Quiero verte otra vez

È una milonga, è un tango, è un passo argentino, che lega Buenos Aires a Milano!
Francesco Repice, 22/05/2010

Svegliarsi di soprassalto sei anni dopo, e scoprirsi improvvisamente più soli.

Le ‘solite’ celebrazioni per la Giornata della Gloria Interista, quest’anno, hanno avuto un sapore completamente diverso. Più triste, ma allo stesso tempo più orgoglioso. Ero andato a letto la sera prima con immagini provenienti dall’altra parte del mondo, da Avellaneda per la precisione. Allo stadio Juan Domingo Perón -el Cilindro- il Racing celebrava l’ultima partita del “gran capitán“: el Principe de Bernal, Diego Alberto Milito, ha dato l’addio al calcio.

Milito

Come si fa a spiegare chi è stato Diego Milito? A chi lo ha vissuto di più, a chi meno, a chi ricorda ogni gol e a chi -dopo sei anni- ha visto solo i video, come si fa? Da dove si inizia, dove si trovano le parole?

Forse parole non ce ne sono. Diego Milito è stato, semplicemente, il più decisivo attaccante della storia dell’Inter. Sicuramente non il più forte, forse non il più vincente, di certo non il più amato o il più ammirato o il più attaccato alla maglia. Ma il più decisivo, quello sì, senza nessun dubbio.

Roma 5 maggio, Siena 16 maggio, Madrid 22 maggio: nel 2010, 18 giorni che hanno squarciato la storia del calcio italiano. 18 giorni da leggenda, 18 giorni che mai nessuno prima o dopo ha vissuto. Tre finali, tre titoli in bilico fino all’ultimo secondo, tre partite decisive. Potevamo essere tutto o niente. Tre volte la firma di Diego Alberto Milito, e siamo stati tutto.

Anzi quattro volte, perché non poteva essere tutto così lineare, perché il 22 maggio lui, l’eterno 22, doveva metterla 2 volte.

Arrivato esattamente un anno prima dal Genoa, il 20 maggio 2009 l’annuncio di Preziosi, aveva già 30 anni Milito: una carriera inspiegabilmente da sottovalutato. Il debutto a casa sua, nel Racing, poi due anni in Serie B a Genova dove finisce secondo nella classifica cannonieri dietro Gionatha Spinesi (!). La retrocessione in C1 del Genoa lo porta in Spagna al Real Saragozza, che Milito con i suoi gol trascina prima in finale di Coppa del Re eliminando Barcellona e Real Madrid (segnando 4 gol in una partita al Real) e poi alla qualificazione in Coppa UEFA, finendo ancora secondo nella classifica marcatori, stavolta dietro Van Nistelrooy. A quel punto il Genoa ritorna in Serie A e va di nuovo a prendersi Milito, perché lui è così: magari da lontano sembra avere un profilo basso, ma chi l’ha visto da vicino non vuole lasciarselo più scappare. Torna in Italia e, manco a dirlo, finisce di nuovo secondo per gol segnati: stavolta davanti a lui c’è Zlatan Ibrahimovic.

Racing Club, Genoa, Real Saragozza, ancora Genoa, 30 anni: bravo, certo. Ma voi davvero investireste su uno così?

L’Inter sì. Si muove in anticipo, larghissimo anticipo, e prima che finisca maggio annuncia già i primi due acquisti: dal Genoa arrivano Thiago Motta e, appunto, Diego Milito. 25 gol Ibrahimovic, 24 lui, sulla carta una coppia da sogno. “All’Inter serve una punta più mobile”, “Ibrahimovic dovrà sacrificarsi per Milito”. Forse era vero, forse no: non lo sapremo mai, perché lo svedese quello stesso anno fa le valigie per andare a vincere la Champions (cit) a Barcellona, e con Milito non giocherà mai. Al suo posto, la “punta mobile”: Samuel Eto’o. Si compone una coppia che devasterà le difese d’Italia e d’Europa, anche se ci metterà un po’ ad ingranare.

Il primo gol di Milito, insieme a due assist, arriva il 29 agosto alla terza partita ufficiale in uno bugiardo 0-4 contro il Milan. Bugiardo nel senso che potevamo fargliene serenamente il doppio.

Ma è in Champions che il Principe, chiamato così da sempre per la pazzesca somiglianza con Francescoli, deve scrivere la storia, ed è in Champions che mette in chiaro come staranno le cose.

Dopo 3 pareggi nelle prime 3 partite, all’85’ della quarta giornata l’Inter è sotto di un gol a Kiev. Ultima nel girone e con la prospettiva di una partita ancora da giocare con il Barcellona: virtualmente fuori da tutto. Ancora un assalto mancato all’Europa che conta, è già quello il pensiero di tutti e il titolo del giorno dopo su ogni giornale. All’86’ però suona la carica il Principe, e all’89’ Sneijder porta a casa i tre punti.

Sarà questa la nostra Champions: una missione impossibile davanti e un gol del Principe a sistemare le cose, una missione impossibile davanti e un gol del Principe a sistemare le cose. Tocca a tutti: il Chelsea di Ancelotti agli ottavi, il CSKA Mosca ai quarti, ancora il Barcellona in semifinale, infine il Bayern, due volte, in finale. Nessuno passa indenne davanti a Diego Milito. Una sola finta, sempre la stessa, con la quale potrebbe andare avanti all’infinito e continuare a superare qualsiasi difensore gli si pari di fronte. Una sola conclusione, sempre la stessa: in rete.

Potrebbe andare avanti così per decenni: lui che fa questa finta, e i difensori che lo perdono. Tutti.

Potrebbe andare avanti così per decenni: lui che fa questa finta, e i difensori che lo perdono. Tutti.

Eppure ci ha provato Diego, lui ci ha provato davvero, me lo ricordo, a far segnare qualcun altro in quella finale: ci ha provato con Sneijder, ci ha provato con Pandev, ma niente niente niente. Niente e nessuno poteva scrivere la storia di quella partita se non lui, niente e nessuno doveva timbrare quei trionfi se non lui. Era arrivato da buon giocatore, fa una stagione da fenomeno assoluto ed è tutto e solo merito suo, della sua intelligenza tattica, dei suoi piedi, delle sue finte.

Che sia Inter, Saragozza o Genoa per lui non cambia, siano la Champions, la Liga o la Serie B non fa differenza: Diego Milito c’è sempre, con lui gioca meglio chiunque, dare la palla a lui è come metterla in rete. Come si fa a spiegare chi era Milito, come si fa a raccontare cosa voleva dire vedere la palla tra i suoi piedi, fosse anche sulla trequarti da solo con cinque avversari intorno?

Il Principe è eleganza e semplicità messe su un campo di calcio, lui è un professore del football, non c’è un altro modo per definirlo: sempre il movimento giusto, sempre al posto giusto, sempre col tempo giusto. Non sbaglia mai un passo, e per quelli come lui l’età non conta. Le stagioni successive passano quasi in sordina, quasi vengono nascoste dall’abbagliante 2010. “Ha avuto tanti infortuni” sentirete dire in giro. Ed è vero, è verissimo, al punto che contro il Cluj in Europa League si teme addirittura per la sua carriera. Ma oltre agli infortuni, cosa c’è stato?

Dei soli 8 gol realizzati nel 2010/11, se ne registrano uno nella semifinale della Coppa del Mondo per Club e uno nella finale di Coppa Italia vinta a Roma contro il Palermo, tanto per non perdere l’abitudine alle sfide decisive. La stagione successiva è quella del record personale in nerazzurro: 24 gol in campionato tra i quali spiccano i 4 gol in una sola partita, contro il Palermo, e la tripletta al Milan, terzo giocatore nella storia a fare una tripletta nel derby (tutti interisti gli altri: Amadei e Nyers). Poi iniziano gli infortuni, sì, ma non prima di diventare il primo a segnare una doppietta allo Juventus Stadium e, con quella, a siglare la prima sconfitta della Juventus nel nuovo stadio. Gol leggeri mai, al Principe non sono mai piaciuti, lui si scomoda solo quando c’è da scrivere la storia.

Ah già, a proposito di storia: torna a casa, al Racing, e porta l’Academia a vincere il campionato dopo un’attesa lunga 13 anni. L’ultima vittoria? Nel 2001. Indovinate chi c’era al centro dell’attacco anche in quella stagione?

Troppo facile la risposta, sì. Con Diego Milito è sempre tutto troppo facile, lui è una scommessa sicura. Non è mai stato interista, no, queste frottole non fanno per lui: si è sentito amato ed ha amato questi colori, ha dato tutto per noi, ricorda con orgoglio e con amore i nostri trionfi insieme a lui. Ma la sua casa è sempre stata Avellaneda e non ne ha mai fatto mistero. Ed è l’Academia che lo ha trattato come un Re stavolta, nell’ultimo giorno della sua carriera. Un rigore segnato per mettere dentro il gol numero 22, una ovazione al minuto 22, una festa infinita e le inevitabili lacrime finali. I suoi tifosi sono impazziti: “non lasciarci ancora Diego, non siamo pronti”.

Nessuno è mai stato pronto a salutarlo, è questa la verità. L’unico pronto al momento giusto è sempre stato lui.

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E’ la notte del 21 maggio 2016, il Principe di Bernal appende gli scarpini al chiodo e torna a casa dalla sua famiglia e da Morena, l’ultima nata solo pochissime ore prima. Si mette a dormire con i ricordi freschissimi della serata in cui è stato celebrato come merita, e il giorno dopo si sveglia. E’ la mattina del 22 maggio 2016.

Sei anni dopo, Principe, noi continuiamo a ricordarti con un enorme nodo in gola. Continuiamo a rivedere i tuoi gol e a sentire i racconti di quel giorno. Continuiamo a rivivere ogni minuto trascorso insieme a te.

E’ stato un onore immenso, Diego.
Stai pur certo che non ti dimenticheremo mai.

Gracias, Diego Milito.

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About Nk³

Il calcio è uno sport stupido, l'Inter è l'unico motivo per seguirlo. Fermamente convinto che mai nessun uomo abbia giocato a calcio come Ronaldo (ma anche Dalmat non scherzava). Vedovo di Ibrahimovic, ma con un Mourinho in panchina persino i Pandev e gli Sneijder possono sembrare campioni. Dategli un mojito e vi solleverà il mondo.

75 commenti

  1. D’altronde è pieno di interisti che se arrivassero Lewandosky, Hummels, Modric li andrebbero ad accogliere a Malpensa al grido di: “tornatevene a casa vostra, noi vogliamo Nagatomo e Bonazzoli e vogliamo rispettare il FPF!!!!!!”….

    Capire che non stiamo difendendo Thohir in maniera cieca, ma siamo solo coscienti della situazione finanziaria della Società Inter è un concetto evidentemente molto difficile.

    Così come è difficile prendere atto che né sceicchi né petrolieri russi hanno mai fatto un’offerta di acquisto per l’Inter (chissà come mai) e che quindi ha poco senso logico rammaricarsi della mancanza di una potenza economica di cui non si dispone.

  2. Nic!: A me sembra che tu aggiri le mie parole per continuare a capire quello che vuoi capire.
    Io non ho mai detto che il FPF sia giusto.
    Non ho mai nemmeno riversato le mie frustrazioni e bile sull’allenatore (come dici tu) come fa qualcuno, ne sulla società come fai tu.

    si

    apprezzo il resto del tuo discorso, anche se non la penso affatto come te

    ma non pensare neanche che tutto quello che scrivo sia una critica o sia rivolto a te, il mio è un discorso più generale, per quel che ho sempre letto, fra l’altro, non ti ho mai visto usare toni isterici nei confronti di Mancini

    tutto qui, giusto per non creare equivoci :-)

  3. mattoinh7: @Nic!

    Sul concetto di aggirare le parole qui sono bravissimi. Ad esempio io scrivo testualmente questo:

    mattoinh7: Dico solo che secondo me il fallimento di questa squadra è stato ed è prevalentemente tecnico, solo dopo imperfetto a livello gestionale.

    e a mio giudizio dici una castroneria, almeno non puoi equivocare e rigirare le parole :-) ho dato esattamente quello che leggi

    perché? perché anche se avessimo fatto meglio, saremmo comunque arrivati terzi.

    conta i punti fatti da un certo punto da Juve e Roma e fatti due conti…

    persino il Napoli ha rischiato di perdere il secondo posto.

    L’errore di cui accuso la società, lo scrivo per l’ennesima volta, non riguarda questa singola stagione, riguarda persone stagioni in cui Mancini non c’era, per cui il tuo discorso non ha basi, tu stai parlando di questa stagione, io di altro, dell’intera gestione societaria dal momento in cui Thohir ha messo la prima firma e non ha capitalizzato adeguatamente la società, lasciando il budget per la parte sportiva sostanzialmente a ZERO…

  4. mattoinh7: Così come è difficile prendere atto che né sceicchi né petrolieri russi hanno mai fatto un’offerta di acquisto per l’Inter (chissà come mai) e che quindi ha poco senso logico rammaricarsi della mancanza di una potenza economica di cui non si dispone.

    Come mai però per un Milan messo molto ma molto peggio di noi, invece l’interesse c’è, proprio dei cinesi e prima o poi si concretizzerà e a quel punto diventeremo stabili la 5° forza del campionato, dato che la prima cosa che faranno sarà rinforzare la rosa, molto banalmente?

  5. Fabio1971: hai contato il numero di punti fatti nel solo girone di ritorno da Juve e Roma, senza neanche star a vedere da quando è iniziata la serie di vittorie consecutive della Juve..?

    per mantenere il vantaggio, avremo dovuto fare più o meno la stessa cosa, il che ERA CHIARAMENTE fuori dalle nostre possibilità

    Juve e Roma da un certo punto in poi hanno dato una ventina di punti a TUTTI, non solo a noi

    secondo me no.

    molte sconfitte erano evitabili cosi’ come gli scontri diretti. abbiamo perso un sacco di punti in partite che avremmo potuto e dovuto vincere in scioltezza.

    avremmo anche potuto centrare la finale di coppa italia con cui leccarci le ferite di questa stagione, ma loro ( i gicatori) hanno aperto le chiappe hai gobbi dicendo:servitevi pure. bastava non prendere 3 pere.

    le sconfitta col milan poi….lasciamo perdere

    il punto è che si poteva fare di più…molto di più.

    non ci sono state partite per cui abbiamo perso per manifesta superiorità dell’avversario per cui dici…ok troppo forti loro…

    per cui ripeto…..si poteva fare il terzo posto, bastava solo essere più convinti dei propri mezzi.

    la squadra non ha dato tutto in campo se non in alcune partite

  6. Pacific: Non ci si puo’ nascondere sul fatto che ” gli altri hanno cominciato a vincerle tutte”, senza tener conto che la tua squadra non ne ha azzeccata piu’ una

    amen.

  7. Fabio1971: perché? perché anche se avessimo fatto meglio, saremmo comunque arrivati terzi.

    NON saremmo

  8. Nic!: Nefario, mantenere il trend dell’andata purtroppo non sarebbe bastato per arrivare 3°.
    anche se indubbiamente avrebbe restituito l’immagine di una squadra più solida.

    si capisco il tuo e il punto di vista di alcuni di voi.

    ma in fin dei conti molti dei punti che ci mancano non ci sono per demeriti nostri evidenti, tipo torino, Milan lazio, sassuolo, genoa,

    15 punti ( non conto i gobbi)

    pari con l’atalanta, pari con il carpi ( mi viene da ridere/piangere), pari con l’hellas (ignobile)

    6 punti

    Totale = – 21 punti che potevano essere tranquillamente presi

    eccoli qui i punti che ci servivano per il terzo posto.

    erano più forti di noi? direi di no

  9. Fabio1971: Come mai però per un Milan messo molto ma molto peggio di noi, invece l’interesse c’è, proprio dei cinesi e prima o poi si concretizzerà e a quel punto diventeremo stabili la 5° forza del campionato, dato che la prima cosa che faranno sarà rinforzare la rosa, molto banalmente?

    E io o chi per me cosa ci possiamo fare? Evidentemente il Milan ha, per i cinesi, un appeal maggiore del nostro.
    Devo venirti io a dire perché i cinesi si vogliono prendere il Milan e non l’Inter?

    Perché lo sceicco si è preso il PSG e non il Lione? Perché l’altro sceicco si è preso il City e non il Newcastle? Perché Abramovic si è preso il Chelsea e non il Tottenham? Perché quell’altro sceicco si era preso il Malaga e non il Valencia? Ma che cazzo ne so io? Evidentemente ci sono logiche di mercato in base alle quali chi compra vede margini di crescita e guadagno. Se mai nessuno di veramente ricco si è preso la briga di fare offerte per l’Inter bisognerebbe chiedersi in che condizioni l’Inter stessa era stata messa in vendita e soprattutto in base a quali prospettive di risanamento un compratore avrebbe dovuto affrontare.

    Se arrivano i cinesi e buttano sul mercato 200 milioni per il Milan amen, non so che farci. Il mio presidente non lo può fare e, evidentemente, quello di prima ha venduto al mangiariso sbagliato. Si chiama senso della realtà, se ne sei sprovvisto è un problema tuo, non mio.

    Su quest’altro aspetto:

    Fabio1971: e a mio giudizio dici una castroneria, almeno non puoi equivocare e rigirare le parole ho dato esattamente quello che leggi

    perché? perché anche se avessimo fatto meglio, saremmo comunque arrivati terzi.

    conta i punti fatti da un certo punto da Juve e Roma e fatti due conti…

    persino il Napoli ha rischiato di perdere il secondo posto.

    può anche essere che io dica una castroneria, però quoto anch’io che:

    Pacific: Non ci si puo’ nascondere sul fatto che ” gli altri hanno cominciato a vincerle tutte”, senza tener conto che la tua squadra non ne ha azzeccata piu’ una , giocando da cani, fino all’ultimo.

    Se poi tu vuoi negare quello che ha detto il campo e combattere con i numeri amen, problema tuo anche questo.

    Nessuno qui è venuto a contestare, nemmeno per un secondo, quanto fatto d Juve, Roma e Napoli, ma, semplicemente, si è fatto notare come ci fossero tutte le condizioni per quantomeno lottare e provarci. Lo ripeto: se una squadra, alla fine del girone di andata, è a -2 dal Napoli, a pari merito con la Juve e a +5 sulla Roma e alla fine prende 24 punti dalla Juve, 15 dal Napoli e 13 dalla Roma, a mio avviso bisognerebbe fare altre considerazioni diverse da “sono stati troppo bravi gli altri” specialmente se detto da uno che quando l’Inter era prima veniva qui a scrivere “io voglio lo scudetto”.

  10. Nefario: si capisco il tuo e il punto di vista di alcuni di voi.

    ma in fin dei conti molti dei punti che ci mancano non ci sono per demeriti nostri evidenti, tipo torino, Milan lazio, sassuolo, genoa,

    15 punti ( non conto i gobbi)

    pari con l’atalanta, pari con il carpi ( mi viene da ridere/piangere), pari con l’hellas (ignobile)

    6 punti

    Totale = – 21 punti che potevano essere tranquillamente presi

    eccoli qui i punti che ci servivano per il terzo posto.

    erano più forti di noi? direi di no

    Ecco, appunto.

    Solo non dirglielo troppo forte, che per battere il Carpi servono tre fuoriclasse.

  11. Nefario: secondo me no.

    molte sconfitte erano evitabili cosi’ come gli scontri diretti. abbiamo perso un sacco di punti in partite che avremmo potuto e dovuto vincere in scioltezza.

    avremmo anche potuto centrare la finale di coppa italia con cui leccarci le ferite di questa stagione, ma loro ( i gicatori) hanno aperto le chiappe hai gobbi dicendo:servitevi pure. bastava non prendere 3 pere.

    le sconfitta col milan poi….lasciamo perdere

    il punto è che si poteva fare di più…molto di più.

    non ci sono state partite per cui abbiamo perso per manifesta superiorità dell’avversario per cui dici…ok troppo forti loro…

    per cui ripeto…..si poteva fare il terzo posto, bastava solo essere più convinti dei propri mezzi.

    la squadra non ha dato tutto in campo se non in alcune partite

    dici?

    per me no

    avremmo DOVUTO e POTUTO fare meglio, ma questo è talmente evidente che non occorre neanche dirlo

    detto questo, saremmo comunque arrivati quarti

    perché?

    !) La Juventus nelle ultime 18 partite di campionato ha ottenuto 52 punti sui 54 disponibili
    Nel 2016 la Juventus ha ottenuto 31 punti, più di ogni altra squadra:

    !!) La Roma ha fatto 48 punti nel girone di ritorno, frutto di 15 vittorie e 3 pareggi, con la sconfitta solo contro la Juventus. Una proiezione superiore rispetto a quella degli stessi bianconeri, pur reduci da una stagione da record.
    Fra l’altro, nell’intera stagione hanno segnato 83 gol, mai così tanti negli ultimi 70 anni di storia giallorossa.

    forse avremmo potuto fare qualcosa per agganciare il Napoli al terzo posto, ma Higuain ha fatto 36 reti eh…

    però questi sono NUMERI, non impressioni, e ben contestualizzati… poi noi abbiamo atto male dalla Lazio in poi.. ed è il problema che riguarda NOI, sul resto, che avremmo potuto fare?

  12. Io credo che avremmo potuto fare meglio. Analizzando il lato sportivo è evidente che si potessero fare più punti e che ci siano stati degli errori. Vedo un upgrade tecnico – tuttavia – significativo rispetto all’anno passato: 12 pti in più (e sarebbero potuti essere di più – come detto) è sinonimo di crescitato sotto il profilo qualitativo. Innegabile – a prescindere da quanto fatto notare circa le nostre lacune e gli errori commessi. Oggi – nonostante il sottoscritto tendenzialmente prenda con le molle le dichiarazioni interne alla società – effettivamente (lato sportivo) c’è una base tecnica e l’inserimento di Banega arricchisce questo gruppo. Questi sono i fatti: il resto lascia un po’ il tempo che trova.

    Si può ragionare sulle prospettive (es. che mercato sarà?), su quello che si sarebbe dovuto fare (es. Thohir avrebbe dovuto investire a suo tempo/Mancini ha commesso errori) e si possono avere posizioni differenti: legittimo.

    Io spero che la squadra possa crescere ulteriormente in questo mercato – a fronte delle entrate e delle uscite – non so se sarà possibile, ma spero che ci riescano (come fatto l’anno passato): spero che il livello complessivo della rosa salga e ritengo che la modalità attraverso cui si ha maggiori possibilità di realizzare questo sia (a fronte di quello che sappiamo) dare continuità al progetto.

    Spero che la società e il tecnico riescano a individuare i profili che – in linea con le nostre possibilità – possano migliorarci: in questo senso spero che la società appoggi il tecnico, ma che allo stesso tempo si dimostri forte e non vada a seguirlo ciecamente.

    Se la richiesta è Yaya Toure – per esempio – come società ho il dovere di non dare l’assenso, ma posso appoggiare alla grande il mio allenatore portandogli Biglia, per intenderci: ognuno ha le proprie responsabilità, che non vanno delegate ad altri. Forse in molti ricorderanno come Sneijder – ad esempio – non fosse la prima scelta di Mourinho in quell’estate del 2009 (voleva Deco), discorso analogo per Lucio (voleva Carvalho): è la società in ultimo a dover decidere chi comprare.

    In ragione di questo il sottoscritto ritiene che le colpe di acquisti come Felipe Melo non siano da ascrivere in toto al tecnico, ma parimenti (se non di più) alla società che ha avallato l’operazione. Il tecnico ha il diritto/dovere di indicare profili specifici, anche di impuntarsi su certi nomi, ma in ultimo è la società che deve prendere le decisioni e che è responsabile.

    Mi crea più fastidio/preoccupazione il fatto individuato da Zanetti oggi – che avevo percepito anch’io – e che ritroviamo in questa dichiarazione:

    “Cosa c’era in quella squadra (2010) che non c’è in questa? L’attaccamento alla maglia, l’idea di giocare in un gruppo e non singolarmente. Non c’è bisogno che io faccia nomi, ognuno sa come si è comportato nel corso della stagione, non occorre che glielo ricordi Zanetti. Il problema principale sono i nuovi arrivati, perché chi viene a giocare nell’Inter deve come prima cosa rispettare la maglia. Questo è il primo passo per entrare nel cuore dei tifosi, il modo più semplice per mostrare rispetto.”

    Si può poi discutere su quanto la nostra società sia valida (a tutti i livelli: dirigenza, allenatore, gruppo storico?) nel trasmettere questa identità. Perchè finchè siamo in un clima di grandi vittorie con l’allenatore che si chiama Mourinho ed in squadra ci sono uomini come Materazzi, Samuel, Cambiasso, Zanetti e Stankovic è facile creare questo sentimento di appartenenza ed onore, quando le cose vanno meno bene e non ci sono questi interpreti serve che la cosa si sviluppi dall’alto. L’identità è un qualcosa che si può costruire, ma che in linea di principio proviene dall’alto: poi si può trasmettere. Il Milan per esempio l’ha persa negli anni proprio perchè – persi certi interpreti – è mancata la società a monte: i risultati sono evidenti.

  13. D’accordo con il Casa vi do la buonanotte, felice di aver fatto “pace” e aver esposto le mie idee sia con Mattoinh7, che con Fabio1971 e di essere stato ascoltato!

    E speriamo che società e tecnico ci sorprendano. Vi lovvo.

  14. Nefario: amen.

    Avete colto nel segno…ci si sofferma spesso sul fatto che il nostro quarto posto rispecchi il nostro giusto valore e che tenere il passo di Roma e Juve negli ultimi mesi fosse impossibile…questo è indubitabilmente VERO, ma io ME NE FOTTO, perchè c’è modo e modo di raggiungere una stessa posizione e i fatti dicono che nel girone di ritorno abbiamo giocato di merda e soprattutto che abbiamo totalizzato la bellezza di 28 punti, gli stessi del Carpi (!!!!)…se avessimo giocato meglio e magari avessimo totalizzato una decina di punti in più saremmo arrivati quarti lo stesso? Probabilmente si, ma lo si sarebbe fatto in un modo più dignitoso e brillante, e non solo facendo tesoro del suicidio della fiorentina, si sarebbe forse raggiunta una maggiore fiducia e autoconsapevolezza nei propri mezzi per essere ormai arrivati a distanza ravvicinatissima dal podio, si sarebbe resa più credibile la prosecuzione e il completamento di un progetto tecnico tattico con cui si era giunti ad un soffio dalla zona champions, apportando i giusti ritocchi e ripartendo da base più solide, quelle che adesso sembrano mancare, tanto a livello di singoli giocatori quanto e soprattutto di sistema di gioco e organizzazione tattica

  15. Nic!:
    D’accordo con il Casa vi do la buonanotte, felice di aver fatto “pace” e aver esposto le mie idee sia con Mattoinh7, che con Fabio1971 e di essere stato ascoltato!

    E speriamo che società e tecnico ci sorprendano. Vi lovvo.

    figurati, è stato un piacere, finito di lavorare, me ne vado finalmente a dormire :-)

    grazie della compagnia

  16. Vi prego basta toure. ….ditelo al nostro super allenatore spelacchiato

  17. Fabio1971: Come mai però per un Milan messo molto ma molto peggio di noi, invece l’interesse c’è, proprio dei cinesi e prima o poi si concretizzerà e a quel punto diventeremo stabili la 5° forza del campionato, dato che la prima cosa che faranno sarà rinforzare la rosa, molto banalmente?

    Ecco, proprio di questo vorrei discutere.
    Cosa ti fa essere così sicuro di questo?

    Secondo me il nano sta continuando con la messa in scena iniziata già un anno fa con Mr Bee…. perchè non esiste al mondo che guardacaso tutti quelli che vogliono acquistare il Mi**n, non si sa chi siano e da quale settore provengano!
    A mio avviso è solo una strategia per far credere che il prodotto interessa, mirato a stanare un eventuale interessato che ancora non si è fatto avanti.

    …e per notare l’anomalia basterebbe guardare i precedenti…. quando il Bologna era in vendita si sapeva che si stava trattando con Tacopina/Saputo, idem la Roma con Pallotta e soprattutto l’Inter…. vi ricordate l’annuncio con tanto di foto di Moratti insieme ai 2 cinesi della China Railways per il 15%? Poi la cosa non andò in porto (principalmente per la questione stadio) e si iniziò a sentir parlare di Thohir, ed anche lì la cosa andò avanti un bel po’.

    Tra i principali motivi che possono spingere un ricco industriale a comprarsi una società di calcio c’è sicuramente la ricerca di visibilità internazionale….e come caxxo è che con il Mi**n si sente parlare solo di intermediari, cordate, Mr Bee, Me Lee, ma non si capisce mai di chi si tratta realmente o dell’azienda che rappresentano?

    Ora Thohir tratta con il gruppo Suning per il 20%… quindi sappiamo di nuovo di cosa stiamo parlando, basta fare una ricerchina!
    Dall’altra parte si susseguono trattative con non meglio precisati “cinesi”… che ovviamente vengono spacciati come i “musigialli” giusti e con tanti soldi……mica come noi che abbiam beccato il “musogiallo” col braccino che vuole solo “speculare” sull’Inter…. come se loro avessero trovato il più ricco di tutta la Cina che viene qui solo per amore del Mi**n!

    Neanche un bambino avrebbe creduto alla favola di Mr.Bee che veniva a mettere MEZZO MILIARDO di euro per meno della metà di un Mi**n derelitto, indebitato e senza uno stadio di proprietà….eppure tv e giornali gli hanno tenuto il giochino raccontandoci cazzate per un anno….e quasi nessuno si è fatto delle domande!
    Per non parlare dell’apice del ridicolo che hanno toccato la scorsa estate quando da un giorno all’altro sembrava che avessero già venduto, ricapitalizzato e ciliegina sulla torta il famoso viaggio di Galliani che sarebbe dovuto tornare con il si di Ancelotti (ahahah), Jackson Martinez, Kondogbia e Ibra….

    Se poi davvero sarà così bravo a trovare i mangiariso giusti, buon per lui e per i BBilanisti, ma ad oggi mi sembra solo di assistere all’ennesima pagliacciata finalizzata a prendere ancora del tempo

  18. Johnny®: Se poi davvero sarà così bravo a trovare i mangiariso giusti, buon per lui e per i BBilanisti, ma ad oggi mi sembra solo di assistere all’ennesima pagliacciata finalizzata a prendere ancora del tempo

    Non saprei, ovviamente con certezza

    ma credo che sia più o meno inevitabile che accada, fosse solo per una questione anagrafica di Berlusconi e della volontà di vendere dei suoi figli…

    insomma, su chi siano i cinesi del Milan, non c’è poi tutto questo mistero, per quanto le cose con Berlusconi non siano mai trasparenti…

    sono una cordata fra i principali imprenditori cinesi, per non dire ricchi, che fanno di fatto da tramite per lo Stato Cinese… che deve avallare, ma di fatto usa, gli investimenti esteri degli imprenditori cinesi…

    Il problema sembra più che altro essere la testardaggine di Berlusconi di non volere farsi da parte “Mi vogliono cacciare…” perché pretenderebbe di stare tre anni ancora in carica popola cessione…

    se fai un giro sul sito milanista -anti societario – Milan Night è spiegato abbastanza chiaramente

    succederà… a meno di colpi di teatro / follia di Berlusconi, ma poi lì c’è lo sprofondo totale

    brutta cosa la vecchiaia :-(
    Se

  19. Ancora una volta in accordo con Johnny (marchio-registrato) 😉

  20. Johnny®: Ora Thohir tratta con il gruppo Suning per il 20%… quindi sappiamo di nuovo di cosa stiamo parlando, basta fare una ricerchina!

    Anche lì. dipende.
    perché per molti il mandato a Goldman Sachs è esteso anche alla vendita dell’intero pacchetto di maggioranza…
    ma lì, la problematica, forse positiva, è il 29% di Moratti, cha a novembre dovrà essere ridefinito in base agli accordi presi alleato della vendita

  21. certo, tutto vero, ma stiamo parlando di numeri e dati di fatto concreti…a questo punto non potremmo nemmeno escludere di finire anche noi nelle mani di “quelli giusti”…non è scontato che la ricerca di un nuovo partner o acquirente sia necessariamente una cosa negativa, Goldman Sachs ha come unico scopo quello di rientrare del grano, quindi è anche nel loro interesse cercare qualcuno affidabile e col portafogli pieno

    Comunque occhio che la trattative del nano non riguardano esclusivamente il Mi**n…. ed occhio anche che quando si parlava di Mr Bee è saltato fuori che in fondo in fondo c’era la possibilità che quell’operazione potesse essere solo una montatura per far rientrare in Italia dei suoi stessi capitali imboscati all’estero (che spiegherebbe anche il perchè di una valutazione così alta e priva di senso)…..e se non gli è andata bene la prima volta, non escludo che possa riprovarci

  22. Forte il nano. Vuole vendere a peso d’oro e restare a comandare con i soldi degli altri. Un po come aveva cercato di fare moratti all’inizio prima di vendere a Thoir, pensano che i gialli siano degli idioti. Poi ti sbattono in faccia la realta’ e ti devi accontentare. Sono d’accordo che la faccenda della vendita del bilan sia strana, non si capisce chi c’e’ dietro, tutto fumoso, come fumoso e losco era l’affare con mister bee, per un miliardo di euro per una squadra ridicola in un campionato ridicolo. Si rasenta la follia.

  23. Io non penso che Thohir tratti per vendere la maggioranza.
    L’ha smentito più e più volte.

    Mi pare un altra notizia confezionata ad arte per togliergli credibilità.

  24. Nic!:
    Io non penso che Thohir tratti per vendere la maggioranza.
    L’ha smentito più e più volte.

    Mi pare un altra notizia confezionata ad arte per togliergli credibilità.

    +1

  25. Omaggio al Principe. Il micro-movimento con cui mette fuori causa il portiere del Bayern e poi segna facile il primo gol della finale Champions è da antologia