Bauscia Cafè
Zielinski

Caro diario #4: i nuovi centrocampisti

Caro diario, questa settimana ti parlo di due nuovi amici speciali, perché giocano nel cuore del campo e perché sono un volto ben noto e una sorpresa assoluta. Il primo si chiama Piotr Zielinski, il secondo Tanner Tessmann e in realtà non sarò io a parlartene ma Zorro, il suo connazionale, l’americano di Bauscia Cafè. La curiosità su questi due è tanta, perché li abbiamo visti parecchio o non li abbiamo visti mai, dunque ci chiediamo tutti cosa possano dare alla nostra beneamata.

Occhi di ghiaccio

Zielinski è il volto noto di questo mercato interista. Prima ancora di parlare di lui è giusto parlare della sua collocazione tattica: il profilo è piuttosto simile a quello di Lazar Samardzic, calciatore che la scorsa estate avevamo di fatto comprato senza – almeno io – capirne la reale necessità. La trattativa poi grazie al padre saltò, ma 12 mesi dopo l’Inter è tornata a prendere una mezzala di qualità, brava nel dribbling e nello stretto, ottima nei passaggi e nel gioco associativo, specialista della conclusione da fuori. C’è un altro punto in comune palese e fondamentale ma che rischia di sfuggire: brava a giocare sul centrosinistra. Il centrocampo dell’Inter è stato per distacco il migliore dell’ultima serie A e non ci sono problemi, l’unico nodo irrisolto in parte lo ha rappresentato il collocamento di Davide Frattesi, sia per le sue caratteristiche tecniche che per la sua necessità di giocare sul centrodestra, area in cui domina in nerazzurro Nicolò Barella. Per il centrocampista romano si è addirittura accennata una possibilità di malcontento e cessione, tutto sembra rientrato, ma effettivamente sia per lui che per noi valorizzarlo maggiormente sarà una sfida importante nella prossima stagione. L’acquisto di Piotr Zielinski non mi sembra però interferire con quella situazione perché – come detto – gioca dall’altra parte del campo. Può sembrare lana caprina se perfino Spalletti ha avuto la bella idea di prendere Barella e metterlo sul centrosinistra all’improvviso nella partita più importante degli ultimi tre anni, ma non lo è. Quella zona di campo per l’Inter era occupata da Mkhitaryan e nessun altro, ora invece è arrivato un altro giocatore di alto livello. Dunque il polacco non mi sembra collidere con Frattesi. Nel contesto Inter, piuttosto, l’acquisto mi porta ad interrogarmi su un altro possibile arrivo, vale a dire quello di Albert Gudmundsson: sia chiaro, l’islandese è una seconda punta e non un centrocampista, nel gioco degli scacchi anche lui preferisce il centrodestra e porta doti di uno contro uno e finalizzazione che senza dubbio nessuna delle nostre mezzali ha. Però è anche vero che l’altezza di partenza è molto simile a quella di Mkhitaryan, Frattesi e adesso del polacco, dunque aggiungere un altro calciatore a cui piace galleggiare tra le linee e cercare la giocata decisiva forse non è la priorità. Dico “forse” perché non ne sono convinto neanche io, se Gudmundsson fosse quello che penso io e che pensa la dirigenza potrebbe avere tanto da darci, però staremmo parlando di un giocatore di qualità davvero alta e viste le nostre condizioni finanziarie non è il caso di investire troppo alla leggera 30 milioni per quello che potrebbe rilevarsi un doppione o un giocatore inutile.

Comunque sia, arrivando a Zielinski, penso che il suo utilizzo potrebbe sorprenderci. Ovviamente tutti quanti noi chi più chi meno lo abbiamo visto giocare negli ultimi 10 anni in Italia, anche solo perché ci ha purgati parecchio, dunque un’idea abbastanza chiara del giocatore che ci stiamo portando a casa l’abbiamo già. Tuttavia siccome sono un malato, l’Europeo non mi ha minimamente emozionato e sento crescere già la voglia di scoprire la nuova serie A, la nuova Inter e le nuove squadre di questo campionato, sono andato a guardarmi quelle compilation di giocate che ci fanno tanto sognare. Devo dire che sono rimasto abbastanza colpito da questa:

Partiamo dai numeri: Zielinski in totale nella sua carriera ha accumulato 363 presenze in serie A con 42 gol e 49 assist, 41 in Champions League (7 più 4), 21 (con 6 reti) in Europa League e 20 (1+2) in Coppa Italia. Da protagonista ha vinto uno Scudetto (2023) e una Coppa Italia (2020), ottenuto due secondi e due terzi posti in serie A, segnato gol importanti in campo europeo contro squadre del calibro di Barcellona, Liverpool e Real Madrid. Insomma, il polacco è stato una pedina fondamentale nel Napoli degli ultimi 8 anni (in azzurro dal 2016) e una figura di rilievo nel calcio nazionale. Come detto ha purgato più volte noi ma lo stesso ha fatto contro tutte le altre grandi squadre del campionato italiano, Milan, Roma, Juve, Lazio, nessuna esclusa. C’è chi dice che questa trattativa abbia avuto solo due grandi difetti, ovvero l’essere stata chiusa mesi e mesi fa e soprattutto il costo zero. Non è effettivamente difficile immaginare che se la notizia fosse arrivata all’improvviso e si fosse parlato di un investimento da 15/20 milioni di euro la narrazione attorno a questo acquisto sarebbe stata completamente diversa. L’Inter ha preso un big da una delle big e di solito basta questo a parlare di grande colpo, poco male però perché gli arrivi in sordina molto spesso sono preludio a grandi avventure. Quello che Zielinski può dare insomma lo sappiamo, così come sappiamo che il difetto più grande e su cui dovrà lavorare maggiormente per ritagliarsi uno spazio importante nell’Inter dei prossimi anni è l’incostanza.

Ciò che è interessante capire quindi è cosa chiederà l’Inter a Zielinski, perché così come dodici mesi fa abbiamo visto la dirigenza investire con denaro e convinzione in una zona di campo in cui almeno teoricamente le rotazioni sarebbero già lunghe e complete. Sì, l’età di Mkhitaryan avanza, ma le prestazioni non accennano a calare e comunque le caratteristiche dell’armeno sono diverse da quelle del polacco. Il primo è un giocatore di enorme quantità e ottima qualità, il secondo viceversa è un fiorettista di razza ma ha sempre mostrato pochissimo sul piano del contrasto e dell’abnegazione. Che non vuol dire non saper difendere sia chiaro, perché Zielinski è intelligente e abituato giocando a certi livelli e in certi sistemi a svolgere entrambe le fasi, ma è abituato a farlo in modo molto diverso e più “mentale”. Mkhitaryan è stato il cuore e i polmoni dell’Inter di questi ultimi due anni, l’apporto più importante è stato quello in termini di chilometri percorsi (11,5 di media a partita), contrasti (1.5 in media a partita) e spazzate (0,75). In quello stesso periodo, Zielinski ha totalizzato meno della metà di contrasti (0,65) e spazzate (0,36), mentre sulla corsa i dati non sono reperibili e allora dobbiamo limitarci a quelli di Euro 2024 nel quale ha fatto 9,6km a partita. Insomma, c’è una differenza enorme dal punto di vista difensivo e quella è l’incognita più grande rispetto alla qualità del nostro nuovo acquisto. D’altra parte, è difficile togliersi dagli occhi la qualità di certe giocate di Zielinski e la sua importanza nello scacchiere tattico che è stato di Sarri prima, di Ancellotti e Spalletti poi. È un giocatore straordinariamente bravo nel combinare con i compagni e questo conoscendo la nostra catena di sinistra non può che far ben sperare, perché con Bastoni, Dimarco e/o Carlos Augusto più Thuram che si allarga, ci sarà da divertirsi. Nel passaggio stiamo parlando di un campione assoluto, con una media di completamento in carriera dell’85,4% a fronte dell’81,4% di Mkhitaryan o 82% di Calhanoglu. E rispetto a questo dato bisogna ricordare che Zielinski gioca più avanti e fa giocate più complesse, tanto che per intenderci il turco prima di venire all’Inter non aveva mai raggiunto l’85% e invece spostato nel ruolo di regista ha totalizzato il 92,4% e 88,3% negli ultimi due campionati. I passaggi chiave a partita del polacco nelle ultime due serie A sono stati 2 a partita mentre quelli di Mkhitaryan 0,85 e quelli di Calhanoglu 1,85 – in questo dato però incidono molto i calci piazzati, che il turco calciava sempre mentre Zielinski con meno continuità. Quest’ultimo ha messo a segno 25 assist nelle ultime 4 stagioni, con l’ultima molto penalizzata dalle sole 25 presenze (molte delle quali dalla panchina a causa del mancato rinnovo) nella quale ne ha realizzati solo 2. L’apporto numerico tradizionale è quello di un gol o assist ogni 3 partite circa, o se preferite 0,33G+A/90min.

Fin qui abbiamo parlato dello Zielinski del passato, la domanda è quale sarà lo Zielinski del futuro.

Io non sono convinto che il polacco sarà un panchinaro dell’Inter perché credo che abbia le caratteristiche giuste per piacere molto ad Inzaghi: i dati che abbiamo appena letto gridano “Christian Eriksen” – o se preferite “doppio regista” – e al demone da Piacenza queste soluzioni piacciono parecchio.

Io tornerei con la mente agli ultimi due anni nei quali Barella si è dovuto sacrificare abbassandosi spesso in fase di costruzione e a quello precedente nel quale invece, con Brozovic e Calhanoglu a fianco, era stato più libero di avanzare e soprattutto allargarsi, combinare con Dumfries e mettere insieme 12 assist in un solo campionato. Zielinski porta con sé straordinarie doti di palleggio e a queste il demone da Piacenza, se lo conosco un minimo, farà fatica a rinunciare. Mi spiego: non prevedo una titolarità inamovibile, anche perché tutti quanti sappiamo quanto gli piace Mkhitaryan, però se il confronto fra l’armeno e Klaassen era 100:0, quello tra il 22 e Piotr me lo aspetto 60:40. Penso che non sarà più così irrinunciabile, perché a Inzaghi piace che le sue squadre tengano il pallone e gli diano del tu, si interscambino e vadano in porta con il pallone. Un altro giocatore al quale Zielinski assomiglia è Luis Alberto e sappiamo bene cosa aveva fatto il mister ai tempi della Lazio con l’eclettico spagnolo. Non mi sento neanche di escludere che nei suoi sogni più bagnati Inzaghi non se lo immagini da trequartista il polacco, magari giocando con una sola punta quando ci sarà bisogno di far riposare gli attaccanti e allora si potrà attaccare in maniera più creativa, sfruttando anche gli inserimenti dei centrocampisti. Mi azzardo a dire che Zielinski sarà il miglior giocatore in rosa per due tipi di passaggio che a Inzaghi piacciono parecchio: il cambio di campo, nel quale Barella e Calhanoglu sono fenomenali ma sempre da destra a sinistra e non viceversa, e soprattutto il passaggio in profondità. Certe imbucate geniali le hanno sia il sardo che il turco e soprattutto le ha Lautaro Martinez, ma nessuno nell’Inter ha la qualità in quel fondamentale di Zielinski e se lì davanti ci dovesse essere Marcus Thuram, beh allora potrebbe aggiungersi una freccia molto importante alla nostra faretra. Visione e tempi di gioco del polacco sono davvero eccellenti e in fase offensiva saranno una manna dal cielo per tutti i nostri attaccanti, punte, mezzali o esterni che siano.

Comunque sia, conoscendo Inzaghi penso che vorrà utilizzare un giocatore come Zielinski facendogli toccare la palla quanto più possibile e dunque chiedendogli di stare nel vivo della manovra, vicino tanto a Calhanoglu quanto al braccetto di sinistra, e viceversa libererà maggiormente Barella, Frattesi o chi per loro. Effettivamente ci mancava in rosa un giocatore di questo tipo, meno dinamico e più tecnico, perfetto per aiutare in fase di costruzione ma capace comunque di accompagnare e chiudere l’azione a rimorchio. Penso Zielinski potrà fare davvero grandi cose e difficilmente ci stancheremo di lui, ma ciò su cui ho dubbi è quello che di solito non si vede o non si guarda, ovvero il suo lavoro in fase di non possesso: da quello dipenderanno i risultati che l’Inter potrà ottenere con e grazie al centrocampista polacco.

L’uomo del raccolto (di Zorro)

Zielinski e Tessmann, presente e futuro. Due innesti intelligenti e di qualità, certamente utili, forse eccellenti. twittalo

Prima che iniziate a rompermi le balle lo so, Tessmann (sì, due esse e due enne) non si traduce letteralmente così, la mia è chiaramente una licenza poetica. Ma ora che ho la vostra attenzione, pignoli di sta ceppa, vi tocca leggere ste due righe. Anche perché vi siete beccati i pipponi olandesi di Hendrick, mo’ vi tocca pure un paragrafetto sugli odiati USA del possibile neo-acquisto ammmerecano.

Iniziamo con il fatto che, al momento, in Italia, ci sono già 28 giocatori americani tra Serie A, B e primavere varie. Solo in Serie A nella prossima stagione ce ne sarebbero 8, e di questi solo 4 sono stati convocati per la Coppa America: Pulisic, McKennie, Musah e Weah. A livello di costo, subito sotto a questi ci sarebbe proprio Tessmann, seguito dal compagno di squadra Busio e dal giocatore del Palermo Lund, unico altro convocato in Nazionale al momento. Inoltre, nell’Under 18 interista abbiamo già un americano, il 17enne Matteo Carbonara, terzino sinistro e ottimo piatto tipico romano.

Ma torniamo a Tessmann. Al momento, tra tutti i giocatori americani in attività, il mediano è 22esimo per valore di cartellino (7M). Primo, ovviamente, Captain America Pulisic (40M), seguito dal 23enne Balogun (30M), McKennie (28M) e subito fuori dal podio c’è quello che per Transfermarkt è un italoamericano ma in realtà è originario del Brasile, Johnny Cardoso, mediano di 22 anni attualmente al Betis dopo 4 anni all’Internacional.

Gli unici Italo-Americani al momento con un po di “fama” sono il già citato Gianluca Busio (Venezia), Nicholas Gioacchini (Como), Taylor Booth (Utrecht) ed il fratello Zach Booth (Leicester U21, in prestito al Volendam) . Ma allora, perché puntare su Tessmann, che non ha né lo status né i valori “ideali” per una squadra come la nostra?! Forse solo perché la nuova proprietà è americana e serve “l’uomo simbolo” alla Pulisic?! Ma in quel caso ci sono ben altri profili…  a mio modesto parere, l’interesse dovrebbe essere puramente tecnico e sul talento, tralasciando nazionalità ed altri aspetti collaterali.

TT (Tanner Tessmann) è ancora giovane (24 anni) ma ha già molta esperienza in Italia (85 partite in 3 stagioni tra A e B, con 9 reti), ha un fisico importante (1 metro e 91 per 86kg) ma buona tecnica e soprattutto ottima visione. Pur potendo ricoprire tutti i 3 spazi a centrocampo, idealmente sarebbe un ottimo sostituto per Calhanoglu, viste anche le leggere difficoltà di Asllani ad adeguarsi ai compiti di Inzaghi.

La scorsa stagione il Venezia di Vanoli partiva da un 4-3-3 fluido, che nelle transizioni offensive si trasformava in un 2-2-2-4 o 2-4-4, sfruttando soprattutto gli esterni bassi ed i lanci lunghi, con TT sempre pronto a scendere e prendere palla per poi smistarla nel corto o lungo raggio, proprio come il nostro Calha. La differenza nell’interpretazione del ruolo è principalmente in fase di non possesso e transizione, dove l’americano è molto più “aggressivo” rispetto al turco. Da capire qui se è una questione di indole o piuttosto disposizione tecnico/tattica. Nel senso, la squadra di Vanoli puntava molto di più sull’aggressione e recupero immediato rispetto all’Inter di Inzaghi, e TT era il perfetto interprete di quella aggressione e ripartenza/rilancio. Altra pecca è l’agilità dell’americano, non proprio un fulmine di guerra, soprattutto vista la stazza fisica. Probabilmente una preparazione atletica ad hoc potrebbe aiutare…

In conclusione, date in mano al Demone questo figlio dell’Alabama e son abbastanza sicuro che ci divertiremo. Se invece l’idea è quella di aggiungere “un americano” a caso alla rosa, bhe… allora prendete me che non vi costo nulla e vi porto già tifosi USA a prescindere (ISCRIVETEVI ANCHE VOI ALL’INTER CLUB SAN FRANCISCO!!! Stessi benefit ma in più potrete fare i fighi con gli amici allo stadio!) 

seppia

Laureato in lettere, sogna di fare il giornalista sportivo ma il tifo per l'Inter compromette la sua obiettività e la sua esistenza. Non ha un ricordo slegato dai nerazzurri e i due anni di Spalletti sono stati i più belli della sua vita.

8 Commenti
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Roger Roger
Roger Roger
Leggenda Bauscia
2 anni fa

https://www.linterista.it/editoriale/no-oaktree-non-e-peggio-di-zhang-ma-a-quale-bugia-credevate-130294

Interessante editoriale di Palmeri- che personalmente apprezzo come giornalista – in cui spiega la logica gestionale dei fondi di investimenti vs Zhang con pregi e…difetti.
Mai come ora occorre affidarsi al fiuto dello scouting: credo siano finiti gli acquisti di gente affermata in là con gli anni, tranne rare eccezioni (Zelinski e Taremi sono acquisiti della vecchia proprietà).
Fortunatamente possiamo contare sul “blocco” arrivato nei primi anni danarosi di Suning per cui con bravura e un po’ di fortuna si potrebbe tenere botta.

Cipe64 ⭐️21⭐️
Cipe64 ⭐️21⭐️
Leggenda Bauscia
2 anni fa

https://thesis.unipd.it/retrieve/4c069106-e738-490f-95b4-f5227b6dad75/Menin_Giovanni.pdf

Voglio condividere questa chicca trovata sul web.

Si tratta di una ottima tesi di laurea, di tal meritevole Giovanni Menin, intitolata STORIA ED EVOLUZIONE DELLA TATTICA CALCISTICA.

E’ un PDF scaricabile ed una interessante lettura estiva.
A prima vista mi sembra un ottimo lavoro con una vasta ed interessante bibliografia.

😄 Unico cruccio…è stata redatta prima di avere visto l’Inter della seconda stella.
Sarebbe bello che Giovanni Menin la corredasse di una appendice.

Ultima modifica 2 anni fa by Cipe64 ⭐️21⭐️
Roger Roger
Roger Roger
Leggenda Bauscia
2 anni fa

Il giorno in cui saluteremo il Tucu Correa il blog si ripopolerà.
Un saluto a te Bellins che hai rotto il ghiaccio

bellins (Il Rincoglionito Patentato)
bellins (Il Rincoglionito Patentato)
Leggenda Bauscia
Rispondi a  Roger Roger
2 anni fa

Un saluto a te e al Tucu, che ieri ha segnato.

bellins (Il Rincoglionito Patentato)
bellins (Il Rincoglionito Patentato)
Leggenda Bauscia
2 anni fa

Visti gli innumerevoli commenti, direi che non vediamo l’ora di iniziare la stagione con la seconda stella sul petto.

Cipe64 ⭐️21⭐️
Cipe64 ⭐️21⭐️
Leggenda Bauscia

fa caldo…

bellins (Il Rincoglionito Patentato)
bellins (Il Rincoglionito Patentato)
Leggenda Bauscia
Rispondi a  Cipe64 ⭐️21⭐️
2 anni fa

#assai

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Cipe64 ⭐️21⭐️
Cipe64 ⭐️21⭐️
Leggenda Bauscia

🤣🤣🤣

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