Redenzione

bauscia-redenzione

“Ciao. Ti avverto, sei il primo juventino dichiarato che entra in questa casa, vedi di non farmi pentire per l’enorme concessione che ti faccio”

E’ questa la maniera molto calorosa con la quale in un tiepido pomeriggio di fine settembre accolgo Luciano (pseudonimo che ho deciso di utilizzare in quanto so che il nome è molto in voga tra gobbi e affini).

Luciano è un quattordicenne, amico di mio figlio, francese da una generazione, la sua, figlio di emigranti italiani venuti qui anni fa come tutti per seguire una traccia, cercare qualcosa o scappare da qualcos’altro.
Mio figlio mi guarda e con gli occhi sembra implorare “papà per favore non mangiartelo subito, è mio amico, lasciaci almeno fare un partita a Fifa 17″. Luciano abbozza un sorriso stiracchiato e mi porge una mano floscia e sudaticcia.
Lo osservo. Capello nero, carnagione mediterranea, vestiti di marca. Scandaglio attentamente il suo corpo per vedere se per caso ostenti un qualsiasi orpello bianconero, che in quel caso verrebbe immediatamente distrutto.

Mi chiudo in studio a lavorare, li ignoro per un paio d’ore.

Busso alla porta della stanza. Entro.

Dovrei essere ormai abituato ad avere un figlio adolescente ma in realtà non lo sarò mai, forse per principio. Il miasma che mi arriva al naso, misto di ormoni in subbuglio, scarpe da tennis ai piedi da qualche ora e mancanza di doccia da qualche minuto, mi stordisce.
Sullo schermo del computer leggo con soddisfazione JUV 2-4 BAR e non domando nemmeno chi ha chi (mio figlio mi confesserà poi che voleva andare sul sicuro e non se la sentiva di prendere l’Inter… frase che fa male e riassume bene i nostri ultimi cinque anni).

Luciano mi lancia uno sguardo impaurito che è un insieme di “mi spiace ho fatto due gol ma come vede ho perso, le prometto che non succederà più, se vuole smettiamo subito, io non volevo giocare a Fifa 17 ma suo figlio ha insistito, posso andarmene, vorrei chiamare li mio avvocato, mamma aiuto”.

Decido per una tregua delle ostilità. Con finta nonchalance apro una finestra, visto che la mia tenuta in apnea non è più quella di una volta. E con gesto plastico, come nei film americani dove i padri si siedono sui letti dei figli e parlano del senso della vita e dello score al bowling, prendo uno sgabello e mi accascio.

“Allora.. come va la scuola? Difficile questa ‘troisième’…?” Approccio soft, argomenti neutri, resto vago il giusto.

Discutiamo per qualche minuto. Con tutto il tipico imbarazzo, mio, nelle conversazioni con quattordicenni, età bastarda dove sei in mezzo a tutto e lontano da tutti, dove il corpo ti sfugge e la vita cambia troppo in fretta.

Luciano ha lo sguardo sfuggente. Ma quando lo afferro mi piace il lampo nei suoi occhi.

Generazione nuova, pochi legami con il passato.
Per lui come per mio figlio, mi chiedo a volte cosa rimanga dell’Italia, delle loro origini. Mondo lontano, ricordi senili di padri e madri, cartoline patinate di viaggi recenti che si mescolano a immagini sfocate.
Cercano un qualcosa che li leghi alla loro storia. O forse guardano solo ed esclusivamente avanti. Come è giusto che sia.

“Senti… -dico all’improvviso quando sono più in imbarazzo io di loro due- mi sembri un ragazzo sveglio e simpatico…toglimi una curiosità…come fai a tifare Juventus…?”

Esitazione.
Gira la testa verso mio figlio. Poi solita scudisciata di occhi, i suoi che incontrano i miei.
Non lo aiuto molto. Lo guardo fisso.
Mi aspetto di tutto, anche che mi mandi affanculo e che se ne vada sbattendo la porta.

Dopo un silenzio di qualche secondo, a mia grande sorpresa se ne esce invece con un timidissimo “Bah…tifo Juventus da sempre…j’aime bien…”

La sua remissività mi spiazza.
E quel suo modo infantile di pronunciare la frase, con un misto di imbarazzo e lingue, mi ricorda che ho davanti un ragazzino. Ancora innocente e forse, realizzo con un lampo di perfidia, ancora plasmabile.

Ripongo la mazza (simbolica eh…), decido di andare di fino, se lo merita e poi ha un qualcosa che me lo rende simpatico.
“Quali sono i primi ricordi che hai…? La stagione, le partite, i giocatori…?”

Esita.
“Bah…allora…giocatori…Buffon…je crois…oui, Buffon…”

Ricaccio in gola la voglia di svegliarlo brutalmente alla vita dicendogli che il suo mito è un fascista e pure scommettitore accanito.

“Buffon…ok…e chi altro che ti…” Non mi lascia finire la frase e con il tipico sollievo dello studente che in extremis si ricorda della buona risposta di fronte al professore, sputa tutto d’un fiato:

“…e Conte…Conte, sì…bravissimo…piace molto a mio padre…perchè è lui che mi ha fatto tifare Juventus…”

Colpito e affondato.

Il riferimento al padre è un colpo basso. Lo accuso. Pausa. Stavolta mia.
I padri.
Che si interstardiscono e si immischiano sempre in passioni trasmesse a tutti i costi neanche quest’ultime fossero scomodi tesori da dare in eredità a generazioni future.
Padri che passano ‘malattie’ non necessariamente trasmissibili e non per forza scritte nel codice genetico.
Malattie che possono essere ignorate, volendo, da entrambe le parti.

Ripenso alla mia di storia, la storia di figlio-padre, iniziata con la maglietta nerazzurra ricevuta a Natale e il ‘nove’ di Bonimba fatto con lo scotch, prima di passare alla versione de luxe con il nastro bianco cucito alla perfezione da mia madre, milanista accanita.
E con un filo diretto, storia proseguita poi con la prima bandiera per mio figlio, maggio 2007, festa scudetto (per noi emigranti) durante Inter-Torino. E poi Siena, Madrid. E così sia.

Ricordi. Scelte non so fino a che punto autonome e coscienti. E responsabilità.
Responsabilità di padre, che vanno pari passo con i sensi di colpa, per un amore, un virus, una follia. Forse senza senso, forse inutile, di cui spesso si sente il peso della vacuità. E alla quale non si riesce però a rinunciare.

Silenzio.
Non dico nulla. Sono altrove.
Luciano mi guarda dritto negli occhi. Quasi sia lui a cercare l’affondo ora.
Mio figlio mi tocca una gamba con un dito come si fa con un canotto sgonfio per vedere se galleggia ancora.

Mi riprendo.
Lo slancio che sento dentro vorrebbe che l’abbracciassi. Che gli dicessi bello, giusto così…tuo padre…ora tu…la Juve…con chi giocate la prossima in Champions…?

Ma poi, prepotentemente, si fa largo un’immagine violenta: questo stronzetto che tra due o tre anni, sui vari social, vaneggerà di ‘57 scudetti’ (che tra due o tre anni, tanti ne avranno), ‘road to Dubai’ (che tra due o tre anni, le finali Champions le faranno tutte lì), ‘kartonati / preskritti / zero scudetti / vi meritate Sonetti’ (che tra due o tre anni, sarà lui il nostro esimio allenatore).
E l’immagine si mescola all’atavica fiamma catto-comunista che mi spinge a sentire il dovere di salvare le nuove generazioni dal piattume piccolo borghese e a indottrinarli alla rivoluzione.
Dal magma di sentimenti mi esce tutto d’un fiato, senza nemmeno riflettere:

“Conte…uhm…capisco…ma dimmi un po’, hai mai sentito parlare di Moggi…?”

Lo colgo impreparato. Adesso esita lui. Riprendo il vantaggio. Affondo nel suo ventre molle. Facile. Senza pietà.

“Conosci solo la storia recente della Juve…normale, vista l’età…ma nel 2006, quindi non nel medioevo visto che avevi quattro anni, sono successe un po’ di cosette che riguardano la tua amata squadra…cosette che si trascinavano da anni ma sono emerse con tutto il loro fetore solo allora…se hai cinque minuti ti racconto un po’…”

Non gli do il tempo di rispondere e attacco come il Supremo Pubblico Ministero del Giudizio Finale che respira profondamente, prende posto nella sua arringa, e sa che porterà l’auditorio dove vuole lui e dove l’esito è già scritto.

Non ricordo esattamente tutto quello che ho detto nei dieci minuti (tre ore?) che hanno seguito quel ‘ti racconto un po’…’
So solo che gli ho vomitato addosso, con gentilezza e rispetto che si deve a un pargolo non ancora avvezzo a tutte le nefandezze della vita ma pur sempre di vomito trattasi, tutto lo scibile sulle porcherie fatte nel corso degli anni dalla succursale sportiva della Fiat, di come l’Inter sia una forma mentis e di come l’anti-juventinismo rappresenti un caposaldo della critica kantiana che introduce poi alla filosofia morale.

Ho passato in rassegna Agnelli e Boniperti, spaziato su Moggi con aneddoti su schede svizzere e la chiave dello spogliatoio di Reggio Calabria, la ‘colazione dei campioni’ dell’epoca di Lippi, del ‘vincere è l’unica cosa che conta’, e via via tutte le schifezze e il ribrezzo che i colori bianconeri hanno suscitato nei tifosi di tutte le squadre, italiane e non, che l’hanno affrontata, mai ad armi pari, nel corso degli anni.
La carrellata storica è stata infarcita da esempi su come l’interismo sia uno vero stile di vita e l’unica vera via sovversiva e rivoluzionaria al marciume del ‘capitale’ bianconero e alla decadenza mascherata da lifting e riporti dell’ex-yuppismo rampante dell’altra squadra di Milano.

Insomma, due palle pazzesche e un pistolotto senza fine per il quale devo ammettere che ora, a distanza di qualche giorno, provo un po’ di vergogna.

Mi fermo. Respiro.
Mio figlio, abituato ai sermoni interisti-rivoluzionari di quel rincoglionito di suo padre, si è buttato di nuovo su Fifa 17 e prepara la nuova partita cercando di schierare il Barcellona con un lisergico ‘3241’ che farebbe impallidire i buon Pep sotto acidi.

Luciano, come un pugile suonato, mi guarda confuso in cerca di un appiglio, una scusa, per stare ancora in piedi.

“Non conoscevo tutte queste storie…” – mi dice con aria arrendevole e con quell’ingenuità bastarda che la vita ti fa poi perdere inesorabilmente nel corso degli anni. “Sono ancora troppo giovane…”

‘Troppo giovane perchè quel cazzone di tuo padre queste storie non te le ha raccontate volutamente’ sto per dire ma mi fermo in tempo.
La mia volontà di indottrinare un giovane e fargli vedere la vita in modo diverso attraverso le lenti della passione sportiva, si scontra con quel viso prima fresco e ora stanco e quello sguardo perso chissà dove dietro il computer, il letto, la finestra, i tetti di questa città e il cielo di inizio autunno.

“Ora devo andare” – butta lì in fretta e leggo la delusione sul viso di mio figlio, già pronto a una nuova partita con un ‘3133’ che non credo sia esistito nemmeno nei sogni bagnati di Zeman. Il suo sguardo di disapprovazione e compatimento rimescolano per un attimo i ruoli e sono io che mi sento ora quasi in dovere di scusarmi con un ‘ho già fatto tutti i compiti, apparecchio la tavola?’

Sulla soglia di casa, guardo Luciano e i suoi capelli neri. Mio figlio si propone di accompagnarlo fino alla fermata dell’autobus che nel nostro codice ultra-segreto significa ‘papà, sparisci in fretta e lasciami in pace, grazie’.

Mentre apre la porta, gli dico:
“Ciao Luciano…grazie di essere venuto…” Di slancio, mi esce poi un goffissimo “non prendertela eh…” e faccio un ancor più goffo gesto per abbracciarlo.

Dura qualche frazione di secondo. E mi sembra un modo puerile per farmi perdonare per averlo così brutalmente risvegliato alla vita.
Forse non era compito mio.
Sorride impacciato, “à la prochaine”. La porta si apre, spariscono nelle scale.

E chiudendo la porta, mentre mi riprometto (invano) per la centesima volta che vorrei impedire che l’Inter prendesse così tanto spazio nella mia vita, con un gesto meccanico e istintivo, tocco con la mano la tasca posteriore dei pantaloni per vedere se il portafoglio c’è ancora.

Non me ne volere, Luciano. Non è colpa tua. Chiamasi esperienza da vita vissuta.

Adriano ‘5thofNovember’

About Adriano 5th of November

Nasce già extra-extraparlamentare. Se un giorno sarà scelto per una missione sulla stazione spaziale in orbita attorno a Marte, si porterà la maglia di Bonimba, una scacchiera, la manovella di un winch e un erogatore. Forse.

411 commenti

  1. Il dolore di Bonucci è mediatico perché lui è un personaggio pubblico. Non credo sia lui a mettere in giro le notizie sullo stato d salute del figlio. Nello spogliatoio si parla, ci sono i giornalisti amici dei giocatori, gli amici degli amici….e la notizia diventa di dominio pubblico. Che poi lui porti il figlio allo stadio, non mi sembra un peccato anzi. Da padre credo che lo faccia per far divertire il figlio, specialmente in un periodo delicato come questo.

  2. questa e’ una osservazione intelligente

  3. però molti al suo posto avrebbero detto lasciate fuori mio figlio dai giornali radio TV.

  4. che belli gli amori guerriglieri

  5. Michele69: Il dolore di Bonucci è mediatico

    IL DOLORE di Bonucci è dolore. PUNTO

    Cerchiamo di non perdere quel minimo di umanità che ci resta, per mere questioni di tifo.

    Chiaramente poi è un personaggio pubblico e la notizia interessa ai media, che quello vale per chiunque sia appunto un personaggio pubblico

  6. Ah… Icardi mio nuovo eroe totale assoluto

    È riuscito a far letteralmente impazzìre la Nord mettendo nero su bianco nella sua autobiografia alcuni dettagli piuttosto indigesti che il 99% dei calciatori si guarda bene dal dire

    Per me fantastico personaggio, stessa altissima stima di Maldini che viene contestato bel giorno dell’addio dalla curva e li sfan**la pubblicamente

    Dinosauri, che pensano di essere grossi perché sono tanti e non hanno capito che stanno estinguendosi, nello show del calcio moderno non è prevista la loro esistenza

    Finalmente uno che lo scrive nero su bianco

  7. http://www.goal.com/it/news/2/serie-a/2016/10/14/28458512/icardi-racconta-la-lite-al-mapei-stadium-un-capo-ultrà

    L’episodio di Sassuolo Inter finita 3-1 e Icardi e Guarin a litigare con i tifosi

    Questo accadde, a quanto pare…

    Ma il peggio, quel giorno, sarebbe dovuto ancora arrivare. “I tifosi iniziano a urlare: ci chiamano sotto la curva. Trovo il coraggio di affrontarli, insieme a Guarìn. Mentre mi avvicino mi arrivano insulti e grida di ogni genere. Attaccato alla rete c’è un bambino che mi chiama: vuole la mia maglia. Per l’età che ha potrebbe essere mio figlio: mi tolgo la maglietta e i pantaloncini e glieli lancio, come regalo. È al settimo cielo e io sono contento di averlo visto felice”.

    Ed è proprio lì che scoppia il caso: “Un capo ultrà gli vola addosso, gli strappa la maglia dalle mani e me la rilancia indietro con disprezzo. In quell’istante non ci ho più visto, lo avrei picchiato per il gesto da bastardo appena compiuto. E allora inizio a insultarlo pesantemente: “Pezzo di merda, fai il gradasso e il prepotente con un bambino per farti vedere da tutta la curva? Credi di essere forte?”. Detto questo gli ho tirato la maglia in faccia. In quel momento è scoppiato il finimondo”.

    La dirigenza, racconta sempre Icardi, lo convince a un secondo confronto, ma la situazione non si placa e anzi l’attaccante rincara la dose. “Nessuno prima di me aveva mai trovato il coraggio di affrontare in modo così diretto la tifoseria, anzi i capi storici della tifoseria. Nello spogliatoio vengo acclamato come idolo”.

    Per qualche settimana, si legge sempre all’interno del libro, Icardi si trovò altre volte faccia a faccia con la tifoseria organizzata, senza però cambiare mai la propria posizione.

    Che dire… avercene
    Ma oggi sicuramente la Nord, ormai svergognata pubblicamente, starà a concentrare le proprie “preziose” energie a contestare Icardi,

  8. Va bene, oggi si fischia Icardi quindi. Saranno belli poi se segna (e segna) ed esulteranno (e certo che esulteranno).
    Per me, Mauro ha due palle più grosse di tutta la Nord messa insieme.

  9. Se dio vuole siete solo 3 sfigati anzi pardon 2 disposti a barattare 2 gol per un Po di dignità .
    Cazzi vostri ma evitate di rompere le palle qui grazie!

    Ancora una volta la vicenda mostra chiaramente come fc inter sia in mano a personaggi incapaci di gestire anche solo un ragazzino arrogantello di 23 anni e la sua balia astuta da ormai troppi mesi in costante sproloquio!

    Dove siamo finiti…

    Ora è sempre CN69

  10. Icardman ha 2 palle cosi’ . gia’ lo avevamo visto alla Sampdoria. oggi sfida il popolino gonzo della nord, che nell’episodio non ci ha capito un cazzo.

    come non ci ha capito niente Fabio1971, che invito a rileggere bene quello che ho scritto. e se dice che io vado contro bonucci per tifo, allora proprio non ci ha capito un cazzo

  11. @fabio1971:Per me fantastico personaggio, stessa altissima stima di Maldini che viene contestato bel giorno dell’addio dalla curva e li sfan**la pubblicamente

    come potete vedere ogni argomento fa storia a se’. quindi in questo caso sto dalla parte di Fabio 1971

  12. Ma gonzo a chi ? Ma tu chi cazzo sei eh?
    Andatevi a rivedere le immagini! Nn c’è nessun bambino a richiedere una maglia!
    Siete solo dei poveracci e pergiunta in malafede !
    Vi meritate presidenti speculatori e giocatori così …

  13. modd:
    adesso voglio essere cattivo e mi darete addosso.
    la menata del figlio di bonucci mi ha stancato. anche uno dei miei figli non sta bene e ci vuole molto tempo. ci sono persone che fanno fatica ad arrivare a fine mese e si tengono il loro dolore in silenzio.
    capito bonucci? in silenzio!
    il dolore mediatico talvolta mi fa incazzare. se e’ stato uno sfogo ok ti sono vicino. se diventa un fatto mediatico io non ci sto. ieri era peggiorato, oggi e’allo stadio. tu sei un privilegiato che puo’ permettersi cure che la maggior parte non puo’. col silenzio devi avere rispetto di queste persone.

    e adesso crocifiggetemi ed eventualmente espelletemi dal blog. fate voi.

    Tranquillo, prima espellono me. I non allineati al pensiero comune vanno rieducati nei gulag. Comunque ti appoggio. Non ho visto bene ma mi sembra che il rigore era patacca, subito un atto consolatorio.

  14. Oggi non parlo di debiti perche’ il blog e’ gia’ a fuoco………..e stavolta non ho acceso io la miccia……….

  15. ma nessuno ha mai detto agli ultras, di qualunque squadra essi siano, che di sport (sottolineo di sport) non sono competenti?

  16. Non avevo letto del putiferio tra Icardi e la nord. Galli da combattimento per salvare l’onore. Ormai siamo ridotti come i romani. Ci autodistruggiamo da soli, come se di problemi non ne avessimo. Bisogna stare attenti, perche’ se cominciano casini con il tifo organizzato puo’ essere che i cinesi si rompano il caxxo e vendano allo zamparini di turno.

  17. comunque quelli della nord stiano tranquilli. la clausola compromissoria è stata fatta per venderlo.dopo pero’ non voglio sentire dire che era forte.
    penso a Maldini. e mi viene il vomito per come è stato trattato.
    un altro esempio? cambiasso

  18. Alt. Stop.
    Icardi potrà anche avere ragione sul singolo episodio (occorrerebbe quantomeno rivedere le immagini), ma questo virgolettato è gravissimo:

    “Sono pronto ad affrontarli uno a uno. […] Quanti sono? Cinquanta, cento, duecento? Va bene, registra il mio messaggio e faglielo sentire: porto cento criminali dall’Argentina che li ammazzano lì sul posto, poi vediamo”

    Assurdo che la società Inter non abbia prima della pubblicazione dato un minimo sguardo al capolavoro letterario del 23enne. Assurdo solo che si possa pensare una cosa del genere.
    Che sia forte me ne sbatto, io aspetto i dovuti provvedimenti, altrimenti saremo sempre qui a ripeterci di quanto il circo Inter sia la barzelletta e il facilissimo bersaglio dei media.

  19. modd:
    comunque quelli della nord stiano tranquilli. la clausola compromissoria è stata fatta per venderlo.dopo pero’ non voglio sentire dire che era forte.
    penso a Maldini. e mi viene il vomito per come è stato trattato.
    un altro esempio? cambiasso

    Sai che gli frega ai giocatori della nord. Gli rompono le palle, manda avanti la bionda e se ne va in inghilterra o in spagna a guadagnare di piu’. Quindi alla fine ci meritiamo un gabbiadini qualunque, e il centro classifica. Concordo con te che il trattamento verso Cambiasso e’ stato infame, quello verso maldini pure peggio.

  20. giulio19, non pensi che un giocatore arrivi a certe stronzate perché assiste quotidianamente ad un tifo organizzato di qualunque squadra fatto di pietre spranghe e catene? e di motorini che cascano giu’? e di razzi che uccidono dall’altra parte? allora il sotto prodotto di questa cultura sono gli icardi, i medel, i ribery , i Vidal, gli Zidane, i montero…etc .gente che viene dai bassifondi.
    poi non dimenticare che una anima piu’ sensibile che giocava col pigiama ha tentato il suicidio buttandosi giu’ dal balcone, ed e’ stato preso per il culo anche dal tifo organizzato. anche dal suo.
    pensaci

  21. Guarda modd, non ho alcuna intenzione di prendere le parti di Icardi o del tifo organizzato. Me ne frega ben poco. Non credi però che le parole usate da Icardi siano destabilizzanti (eufemismo) nei confronti di tutto l’ambiente?
    La società avrebbe dovuto prevenire. Ora che prevenire è impossibile deve, secondo me, prendere provvedimenti.

    Ripeto, a prescindere da chi ha torto o ragione. E ciò che hai scritto ha molto senso anche per me.

  22. modd:
    Icardman ha 2 palle cosi’ . gia’ lo avevamo visto alla Sampdoria. oggi sfida il popolino gonzo della nord, che nell’episodio non ci ha capito un cazzo.

    come non ci ha capito niente Fabio1971, che invito a rileggere bene quello che ho scritto. e se dice che io vado contro bonucci per tifo, allora proprio non ci ha capito un cazzo

    Leggi, prima di rispondere

    Stavo esattamente dicendo la tua stessa cosa

    Si quota una parte di un commento per far capire l’argomento che si vuole evidenziare, non perché si controbatte o si da contro

    Magari due scusr ti farebbero maggior onore. Poi di fraintendere ci sta sempre, io per prima

  23. modd:
    @fabio1971:Per me fantastico personaggio, stessa altissima stima di Maldini che viene contestato bel giorno dell’addio dalla curva e li sfan**la pubblicamente

    come potete vedere ogni argomento fa storia a se’. quindi in questo caso sto dalla parte di Fabio 1971

    Hai frainteso prima, ti citavo perché condivido, non per contraddire

    Anche l’altro tuo intervento li condivido

    Ma vedi che senza fare quote _ citare non di capisce neanche a quale tuo commento mi riferisco? :-) tutto qui

  24. si Giulio hai ragione. hai ragione.
    aggiungo una cosa. icardi e’ uno sbronzo. ci puo’ stare. ma ha le palle di andare contro il tifo organizzato, i contrapposizione di una pletora di ruffiani a livello di dirigenti giornalisti popolino pauroso e calciatori stessi.
    se per caso i cinesi e zuning dovessero ritirarsi per colpa della nord, io vado a prendere il battaglione s.marco assaltatori lagunari e poi vediamo cosa succede della nord

  25. Prima di tirare qualsiasi conclusione si dovrebbe stare ai fatti e poi contestualizzarli.

    I fatti: bisognerebbe vedere le immagini dell’episodio (io non le ho trovate) per verificarne la veridicità. Non penso, però, che uno possa inventarsi la storia del bambino se poi risultasse inesistente. O quella dello spogliatoio che lo acclama.

    Il contesto di allora: all’epoca la tensione era tanta e per tanti motivi e le tensioni spesso sfociano in liti tra giocatori e ultras. Vedere il recente “pezzi di m…a” di De Rossi alla curva…Ma gli episodi sono innumerevoli.

    Il contesto attuale: beh, dopo un’estate condotta non proprio in maniera elegante, Icardi e il suo entourage avrebbero dovuto valutare l’opportunità di un’uscita del genere, in un periodo in cui la società Inter è sotto il fuoco incrociato di stampa, media e anche parte dei tifosi.
    Esiste però la libertà di parola e di stampa e uno può, anzi deve, dire e scrivere – motivandolo – ciò che crede debba essere detto e scritto. Assumendosene le responsabilità. E queste ultime penso che Icardi, se non è proprio fuori, se le sia assunte.
    Sul fatto che la società dovesse essere informata dei contenuti del libro, sebbene pensi, da tifoso, che in questo caso sarebbe stato opportuno, da cittadino dico invece che la vita privata e pubblica di un “dipendente” non debba essere “monitorata” dal datore di lavoro; sarebbe grave. Sta all’intelligenza del singolo individuo capire che cosa è meglio per sé e per la società anche a livello di immagine oltreché di contenuti. E se uno valuta male il rapporto causa-effetto delle proprie azioni, le parti in causa ridisegneranno il rapporto.

    Oggi si gioca col Cagliari una partita importante per non perdere il treno delle posizioni CL e abbiamo cominciato a complicarci la vita, così, giusto per non farci mancare niente.

  26. Non ho letto il libro di Icardi e dubito che lo farò mai.
    In compenso ho letto i commenti della cosiddetta Nord che mi sembrano un impasto delirante di schizofrenici presuntuosi.
    Spero che oltre ai media corrotti e scorretti il rumore dei nemici non provenga anche dalle nostre fila.
    Oggi vorrei sentire applausi e incitamento per tutti.
    Forza Inter.

  27. Oggi si gioca col Cagliari una partita importante per non perdere il treno delle posizioni CL e abbiamo cominciato a complicarci la vita, così, giusto per non farci mancare niente.

    Ecco quello che volevo dire. Autodistruggersi per beghe da galli. Sembrano i tifosi della maggggggggica. Destinati per motivi di ambiente alla periferia del calcio.

  28. l.b.:
    Non ho letto il libro di Icardi e dubito che lo farò mai.
    In compenso ho letto i commenti della cosiddetta Nord che mi sembrano un impasto delirante di schizofrenici presuntuosi.
    Spero che oltre ai media corrotti e scorretti il rumore dei nemici non provenga anche dalle nostre fila.
    Oggi vorrei sentire applausi e incitamento per tutti.
    Forza Inter.

    Magari. Ma dovresti rivolgerti a persone con un minimo di intelligenza. E qui nascono i problemi.

  29. @SS61:Autodistruggersi per beghe da galli. Sembrano i tifosi della maggggggggica. Destinati per motivi di ambiente alla periferia del calcio.

    parole sante

  30. Definitivamente oggi comincia il Campionato.
    I fantasmi che erano, o si pensava che erano chiusi nell´armadio sono usciti tutti in un botto solo.
    La situazione che si é generata non fa bene a nessuno.
    Io sono in clima pre partita, é arrivato il momento di vincere, dimostrare il vero valore della squadra.
    Oggi voglio vedere una partita vera, senza se e senza ma. ZERO cazzate…
    Basta!!! regalare punti a casa nostra, rispetto per i tifosi.
    Mi aspetto una reazione totale.
    Forza ragazzi.
    Forza Inter!!!

  31. ….Message for Mr.Frenkie…..
    Caro Mister, ieri mio figlio ha provato il 442 al Subbuteo contro di me…..
    Funziona.!!!!…
    Non si incazzi ,
    Ha solo nove anni, ma ha molto talento.
    Odia perdere.
    Mi raccomando.
    Forza Inter!!!

  32. @fabio1971. scusa ancora

  33. Andrea:
    Andrea
    16 ottobre 2016 a 10:02  Quote
    Se dio vuole siete solo 3 sfigati anzi pardon 2 disposti a barattare 2 gol per un Po di dignità .
    Cazzi vostri ma evitate

    Boh, io sarò probabilmente uno sfigato, ma tu e i tuoi amichetti non avete ancora capito che in un paio di anni massimo al posto della nord ci faranno un centro commerciale, questo prevede il piano di ristrutturazione di San Siro

  34. @modd
    Scuse non necessarie ma grazie
    È difficile capirsi sempre, specie leggendo da smartphone

  35. Alla fine di tutto

    Oggi vinciamo? Rimettiamo un po’ le cose a posto in classifica?

    Perché ci sarebbe anche il campo

    Di extra-campo ne abbiamo avuti fin troppi

  36. Per chiuderla, direi con il botto

    Zanetti come dirigente e da quel che traspare come persona ha davvero poco in comune con l’idea eroica che ci siamo fatti in passato

    Direi che è un pavido e che come dirigente fa il mestierante secondo come soffia il vento, ora soffia che il tifoso è sacro perché porta fatturato ed allora in tasca a Icardi, che può fare e dire quel che reputa giusto, con il coraggio che uno ha o non ha

    Non me lo aspettavo

    Meglio convocare gli ultras alla pinetina per tenerseli buoni e consentire che quando vogliono dirti qualcosa vengano in 20 con i bastoni a discutere… questo magari per Zanetti non comporta provvedimenti disciplinari

    Pallotta tutta la vita, altro che questo pupazzo qui… se vi ricordate cosa disse della propria tifoseria organizzata

    Che amarezza

    http://www.fcinter1908.it/copertina/zanetti-icardi-ci-saranno-dei-provvedimenti-i-tifosi-per-noi-sono-la-cosa-piu-importante/