Ripartire dopo venti di giorni di pausa forzata dall’ultima partita giocata non era facile e per nulla scontato. Queste settimane fatte di rinvii forzati di partite e sosta per le nazionali avrebbero potuto far allentare la tensione e far deconcentrare il gruppo, ma così non è stato. La squadra scesa in campo a Bologna è ripartita da dove si era fermata. Da quel colpo di testa di Lautaro contro il Torino che, a pochi minuti dalla fine, ci aveva regalato il successo in terra sabauda. L’undici di ieri sera – che per 9/11 era formato dalla formazione titolare, con le uniche differenze di Ranocchia al centro della difesa al posto di De Vrij e Young sulla sinistra al posto di Perisic – ha riannodato i fili del discorso ed è ripartita nella maniera giusta, senza cadere nell’unico errore che Conte si era auspicato di non fare: ovvero il parlare a sproposito. Squadra zitta e concentrata e che pedala unita verso l’obbiettivo.

Quella di ieri è stata una giornata lunghissima per il gruppo, e scendere in campo dopo tutti non era semplice. Anche al netto dei risultati, per noi positivi, maturati nel pomeriggio. E questo lo si è visto in campo, dove si è assistito ad una partita non di certo esaltante e che di sicuro non passerà alla storia.
Ma è proprio da questo tipo di partite, mattoncino dopo mattoncino, che si costruisce qualcosa di importante.
Sia da una parte che dall’altra le occasioni non sono molte, frutto di una sfida molto tattica e chiusa, con le due squadre attente a studiarsi l’una con l’altra. E dopo una mezz’ora di equilibrio, arriva la giocata che risolve il match a nostro favore. Una giocata da tre punti che vede coinvolti quasi tutti gli interpreti in maglia nerazzurra. Azione che si sviluppa sulla nostra fascia sinistra con un triangolo tra Bastoni e Young, che porta il centrale italiano a crossare al centro per Lukaku. Il colpo di testa del belga viene deviato sul palo dal portiere avversario, che sull’immediato tap-in dello stesso belga non può nulla. 0-1 e 20° gol stagionale per Lukaku, che diventa così il settimo giocatore in maglia nerazzurra a siglare almeno 20 gol in due stagioni consecutive.
Dopo il vantaggio l’Inter amministra la partita, ragionando e senza voler strafare, cercando di arrivare al raddoppio in modo da mettere in ghiaccio la partita. E l’occasione giusta sembra arrivare ad inizio ripresa, quando al 49° Lautaro con un tiro a giro dai 20/25m sorprende Ravaglia, ma è il palo a dirgli di no. Per il resto della ripresa si continua a rimanere attenti e vigili sulla partita, senza concedere occasioni agli avversari, tant’è che i due portieri non sono chiamati a grandi interventi. Nelle file felsinee si annotano sul tabellino giusto due tiri verso la porta di Handanovic, bravo in entrambe le occasioni a non farsi sorprendere. Il Bologna prova a darsi nuova linfa con i cambi, alcuni molto offensivi visto che arriveranno a mettere un’ala come terzino, ma nonostante questi ingressi non creerà pericoli. Merito anche dei nostri che continuano a gestire la partita senza grossi problemi. Nel finale vengono ammoniti Bastoni e Brozovic che, entrambi diffidati, salteranno il recupero di mercoledì con il Sassuolo.
Partita non clamorosa ma sporca, da squadra cinica che sa quando serve colpire e quando gestire. Una squadra consapevole dei propri mezzi. twittaloE quindi adesso testa ai neroverdi, per suggellare e consolidare questo momento, uniti come sempre. Indipendentemente dagli undici che scenderanno in campo. Perché se questa squadra ci ha insegnato qualcosa è che non è importante il singolo o il nome, ma solo il gruppo. E le prestazioni di Ranocchia e Young di ieri sera, o quelle di Darmian e Gagliardini nel passato sono lì a dimostrarlo.
Uno per tutti, tutti per uno!

A nove partite dalla fine, dopo i risultati di ieri, contava una cosa sola. Al 4 di Aprile questa squadra non ha altro da dimostrare, deve vincere. Ieri contava doppio. Ed ha vinto. Più 8 (con una gara in meno) sulla squadra col portiere, il terzino, il centrocampista e l’attaccante più forte del campionato; +10 sull’Atalanta; +12 sulla banda del Maestro. E buona Pasqua a tutti i tifosi nerazzurri.

