I centrocampisti che sono usciti dall’Eredivisie negli ultimi anni hanno spesso fatto la fortuna delle squadre che li hanno acquistati, anche quando non erano dei fuoriclasse assoluti. La loro migliore caratteristica è la versatilità. Molti di loro passano abbastanza facilmente dalla posizione di play a quella di mezzala, e un paio di esempi recenti ben noti a chi segue la serie A hanno fatto la stessa evoluzione quando giocavano in Eredivisie, come Reijnders e Koopmeiners.
Quest’anno di questo tipo di centrocampisti se ne sono visti parecchi, e i migliori hanno sicuramente indirizzato le prestazioni dell’intera squadra.
D’altronde, all’Inter potrebbero spiegare molto bene il concetto mostrando a tutti le prestazioni di Hakan Çalhanoğlu: con le dovutissime proporzioni, il discorso vale per molti di coloro che troverete in questa lista.
Inutile dire quindi che parecchi giocatori tra questi, a mio modesto parere, saranno al centro di parecchie trattative di mercato interessanti.
Iniziamo dunque la carrellata dei migliori centrocampisti dell'Eredivisie 2023/24. twittalo#12 – Philippe ROMMENS, Go Ahead Eagles, agosto 1997, centrocampista centrale, Belgio (24 pres. stag., 6 gol)

È vero, verissimo: “Correlaton is not causation“. Se vi state chiedendo come mai abbia fatto solo 24 partite e sia finito nella lista, sappiate che ha avuto un brutto infortunio alla caviglia che lo ha messo fuori causa da gennaio ad aprile. E il Go Ahead Eagles fino a gennaio era quinto/sesto, poi è sceso di brutto in classifica, ed ha strappato i playoff Conference League con buone prestazioni da aprile in poi, finendo per vincerli.
E quindi, io non posso dire che le Aquile di Deventer sono scese al decimo posto perché questo centrocampista belga cresciuto nelle giovanili del PSV era infortunato. Però ha aiutato tantissimo. Rommens fa “il Barella” nella sua squadra, in un centrocampo a due: corre, lotta, passa e segna. Al suo fianco, un mio vecchio pallino del VVV Venlo, Evert Linthorst (era nelle mie liste 2019/20) può liberare la sua classe e la sua creatività, perché tanto ci pensa Philippe. E per questo motivo in questa lista c’è lui e non Linthorst.
#11 – Sven MIJNANS, AZ Alkmaar, marzo 2000, mezzala destra/mezzapunta, Olanda (39 pres. stag., 6 gol)

In principio c’erano Til e Midtsjø, e Koopmeiners si sedeva in panchina o giocava in difesa. Poi Koopmeiners ha smesso di sedersi, e vicino all’allenatore c’è rimasto Reijnders. Quando poi è toccato a Reijnders, è stato questo ragazzo che s’era messo in mostra allo Sparta Rotterdam a scaldare i glutei la maggior parte delle volte seduto a bordocampo. Però la scorsa stagione, nonostante non fosse sempre titolare, aveva fatto vedere molte cose per rafforzare la convinzione dell’AZ che la partenza di Reijnders poteva essere assorbita bene.
Le ha fatte vedere anche quest’anno, magari non nel modo continuo che ci si aspettava, però il cambio di guida tecnica non lo ha né aiutato né tanto meno favorito. Mijnans ha tutte le caratteristiche per fare la mezzala offensiva, quella che si butta dentro a rimorchio della punta o va a cercare fortuna con allargamenti improvvisi su entrambe le fasce. Il gioco un po’ più conservativo di Martens lo ha un po’ frenato, ma le sue qualità non sono state scalfite. Uno dei tanti centrocampisti AZ bravi in tutti i fondamentali e in quasi ogni compito tattico, dall’interno al sottopunta, che farà benissimo dovunque andrà.
#10 – Dirk Wanner PROPER, NEC Nijmegen, febbraio 2002, regista, Olanda (33 pres. stag., 7 gol)

Nato a Elst (un paese tra Arnhem e Nimega dove sono stati rinvenuti due templi romani, tra i più grandi situati a nord delle Alpi) e cresciuto nel NEC, già nella rosa dell’under 17 che vinse l’Europeo del 2019, questo ragazzo ha avuto le chiavi del gioco dei rossoverdenero in eredità da Lasse Schöne, che tra infortuni ed età non è più riuscito a tenere la titolarità. Fisicamente è un regista tipo David Pizarro, o più recentemente Maxime Lopez: e questo è probabilmente il limite che lo costringerà a un livello più basso di quel che i suoi mezzi tecnici gli permetterebbero.
Gran dinamismo, visione di gioco e inserimento, buonissimo con entrambi i piedi, Proper è un giocatore che in Eredivisie può crescere ancora tanto e diventarne uno degli attori principali. Ovviamente, le buone sorti del NEC 2024/25 passano moltissimo dalla sua permanenza a Nimega.
#9 – Ismail SAIBARI BEN EL BASRA, PSV Eindhoven, gennaio 2001, mezzapunta/esterno, Marocco (31 pres. stag., 8 gol, naz. A)

Da un punto di vista puramente tecnico, Saibari probabilmente è il calciatore più forte dell’intera Eredivisie, o ci va molto vicino. L’inizio della sua stagione è stato un caleidoscopio di meraviglie tra campionato e Champions League: decisivo quasi in ogni gara, ha dispensato giocate a destra e a manca con una facilità imbarazzante. Poi due mesi fuori per infortunio, cosa che al PSV già orfano di Lang poteva costare caro. La profondità della rosa dei Boeren ha ovviato al problema, ma certo la creatività delle soluzioni di attacco è un po’ diminuita.
Bravo di destro, di sinistro, mezzapunta, esterno offensivo, addirittura mezzala (e anzi, per me quello è il suo futuro), non c’è spartito tattico che questo giocatore nato in Spagna e cresciuto in Belgio non sappia suonare alla grande.
Vede la porta e vede i compagni davanti alla medesima. Il PSV ha anticipato tutti e ha offerto a Saibari il rinnovo del contratto, accettato e firmato un mese fa. A Eindhoven si divertiranno ancora un sacco.
#8 – Calvin STENGS, Feyenoord, dicembre 1998, mezzapunta/esterno offensivo destro, Olanda (43 pres. stag., 8 gol, naz. A)

Nella giostra dei giocatori che vanno e tornano dal campionato olandese, Calvin Stengs merita senz’altro un posto d’onore. Anche lui, come molti altri, non ha azzeccato la scelta quando nel 2021 ha lasciato l’AZ, da stella di prima grandezza dell’Eredivisie, come colpo di mercato del Nizza che l’aveva preso per 14 milioni di euro. In Costa Azzurra, con Galtier al timone, per lui non ha funzionato niente. Poi è andato in prestito ad Anversa, e qui con Van Bommel è tornato lo Stengs ammirato ad Alkmaar.
Assoluto protagonista del titolo vinto dal Royal Antwerp Football Club a sessantasette anni di distanza dal precedente, Stengs gioca esterno destro offensivo e diventa l’arma tattica fondamentale del gioco dei Reds del Belgio. Le prestazioni convincono il Feyenoord a investire i sei milioni chiesti dal Nizza, che nel frattempo non ha creduto più che Calvin potesse essere il giocatore che serviva ai rossoneri di Farioli.
Ancora una volta, Arne Slot è riuscito nell’impresa di valorizzare il suo giocatore, e Stengs ha ricominciato di nuovo a incantare nella sua posizione preferita, quella di sottopunta.
Le sue capacità tecniche hanno dato il “la” alla prima parte di stagione di Gimenez, che ha beneficiato grandemente della presenza dell’olandese alle sue spalle. Il ritorno in nazionale dopo due anni e mezzo è stata la logica conseguenza, e l’interessamento della Lazio che emerge in questi giorni non può essere considerato di certo una sorpresa.
#7 – Peer KOOPMEINERS, Almere City, maggio 200o, regista/mezzala, Olanda (34 pres. stag., nessun gol)

Beh, basta guardare la foto per capire che non è un omonimo. Questo è Piero, il fratello dell’atalantino Antonio, ed è un centrocampista molto simile al più famoso parente. Destro di piede e non mancino, ma per il resto ha molte cose per le quali potrebbe essere facilmente scambiato con Teun: fisico, passo e ruolo.
Ha giocato in prestito anche in questa stagione, all’Almere City, squadra che ha disputato la prima stagione di Eredivisie della sua storia. L’AZ l’aveva prestato all’Excelsior la stagione precedente perché non voleva che facesse panchina. Stessa cosa quest’anno, e la scelta ha pagato.
Peer Koopmeiners ha caratteristiche tattiche differenti da Teun, soprattutto perché non vede la porta come il centrocampista dell'Atalanta. Ma le sue caratteristiche di incontrista/regista sono forse anche migliori. Condividi il TweetIn due stagioni non ha segnato neanche una rete in campionato, e questo aspetto va decisamente migliorato. Credo che l’AZ finalmente gli darà una maglia da titolare, e in una squadra con più struttura e abilità tecnica, Koopmeiniers non potrà che beneficiarne e giocare meglio (magari nel ruolo che attualmente ricopre Jordy Clasie). Da quando Teun si era affacciato alla soglia del professionismo, gli “addetti ai lavori” olandesi dicevano continuamente che il fratellino era addirittura meglio.
Deve ancora dimostrarlo, in realtà, e la strada è lunghissima, ma può ritagliarsi uno spazio e una carriera importante usando le sue caratteristiche: quelle da incontrista e playmaker contemporaneamente che, nel calcio olandese, non sono mai state troppo abbondanti.
#6 – Jerdy SCHOUTEN, PSV Eindhoven, gennaio 1997, regista/difensore centrale, Olanda (40 pres. stag., 4 gol, naz. A)

Alla fine, si è rivelato l’acquisto più determinante dell’estate 2023 del PSV, visto che gli infortuni di Saibari e di Lang hanno costretto Peter Bosz a cambiare un po’ le carte in tavola. Jerdy Schouten è stato acquistato non solo per dare equilibrio e sostanza al centrocampo dei Boeren, ma per portare quel tipo di intensità che gli anni di serie A hanno fornito all’ex-Bologna.
A Eindhoven, Jerdy ha conquistato anche la nazionale, non facendo niente di diverso da ciò che faceva (e benissimo) sotto le Due Torri, ma facendolo anche in Champions League e sotto gli occhi di Koeman (il che dice molto di Koeman, ma questo è un altro discorso).
Peter Bosz l’ha anche schierato difensore centrale ogni volta che ha voluto “appesantire” attacco o centrocampo. Schouten ha coperto il ruolo con grande disinvoltura e ottimi risultati.
C’è stato un momento in cui si è vociferato che Jerdy Schouten fosse tra i possibili eventuali sostituti di Marcelo Brozovic all’Inter. I nerazzurri di Inzaghi, con Hakan Çalhanoğlu, non avrebbero potuto sostituire il croato meglio di come hanno fatto: ma ero e rimango convinto, ancora di più dopo questa stagione, che anche Schouten avrebbe potuto essere un rimpiazzo di successo.
#5 – Sem STEIJN, Twente, novembre 2001, sottopunta, Olanda (39 pres. stag., 19 gol)

Non è un refuso: Sem Steijn è un centrocampista, e ha segnato 19 gol stagionali. E mentre suo padre falliva l’occasione (probabilmente) della vita sulla panchina dell’Ajax, lui tirava fuori dal cilindro una stagione che definire superlativa è molto, ma molto riduttivo. Inutile dire che Steijn è stato il miglior marcatore del Twente (17 reti in campionato contro le 16 di Ricky van Wolfswinkel).
Ora, sarete curiosi di capire come mai un centrocampista abbia segnato così tanto: il modulo di Oosting è un 4-2-3-1, e Steijn ha giocato da sottopunta. Però questo ragazzo ha un senso dell’inserimento pari a quello di Frattesi, tanto per dare l’idea, e giocare in un modulo dove lui si è trovato quasi sempre vicino all’area avversaria, spesso da vera e propria seconda punta, ha consentito a questo giovane di sorprendere quasi ogni settimana gli avversari.
Però Steijn rimane un centrocampista: la scorsa stagione, con Ron Jans, ha giocato in una posizione più arretrata, e a me aveva fatto subito pensare al primissimo Barella: grande dinamismo, elettricità sul breve, e qualche gol (sei, nell’annata 2022/23. Ma in Eerste Divisie all’ADO, già nella stagione prima ancora di quella, ne aveva segnati quindici).
Questo ragazzo è stato sicuramente la grande sorpresa della stagione, e la CL conquistata dai Tukkers porta la sua firma in bella evidenza in cima alla lista.
Io, e credo tutti gli appassionati di calcio olandesi assieme a me, sono curiosissimo di vederlo in azione nelle coppe europee, a cominciare dal preliminare di CL che il Twente giocherà a inizio stagione. Ma credo che ci siano molte possibilità che quel preliminare non vedrà in campo Steijn, o almeno non con la maglia del Twente.
#4 – Quinten Ryan Crispito TIMBER, Feyenoord, giugno 2001, mezzala, Olanda (44 pres. stag., 8 gol, naz. A)

Dopo la stagione della sua consacrazione, quella dove ha smesso di essere “il gemello di Jurriën, quello forte dei due”, quella dove ha preso il comando delle operazioni anche da un punto di vista caratteriale e di personalità, prendendo il ruolo che era stato di Orkun Kökçü, ecco la mazzata: l’infortunio a inizio maggio che gli ha fatto perdere gli Europei.
Destro, sinistro, corsa, garra, interdizione, passaggi e gol. Un centrocampista completo, il tipo di giocatore l’avete capito benissimo qual è, visto che al momento all’Inter gioca il più forte di tutti quelli di questo tipo calcistico, e anche fisicamente siamo lì.
Ora, è chiaro che quando faccio un paragone è per farvi visualizzare il tipo di calciatore di cui sto parlando. Ma nel caso di Timber, ecco, se tra tre o quattro stagioni diventasse un simil-Barella, non ne sarei così sorpreso.
Quinten Timber ha beneficiato tantissimo della guida tecnica di Arne Slot, e visto che il Liverpool di Klopp aveva in Georginio Wijnaldum quel tipo di centrocampista, ecco che la suggestione di mercato è pronta per essere servita. Ma al di là di questo, Timber ha tutti i numeri per diventare uno di quelli davvero forti. Abbastanza forte da far chiamare Jurriën “il gemello di Quinten”? Staremo a vedere.
#3 – Malik Leon TILLMAN, PSV Eindhoven, maggio 2002, mezzapunta/sottopunta, Stati Uniti (39 pres. stag., 9 gol, naz. A)

Una grande sorpresa, almeno per me che non lo conoscevo. Padre statunitense, mamma tedesca, Tillman nasce e cresce in Germania e a 13 anni lo prende il Bayern dove esordisce in Bundesliga nella stagione 2021/22. Un anno a Glasgow in prestito, poi il PSV lo prende la scorsa estate sempre in prestito, con diritto di riscatto.
All’inizio vede poco il campo ma poi, come detto più sopra in questo post, Saibari si fa male, e Bosz dà la massima fiducia a questo giocatore di grande tecnica e ottime caratteristiche atletiche. Longilineo, destro (ma usa benissimo anche l’altro piede), vede la porta ma soprattutto manda in porta i compagni.
Dieci assist e nove gol dicono molto della tremenda efficacia di Tillman nell’ultimo terzo del campo, nonché della sua abilità di trovare sempre il varco giusto e la giocata risolutiva.
Quindi nessuna suspense: il PSV ha esercitato il diritto di riscatto, e per 12 milioni di euro si è assicurato uno dei centrocampisti offensivi più interessanti in circolazione. Ancora molto giovane, i margini di miglioramento sono enormi, e la prossima stagione promette di rivelare al calcio europeo un nuovo gioiello.
#2 – Mats WIEFFER, Feyenoord, novembre 1999, mezzala/incontrista, Olanda (42 pres. stag., 6 gol, naz. A)

Nella moria di centrocampisti che ha costretto Koeman a pensare seriamente di convocare di nuovo il 56enne Wim Jonk, una casella è stata particolarmente dolorosa: quella del centrocampista interditore forte fisicamente.
Il calcio olandese, si sa, non ha mai prodotto tantissimi giocatori di questo genere, e di quei pochi proprio per questo ci si ricorda quasi subito: oggi c’è Marten de Roon che comunque può essere considerato parte della categoria. Kevin Strootman, Nigel de Jong, Hedwiges Maduro, e poi andando più indietro troviamo Jan Wouters nel 1988 e Wim Janssen nel 1974. Ma appunto, sono davvero pochi.
Mats Wieffer promette di entrare nei posti di eccellenza di questo tipo di centrocampista: forte fisicamente, piede non rozzo anche se magari non proprio vellutato, ma sempre al posto giusto in campo,
È vero che anche la serie A sta virando (finalmente) sempre più verso giocatori di centrocampo più tecnici e meno fisici, ma Wieffer rappresenta secondo me uno di quelli che, come Kevin Strootman al suo apice, mettono ordine nel casino, puliscono i palloni, rompono le uova nel paniere del piano tattico avversario col loro dinamismo e la loro forza.
Di questi giocatori c’è ancora bisogno, e il campionato fantastico giocato dal Rotterdammer è un biglietto da visita da conservare e tenere a mente.
#1 – Joey VEERMAN, PSV Eindhoven, novembre 1998, regista/mezzala, Olanda (41 pres. stag., 7 gol, naz. A)

Generalmente, quando trovi un giocatore che ti piace, speri che esploda in fretta per far vedere a tutti quanto è forte. Veerman era ottimo anche al Volendam, in Eerste Divisie, l’anno prima che arrivasse Jonk. Poi, vedendolo giocare all’Heerenveen, non ho più avuto dubbi.
Passatore eccezionale, può giocare tranquillamente sia regista che interno. Il paragone immediato è con Koopmeiners, e la differenza sta nel piede (destro per Veerman) e per il fatto che, approdando al PSV, non è ancora andato via per colmare gli ultimi difetti e apprendere quell’intensità di gioco e quel livello di competizione che in Eredivisie non può avere.
Joey Veerman è stato, per distacco, il miglior giocatore dell'Eredivisie 2023/24 Condividi il TweetQualcuno qui in Olanda ha ipotizzato che, col ritiro di Kroos, il Real potrebbe farci un pensiero su questo ragazzo. Per quanto vi possa fare ridere la cosa, è molto, ma molto, meno assurda di quel che appare a prima vista.
All’Europeo ha pagato lo scotto della “prima volta”: una competizione al top, la tensione dell’esordio, il peso di dover sostituire uno come Frenkie de Jong prendendo in mano la bacchetta da direttore d’orchestra. Non un granché contro la Polonia, ultimi 20′ (solidi stavolta) contro la Francia.
Ma stiamo parlando solo di abitudine a giocare a quei livelli: dateglieli ogni domenica, e – per l’appunto, come Koopmeiners – farà vedere che a quel livello ci sa stare molto più che bene. Dubito che lo vedremo ancora al PSV nella prossima stagione. E se invece sarà ancora là, l’esito finale del prossimo campionato è già scritto, o quasi.
Siamo arrivati alla fine della carrellata. Prossimamente, i migliori attaccanti dell’Eredivisie 2023/24 secondo il solito, insindacabile, assolutistico giudizio: il mio, per quel che come al solito varrà.
A presto!

BONUS TRACK: DOVE SONO QUELLI DELLA LISTA 2021/22?
#10 Sondre TRONSTAD (NOR): era al Vitesse, è al Blackburn Rovers
#9 Dani DE WIT (NED): era all’AZ, e per dimostrare che molti DS sono affetti da gravi problemi di vista, è ancora lì
#8 Adam MAHER (NED): era all’Utrecht, è andato come molti altri a prendersi i soldi in Arabia al Damac, e oggi è passato ai qatarioti dell’Al Wakrah
#7 Gus Berend TIL (NED): era al Feyenoord, oggi è al PSV, arma tattica spesso decisiva per Bosz
#6 Joey VEERMAN (NED): chettelodicoaffa’
#5 Ryan Jiro GRAVENBERCH (NED): era all’Ajax, oggi è al Liverpool dopo essere passato dal Bayern
#4 Zian FLEMMING (NED): era al Fortuna Sittard, oggi è al Millwall, 23 gol in due stagioni. Che sia ancora in Championship fa abbastanza ridere.
#3 Edson Omar ÁLVAREZ VELÁZQUEZ (MEX): era all’Ajax, oggi è al West Ham
#2 Orkun KÖKÇÜ (TUR): era al Feyenoord, oggi è al Benfica
#1 Ibrahim SANGARÉ (CIV): era al PSV, oggi è al Nottingham Forest (che spreco)


Piuttosto si blaterare di “blocco Inter”…
Parlare di blocco, per me ha senso quando si translano uno o più reparti di una squadra di club in nazionale.
Come per l’Italia 78 o 82 o quella del Grande Torino.
Qui abbiamo visto un certo numero di Interisti sparsi per i reparti…non allenati e organizzati dal Mister Inzaghi.
😂scovatela qui la differenza…😜
#gnegnegne
😂😂😂…l’hai scovata…vediamo lL…
E come potrei non essere d’accordo?🤗
PS. Scherzi a parte: fare giocare il “blocco Inter” senza le geometrie di Inzaghi (ammesso e non concesso che Spalletti sappia costruirle, ciò di cui dubito fortemente) è stato assurdo.
È stato come se Bearzot avesse preteso di far giocare il blocco rube della nazionale dell’82 alla maniera dell’Olanda. Ma Bearzot, a differenza di Spalletti, era un ct intelligente: e non lo fece.
Bentrovati, compagni bauscia!
Vista Svizzera-Italia: mi sembrava di vedere l’Inter allenata da Gasperini, in cui tutti erano fuori ruolo per rispettare le idee dell’allenatore.
Ho sempre considerato Spalletti un mediocre: e non cambio idea.
PS. La squadra era scarsa? Andate a rivedere quella che giocò gli europei del 2016, dove perdemmo in semifinale ai rigori, e scovate la differenza.
Dimenticavo: tale Scamacca disse che era felice di essere andato alla talanta, invece che all’Inter.
Io più di lui.
Sarebbe facile trovare una rima
Bentornato IL!
atleticamente e tatticamente inguardabili.
#ridateciMancini
Bentrovato Bellins!
Atleticamente e tatticamente inguardabili, ma Mancini ai miei occhi è un altro sopravvalutato…🤷♂️
E adesso vado a mettere l’elmetto per proteggermi dalle legnate di Cipe… 😅
😂no ma che legnate compare… ero quasi preoccupato ma mi aspettavo da un momento all’altro quel tipo di riferimento da parte tua..
Bentornato.
Ho rispetto per l’ammore ci mancherebbe…è La cosa che ci tiene in vita.
Su Mancini però io stavo facendo un ragionamento del tutto opposto..
Considerato il calo evidente di qualità tecnica del materiale umano italico pedestre, già in corso dagli anni della semifinale da te posta come un risultato eccelso…con un atto d’ammore.
Mancini un Europeo l’ha vinto e l’ha – indubitabilmente – vinto con il gioco…con la sua spettacolare ed efficace organizzazione di gioco…non con i non talenti che aveva a disposizione.
Mancini un Europeo l’ha vinto …non per i campioni e non per puro culo.
L’ammore tuo no….con la nazionale non ha vinto un cazzo…ricordiamolo questo dettaglio.
Vedo una certa disomogeità ed incoerenza logica nel tuo giudizio…ma si sa ammore ed odio (o semplice avversione) sfuggono alla leggi della logica..e chi siamo noi per opporci a queste forze della natura.
Per inciso qui hanno fatto tutti schifo …compreso Spalla che in un campionato, nel passo lungo, rimane un top…per me.
L’ammore tuo ritroverà la sua anima gemella a napule…sarà motivo di interesse e alzerà il livello della competizione.
Sarai contento emotivamente e da sportivo immagino.
Confesso di non aver guardato gli europei 2020 (anzi 2021), mentre mi appassionai progressivamente a quelli del 2016 proprio perché vedevo un’organizzazione efficace di gioco sopperire alla non eccelsa qualità dei suoi interpreti, esattamente come nella prima rube di Conte (della quale, come ricorderai, scrissi un elogio in tempi non sospetti, proprio alla fine del campionato 2011/12).
La mia valutazione su Mancini era quindi più generale, ma risente, lo confesso senza difficoltà, di una forte antipatia per il personaggio, cosa che, invece, il Conte allenatore non mi ha mai ispirato: nemmeno appunto quando allenava la rube.
Mancini invece mi è sempre stato antipatico: anche quando allenava l’Inter. E nessuno meglio di te sa che al cuor non si comanda… 😜
Miracolo Mancio.
Io, al termine della fase a gironi di #euro2024
Non reggi nemmeno due birrette
Accordo raggiunto con il Genoa per Martinez.
13,5 ml + 2 di bonus.
Ottimo prezzo
Nel corso di una diretta sul canale Twitch di fcinter1908, un tifoso dell’Inter in Germania ha raccontato questo episodio riguardante Romelu Lukako dal ritiro del Belgio: Un paio di giorni fa prima della seconda partita eravamo lì al ritiro del Belgio: i giocatori sono usciti e Lukaku si è fermato. Tra una parola e l’altra gli ho detto che sono tifoso dell’Inter e che è stato brutto vedere com’è finita la storia: su questo non ha risposto. E poi gli ho chiesto eventualmente di un futuro all’Inter e mi ha risposto non so cosa sia l’Inter.
Mia figlia aveva la maglia dell’Inter di Lautaro e gli ho chiesto di firmarla, ci ha saltato. E’ andato da Milan e Juve firmando quella del Bayern, noi ci ha saltato. Alla domanda di una foto, non ci ha considerato: si è fermato vicino a quello con la maglia della Juve di Dybala, ha fatto la foto e se n’è andato. Ndoye invece sull’Inter ha riso rispondendo che è un top club e che è il sogno di tutti: gli ho chiesto se viene e lui mi ha risposto adesso c’è il Bologna.
Ribadisco il culo infinito che abbiamo avuto nel momento in cui ci ha rifiutato: un imbecille, in declino verticale e costoso come un top player
Poverino Inzaghi non lo faceva giocare…
Adesso si ricongiungerá col suo gemello astrale e saremo tutti felici.
#beatagioventu
🤣🤣🤣
Articolo come sempre di grande qualità e interesse.
@Hendrik…ho una richiesta.
Limitatamente ai giocatori che tu ritieni degni di approfondimento..potresti postare link a filmati di episodi o rassegne di skills che tu ritieni utili per comprendere il giocatore?
😄 e tu dirai: “e perchè non te li cerchi tu?”.
Buona domanda…
PS per esempio di Veerman ho trovato questo…cavolo se è bravo.
😄 ma poi riuscire a fare un gol come quello con il pigiamino con i cuoricini…ci vuole talento.
Complimenti Hendrik per la sempre bella carrellata di nomi.
Noto diversi millennial nella classifica: speriamo che si possa puntare qualcuno di questi da far maturare un annetto dietro i titolari per garantire continuità interna.
Come sempre se si aspetta che facciano un europeo/mondiale/coppa ad alti livelli, i prezzi diventano inglese e buonanotte a tutti.
“Maledetto mangiaspaghetti! Ma cosa ti passa per la testa ?? Dov’è Kenneth Taylor?!?” – “Dammi retta, torna all’Ajax, Davy”. A su modo, un mito!
Dai…non male ieri.
Meglio organizzati non facciamo troppo cagare…
Dici Italia?
Mah, un sacco di errori tecnici da parte di tutti.
Onestamente di ieri mi è piaciuto Calafiori (che spero non prendano gobba o bilan) e Donnarumma. Il resto decisamente poca cosa, nonostante la Croazia giocasse a ritmi modesti: tutte le volte che si trattava di fare uno/due per far male c’era sempre un errore di misura…
Gli errori tecnici sono naturali vista la cifra tecnica media della squadra. Mi sono sembrati meglio organizzati che con la Spagna.
Non che ci volesse molto.
Di buono c’è che sono riusciti a reagire.
Oggi l’allenatore conta tantissimo…vedi che t’ha fatto Mancini con una squadra di livello tecnico anche quella abbastanza mediocre.
Con la Croazia mi aspettavo l’imbarcata e invece…la si poteva tranquillamente vincere.