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Mercato 25/26 pt.3: benvenuta Under 23!

C’è una nuova Inter in città ed è l’Under 23. La squadra dei giovani e la prima si sono conosciute alle 10.30 di una domenica (la prima) di agosto 2025, per un’amichevole “in famiglia” finita 7-2.

Cristian Chivu ha schierato la sua prima vera Inter con il solito 3-5-2, composto da sinistra a destra come segue: Sommer; Bastoni, Acerbi, Darmian; Augusto, Mkhitaryan, Asllani, Sucic, Dumfries; Lautaro, Bonny. I ragazzi sono partiti meglio, con due grandi occasioni nei primi dieci minuti: prima il vivace Mosconi si è presentato tutto solo davanti a Sommer, poi Spinaccé ha trovato il gol nell’area piccola dopo una bella azione corale che ha portato Berenbruch al cross basso dal fondo a sinistra, in pieno Dimarco-style. Due minuti dopo Issa Kamaté ha fatto una figuraccia difficile da dimenticare, buttandosi in porta da 25 metri quello che voleva essere un appoggio per facilitare l’uscita dal pressing della prima squadra. I grandi si sono sbloccati davvero solo al 15’, quando un break di Asllani ha liberato Lautaro tra le linee. Il Toro ha servito Bonny lanciato in profondità sul centrosinistra e l’attaccante francese prima si è fatto ribattere la conclusione a tu per tu da Melgrati, poi è stato molto reattivo a ribadire in rete la respinta nonostante fosse sbilanciato. L’Under 23 si sfalda e l’Inter trova tre nitide occasioni con Lautaro e Dumfries, ma è lo stesso olandese a servire il pareggio ai ragazzi con un’incomprensibile sponda per Mosconi, che trova il gol del momentaneo 2-2. Meritato per il ragazzo si può dire.

Il gol che fa saltare definitivamente l’equilibrio lo trova Asllani su rigore guadagnato da una sgasata di Bonny, lanciato direttamente da Sommer nella sua metacampo e bravo a saltare in velocità prima Re Cecconi e poi Prestia. A 5 minuti dall’intervallo, dopo qualche errore sottoporta, arriva finalmente anche il gol di Lautaro, bravissimo a stoppare e controllare un’imbucata non facile di Petar Sucic. Nel secondo tempo Chivu cambia tutti: Di Gennaro in porta; Palacios, Acerbi, Pavard in difesa; Dimarco, Zalewski, Calhanoglu, Barella, Henrique; Esposito, Thuram. Al gioiellino classe 2005 servono meno di 5 minuti per farsi trovare puntuale in area piccola su cross basso dalla sinistra di Dimarco. Il gol più bello della giornata lo segna Luis Henrique al 64’: sugli sviluppi di un corner si trova a raccogliere la respinta in zona centrale e lascia partire un destro forte che da 25 metri va infilarsi sotto la traversa alla destra del portiere. Cooling break, Thuram svirgola varie occasioni e ci si trascina stancamente al finale quando Calhanoglu, all’89’, trafigge di nuovo l’Under 23 con un destro rasoterra dal limite.

Le indicazioni

Prima di tutto il modulo: l’idea chiara di Chivu sembra quella di alzare spesso e volentieri la mezzala di sinistra, a fare un ruolo a metà tra il trequartista e l’esterno offensivo. Lo si può chiamare 3-5-2 o 3-4-2-1, ma dipende molto dall’interprete. Si può dire che nel primo tempo non abbia funzionato, con Mkhitaryan ingiocabile ma inadatto a quel ruolo, mentre nel secondo sia sembrato più plausibile grazie a Zalewski, che per quella posizione sembra fatto apposta.

Il centrocampo è una questione tra stampa e tifosi. La Gazzetta parlava in settimana di un forte interesse per Frendrup ma in rosa ci sono già 8 giocatori per quei 3 ruoli: Asllani, Barella, Calhanoglu, Frattesi, Mkhitaryan, Sucic, Zalewski e Zielinski. Alcuni di questi sembrano in rampa di lancio (il croato su tutti, ma anche il polacco classe 2002), altri sembrano bolliti (l’armeno, l’albanese e il polacco mai pervenuto). Anche sognando di liberarsi degli ultimi due, bisognerebbe sperare di non vedere spesso in campo Mkhitaryan per dare lo spazio che meritano agli altri 5. Lui invece sta lì con la convinzione di un dipendente pubblico a tempo indeterminato e pare che Chivu sia suscettibile a quest’aura. Ecco quindi che già allo stato attuale sono molto sacrificati gli spazi per Sucic, Zalewski e Frattesi, dunque pare una follia andare a prendere qualcuno che tolga ulteriore minutaggio.

La difesa fa acqua da tutte le parti e non è un problema tecnico. Veniamo da una finale di Champions in cui abbiamo preso il gol che ha segnato definitivamente la partita su un pallone che era letteralmente a un centimetro dal calcio d’angolo per noi. Barella ci è andato molle e non l’ha protetta, Acerbi ha temporeggiato e non ha fatto fallo, Dimarco è stato distante e non ha accorciato. Risultato: 2-0 Doué, addio sogni di gloria, ecco l’abisso. Quanto successo a Monaco è stato lo squarcio in un velo di Maya che si è fatto via via sempre più sottile nel corso della stagione 24/25: l’Inter è una squadra molle, disattenta, poco reattiva. Se in attacco questo vuol dire fare pochi gol ma grazie alla mole di gioco prodotta si riesce comunque a mantenere la media di più di due reti a partita, in difesa la grinta non può mancare e infatti si è sempre preso gol con una facilità irrisoria. Gli errori di ieri, di De Vrij e Dumfries su tutti, sono in quest’ottica un segnale nefasto. Col cavolo che “è solo un’amichevole”, questi discorsi non possono esistere eppure è palese che questa squadra li faccia e ne abbia convinti anche noi tifosi. Come dire “Sì, vabbé, in campionato questo gol lo facciamo” oppure “questo gol non lo prendiamo”. Chiunque abbia praticato sport a un livello anche minimo sa che bisogna abituare la mente sin dall’allenamento a non mollare nulla, a dare il massimo su ogni pallone, a raggiungere il risultato. Invece no, l’Inter sembra ripartita con l’arroganza dello scorso anno nonostante il cambio di guida tecnica e delle disattenzioni che sono costate uno Scudetto. Come accidenti è possibile che questa squadra sia così arrogante? C’è un confine netto fra “autostima” e “presunzione” e l’Inter degli ultimi 12 mesi sta sempre ben al di là. La più grande esigenza è invertire questa rotta, a partire dalla dirigenza: è la terza volta in altrettanti anni che Marotta si lascia scappare battute, sorrisini o affermazioni importanti su fuoriclasse della Serie A, salvo poi perderli, vederli andare in dirette concorrenti e finire in figuraccia. Lookman non è una novità, è la stessa cosa successa per Dybala e Bremer. Dire “L’Inter gioca per vincere tutto” non fa solo bene alla squadra, rischia anche di allontanarla da quella dose di umiltà e disponibilità al sacrificio che è la base di qualsiasi successo umano prima che sportivo. In più c’è tutto il discorso legato alla motivazione, ma quello è un passo ancora successivo. Ripristinare una certa dose di sensazione di pericolo, di insicurezza, sarebbe una mossa decisiva per tutto il gruppo.

La rosa è più lunga dello scorso anno, di parecchio: persi i soli Arnautovic e Correa, alle rotazioni si sono aggiunti Bonny e Francesco Pio Esposito, giovani e decisamente più utili alla causa, e poi Luis Henrique, Sucic e Zalewski. In una giornata in cui mancavano Martinez, Frattesi, Taremi, Zielinski e Bisseck l’Inter ha comunque schierato 20 giocatori che per questa stagione dovrebbero essere in rosa (tutti quelli scesi in campo a eccezione di Palacios e Asllani) e pare determinata a comprarne almeno altri due sul mercato. Supponendo che escano anche Taremi e Zielinski, vorrebbe comunque dire che la squadra potrà contare da settembre in poi su 25 giocatori validi, due in più (un attaccante e un difensore) dello scorso anno. Ciò che farà la differenza però sarà la concorrenza: abbiamo alcuni giocatori in rosa che sono troppo sicuri del ruolo, che non sentono il sacro fuoco della competizione. Colpa di gerarchie troppo evidenti e consolidate, di scelte sempre uguali a sé stesse, di riserve non all’altezza. Farebbe bene sia ai titolari che ai panchinari un’incertezza maggiore e la speranza è che Chivu sia coraggioso nelle scelte, sappia essere meritocratico per mandare i giusti segnali a chi si è seduto e dimostrare a tutti prima di tutto in spogliatoio che gioca chi merita, non chi ha meritato. La panchina è un bastone che tutti gli allenatori devono saper usare.

Di Calha la mollezza più sintomatica

Bonny ha mostrato potenziale, ricordando davvero Marcus Thuram per caratteristiche come la protezione del pallone, la qualità tecnica, la velocità in campo aperto e il dribbling. Il potenziale è indubbio ma anche lui ha bisogno di aiuto: al minuto 38 Mkhitaryan gli ha dato un pallone solo da depositare in rete, visto che era tutto solo nell’area piccola a due passi dalla porta. Lui invece, sazio di un gol e un rigore procurato, è stato alto sulle gambe, ha aspettato la sfera con pigrizia, si è fatto recuperare, ha abbozzato una finta, sbagliato il controllo e alla fine non ha nemmeno tirato in porta. Anche in questo ha ricordato Thuram, un calciatore che l’anno scorso fece 15 gol entro dicembre e ne ha poi fatti 6 da gennaio a giugno, svogliato, disattento, superficiale. Per il bene di Bonny, sarebbe importante una grossa strigliata per un’occasione mancata come quella: lo aiuterebbe a crescere, a capire che se si vuole stare nell’Inter (ovvero eccellere) non si può lasciare niente di niente, nemmeno un gol facile in un’amichevole. Questo porterebbe i calciatori a raggiungere il loro massimo potenziale e questo è ciò che ha vissuto Lautaro Martinez grazie soprattutto ad Antonio Conte e alle strigliate che si prendeva: non sono simpatiche, ma fanno crescere enormemente e sarebbe proprio importante che qualcuno le facesse.

Luis Henrique finalmente ha mandato un segnale ai milioni di detrattori che non si sa perché si stanno accanendo sul suo conto. L’unica colpa che ha è un look veramente discutibile, tatuaggi pacchiani e capelli ossigenati in aggiunta a un taglio e dei baffetti parecchio trash. L’immagine fa tanto e un po’ di sobrietà aiuterebbe a mantenere un basso profilo, che quando i venti sono avversi evita di trasformarli in uragani, ma questo non giustifica il trattamento riservatogli dagli interisti: qualsiasi chat o conversazione è una gara a chi lo paragona per primo a Dalbert. Non solo non fa ridere, ma bisogna anche essere veramente rincoglioniti per non ricordarsi quanto faceva schifo quel 29 là. Pensare che i due giocatori possano essere di un livello anche solo assimilabile è un certificato di incurabile idiozia calcistica, l’equivalente di leggere una O quando si sta facendo l’esame dell’udito. Più viene attaccato, più questo giocatore va in difficoltà. Non sembra solidissimo mentalmente e a questo proposito diventa una notizia ancora più bella la permanenza di Dumfries. Il brasiliano potrà crescere all’ombra dell’olandese in termini di pressioni e minutaggio e imparare da lui i segreti del mestiere. Può venire su decisamente bene.

Di Sucic e Pio Esposito si è già scritto ampiamente, dunque se ne riparlerà più avanti. Intanto continuiamo ad aspettare notizie di mercato e procediamo con il countdown fino al ritorno del campionato, per cui mancano ufficialmente 20 giorni.

seppia

Laureato in lettere, sogna di fare il giornalista sportivo ma il tifo per l'Inter compromette la sua obiettività e la sua esistenza. Non ha un ricordo slegato dai nerazzurri e i due anni di Spalletti sono stati i più belli della sua vita.

17 Commenti
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JAD
JAD
Esperto Bauscia
1 anno fa

Francamente non capisco perché incaponirsi per Lookman. Credo possa essere una richiesta specifica del Mister per poter smarcarsi dal mono modulo 352. Se così fosse allora capirei l’acquisto altrimenti in attacco siamo a posto così.

Per me , visto che a centrocampo siamo già in troppi, l’ unico acquisto che farei è lo stopper.

Acerbi è forte ma vecchio (salterà partite di sicuro purtroppo)
De Vrij non sa difendere e va bene solo in partite dove domini col possesso palla.
Serve un centrale.
Spero non sia Leoni.
Vorrei uno tosto e navigato.

A quel punto saremmo a posto e partiremmo anche sto anno da squadra favorita.

Roger Roger
Roger Roger
Leggenda Bauscia
1 anno fa

Nessuno sostiene che politica player trading vada per forza fatta.
Ma avere gente da cedere aiuta il mercato in entrata.
Evitando la solita litania che vede proprietà tirchia affossare acquisti geniali.
Come dice anche Seppia, se speriamo di far soldi con Taremi e Zelinski o Pavard la strada sarà lunga e tortuosa

JAD
JAD
Esperto Bauscia
Rispondi a  Roger Roger
1 anno fa

Come dice anche Seppia, se speriamo di far soldi con Taremi e Zelinski o Pavard la strada sarà lunga e tortuosa

Scusa Roger, ma dove leggi sta stronzata?

Roger Roger
Roger Roger
Leggenda Bauscia
Rispondi a  JAD
1 anno fa

Sono giocatori indicati in uscita nei post precedenti che però….nessuno vuole, in quanto accomunati da caratteristiche precise: età elevata, stipendio alto e…puzza al naso (non mi piace il Flamengo, ecc).
Meglio evitare queste prese che nel 90% dei casi ti legano i coglioni come già visto con banda cilena, ninja, ecc

JAD
JAD
Esperto Bauscia
Rispondi a  Roger Roger
1 anno fa

Il vero problema è che ,escluso Pavard (altro giocatore che per motivi misteriosi non piace alla vulgata), i due menzionati hanno fatto una stagione pessima.
Zelinski FORSE potrebbe riprendersi con Chivu ed un gioco diverso.
Taremi è stato un bidone colossale.
Uno dei fattori che hanno contribuito a non farci vincere nulla.
Non ha dato nessun apporto, nessun gol (forse uno per grazia ricevuta) ,nessun punto procurato.
Peggio di Correa.
Se vai a vedere, l’ unica riserva d’attacco che ci ha dato gol e punti è stato Arnautovic che è quello che ha giocato MENO MINUTI di tutti. (altro mistero di Inzaghi… avrà voluto ascoltare la Carneade di tifosotti “estetici”).
Detto questo Taremi va spedito e visto che non è costato un caxxo, in termini monetari,non è un danno.
Zelinski forse non è così finito come sì è visto l’ anno scorso ,io lo terrei.
Pavard è forte. Non un mostro,ma giocatore forte che spinge e difende.
Sicuramente non può fare il centrale…(quindi serve un centrale).

Chiaramente il perché siano stati presi è semplice “vincere subito” non per “fare soldi”.

Francamente prendere Taremi mi stupi parecchio perché visto giocare due tre volte mi diede l’ impressione di essere un cesso al rallentatore, però aveva buone statistiche e chi lo conosceva ne parlava un gran bene.
Ad es. Cipe lo conosceva (evidentemente lo aveva visto giocare più volte) ad era contento dell’ acquisto.
Forse è crollato fisicamente…non so..ma cesso assoluto.

JAD
JAD
Esperto Bauscia
1 anno fa

Ma paragoniamo la gestione schifosetta e speculina del Napoli alla nostra?
Un Napoli che ti vende Kwara a Gennaio? Che si fa buttar fuori dalla CI per risparmiare energie? Che nonostante avesse Conte (fuoriclasse per il campionato) è riuscito a fare miseri 82 punti?
Questo sarebbe il modello?
Ma fatemi il piacere.
Avrei voluto vedere cosa avrebbero detto gli Intertristi se a Natale ci avessero venduto Barella con l’ Inter fuori dalle coppe . Che figataaaa. 60 milioncini di plus valenzaaa.
(Bello, sei un ritardato che non sai nemmeno per chi tifi.)
In realtà noi lo scudo lo abbiamo regalato per rincorrere il triplete.
Ma il tifoso deve sempre fare un distinguo su come vengono prodotti i ricavi.
Noi con i risultati sul campo , altre società ( peracottari al nostro cospetto) cedendo in plus.
Così fa l’ Atalanta (koop,Kuluseski Juve ma la lista è lunga in Italia e all’ estero Romero ,Retegui), Milan (Tonali, Reijnders..) Napoli (Kwara, Osimhen..).
Noi invece fatturiamo 560 mio e i soldi li procuriamo così senza dover vendere.
Poi la proprietà decide quanto reinvestire dai soldi provenienti dalle plus come da quelli provenienti dagli introiti di coppe e tornei.
Ovviamente se decidi di essere una società che fa player trading,quindi minore, la prima cosa e la più importante è SAPER COMPRARE.
Vendere è la conseguenza del mercato e dell’ acquisto.
Es lampante Vlahovic, pagato un botto o fai Minus o te lo tieni come un palo piantato in culo.
Esempi in merito, infiniti.

JAD
JAD
Esperto Bauscia
Rispondi a  JAD
1 anno fa

Che poi mi viene da ridere pensando che quelli che ” ammirano” la gestione del Napoli sono gli stessi che affermano convintamente che lo scudetto ce l’hanno fottuto gli arbitri.
:-))))

JAD
JAD
Esperto Bauscia
Rispondi a  JAD
1 anno fa

Chiarisco se ce ne fosse bisogno.
Se lo scudetto era nostro al netto di sviste arbitrali tutte a nostro danno (lecito pensarlo perché parzialmente corrisponde al vero) significherebbe che l’ Inter era la squadra più forte. Sicuramente migliore del Napoli ,di conseguenza la politica aziendale dei Manager (AD , Presidente,DS.)

Napule: chiagne e fotte

Bah!!

ebbasta spalar merda sull Inter per portare ad esempio prima il Bilan,poi la Rubbe (pochi cazzi la Rube è forte. Poi finita a meno venti 🙂 ed ora il Napoli che più orrendo di così non si può)

veleno
veleno
Leggenda Bauscia
Rispondi a  JAD
1 anno fa

Se l’Inter fosse arrivato a che so, a10 punti dal Napoli niente da ridire, ma siccome l’Inter ha perso lo scudo per 1 punto e visto il trattamento arbitrale subito da gennaio in poi, dei forti dubbi, quasi certezze, mi vengono. Che poi questo trattamento negativo per i nerazzurri a vantaggio del Napoli sia dovuto ad opportunità politiche, oppure a maggior peso in federazione del loro presidente, cosa che ritengo più probabile, anche visto alla vicenda Lukman/Percassi ed il dichiarato interesse del Napoli per il giocatore unito al non far rafforzare i nerazzurri, forse una telefonatina intimidatoria fra Dela e Percassi la vedo possibile

Roger Roger
Roger Roger
Leggenda Bauscia
1 anno fa
Roger Roger
Roger Roger
Leggenda Bauscia
1 anno fa

50 mn su Lookman?
Boh. Percassi dice che Psg scorso anno ne aveva offerti 20…e loro sono pieni di quattrini.
Poi succede che Bisseck, riserva di Pavard, ha offerte oltre 30 mn mentre il francese nisba.

veleno
veleno
Leggenda Bauscia
1 anno fa

Scusate, dimenticavo, ben ritrovati bausciati!

veleno
veleno
Leggenda Bauscia
1 anno fa

Seppia, premesso che la partita fra “fratelli” dice poco o niente, mi trovo concorde con te sul reparto difensivo. Su Bunny buone impressioni, come su Pio. Passiamo poi alle figure di mer. a mitraglia dei Percassi nell’affare Lukman, per spiegare le quali l’unica ragione, a mio avviso, che gli siano arrivate delle telefonate da A.D.L. dalla Delaurentis ligue su richiesta di parrucchino. Se è stato capace di far vincere lo scudo al Napoli grazie alle sue influenze arbitrali, non vedo perchè non possa adoperarle ugualmente per non far acquistare il giocatore all’Inter

JAD
JAD
Esperto Bauscia
1 anno fa

Beh con Dybala e Bremer ci è andata bene.
Inoltre Bremer era già nostro se non fosse stato per il rilancio fuori mercato dei pluri condannati grazie alle plus fittizie.
Lookman vuole l’ Inter , il prezzo è quello pattuito, l’ incontro è avvenuto. Non so dove sarebbe l’ errore.

Partita, non mi espongo però se i giocatori sono arroganti non è per colpa di Chivu, ma di chi mostrava le tre dita e lasciava circolare, senza stopparle , minchiate del tipo ” siamo ingiocabili”.

*
Il cigno di Sarajevo ha spiegato bene come si è perso lo scudetto andato al Milan ( idem quest’ anno)
Basta leggere la sua intervista.

veleno
veleno
Leggenda Bauscia
Rispondi a  seppia
1 anno fa

Il Napoli alias ADL assieme al compagno di merende Lo Tirchio i domino in Lega, stanno facendo quello che faceva la rube al tempo di Marotta che dominava il mercato attraverso intimidazioni e ricatti, vedasi Dybala che doveva venire all’Inter, il trattamento riservato alla Fiore caso Barbatov ed i vari passaggi giocatori alla rube, Baggio, Bernardeschi fino a Vlautovic

JAD
JAD
Esperto Bauscia
Rispondi a  seppia
1 anno fa

Inter, Marotta: “Prossima settimana decisiva per Lookman”
Il presidente dell’Inter Marotta, durante la conferenza stampa di inizio ritiro dei nerazzurri, ha parlato di Lookman: “Con Percassi ho scambiato qualche parola, non abbiamo paura di richiedere i giocatori bravi. E’ sul taccuino dell’allenatore, mio e di Ausilio, non lo nascondo. Se nei prossimi giorni non arriviamo a una conclusione ci sarà una scelta differente”

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