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Inter-Fiorentina, il post partita

Dal pareggio con la Roma di domenica scorsa siamo ufficialmente nelle prime 4, il che a scanso di eventi imponderabili significa qualificazione in Champions League con 4 giornate ancora da giocare.

La prima di queste ultime 4 partite ci ha visto affrontare la Fiorentina. La partita nascondeva numerose insidie, in primis il giocare ad obiettivi raggiunti e sogni sfumati. Allo stesso tempo, però, questo ultimo ciclo ci deve veder lottare per un secondo posto da mantenere e un ruolino di marcia da arricchire.  Ogni punto è oro per presentarsi ai blocchi di partenza anno prossimo in maniera più credibile possibile. Questi ragionamenti imponevano una vittoria.

Vittoria che non è arrivata, nonostante una buona quantità di azioni e un paio di pali, e che ha portato rabbia ed insoddisfazione in primis nei giocatori.

“Stiamo lavorando sulla mentalità, sul capire determinate situazioni e aumentare l’istinto del killer, l’ambizione di lottare per qualcosa di importante. Sono contento se i giocatori sono delusi da questo risultato, vuol dire che qualcosa sto lasciando”

Antonio Conte, post-partita

Il discorso è chiaro, come è sotto gli occhi di tutti che un passaggio che questa rosa deve compiere sta proprio nel trovare una spietata determinazione che porti punti anche in partite come questa, che invece ultimamente ci hanno regalato per lo più pareggi.

In porta per la Fiorentina non è presente Dragowsky, incubo in quel di San Siro all’ultima giornata di campionato anno scorso, ma il sostituto Terracciano non fa rimpiangere il primo portiere viola. Ad opporsi ai nerazzurri sono anche due pali, che negano i gol ai nostri.

La partita ci regala un punto che ci riporta al terzo posto alle spalle di un Atalanta che riprende la sua corsa.

Nonostante Conte si dica poco entusiasta del secondo posto, definendo le seconde classificate come le prime delle perdenti, le ultime partite saranno vitali per mettere le mani sul più alto dei gradini raggiungibile.

La partita di oggi, come sostiene Conte ci regala dei dati incoraggianti, e delle risposte che lo soddisfano, ma anche alcuni aspetti su cui è bene lavorare più velocemente, sia in virtù dell’Europa League, dove è ancora possibile togliersi delle soddisfazioni di qualsiasi genere in partite pregne di un certo fascino, sia in ottica dell’anno a venire.

Le partite giocate ultimamente contro compagini in forma e di medio blasone infatti portano con se in dote una fastidiosa difficoltà a segnare su azione, una fatica a creare una mole tale di occasioni per cui se ne riescano a convertire almeno un paio in rete. Le punte centrali uscite dal loro periodo di forma più fulgido sembrano meno adatte a reggere il peso dell’attacco da sole, e gli spazi risultano più ingolfati. Il gioco, con i due mediani un poco più bassi sembra svilupparsi maggiormente sulle fasce, dove l’iniziativa è stata anche stasera spesso affidata a Candreva. Quest’ultimo molto bistrattato è in realtà attore di un ottima stagione, con 7 gol e 9 assist, ma rimane troppo limitato per pensarlo come fonte di gioco primaria.

Le soluzioni vanno trovate, e poi implementate con il mercato. L’obiettivo minimo stagionale è stato raggiunto. Come dice Conte tuttavia non si può essere soddisfatti. Se per questa stagione si sta facendo quanto è necessario, ciò che si vede tuttavia deve essere portato a ben altro livello. E’ indispensabile convincere pienamente, in virtù di una piena credibilità necessaria per una nuova annata che partirà veramente nell’immediato.

Nic92

Nato dall'incontro tra l'unico tifoso cagliaritano non isolano e una grande tifosa di Batistuta, fortunosamente incontra l'Inter e se ne innamora. Ha in Julio Cesar il suo spirito guida.

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