Bauscia Cafè

Nel dubbio, è comunque più forte Pogba.

Non leggo quotidiani sportivi dal 2010 e non è un caso: in quel periodo era curioso vedere che razza di titoli avrebbero inventato o come avrebbero tentato di ridimensionare le imprese dell’Inter di Mourinho.
Finita l’abbuffata di tituli è cominciato un periodaccio di vacche magre che persiste e che soltanto in questa estate 2015 sembra avere intenzione di togliersi dai coglioni, complice una società che finalmente sembra aver ritrovato la voglia di investire, di comprare giocatori funzionali alle richieste dell’allenatore e di vendere gente che farebbe fatica anche in una candidata alla retrocessione.
Usando spesso Twitter come unico social network personale, non leggere i giornali sportivi non mi salva però dalle dinamiche del calciomercato e dalle reazioni del famigerato tifoso sotto l’ombrellone, ed è curioso constatare come dal primo giugno al 31 settembre tutto sia davvero consentito: trattative mai esistite seguite quotidianamente da non precisati inviati che, con un pathos degno dell’ultima stagione di Breaking Bad, ci raccontano che Tizio sta per dire sì all’Ancona mentre per Caio si prospetta una lotta a tre tra Derthona, Cuoiopelli e Inter.
Così potranno comunque titolare “Inter beffata” il giorno seguente ed assicurarsi la moneta del tifoso medio(cre) juventino o rossonero.
Star dietro ad ogni singola non-notizia diventa quasi un lavoro, tra scoop, smentite, contro-smentite, agenti Fifa con nomi che sembrano creati ad hoc dai ragazzi della Sensible Software, pronti a giurare sulle teste dei figli altrui che quell’attaccante non vuol più saperne di restare in quella squadra e ha già firmato col sangue un contratto fantascientifico in una località segreta.
La vicenda Kondogbia ha regalato perle di rara bellezza: il francese faceva gola a mezza Europa e proprio su Twitter ho avuto spesso modo di vederne esaltate le doti e la possibilità di investire su di lui per renderlo il perno di una nuova Inter finalmente competitiva.
Probabilmente anche Ausilio è rimasto sconvolto da certi commenti e ha pensato bene di fiondarsi sul giocatore in questione, lavorando di uncinetto per evitare che Geoffrey finisse sulla sponda milanese sbagliata e regalando a noi tifosi un bel motivo per sorridere: tutto bellissimo, direte voi, chissà che titoli, che entusiasmo, che esaltazione!
No.
Un certo Jacopo Granzotto, che scrive per il giornale (le maiuscole non le uso nemmeno se mi pagate), ha invitato i lettori a ricordare la fallimentare esperienza del francese a Siviglia, oltre alle disastrose prestazioni nel doppio confronto contro la Juventus, poi vincitrice del trof…ah no, scusate, mi confondo col Barcellona.
A fargli da cassa di risonanza ha contribuito anche Filippo Grassia, moviolista di Radio Rai, che sulle colonne dello scempio diretto da Sallusti ha tentato di analizzare la situazione economica nerazzurra chiedendosi come diavolo sia possibile per l’Inter fare mercato, chiamando poi in causa Tardelli per ribadire quanto sia sopravvalutato Kondogbia.
E se lo dice uno che ha preferito Ferrante a Romario (35enne sì, ma pur sempre Romario) non si può che fidarsi.

La faccia di chi ha beffato l'Inter.
La faccia di chi ha beffato l’Inter.
Io preferisco godermi i nuovi arrivi, che stanno dando un senso concreto a questa estate di mercato: Mancini non scherzava sulla rivoluzione in rosa e Thohir sembra deciso ad accontentarlo in tutto e per tutto.
Non occupandomi direttamente di acquisti e cessioni e non essendo a libro paga né di alcun quotidiano né dell’Inter, preferisco non addentrarmi nel gossip delle compravendite e attendo notizie ufficiali in entrata e in uscita; non ho voglia di fare i conti in tasca a un milionario indonesiano, non ho voglia di capire quanto Jovetic inciderebbe a livello di bilancio.
Ho voglia di rivedere un’Inter competitiva e invito tutti a fare lo stesso: d’altro canto ognuno di noi ha i propri gusti anche in fatto di calciatori, e un solo presidente non potrà mai mettere d’accordo milioni di tifosi.
Prendiamo il caso odierno: la presunta cessione di Shaqiri.
Io lo ritengo un ragazzo talentuoso ma discontinuo, da provare senza che sia incedibile, altri sono già in preda alla disperazione per un suo eventuale abbandono: ognuno si faccia la sua idea pensando che tanto non verrà ascoltato da chi prenderà la decisione finale, ci guadagneremmo tutti in salute e relax.
A me soddisfa l’idea di un mercato curato nei dettagli, che sfoltisca una rosa infarcita di comprimari e la arricchisca di calciatori che diano un valore aggiunto e duraturo, non lampi di gioia da annegare in decine di prestazioni mediocri.
Un’Inter più fisica, che metta fosforo e muscoli in difesa e a centrocampo e cerchi talento e rapidità là davanti, stuzzica non poco: il tappeto rosso che abbiamo steso a tanti, troppi avversari in quel di San Siro dovrà tornare ad essere una camminata infinita sui carboni ardenti, dalla quale uscire scottati.
E sconfitti.
P.S: calciominchiata per calciominchiata, se a Montoya dovessimo aggiungere Suarez (Allan?) e una coppia offensiva tipo Jovetic-Salah o Jovetic-Perisic, ci sarebbe soltanto da sorridere, almeno sulla carta.
Cuadrado invece lo considero una mina vagante, oltre che una gigantesca, succulenta testa di cazzo.
Ma, come dicevo sopra, siamo ancora nel campo delle opinioni personali.
E Pogba è forte davvero, ormai lo sappiamo tutti.
Basterebbe non ricordarcelo anche parlando di surgelati. Grazie.

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NicolinoBerti

Coglione per vocazione, interista per osmosi inversa dal 1988 grazie a un incontro con Andy Brehme. Vorrei reincarnarmi in Walter Samuel, ma ho scelto Nicola Berti per la fig...ura da vero Bauscia.

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