non per accrescere il valore della squadra. Ora hanno già guadagnato un bel monte di soldi prendendo per pochi spiccioli una squadra che vale molto, ma molto di più. Le vere intenzioni di Oaktree le vedremo alla scadenza dei Bond sottoscritti da l’Inter che dovranno essere onorati. Per il momento credo che continueranno la strada fatta da Zhang, vale a dire vendere per poi comprare, senza grossi interventi da parte USA
Da quel che si è evinto Zhanghino si era tutelato con la clausola che gli consentirà di incamerare la differenza tra il valore di vendita dell’Inter quando sarà e i vari debiti finanziari al momento dell’escussione. Qualche milioncino gli resta in tasca sicuro…
vero, ma tieni presente che la valutazione sarà fatta da valutatori nominati da Oaktree, inoltre se consideri quanto speso pe acquisire l’Inter, non credo che il ricavato possa coprire la spesa. Comunque si, qualche cosa ricaverà, ma credo che abbia guadagnato di più Thohir di Zang in proporzione
Ah Thohir…lui si che c’ha lucrato alla grande senza sganciare un centesimo bucato. Di lui andrà ricordato solo il comunicato antigobba, sul resto un velo pietoso
Tiè rifatevi gli occhi
https://www.youtube.com/watch?v=nOXnAV28B6U
Sono troppi per una rosa così scarsa.
E Lautaro capocannoniere non merita un rinnovo.
Speriamo di venderlo entro due anni, troppo scarso per la CL.
Lautaro si è meritato il rinnovo che gli hanno fatto. Il suo procuratore invece si è meritato un ritenta sarai più fortunato.
Speriamo di stravenderlo tra due anni, non perché è scarso per la CL, ma per farci mercato finché ne ha. Di giocatori che invecchiano da bandiere zavorrandoti il bilancio non è più tempo.
100% concordo.
La chiave che i club italiani (tutti) hanno per restare a galla.
Purtroppo, aggiungo
Però vuoi mettere la sudisfa di vincere con i 7 mln per prendere Bissek spalmati in sedici esercizi piuttosto che annunciando un Mbappè ogni estate…
Eh…..ormai il calcio made in Uefa ha spinto i costi così in alto che solo pochissimi club con dietro proprietari multi miliardari oppure i brand già di loro iperfamosi possono sostenere.
Gli altri se la giocano tra le mure amiche oppure devono sperare nell’allineamento delle galassie
Il tempo delle bandiere che zavorrano il bilancio è finito con Moratti.
Adesso se ne vanno in Arabia prendendo come ingaggio più del costo del cartellino o se vanno a zero, come e quando vogliono loro (vedi Mbappè).
Fra 2 anni Lautaro non avrà ancora compiuto 29 anni e se nel frattempo ne troviamo un altro almeno con gli stessi numeri, ben venga…altrimenti, se lui vuole, me lo tengo stretto fino ai 31 anni.
Guarda, può andarsene quando vuole (gli sono affezionato, per quanto in misura minore di quanto sia affezionato ad Augustina…) basta che porti in dote al pres. monOak un centello di offerta.
😄se guardi bene per come sono costruiti i gol, il collettivo e l’organizzazione di gioco colmano il gap di una rosa veramente troppo, troppo scarsa.😄
La rosa è buona, più profonda di prima (al posto di vecino e vidal magari entrano Frattesi e Asllani, magari al posto di Radu entra Audero…e le cose cambiano)…ma i gol ed i risultati sono, principalmente, frutto di gioco di squadra, schemi e tutto quanto può essere ricondotto ad un grande direttore d’orchestra😜.
Giocatori bravi, intelligenti a saper leggere uno spartito…ma è lo spartito che esalta i solisti.
Meriti condivisi da tutti, poi tutto si presta ad estremizzazioni…
Fatto è che ormai non si vince con le sole figurine nell’album.
Forse solo il real…e per miracolo.
PS ma qualcuno veramente ha detto che la rosa è scarsa?
È stato detto che questa rosa non poteva arrivare a questi numeri.
Che sia arrivato proprio a questi numeri ha sorpreso anche me che sono un fan della prima ora. Figurati altri.
Però che si trattasse di una rosa proprio scarsa mi pare che non lo abbia potuto dire nessuno…. capisco si tratta di una tua esagerazione ironica.
Dobbiamo dire che alla partenza di Lukaku, Brozo, Scriniar, Dzeko e Onana, per rimanere nel breve periodo, con le loro sostituzioni in regime di parametri zero o quasi….penso tutti, pure io, abbiamo avuto un ulteriore abbassamento delle aspettative.
Poi sul campo Thuram ha fatto vedere chi è…. e tutte le scelte in economia della dirigenza si sono rivelate azzeccate.
Bravo anche il Mister a valorizzare le nuove risorse incastrandole in un disegno di gioco preciso.
Soprattutto a ridisegnare il gioco di chala in assenza di brozo.
La mia paura è che prima o poi qualcuno capisca come disinnescare il nostro gioco.
Dovrà essere bravo il Mister a rimescolare le carte in tavola🤞🤘.
“Dovrà essere bravo il Mister a rimescolare le carte in tavola🤞🤘.”
Si sta toccando i cabbasisi
Direi che sostanzialmente non cambia nulla: anche prima agiva da presidente.
Interessante sarebbe capire le deleghe (a partire da che cifra si va da proprietà?) e, soprattutto, che tipo di budget verrà dato
Budget?
Quale budget?
Guarda, se accettanoo di perdere 80/100 milioni l’anno come Zhang, faccio la firma e vado a piedi fino a Nanchino (facciamo china town a Milano).
Io credo, invece, che vorranno ben presto guadagnarci su (o come minimo non perderci). La speranza è la crescita dei ricavi…ma se i ricavi crescono per tutti (super champions, diritti tv ecc) i costi puntano verso l’alto.
Mah, gli americani finanzieri associati al pallone italico mi lasciano sempre perplesso….sperem ben
A me basterebbe eliminare qualche zavorra e mantenere lo status quo con i soli ingressi consolidati di Taremi e Zielinski.
Se devo cedere Dum per fare mercato io sto bene così.
esatto, continueranno per la strada intrapresa negli ultimi anni da Suning, vendere per poi comprare, senza grossi investimenti loro. La febbre gliela proveremo alla scadenza dei bond sottoscritti dai nerazzurri
Si spera che ti aprano ulteriormente il mercato yankee portando ricavi da sponsor. Dalla Cina su quella voce di bilancio non si scriveva più niente.
Si, questo è vero
Ma secondo me è tutto scritto a bilancio. Qualsiasi operazione gli è consentita che non peggiori il costo della rosa (monte ingaggi, parametri Uefa) ed intacchi l’obiettivo del pareggio di bilancio. Vuol dire che per far entrare devi far uscire. E quello che entra deve essere spalmato e rinviato ai bilanci successivi. Come si è fatto fin qui.
Marotta Presidente.
Ci avrei scommesso i miei dieci centesimi.
Quel ghigno soddisfatto e quello sguardo ammiccante (ehm…) proprio nel periodo in cui le voci su Steven erano confusive davano ad intendere qualcosa…
Posso dire che come presidente avrei preferito una figura più di rappresentanza del mondo Inter (tipo Zanetti, lasciando tutte le deleghe a Marotta)?
Guardiamo il lato positivo: Oaktree è entrato in punta di piedi, quasi a voler passare inosservato. Dare continuità all’attuale modello societario è la scelta più saggia che si potesse fare.
Fin qui tutto bene.
Puoi. La cosa buona è che potrà darsi l’OK da solo alle operazioni di mercato che vorrà chiudere.
Non credo questa carica inciderà sulla sua operatività.
C’è anche da dire che in questi anni si è guadagnato molti meriti…questo chiude il suo processo di interizzazione.
È un presidente senza portafoglio, dovrà avere l’OK di Oaktree.
A vita è cchiù strana dâ merda!
Grande Joe Pesci
A chi me lo avesse detto dieci anni fa avrei dato del matto.
“‘A vita è cchiù strana dâ merda!” (cit.)